A CACCIA DI POKEMON COME GLI ZOMBI DI ROMERO

A CACCIA DI POKEMON COME GLI ZOMBI DI ROMERO

“… Quando non ci sarà più posto all’inferno, i morti cammineranno sulla terra…”

Fu con questa storica frase che, nel 1978, George Romero scosse l’intera opinione pubblica portando sul grande schermo il suo celeberrimo capolavoro cinematografico: “Zombi”.

Orde di morti viventi ritornano a camminare sulla terra, si riversano nei centri commerciali affollati spinti da una sorta di istinto primordiale, guidano automezzi distratti da cellulari sempre collegati ai social network, seguono notizie fasulle spacciandole per verità assolute e scaricano l’ultima app del momento che dà loro modo di cacciare personaggi fittizi grazie alla propria arma di distruzione di massa che ha le sembianze di uno smartphone. L’apocalisse zombie non é mai stata più vicina di così.

Certo, se paragonata ai seguaci delle varie organizzazioni terroristiche sparse per tutto il globo, stiamo parlando di sciocchezze, ma se analizziamo il tutto sotto un profilo sociale abbiamo un quadro della situazione abbastanza strana.

Cosa può spingere un essere diversamente morto a vagare senz’anima per i centri abitati con un cellulare in mano e a cacciare forme strane dalle sembianze di redivivi Pokémon? Quello che sembrava provenire dalla mente arguta di un regista di origini cubane, prende inesorabilmente forma 38 anni dopo, complice la noia cosmica nella quale siamo caduti.

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Contrariamente al virus radioattivo che nel cult movie risvegliava i morti, qui si può tranquillamente parlare di catalessi della coscienza. Una volta infettati, il pericolo di contagio è alto, grazie allo scalpore mediatico che fa leva sulle esili capacità di resistenza alla persuasione del genere umano. Diventare un ritornante è un attimo e, senza rendersene conto, si è già sulla strada a cacciare Pokémon inesistenti.

L’istinto, aiutato anche da una buona campagna pubblicitaria, spinge l’essere privo di volontà propria a ricercare prede sempre più rare nei luoghi più affollati, tipo centri commerciali o outlet. A New York, una nutrita folla di impavidi guerrieri si è riversata in Central Park per catturare una rarissima specie di Pokémon.

Questa applicazione si chiama Pokèmon Go, è un gioco che si avvale della “realtà aumentata” e un gps, che servono per cercare e catturare i personaggi del famoso videogame giapponese. Si scarica l’applicazione negli appositi store e poi si vaga per i luoghi che desideriamo, ossevando ciò che la realtà aumentata del nostro smartphone ci proietta nello schermo e stando attenti a non lasciarci sfuggire qualche raro esemplare di Pokèmon, per poi farli combattere tra loro. Nelle ultime settimane l’epidemia si è estesa in tutto il globo sotto forma di download, munendo ogni essere vivente di puro istinto famelico. A differenza del film di Romero, l’impatto con la realtà spiazza l’ignara minoranza ancora frastornata dalla notizia che Golem, Grimer e Voltorb camminino tra loro.

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Don Bosco è il nuovo Pokèmon argentino

Dall’Argentina rimbalza la notizia che un programmatore avrebbe creato un’applicazione denominata Don Bosco Go, che ha come intento quello di dar la caccia ai santi per poi farli interagire tra di loro. Invece di catturare Pikachu & Company al posto loro ci saranno Maria Ausiliatrice, Domenico Savio e molti altri santi.
L’idea balzana è venuta a David Brandan, coordinatore dell’Istituto salesiano di Bernal dello stato sudamericano, per festeggiare i 201 anni della nascita di Don Bosco. L’appilicazione è disponibile solo agli alunni che frequentano tale istituto. lo scopo del gioco è, appunto, quello di catturare tutti i santi disponibili… ma senza farli combattere tra loro. Una volta ottenuto bottino pieno, l’alunno deve rispondere alle 100 domande di Don Bosco.
Visto il successo ottenuto, non è escluso che l’applicazione sbarchi negli store per essere disponibile a tutti.
Quando non ci sarà più posto per i Pokèmon, i Santi cammineranno sulla terra…

Il vero pericolo rimane il cacciatore che deambula con lo smartphone in mano. E non basta staccare il cervello dal resto del corpo per renderli inermi.

di ales
sono nato a Novi Ligure (AL) il 6 gennaio del 1976. il resto lo devo scoprire pure io.

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