VIDEOGIOCHI HORROR DIMENTICATI DEGLI ANNI NOVANTA

VIDEOGIOCHI HORROR DIMENTICATI DEGLI ANNI NOVANTA

Argomento di oggi: dieci giochi horror degli anni novanta di cui probabilmente vi siete dimenticati. O avete perso per strada, fa lo stesso.
Ho preferito concentrarmi su una serie di videogame apparsi fra il 1998 e il 2000 perché questo biennio lo considero la zona di comfort” per eccellenza del genere. Più giù capirete meglio il motivo di questo appellativo. 

Night Slasher (Data East – 1993)

Giochi horror anni 90 Night Slasher sviluppato dalla Data East

Night Slasher della Data East è uno dei giochi horror che ricordo con maggior piacere. Essenzialmente si tratta di un beat’em up a scorrimento laterale, come ce n’erano tantissimi in giro. Tuttavia la sua piccola nicchia riuscì anche a scavarsela. Il problema è che uscì in un periodo in cui il genere s’avvicinava alla sua data di scadenza. Infatti, come dicevo sui peggio cloni di Street Fighter, nello stesso anno la Data East si lanciò nell’affare dei picchiaduro 1 vs 1. Riuscendo pure a farsi fare causa da Capcom.

Comunque sia, Night Slasher era divertente per l’ambientazione, dato che pescava a mani bassissime su tutto ciò che fosse in qualche modo horror. C’erano zombie, lupi mannari, vampiri e via dicendo. Nonché, sulla scia di titoli come Splatterhouse e Mortal Kombat (dettaglio grafico a parte), il livello di gore era particolarmente accentuato.

Deep Fear (Sega – 1998)

Giochi horror anni 90 Deep Fear Sega 1998

Con Deep Fear di Sega entriamo in quella “zona di comfort” di cui dicevo. Anche per questo so’ partito da Night Slasher: nei cinque anni che separano questi titoli di giochi horror, ovviamente, ne sono usciti a pacchi. Solo che nel 1996 uscì Resident Evil e da quel momento in poi tutti, chi più chi meno, iniziarono a prendere spunto dal gioco. Dando vita a ‘sto periodo-sacca, in cui tutti si adagiavano e nessuno osava venirne fuori.

In questo senso, uno dei primi looks like di Resident Evil fu appunto Deep Fear. In sé non era male, assolutamente. Per la sua ambientazione e la trama ispiratissima a film come Leviathan e The Abyss, ammetto che m’infognava parecchio. A parte questo e qualche piccola trovata abbastanza originale, però, in sé era praticamente uguale al gioco di Capcom.

Countdown Vampires (Bandai – 1999)

Giochi horror anni 90 Countdown Vampires sviluppato da Bandai

Continuando su questa strada, anche Bandai provò a cavalcare l’onda dei survival horror. Infatti, ecco che nel 1999 se ne uscì con ‘sto Countdown Vampires. Al tempo etichettato come vero e proprio clone di Resident Evil. Infatti, le meccaniche dei due giochi sono praticamente identiche. L’unica differenza stava nel fatto che in Countdown Vampires i nemici erano vampiri. Non tanto diversi dagli zombi, ma comunque…

A ogni buon conto, devo dire che a me ‘sto gioco piaceva. Sopratutto per il fatto che la trama era praticamente ispirata a Dal Tramonto all’Alba, con il protagonista, Keith Snyder che si trovava in un bar-casinò circondato da vampiri. Per di più, sul braccio aveva persino lo stesso identico tatuaggio di Seth Gecko nel film.

Zombie Revenge (Sega – 1999)

Giochi horror anni 90 Zombie Revenge Sega 1999

Paradossalmente, per iniziare a vedere un pizzico d’originalità in un panorama velocemente inflazionato si è dovuti tornare al passato. Zombie Revenge, alla fine della fiera, altro non è che una specie di evoluzione dei vecchi picchiaduro a scorrimento. Praticamente la stessa cosa di Night Slasher con una grafica 3-D aggiornata.

C’è da dire che Zombie Revenge non era proprio tutto ‘sto granché, eh. Divertente, tutto sommato, ma in fondo nulla d’eccezionale. Forse perché, nato come spinoff di The House of the Dead, sarebbe dovuto essere inizialmente uno sparatutto in soggettiva.

Shadow Man (Acclaim Studios Teesside – 1999)

Giochi horror anni 90 Shadow Man Acclaim Studios Teesside 1999

Per quel che riguarda Shadow Man, mi dispiace tantissimo che sia uno di quei franchise caduti da anni nell’oblio e mai più ripresi. Quanti giochi horror, e non, hanno fatto ‘sta fine? Tenchu, Medievil, Soul ReaverAkuji the Heartless, Vagrant Story… ce ne so’ a pacchi. Sia quel che sia, Shadow Man spaccava.

Nel periodo aureo dei 32-bit, a parte Resident Evil, un gioco aveva segnato il passo: Tomb Raider, uscito sempre nel 1996. Shadow Man era l’unione “concettuale” di questi due giochi. Un action-adventure a tinte marcatamente horror. Adoravo ‘sto gioco. Così come il fumetto, del resto. Già, Shadow Man nasce nel 1992 come personaggio dei fumetti per la Valiant Comics di Jim Shooter.

L’unico suo difetto stava in un backtracking veramente eccessivo. Conseguenza di un rozzo, quanto avveniristico per i tempi, abbozzo di sistema open-world. Tolto questo, era un gioco veramente fantastico.

Galerians (Polygon Magic, Agetec – 1999)

Giochi horror anni 90 Galerians per playstation 1 sviluppato da Polygon Magic e Agetec

Sulla scia di Shadowman c’era Galerians. Certo, può essere ricondotto a quella folta schiera di look like di Resident Evil, però dalla sua poteva vantare una certa originalità di fondo. Anziché il classico schema avanza-e-spara, le meccaniche di Galerians giravano su ‘sto concetto dei poteri della mente.

