TUTTI I SEGRETI DEL BILANCIO PANINI SPA

panini werk modena

Panini Spa è la più grande azienda italiana a occuparsi strutturalmente di fumetti, benché, in realtà, questi siano solo una piccola parte degli affari della compagnia presente in quattro continenti soprattutto nel settore delle figurine.

Anche considerando la presenza non concentrata solo in Italia, e la dispersione delle aree d’affari, con un fatturato di gruppo di 750 milioni di euro nel 2016, Panini ha una dimensione confrontabile con i più grandi operatori del settore editoriale (Cairo 1,2 miliardi, Mondadori sopra il miliardo, Gruppo Espresso 633,7 milioni, Feltrinelli 366 milioni).

L’AZIENDA PANINI SPA E IL GRUPPO

La struttura societaria di Panini Spa è ramificata in paesi diversi, con ben 15 partecipazioni sparse nel mondo. A sua volta Panini è controllata da una holding, la I.D.4Italia srl. Non è pertanto possibile, a meno di informazioni consolidate provenienti da Panini stessa, ricostruire con precisione la dimensione e l’articolazione reale di Panini Spa.

Valgano, tra tutte, due considerazioni riguardo ai rapporti con le controllate.

1) L’indebitamento Panini, che raggiunge gli 828 milioni di euro, molto significativo se confrontato sia con il fatturato di gruppo noto di 750 milioni, ma tanto più con il fatturato della sola Panini spa, è in realtà composto per il 62% da debiti verso le controllate, e il vero indebitamento bancario ammonta alla cifra comunque importante, ma meno di un quarto dell’indebitamento figurativo totale: 202 milioni di euro.

2) La somma delle perdite e dei profitti delle controllate raggiunge nel solo 2017 la cifra di 99 milioni di euro, di cui 88 milioni provenienti dalla sola Panini Ireland Ltd, quella che tra tutte le controllate beneficia forse del regime fiscale più favorevole. Si noti che il profitto netto delle controllate è sufficiente a ripagare in due anni l’intero indebitamento bancario, ma che solo 6 milioni di euro transitano dalle controllate verso Panini Spa. È fin troppo facile immaginare che dietro la costruzione societaria di Panini ci siano considerazioni di ottimizzazione fiscale che impediscono di capire la situazione precisa a livello italiano (immaginiamo che la controllata Irlandese, tra l’altro, non sia un’unità operativa considerando il sorprendente capitale di appena 12.700 euro e la forma societaria “limited” corrispondente a una s.r.l. italiana, nonostante 88 milioni di euro di profitti nell’anno).

CONTO ECONOMICO

Il fatturato di Panini Spa è stato di 205 milioni di euro nel 2017, in calo rispetto ai 255 milioni del 2016, quando però c’erano gli Europei di Calcio. Il fatturato Panini infatti è ciclico e dominato dagli eventi che più di tutti spingono la vendita di figurine nel mondo: gli Europei e i Mondiali di Calcio. Questo vuol dire che oscillazioni importanti sono tipiche della gestione Panini Spa e che non è possibile fare considerazioni complessive precise senza conoscere l’andamento della situazione delle controllate estere.

STATO PATRIMONIALE E CASH FLOW

Si possono invece fare molte considerazioni sullo Stato Patrimoniale di Panini Spa.

L’attivo di Panini Spa si compone di:

– 950 milioni di euro di immobilizzazioni immateriali, prevalentemente licenze e marchi

– 5 milioni di immobilizzazioni materiali

– 62 milioni di immobilizzazioni finanziarie, in realtà quotate non molto sopra il costo, quindi probabilmente a valore inferiore rispetto a quello reale, soprattutto in considerazione che il profitto delle partecipate nel solo anno in corso è superiore al valore messo a bilancio.

– 20,8 milioni di attività finanziarie

– 13 milioni di rimanenze, divise quasi 7 a 6 tra materie prime e prodotti finiti

– 425 milioni di crediti, in gran parte compensati, come vedremo

– 217 milioni di attività finanziarie, esclusivamente crediti sulla liquidità delle partecipate

– 24 milioni di liquidità

– 15 milioni di ratei e risconti (ricavi/costi con manifestazioni parziali in esercizi in corso, ma anche in esercizi futuri); che si nettano con 1,5 milioni di euro di ratei e risconti passivi.

