ZIGI ZANGER, LA BIONDINA VENUTA DAL FREDDO

ZIGI ZANGER, LA BIONDINA VENUTA DAL FREDDO

Zigi (vero nome Sigrid) Zanger è una meteora del firmamento cinematografico che ha interpretato solo quattro film erotici, tra il 1975 e il 1976. Sigrid nasce nel 1958 a Norimberga, in Baviera, si trasferisce in Italia giovanissima, dove viene lanciata nel mondo del cinema dall’agente Alberto Tarallo. Le cose che più colpiscono in Zigi Zanger sono il suo aspetto nordico con i capelli biondi e l’aria da ragazzina: elementi molto interessanti per il cinema sexy del periodo.


I primi passi dell’aspirante attrice sono sulle pagine patinate di riviste per adulti.

Nel 1975 l’ungherese Miklos Jancsò la vuole per Vizi privati e pubbliche virtù, un film sugli ultimi giorni di Rodolfo d’Asburgo e Maria Vetsera che vuole essere un apologo sulla immoralità e sulla vita viziosa dei nobili. Zigi Zanger è la sorella di Teresa Ann Savoy, un ermafrodito che viene da un circo e si esibisce davanti ai due amanti immorali per farli godere sempre di più. Il suo ruolo è molto breve, la pellicola si ricorda soltanto per la conturbante presenza della Savoy.


Nel 1976 Zigi Zanger è nel cast di ben tre film erotici: Velluto nero di Brunello Rondi, Eva nera di Joe D’Amato e Cuginetta… amore mio di Bruno Mattei.

Velluto nero di Brunello Rondi (1976) è interessante perché mette insieme Laura Gemser e Annie Belle (aveva appena interpretato il conturbante Laure), due bellezze così diverse e proprio per questo capaci di attirare un buon numero di spettatori. Nel film si attua pure lo stratagemma di chiamarle con i loro nomi di successo: Emanuelle e Laure, facendo uscire sul mercato inglese il film come Emanuelle Black & White.
Zigi Zanger è Magda, il suo ruolo è da comprimaria come figlia ninfomane di Susan Scott (Nieves Navarro), bellezza ispanica che recita accanto ad Al Cliver (Pier Luigi Conti) e Gabriele Tinti. Zigi Zanger è anche la voce ansimante della colonna sonora, e ogni volta che assistiamo a un rapporto d’amore è lei che mima i sospiri della protagonista femminile di turno. Brunello Rondi ebbe l’idea di inserire questo commento sonoro che è la cosa più caratteristica della carriera di attrice di Zigi Zanger.
Magda, presenza erotica conturbante, entra in scena a cavalluccio di uno schiavo e poi si abbandona a uno strip molto sensuale. Il suo ruolo è quello della bianca sadica e perversa che fa l’amore con gli indigeni dopo averli provocati. La parte è quella della ninfomane senza limiti che si fa scopare da tutti, pure da una carovana di nomadi.

Nel film c’è molto nudo, ma Rondi non è il regista più adatto per gestirlo, anche se si ricorda con piacere una scena di Laura Gemser fotografata come mamma l’ha fatta davanti a decine di cadaveri. Ad Assuan giunge la disinibita Annie Belle, che scompiglia la vita a un gruppo di europei riuniti sotto la guida carismatica di una specie di santone (Al Cliver) e un ex attore del muto (Fëdor Saliapin). Tinti è il fotografo senza regole morali che circuisce Laura Gemser, ma Annie Belle gliela porterà via. Il film rappresenta un’opera di culto per gli amanti del trash e del kitsch, soprattutto per il clima da figli dei fiori che vi si respira. La pellicola risulta slegata, frammentaria e a tratti persino delirante, ma se proprio volete vederla la consigliamo.


Eva nera di Joe D’Amato è un film costruito su misura per Laura Gemser e Zigi Zanger, che è una ragazzina con i capelli da maschietto iniziata all’amore saffico e incestuoso dalla bella indonesiana.
In un night la provocante tedeschina viene inserita in un triangolo composto dalla Gemser e dal fratello, alla fine morirà per il morso di un serpente dopo un perverso gioco erotico. Nel libro “99 Donne” di Manlio Gomarasca e Davide Pulici abbiamo trovato un giudizio di Aristide Massaccesi su Zigi Zanger: “Sigrid era una ragazza bellissima, minuta ma molto graziosa. Lavorare con lei era un piacere, perché era una ragazza piena di vita. Ad Hong Kong, insieme a Laura ne combinavano di tutti i colori… l’unica cosa un po’ singolare che mi ricordo di lei è che aveva dei denti molto brutti, così il suo agente glieli fece rifare tutti…”.

