LE TETTE GROSSE DI RUSS MEYER

LE TETTE GROSSE DI RUSS MEYER

“Perché le tette grosse? Perché me lo fanno diventare duro!”.

Russ Meyer (1922-2004) rimane ancora oggi una figura controversa della cinematografia per la sua anomala produzione nella quale si mescolano satira ed erotismo in stile fumettistico.

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Artefice del cinema erotico indipendente americano, maestro del soft core, re del sexploitation, autore di film di tette, regista di serie B. Ma anche il genio dei film sexy, l’unico vero autore completo della storia del cinema, il surrealista in tuta blu.

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“Amo le ragazze con grosse tette su un vitino da vespa”, disse Meyer a proposito dei suoi gusti femminili. E quando diceva “amo” parlava sul serio, dato che alcune di queste ragazze le sposò e ad altre si accompagnò per lunghi periodi.

EVE MEYER
Sposare la playmate del paginone centrale di Playboy è il sogno di molti americani. Russ Meyer lo realizzò nel 1952 sposando Evelyn Eugene Turner, playmate del giugno 1955 fotografata dallo stesso Russ. Diventò Eve Meyer dopo il matrimonio con il regista, che durò dal 1952 al 1969.

 

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Con un busto descritto come “conicamente esasperante”, Russ seppe che l’avrebbe sposata nel momento stesso in cui la incontrò. Avrebbe chiamato con il suo nome la sua società di produzione cinematografica: Eve Productions.

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“Avevamo una grande intesa sessuale”, disse Meyer. “Magari stavamo nel mezzo di un servizio fotografico e lei di punto in bianco mi diceva: prendimi qui, adesso, sul pavimento!”. Sul paginone centrale di Playboy è splendida, accanto al caminetto con una veste trasparente che mostra il giusto e un’espressione sul viso che dice “beh, mi vuoi o no?”. Allo stesso tempo ragazza della porta accanto e sensuale vampira.

 

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Russ le confezionò un film su misura: Eve and the handyman (1960), con una indimenticabile scena dello spogliarello durante l’autostop che mette in mostra tutta la sfolgorante bellezza del suo corpo.

LORNA MAITLAND
La pubblicità del film diceva che Lorna era “troppo per un uomo solo”. Lorna Maitland, nata come Barbara Ann Popejoy, faceva la “ballerina esotica” a Los Angeles quando rispose a un annuncio su Daily Variety pubblicato da Russ Meyer per il ruolo principale del suo film Lorna (1964). Un’altra attrice era stata inizialmente scelta, ma venne sostituita perché il suo seno era troppo piccolo secondo gli esigenti canoni del regista.

 

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Dopo un paio di battute, la Maitland si tolse il reggiseno rivelando un orgoglioso seno a punta di proporzioni veramente eroiche che si innalzava oltre ogni limite.


Da qualunque posizione lo si guardasse le sue due enormi protuberanze coniche mantenevano la stessa configurazione stimolante, pur registrando l’apice critico nella rotazione a 180 gradi. Quando il film fu girato la Maitland aveva 20 anni, pesava 65 chili e le sue misure erano 42 DDD-24-35 che corrispondono a una sesta misura italiana o a una circonferenza toracica di 110 cm. La Maitland, inoltre, era incinta durante le due settimane di riprese di Lorna. Questo aumentò la tonicità dei suoi già grandi seni, dando loro un aspetto sensualmente gonfio. Quando si chinò per un primo piano e i suoi capezzoli le toccarono le ginocchia, Meyer esclamò: “Faremo faville al botteghino!”.

TURA SATANA
Probabilmente la miglior “cattiva ragazza” (bad girl) della storia del cinema. La più sensuale tra le femme fatale di celluloide. Una vera superdonna con un busto di proporzioni sublimi. Una icona del cinema indipendente che Russ Meyer rese immortale cucendole addosso il personaggio di Varla in Faster Pussycat Kill Kill (1965), un film che riprendeva l’estetica delle riviste americane per uomini pubblicate anche da Martin Goodman, l’editore della Marvel (il quale a sua volta prese il nome Pussycat dal titolo del film per conferirlo a un personaggio a fumetti delle sue riviste).


Tura Satana era una donna che ruggiva, ringhiava e artigliava. Era dotata di fantastici seni, che inseriva all’interno di reggiseni antiproiettile e top aderentissimi.

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Il suo seno si sviluppò molto precocemente e questo fece si che, nonostante fosse una seria studentessa universitaria, venisse costantemente molestata per via del suo splendido corpo. Si dice che per tenere a bada i molestatori avesse dovuto imparare le arti marziali dell’aikido e del karate.

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“Durante i 18 anni in cui ho lavorato nei locali e nei nightclub di burlesque, ho avuto l’opportunità di incontrare alcune delle ballerine più raffinate e di maggior talento di sempre. Tra loro c’erano Lili St. Cyr, Tempest Storm, Maxine Martin, Candy Barr, Blaze Starr e una moltitudine di altre. Penso che uno dei momenti salienti della mia vita sia stato quando Eddie Foy è salito sul palco la mia prima volta al Grand Theatre di St. Louis e mi ha regalato due dozzine di rose a stelo lungo. Mi disse che non aveva mai visto nessuna ballare cosi”. Tura portò il suo temperamento sul set di Faster Pussycat Kill Kill, dove ci furono grosse tensioni tra lei e Russ. Tensioni che in un certo modo contribuirono ad amplificare la straordinaria carica sessuale del film rendendolo leggendario. Tura contribuì anche ad alcuni dialoghi.
 

