TOPOLINO E GLI ALTRI BOZZETTI DEL GIOVANE HUGO PRATT

Hugo Pratt

A metà degli anni quaranta Hugo Pratt cominciò a muovere i primi passi nel mondo del fumetto e a cimentarsi con gli strumenti di lavoro di ogni disegnatore: matite e inchiostro di china.

La redazione di “Asso di Picche” sui tetti di Venezia: Giorgio Bellavitis, Hugo Pratt e Giancarlo Guarda

Tutti sappiamo della profonda influenza avuta da Milton Caniff nella formazione del giovanissimo Pratt, ma raramente si è avuta l’opportunità di osservare il processo creativo che partendo dal modello originario (le strisce di Terry e i pirati di Milton Caniff) ha portato al Pratt “definitivo”. Nelle prime tavole pubblicate su Asso di Picche del 1945, spesso inchiostrate da Mario Faustinelli, l’influenza del caposcuola Caniff balza agli occhi.
Ma come erano i bozzetti, gli schizzi e gli studi di Hugo Pratt?

La risposta la troviamo in alcuni fogli invecchiati da più di settanta lunghi anni che fanno parte dell’archivio personale di Stelio Fenzo, il quale li ebbe in dono dallo stesso Pratt negli anni sessanta quando tra i due vi era un forte sodalizio artistico (come ci ha raccontato QUI).


In questi fogli disegnati a matita e parzialmente inchiostrati riconosciamo alcuni personaggi della saga di Terry e i pirati, alcuni soldati della Seconda guerra mondiale, un soldato ascaro alle prese con una sorta di prodromico Corto Maltese, guerrieri africani mascherati che sembrano usciti da un racconto di Anna della giungla, donne africane e anche un bozzetto microscopico che ritrae nientemeno che Topolino!

Ho voluto scambiare qualche impressione con Stelio Fenzo per recuperare informazioni su questi bozzetti che vorrei definire quasi di “valore storico”.


Nella breve chiacchierata Stelio mi ha confermato che i bozzetti risalgono ai tempi di Asso di Picche. Probabilmente realizzati in due periodi diversi, dato che in almeno un paio di fogli il tratto appare molto incerto. I disegni parzialmente inchiostrati, invece, sono una testimonianza delle piccole tensioni sorte all’interno della rivista. Hugo Pratt non era soddisfatto del lavoro di inchiostrazione di Faustinelli e prese la decisione di inchiostrare da sé le proprie matite. Per arrivare ad avere una certa padronanza del nuovo mezzo, il pennello, Hugo Pratt disegnò questi bozzetti in stile caniffiano. Stelio assicura che le chine di Pratt furono da subito molto più belle.


Tra i vari bozzetti si possono individuare alcuni soldati americani della Seconda guerra mondiale che Pratt disegna con le diverse uniformi, in una sorta di “calendario” che gli doveva servire per un racconto a fumetti.


Anche se nella sua carriera gli sarà capitato di abbozzare ancora qualche personaggio disneyano (forse Vincenzo Mollica possiede qualcosa), di certo Hugo Pratt non si è cimentato spesso con Topolino. Non so perché, ma quel Topolino appena accennato a matita ha attirato la mia attenzione facendomi fantasticare su un Pratt alternativo, calato in un mondo di topi e paperi. Forse perché a mezzo chilometro da Hugo Pratt abitava un certo Romano Scarpa


(Da Il Sestante News).


Dello stesso autore su Giornale POP: “L’intervista ritrovata con Hugo Pratt” (clicca QUI).

1 commento

  1. questo post è un tesoro di curiosità e rarità, grazie di aver condiviso.

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