Il terzo film di Zigi Zanger girato nel 1976 è l’unico che la vede nel ruolo di protagonista. Si tratta del pessimo Cuginetta… amore mio, che Bruno Mattei gira (come suo solito) a imitazione di precedenti film di successo, primo tra tutti La nipote di Nello Rossati (1974), senza però raggiungere gli stessi risultati. I debiti di ispirazione con tutta la serie dei “peccati in famiglia” sono evidenti, molte scene sembrano ricalcate da Malizia, Grazie zia e Peccato veniale. Salvatore Samperi ha inventato il sottogenere e chi è venuto dopo ha saputo solo imitare.
Protagonista di questa commedia erotico-campagnola è addirittura Gino Pagnani, che se la deve vedere con una moglie bisbetica (la bella Ria De Simone) e una figlia in calore (Zigi Zanger), ma soprattutto con uno zio conte, dispotico e ricchissimo (Tommy Polgar). Nel cast va citata anche la bella e disinibita Paola Maiolini, che nelle vesti di cameriera del conte trascorre quasi tutto il primo tempo senza veli. Il soggetto del film porta la firma di Luigi Montefiori e di per sé non sarebbe male, ma la sua realizzazione ricalca il metodo di lavoro del cinema hard e spesso si ha l’impressione di assistere a un porno tagliato.

La storia ruota attorno a un’eredità contesa dopo la morte del ricco zio, con il buffo Gino Pagnani che cerca di fare di tutto per entrarne in possesso. Quando sospetta che l’erede può essere un giovane e aitante cugino, non esita a spingere tra le sue braccia prima la figlia (Zigi Zanger) e poi la moglie (Ria De Simone). Il film è intriso di una comicità da pochade con situazioni stereotipate che lasciano perplessi. I cani che inseguono Pagnani per mangiare le salsicce e lui che si arrampica su un albero, un cannone che spara farina in faccia al povero protagonista, la sua consueta impotenza con la bella cameriera, la commedia degli equivoci che si ripete stancamente.
La pellicola, da dimenticare, si salva solo per l’esibizione continua delle grazie di Paola Maiolini e di Ria De Simone, vere disinibite protagoniste. Nel primo tempo assistiamo a un’eccitante dimostrazione di posizioni erotiche tra Tommy Polgar e Paola Maiolini e anche alla trasmissione via cavo di un loro rapporto sessuale con inseguimento. La morte del conte avviene proprio in seguito allo sforzo eccessivo ed è a questo punto che si innesca la caccia all’eredità.
Pagnani si ingegna a interpretare scene erotiche ma non convince, anche se ci prova più di una volta con la bella Maiolini. Zigi Zanger entra in azione nel secondo tempo quando arriva il falso cugino che si innamora di lei, ma la bella tedesca è molto parsimoniosa nel mostrarsi nuda. Ricordiamo la Zanger che si fa toccare le cosce dal cugino mentre suona il piano, ma anche durante un ballo in discoteca con lui che le tasta il sedere. Si tratta comunque di sequenze da poco, se confrontate con le scene di sesso infuocato che interpretano la Maiolini e la De Simone.
Da ricordare una parte molto eccitante girata da Mattei a imitazione de La nipote di Rossati (1974), che mostra una serie di toccamenti mentre la famiglia è riunita a tavola per la cena. Zigi Zanger masturba il cugino con un piede, ma anche Ria De Simone lo stuzzica mentre il ragazzo le tocca le cosce con la scusa di un tovagliolo caduto. Comincia la commedia degli equivoci e soprattutto lo scambio di letti tra il cugino, la De Simone, la Maiolini e Pagnani. Per il momento la Zanger assiste e suona il piano con grande turbamento, mentre la scena erotica è tutta di Ria De Simone che si spoglia con passione. Molto sexy è la parte in cui la Zanger succhia i biscotti, li lecca facendo sporgere la lingua davanti al cugino eccitatissimo e infine si abbandona a un sensuale spogliarello prima di andare a letto con lui. In ogni caso non ci fa l’amore, ma esce di camera nuda lasciandolo con un palmo di naso davanti agli amici con cui fa una pessima figura. Zigi Zanger finisce comunque a letto con il cugino perché in un finale melenso confessa che è innamorata di lui, anche se il regista fa capire proprio male questo incredibile amore al povero spettatore. La beffa finale arriva dopo il matrimonio tra la Zanger e il ragazzo, perché si scopre che lui non è il cugino che tutti credevano. Il vero erede è un ciccione che arriva a casa dal collegio per sconvolgere i piani di Pagnani, mostrandosi subito molto interessato al cibo e per niente alle donne.
L’unica prova da protagonista di Zigi Zanger è in questo film davvero bruttino, con una storia d’amore finale appiccicata con lo scotch, battute risibili e scontate, sesso esibito senza tensione erotica e narrativa.


Zigi Zanger ha avuto una breve relazione con il produttore Diego Spataro, ma dopo la fine di questo rapporto ha abbandonato il cinema per fare ritorno in Germania. Forse il tipo di cinema che le proponevano non era proprio quello che lei avrebbe voluto fare. In ogni caso l’interpretazione per la quale viene maggiormente ricordata restano i gemiti e i sospiri che accompagnano gli incontri saffici tra Laura Gemser e Annie Belle nel film Velluto nero.


FILMOGRAFIA DI ZIGI ZANGER

Vizi privati e pubbliche virtù di Miclos Jancsò (1975)

Velluto nero di Brunello Rondi (1976)

Eva nera – balck cobra di Joe D’Amato (1976)

Cuginetta… amore mio di Bruno Mattei (1976)

L’ultimo libro di Gordiano Lupi: “Storia della commedia sexy all’italiana, volume 1 – Da Sergio Martino a Nello Rossati”, Sensoinverso Edizioni 2017

 

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