TUTTI I ROBOTTONI DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA

TUTTI I ROBOTTONI DEGLI ANNI SETTANTA E OTTANTA

Durante una decade e più siamo stati letteralmente invasi, sommersi, da robottoni che ci hanno difeso dai cattivi mostrilli dalle più improbabili origini. I quali, da contratto, prima di dedicarsi alla conquista del nostro pianeta, dovevano necessariamente passare dal Giappone.

Questa non è una “classifica”, né tantomeno un articolo didattico in stile Wikipedia. Semmai, è un tuffo nella piscina dell’amarcord molesto, con cui voglio ricordare quei vecchi robot che tanto mi piacevano (e che, sostanzialmente, mi piacciono ancora).

GOLDRAKE (Grendizer)

Prodotto dalla Toei Animation nel 1975, è stato creato da Go Nagai, il “padre” dei robottoni. Da noi è stato trasmesso a partire dal 1978.

Come non cominciare dal “primo”? “Atlas” per svista, Ufo Robot per professione. Fu il primo robot gigante ad approdare sui nostri schermi, facendo da apripista al resto dell’esercito di suoi simili che di lì a poco ci avrebbe invaso. Il vero nome è Grendizer, ma in Italia venne chiamato “Atlas” perché, inizialmente, la serie venne acquistata dalla Francia e la guida tv francese è detta Atlas. Gli addetti italiani dell’epoca, prendendo un abbaglio, lessero per intero “Atlas Ufo Robot”, credendo che quello fosse il nome del programma (su questo punto esistono opinioni divergenti, NdR). Goldrake fa parte di una sorta di “trilogia” insieme ai due Mazinga. Anche se fu la prima serie mecha ad essere importata in Italia, in ordine cronologico è la “terza parte”: abbiamo Mazinga Z, il Grande Mazinga, e dulcis in fundo, Goldrake.

GORDIAN

Prodotto dalla Tatsunoko, Gordian è andato in onda in patria a partire dal 1978. Da noi è stato trasmesso dal 1981.

Ah, Gordian… il robot matrioska. Ricordo che questa serie mi piaceva tantissimo. Presentava alcune caratteristiche che riuscivano a dargli quel nonsochè da farla distinguere da buona parte della massa. Infatti Daigo, il protagonista, poteva contare sull’appoggio di non uno, ma bensì tre robot da utilizzare a seconda dell’esigenza. Questi, anziché agganciarsi per poi trasformarsi nel consueto robot “finale”, entravano l’uno dentro l’altro. Daigo poteva richiamare ed “entrare” nel più piccolo, Protteser, che a sua volta poteva innestarsi nel secondo, Delinger, che a sua volta poteva innestarsi nel terzo, Garbin. Con questa combinazione a matrioska, si aveva il Gordian. Menzione d’onore va poi a Clint, pantera robot compagna inseparabile di Daigo, che era di una figaggine estrema.

GAIKING

Prodotto dalla Toei Animation nel 1976, arrivò da noi nel 1979.

Quando ero bambino, il mecha design di Gaiking mi infognava non poco, con quella capuzzella teschio-mostro-gigante sul petto e le “cornine” da diavolo. Pure l’astronave Drago Spaziale mi faceva sclerare. Però, a essere onesti, la serie in sé era abbastanza pezzente. Come se non bastasse, la capuzzella del robottone fu anche pomo della discordia fra Go Nagai e la Toei, che lo produsse nel 1976 (per arrivare in Italia tre anni dopo). A quanto pare, l’idea di Gaiking era appunto di Nagai, che si vide tagliare fuori da Toei su tutti i fronti. Manco nei credits inserirono il suo nome. Questo portò alla rottura e a dispute legali protrattesi per oltre dieci anni, tra l’artista e la casa di produzione. Fino alla riappacificazione avvenuta negli anni novanta.

ASTROROBOT CONTATTO Y

Ideato da Akira Hatta e prodotto dalla Nippon Animation nel 1976, da noi è stato trasmesso dal 1980.

Anche nel caso degli Astrorobot si è provato a cercare di cambiare un po’ la formula: una squadra di quattro robot che combattono singolarmente, senza la necessità di un unione coatta per formare qualcosa di più potente. Ricordo che anche questa serie mi piaceva abbastanza, a patto di riuscire a sorvolare sull’enorme faggianata dell’ “organo y” che consentiva ai protagonisti di poter comandare i robot. Anche all’epoca ‘sta cosa sapeva di cazzata lontano un km.

GAKEEN

Prodotto dalla Toei Animation e in onda dal 1976. Da noi a partire dal 1980.