Il passivo di Panini Spa si compone di:

– 619 milioni di euro di Patrimonio netto, che include il capitale e tutti i profitti e i soldi messi a riserva nel passato

– 260 milioni per rischi e oneri, soldi che Panini Spa mette da parte per pagare oneri futuri o potenziali

– 4 milioni di TFR, un debito nei confronti dei dipendenti

– 828 milioni di debiti, già citati, di cui €202M di debiti finanziari verso le banche; 57M di debiti verso fornitori da confrontare con €66M di crediti verso clienti; €512M di debiti verso le controllate, che si confrontano con €328M di crediti verso le controllate; €4M di debiti verso erario e Inps, che si confronta con €31M di crediti fiscali; €53M di altri debiti che commenteremo nello specifico

– 1,5 milioni di ratei e risconti, già citati.

Gli elementi chiave dello Stato Patrimoniale di Panini Spa sono, secondo me, l’indebitamento e le immobilizzazioni finanziarie, attorno alle quali ruotano anche i flussi di cassa rilevanti. In particolare:

– Il capitale circolante, fatto dei crediti verso i clienti e dei debiti verso i fornitori, è sostanzialmente in equilibrio, con una prevalenza dei crediti sui debiti, con variazioni contenute rispetto all’anno precedente.

– I debiti con le banche sono di 202 milioni, quindi inferiori alla somma della liquidità disponibile (€24M) e del credito sulla liquidità delle partecipate classificato come attività finanziarie (€217M)

– La gran parte dei crediti e debiti è rappresentata dai debiti e crediti verso le controllate: €512M contro €328M.

Perché questa grande mole di debiti e crediti non viene compensata? È possibile che le controllate che vantano dei crediti siano diverse dalle controllate che hanno dei debiti, e in quel caso la compensazione non sarebbe possibile. Ma rimane anche il dubbio sulle attività finanziarie che non sono state trasformate né in crediti, né in cassa per Panini Spa.

Delle 14 partecipate, ce ne sono ben 6 che hanno un valore pressoché nullo. Di una di queste (Panini Espana SA), Panini Spa detiene solo lo 0,05%, le altre 5 hanno valori di patrimonio netto negativo, benché una, Panini America inc. abbia avuto un profitto di oltre 12 milioni di euro nell’ultimo anno. È possibile che queste controllate non siano in grado di saldare il loro debito, ma l’ipotesi non sembra del tutto credibile in considerazione del profitto di Panini America Inc.

Sicuramente non è questo il caso di Panini Ireland Ltd, che nell’ultimo anno ha avuto un profitto netto di 88 milioni di euro, quasi trattenuto interamente in Irlanda, senza trasferirlo alla controllante Panini Spa, la quale ha ricevuto dalla totalità delle controllate non più di 5,8 milioni.

Questo potrebbe voler dire che nelle controllate di Panini Spa ci sia un non piccolo “tesoretto” al quale potenzialmente attingere.

La conferma che il gruppo Panini ha capacità finanziarie superiori a quelle che appaiono dalla sola Panini Spa, viene dal fatto che nell’anno Panini Spa ha avuto due importanti uscite di cassa:

– il rimborso di oltre 37 milioni di euro di finanziamento bancario

– il saldo di 29 milioni di debiti per una incorporazione in Panini Spa di un’azienda esterna, eseguita lo scorso anno.

CONCLUSIONI

1) La situazione complessiva reale di Panini Spa non può essere capita e rappresentata fino in fondo se non pubblica un bilancio consolidato o informazioni dalle controllate più rilevanti.

2) Le poche informazioni a disposizione sembrano mostrare che le controllate estere di Panini siano in grado di fornire più liquidità di quella che Panini Spa consuma in Italia per la gestione del gruppo.

3) Le variazioni finanziarie mostrano un consolidamento della situazione, e solo una eventuale fragilità delle controllate, che non può essere evinta con le poche informazioni disponibili in Italia, potrebbe smentire questo quadro.

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