In questo senso il protagonista, Rion Steiner, è un esper dotato di superpoteri psichici che si risveglia in un ospedale privo di memoria. Dato che è molto instabile, per tenere sotto controllo i poteri (e usarli) Rion ha bisogno di flaconi di droga speciale: solo così può combattere i nemici. E visto che ‘sta roba era limitata, bisognava fare attenzione a usarla perché oltre per combattere serviva per risolvere le fasi puzzle.

Soul of the Samurai/Ronin Blade (Konami – 1999)

Giochi horror anni 90 Soul of the samurai conosciuto anche col titolo Ronin Blade Konami 1999

Più o meno nello stesso periodo in cui pubblicò Silent Hill, molto in sordina Konami propose Soul of the Samurai, uscito in Europa con il titolo Ronin Blade. Ricordo che lo presi in permuta, a scatola chiusa, in un negozietto dalle parti dove abitavo, portando indietro Driver.

Visto che non avevo idea di cosa fosse, ammetto che restai alquanto sorpreso. Fondamentalmente perché Ronin Blade era un bizzarro mashup d’idee. Per di più alquanto riuscito. A una prima occhiata il gioco era del tutto identico a Resident Evil 2. Cioè personaggi 3-D su sfondi pre-renderizzati in 2-D, con la possibilità di affrontare la storia dal punto di vista dei due protagonisti.

L’originalità stava non tanto nella trama horror, ambientata nel Giappone feudale, quanto piuttosto nel sistema di combattimento all’arma bianca. Piuttosto complesso a dire la verità. Dato che sfociava in meccaniche tipo rpg, con tutta una serie di statistiche delle armi che influenzavano parametri di efficacia, forza, velocità e via dicendo. Un peccato che ‘sto gioco sia stato abbandonato e mai più ripreso.

Martian Gothic (Creative Reality – 2000)

Giochi horror anni 90 Martian Gothic unification per playstation 1 sviluppato da Creative Reality rilasciato nel 2000

Abbiamo tutti ben presente Dead Space, no? La storia del “Marchio”, i “Necromorfi” e via dicendo. Dead Space altro non è che la bella copia di questo Martian Gothic. Anzi, mi è sempre piaciuto pensare che Dead Space fosse ‘na specie di seguito spirituale.

Sì, la storia di Martian Gothic, scritta dall’autore di fantascienza Stephen Marley, è pressoché identica. A parte questo, Martian Gothic, seppur mutuato dall’onnipresente Resident Evil, presentava parecchie meccaniche originali come i salvataggi a numero limitato e la possibilità di giocare con tre personaggi contemporaneamente, switchando da uno all’altro (cosa ripresa in Resident Evil Zero, tra l’altro). Soprattutto, la morte non permanente dei nemici.

Martian Gothic quindi, a differenza di molti altri giochi horror dell’epoca, era pieno di buone idee, intuizioni originali e una storia forte. L’unico problema è che fu realizzato male, con gli sviluppatori che fecero ‘na certa cagnara. E questo, fu il motivo per cui ‘sto gioco venne presto dimenticato.

Nightmare Creatures II (Kalisto Entertainment, Activision – 2000)

Giochi horror anni 90 Nightmare Creatures II dreamcast Kalisto Entertainment, Activision

Nella kermesse di giochi horror che, come cavallette imbruttite seguirono l’uscita di Resident Evil, ci fu ‘sto Nightmare Creatures pubblicato nel 1997. A dire la verità, non è che mi piacque più di tanto: lo trovai abbastanza noiosetto.

Il seguito, Nightmare Creatures II, di qualche anno dopo, non è che fosse granché meglio del predecessore. Però mi piaceva perché aveva un bel paio di punti di forza. In primis, un’atmosfera gotica data da una trama dal respiro lovecraftiano. In secondo luogo, il protagonista: un tizio brutto, pazzo, scappato da un manicomio e armato di accetta. Che tra l’altro mi ha sempre ricordato Darkman.

Ah, e poi c’erano le musiche di Rob Zombie, mica fischi e pernacchie.

Evil dead: hail to the king (Heavy Iron Studios – 2000)

Giochi horror anni 90 evil dead: hail to the king per dreamcast sviluppato da Heavy Iron Studios

Per concludere ‘sta bella carrellata di giochi horror, ci schiaffo Evil dead: hail to the king. Questo videogame era, come dire, un vero e proprio bidone, ecco. L’ho rigiocato non molto tempo fa ed è esattamente come lo ricordavo: brutto, fatto male e frustrante.

Che te lo dico a fare: sistema di gioco preso di peso dal primo Resident Evil. Adattato malissimo. Movimenti che un soldatino di piombo è più sciolto. Un respawn dei nemici matto e disperatissimo totalmente alla cazzomannaggia. Save point lontani anni luce gli uni dagli altri. Per farla breve, ‘na cosa agghiacciante.

Tuttavia, si tratta pur sempre di Evil Dead. E strano a dirsi, nonostante sia ben consapevole che ‘sto gioco è più vicino a una porcheria piuttosto che a un videogame, non riesco a non adorarlo. Oh, certo che sono consapevole di quanto ‘sta cosa sia strana.

A ogni modo questi erano solo alcuni fra i giochi horror degli anni novanta che, credo, molti abbiano dimenticato. Ovviamente ce ne sono a ufo e ne ho saltati altrettanti. Perciò, uscitemi pure voi altri titoli. Che casomai ci buttiamo un occhio in un’altra “puntata”, ok?

Stay Tuned, ma soprattutto Stay Retro.

 

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