Pure questa serie mi prendeva parecchio. Al pari di Jeeg, anche qui avevamo due “piloti”, Mai e Takeru, che bene o male si trasformavano in parti del robot. Nonostante gli arti a salsicciotto e la base/portaerei/nascondiglio a forma di paparella, il mecha design mi piaceva e tuttora continua a piacermi. Al di là di questo, sono molti anni che non rivedo la serie, anche se la ricordo abbastanza figa. Preferisco non rovinarmi il ricordo.

BRYGER

Serie prodotta dalla Toei Animation e trasmessa a partire dal 1981. Da noi arrivata quasi subito nel 1982.

Bryger è da menzionare per due punti in particolare: il primo è che i disegni di base sono di Monkey Punch, l’autore del manga di Lupin III. L’altro è che, per via delle ambientazioni, mi ricorda Gundam, con le varie colonie spaziali eccetera. Inoltre, la serie l’ho rivista pressapoco un paio d’anni fa e devo ammettere che non è affatto male. Nonostante il tempo, riesce a difendersi discretamente.

GOD SIGMA
Prodotto dalla Toei Animation e in onda dal 1980, da noi arrivò nel 1981.

Nome altisonante per questo robot “cicciottello” e multicolore. Non ho ricordi precisi di questa serie, a parte che si parlava di esplorazioni spaziali o robe di questo tipo. Onestamente, fra le “ennemila” serie di robot di quel periodo, questa la seguivo ogni tanto a sprazzi. Però, ricordo bene il nome dei tre consueti robot gregari che, unendosi, andavano a formare il God Sigma: Tuono, Terremoto e Nettuno. Oh, il robot sarà pure bruttarello, però in quanto a nomi, spaccava malamente.

DALTANIOUS

Prodotto in collaborazione fra la Sunrise e la Toei Animation, in onda a partire dal 1979. In Italia trasmesso dal 1981.

Anche per il nostro Daltanious, vale lo stesso discorso fatto in precedenza per Gakeen: da bambino amavo questo robot, con la capuzzella di leone a mo’ di ciondolone sul petto. Però, sono anni che non lo vedo e quindi non vorrei andarmi a rovinare le cose. Gli stilemi del genere ci sono tutti pure qui: lo scienziologo, la banda di ragazzini che solo loro possono pilotare il robot, gli invasori che attaccano a uno a uno. Sicuro sarà n’altra faggianata a vederlo adesso, però mi piaceva e quindi lasciamo le cose come stanno.

COMBATTLER V

Prodotto dalla Sunrise basandosi sul manga omonimo di Saburo Yatsude, in onda in patria a partire dal 1976. Da noi trasmesso a partire dal 1983.

Qui c’è da fare l’ennesimo chiarimento: Combattler è la prima serie di una trilogia, la cosiddetta “Trilogia Romance” tirata fuori da Yatsude. Le altre due sono Voltus V e General Daimos. Sostanzialmente, ci sarebbe poco da dire in merito: c’è lo scienziologo, c’è la base, il robot è composto dalla solita squadretta di raccomandati che pilotano altrettanti mezzi che compongono il mecha, il Giappone è sempre il primo (e unico) bersaglio eccetera. All’epoca, siccome vidi per primo Voltus, ero convinto che il Combattler fosse il tarocco non ufficiale del Voltus. Go ignoranza, go!

TRIDER G7

Prodotto dalla Sunrise e trasmesso a partire dal 1980. Da noi arrivò nel 1981.

Trider ricordo che era (nei limiti, s’intende) abbastanza originale. Il pilota era un ragazzino che eredita l’azienda e il robot di famiglia. Fra gli assalti degli invasori e le battaglie, doveva pure trovare il tempo di andare a scuola. Per fare quadrare i conti c’era (mi pare) il maggiordomo / commercialista che gli ricordava in continuazione di tenere d’occhio le spese, non sparare troppi missili e non scassare troppo il robot. Bisogna ammettere che era abbastanza divertente.

IL GRANDE MAZINGA (Great Mazinger)

Great Mazinger, prodotto dalla Toei Animation, in onda in patria a partire dal 1974. Da noi arrivò nel 1979.

Che ci vuoi dire sul Grande Mazinga? In pratica, assieme a Goldrake e Mazinga Z rappresenta l’archetipo del genere. A Go Nagai l’idea di questi favolosi mecha gli venne un giorno, a quanto si racconta, mentre si trovava bloccato in auto in uno di quegli ingorghi da far tirare fuori le meglio parole maleducate. Così immaginò cosa sarebbe successo se alla sua auto fossero spuntate gambe e braccia. Da quella che sembrava solo un’allucinazione di una mente spostata, il passo a una serie di successo fu breve.

DANGUARD

Danguard, Prodotto dalla Toei Animation, è andato in onda in patria dal 1977. Da noi arrivò nel 1978.