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Per esempio quando al benzinaio, ipnotizzato dalla sua straordinaria scollatura, che confessa quanto gli piacerebbe viaggiare e vedere tutta  l’America, Varla risponde “Non la troverai qua in mezzo, Colombo!”.
In Italia il film è uscito solo in tempi recenti nella sola versione home video.

Tura ricevette anche una proposta di matrimonio e un anello da parte del grande Elvis Presley. Declinò la proposta, ma si tenne l’anello.

CYNTHIA MYERS
Cynthia Myers fu la playmate del dicembre 1968. Il suo paginone centrale fu fotografato da Pompeo Posar poco dopo il 18esimo compleanno di Cynthia. È stata definita la playmate più famosa degli anni sessanta e rimane una delle più famose di tutti i tempi. Nella Top Ten dei paginoni centrali di Playboy è classificata al decimo posto. La sua straordinaria popolarità è in gran parte dovuta alle sue proporzioni mozzafiato: una ragazza minuta alta poco più di 150 cm, con una vita sottile da 58 cm e una quinta di reggiseno.


Nell’autunno del 1969, Cynthia era stata invitata da Russ Meyer a partecipare al suo primo film con un budget alto: Beyond the Valley of the Dolls (1970).
“Russ cercava di contattarmi da oltre un anno. Mi diceva che ero il prototipo della Russ Meyer Girl”, ricorda Cynthia.

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La scena più famosa del film è il rapporto lesbico tra Cynthia Myers ed Erica Gavin. La dolce e innocente Casey (Cynthia Myers) si ritrova sedotta da Roxanne (Erica Gavin) ed entrano in una relazione insieme dolce e bollente. La Myers era un po’ nervosa quando si trattò di girare le scene di lesbismo perché non era mai stata con una donna prima (a differenza della co-protagonista bisessuale Erica Gavin). La scena riuscì magnificamente. Anni dopo la Myers notò che in un cinema ridavano Beyond the Valley of the Dolls e propose al suo fidanzato del momento di andare a vederlo. “Sapeva del mio passato, ma fino a un certo punto. Durante le mie scene nel film con Erica Gavin ho potuto capire dal suo linguaggio del corpo che era a disagio. Quando uscimmo dal cinema sembrava annichilito. Mi guardò e disse: Hai avuto un orgasmo con Erica? Io non potrei mai soddisfarti come ha fatto lei nel film.


EDY WILLIAMS

“Era una stellina della Fox sotto contratto con Raquel Welch, Tom Selleck e altra gente del genere. Non passava certo inosservata, era abilissima nel catturare l’attenzione della gente. Era sempre mezza nuda. Così cominciammo a uscire assieme, facevamo dei bei titoli sui giornali. Davamo un sacco di interviste e ci portavano in giro in limousine. Lei girava sempre senza quasi nulla addosso. Cominciai a pensare di sposarla. Mi sembrava una buona idea”, raccontava Russ Mayer.

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La sposò il 27 giugno del 1970, dieci giorni dopo l’uscita di Beyond the valley of the dolls. Russ però non riuscì mai a dedicare abbastanza tempo alla carriera della moglie. Nel 1971, le diede un ruolo in The Seven Minutes, un film sfortunato che non ebbe alcun successo. Nel 1973 la fotografò in tutta la sua sfolgorante bellezza per un inserto speciale di Playboy.

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Ma il loro rapporto si inasprì e la separazione divenne inevitabile. “Non mi ha inseguito con un coltello: me lo ha lanciato! Proprio qui, sulla testa! Solo perché le avevo detto che non sarei andato a cena con i suoceri per Capodanno perché preferivo rimanere a casa a scopare! Fu un periodo duro, una specie di guerra, ci parlavamo solo tramite gli avvocati”. La presenza scenica della Williams in Beyond the valley of the dolls è conturbante. Difficile dimenticare la scena dove si sfila le mutandine sul sedile posteriore di una Rolls Royce.

FRANCESCA KITTEN NATIVIDAD 
Nata in Messico, dopo essersi trasferita in California lavorò come cameriera e come operatrice della Ibm, prima di dedicarsi al ballo. Il suo nome d’arte Kitten, gattina, deriva dalla sua timidezza. All’età di 21 anni ebbe il suo primo intervento chirurgico di protesi mammaria a Tijuana, in Messico (negli Stati Uniti non era ancora legale), per poter ballare in topless.

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Famosa per il suo enorme seno a coppa (una sesta piena) e la personalità spumeggiante, fu la vincitrice del Miss Nude Universe nel 1970 e nel 1971. Fu la sua collega Shari Eubank (protagonista di Supervixens) a presentarla a Russ Meyer. Meyer la assunse come narratrice del suo film Up! seduta nuda su un albero. Meyer rimase talmente impressionato da lei che la voleva a tutti i costi nel suo film successivo, Beneath the Valley of the Ultra-Vixens.

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Il regista le pagò personalmente un secondo aumento del seno, nel 1979, e lezioni di dizione per eliminare il suo accento messicano. Lei lasciò il marito per Meyer durante le riprese del film e i due vissero insieme per i successivi 15 anni.
“Quando guardava in basso non riusciva a vedersi i piedi”, diceva di lei Russ Meyer. “Possedeva una serie di doti benefiche per la mia salute mentale e fisica. Era un oggetto sessuale totale, una macchina del sesso. Le piaceva da morire eccitare gli uomini. Aveva un corpo fantastico e scopava come una dea. Cosa chiedere di più?”.

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