Oddio, Danguard pure era una bella serie spaziale. Al di là di un character design non proprio “piacevole”, vedi quei labbroni, in sé la serie raccoglie un fottìo di grandi nomi: da Leiji Matsumoto a Shingo Araki. Inoltre, se non erro, il Danguard fu uno dei primissimi mecha a trasformarsi. Nel senso che non prevedeva l’agganciamento di moduli e/o robot gregari per giungere alla forma finale, bensì era egli stesso a presentare la funzione “double-face”: comoda navicella, pratico robot da guerra.

ZAMBOT 3

Prodotto dalla Sunrise, in onda in patria dal 1976. Da noi a partire dal 1981.

Zambot da bambino non mi piaceva. Non perché fosse brutto, ma perché mi “inquietava”. Non riuscivo a spiegarmi il motivo, so solo che lo “guardicchiavo”, ma preferivo sostanzialmente altro. Anni dopo ho capito il motivo. Zambot 3 viene annoverato come precursore del genere che verrà definito “real robot”. In parole povere, a differenza di tutte le altre serie apparse fino ad allora, anziché seguire i soliti cliché, si concentrava molto sulla storia e le conseguenze di essa. Si abbandonano temi semplicistici e infantili, e si trattano temi come la xenofobia, l’orrore della guerra, la morte e la disperazione. I nemici, per esempio, cercavano di utilizzare tattiche volte a massimizzare il numero di vittime, anziché mandare un mostrillo a settimana contro il robot. Questo fa capire come questa serie era molto avanti rispetto ai suoi tempi.

DAITARN III

Prodotto dalla Sunrise e ideato da Yoshiuki Tomino, autore anche di Gundam. Andato in onda in patria a partire dal 1978, da noi arrivò nel 1980.

Daitarn è una delle serie che amo maggiormente. Racchiude dentro di sé una genialità non indifferente per quei tempi. La serie intera era in grado di spaziare con nonchalance dalla commedia caciarona e parodistica (vedi le faccette e le mossette che faceva il Daitarn stesso), a momenti di dramma e tensione. C’è poco da dire: Daitarn III era, ed è tuttora, una grande serie (siamo d’accordo fratello, NdR).

JEEG

Tratto dal manga di Go Nagai e Tastuya Yasuda, prodotto dalla Toei e mandato in onda nel 1975. Da noi a partire dal 1979.

Eh, Jeeg è un’altra fantastica serie che ha gettato le basi del genere. Anche lui, con le sue braccine e gambette a salsicciotto ha accompagnato tanti pomeriggi. L’accostamento giallo-arancio e verde forse è un pochino ardito, ma in generale chissene. Fantastico Hiroshi che, con la sua motoretta tamarra alettata, si lanciava trasformandosi nella testa di Jeeg. Ammetto che questa è una delle poche serie di cui, all’epoca, sono riuscito a vedere addirittura l’episodio finale.

GOLION/VOLTRON

Prodotto dalla Toei Animation nel 1981 come Golion, mandato in onda in America nel 1984 come Voltron. Da noi con il nome Voltron in onda dal 1986.

Allora, Golion (nome originale della serie) è uno dei robot che più mi ha infognato. Il fatto stesso di essere composto da leoni mecha, di per sé è una cosa fighissima. Però c’è l’inghippo: noi per lo più abbiamo imparato a conoscerlo come Voltron. In realtà, il nome originale della serie e del robot omonimo è, appunto, Golion. Il cambio di nome è dovuto al fatto che gli americani acquistarono questa e altre due serie, unificandole, adattandole e trasformando il tutto nel montaggio. Da quello che so, nonostante tutto, da noi arrivò solo la parte corrispondente alle cinquantadue puntate della serie originale di Golion. Infatti non ricordo di aver mai visto altro. O almeno, così mi pare (qui per saperne di più su questo pasticcio, NdR).

GETTER ROBOT

Prodotto dalla Toei Animation, in onda nel 1974. Da noi a partire dal 1980.

Ed eccolo qui: il Getter Robot. Realizzato su soggetto del solito Go Nagai, il Getter è il primo robot trasformabile in assoluto. Ovvero il capostipite che diede vita al filone dei robot componibili venuti fuori dall’aggancio di pezzi, navicelle, elettrodomestici e quant’altro. La storia in sé, con il risveglio degli uomini-dinosauro che vogliono conquistare la Terra, è (anche se non dissimile dai canoni dell’epoca) alquanto pezzentella. Però veicoli, mecha e personaggi erano di un figo pauroso. Ancora oggi una serie valida e molto amata.


Va bene debosciati, con questo vi dico grazie e immancabilmente Stay Tuned!

2 commenti

  1. Il migliore è Daitarn III. E basta!

  2. […] come la maionese sugli spaghetti. Probabilmente l’apogeo della cagnara lo si raggiunse quando i robottoni del Sol Levante invasero […]

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