LO SQUALO ASSASSINO NELLE SEQUENZE DI 6 FILM

LO SQUALO ASSASSINO NELLE SEQUENZE DI 6 FILM

La suspense e il terrore al cinema vengono declinati in svariati modi. Uno è rappresentato dai film incentrati su una o più bestie feroci, che si scatenano per cause diverse (spesso in realtà una vera e propria causa non esiste), con conseguente sterminio di esseri umani. Sono poche le razze animali che non siano state utilizzate per spargere sangue e spaventare gli spettatori. Sta diventando netta in questo senso la prevalenza di pellicole con squali assassini, che hanno dato vita a un vero e proprio sottogenere. Anche se negli ultimi anni produttori e registi non riescono più a realizzare opere di particolare originalità e successo, ogni tanto un titolo perlomeno dignitoso riesce a raggiungere le nostre sale. Si spera che sarà così per Shark – Il primo squalo (The Meg), distribuito in questi giorni. Protagonista è un gigantesco megalodonte, antenato preistorico dello squalo bianco. Diretto da Jon Turtletaub e tratto dal romanzo di Steve Alten, il film ha avuto una lunga e difficile gestazione (inizialmente avrebbe dovuto girarlo Eli Roth). Partendo dal lontano 1975, abbiamo scelto alcuni titoli rappresentativi del genere, da cui abbiamo estratto una sequenza di particolare efficacia.

Lo squalo (Jaws)

Il primo film su uno squalo assassino è ovviamente Lo squalo (Jaws), del 1975. Campione d’incassi all’epoca tanto da contribuire in maniera determinante a rilanciare l’industria hollywoodiana, nonché il cinema del terrore, rendendolo appetibile anche a un pubblico poco avvezzo al genere. Tratta da un romanzo di Peter Benchley e diretta dal ventinovenne Steven Spielberg, è un’opera perfetta sia che la si guardi come pellicola di puro intrattenimento, sia che si voglia sottolinearne il sostrato simbolico.
Martin Brody, capo della polizia di Amity, una cittadina balneare e turistica, si trova a dover affrontare un enorme squalo bianco che miete vittime tra bagnanti e pescatori. Come scrisse Anthony Timpone, “negli anni cinquanta si facevano film come questo, ma nessuno era così eccitante e ben fatto”. Valori aggiunti sono la fotografia di Bill Butler, le musiche di John Williams e un gruppo di interpreti in stato di grazia: Roy Scheider, Robert Shaw, Richard Dreyfuss, Lorraine Gary e Murray Hamilton.

Tintorera (¡Tintorera!)

Tintorera (¡Tintorera!, 1977) è un film curioso, a tratti divertente, ma non proprio memorabile. Come tutti quelli del regista messicano René Cardona jr., d’altronde. Curioso perché incentrato sulle avventure (anche amorose) di due cacciatori di squali, cosicché per quasi tutto il film vediamo più squali arpionati e uccisi che vittime sbranate dal grosso tintorera che infesta le acque della costa messicana. Per il resto la vicenda si impantana in un triangolo pseudo-erotico e poco avvincente tra i due e una bella turista inglese (Susan George), sorta di Jules e Jim balneare in salsa messicana. Tuttavia le riprese subacquee, curate da Ramón Bravo (autore del racconto da cui è tratto il film), sono pregevoli, così come gli attacchi dello squalo tigre.

Lo squalo 2 (Jaws 2)

Se messo a confronto con l’originale spielberghiano, Lo squalo 2 (Jaws 2, 1978) non può che uscirne perdente. Se invece lo si considera come film a sé stante, non è affatto male. Due anni dopo l’uccisione del grande squalo bianco, ad Amity l’incubo sembra finito. La cittadina si prepara ad affrontare una nuova stagione turistica. Un giorno però un’imbarcazione viene trovata alla deriva senza equipaggio e subito dopo una sciatrice d’acqua scompare. Brody comincia ad avvertire la presenza di un altro mostro. Sceneggiato con competenza da Carl Gottlieb e Howard Sackler e ben diretto da Jeannot Swarcz, Lo squalo 2 cresce nell’ultima mezz’ora. Le sequenze d’azione sono di notevole fattura e la suspense non manca. Inoltre il film può contare ancora una volta sulla bravura del protagonista Roy Scheider. I due successivi titoli della serie, Lo squalo 3 (Jaws 3-D, 1983) di Joe Alves e Lo squalo 4 – La vendetta (Jaws: the Revenge, 1987) di Joseph Sargent, conservano alcuni motivi di interesse, pur non brillando sotto il profilo della tensione drammatica.

L’ultimo squalo

Per vedere un feroce squalo bianco di nazionalità italiana bisogna aspettare il 1980, quando arriva nelle sale L’ultimo squalo, di Enzo G. Castellari (suo anche Il cacciatore di squali, del 1979, però più avventuroso che altro). Il film prodotto da Ugo Tucci riprende a grandi linee il plot del capolavoro di Spielberg e, soprattutto, del seguito, Lo squalo 2 (la scena dell’elicottero replica, variandola, quella del film americano). Tanto che la Universal, major produttrice dei due successi hollywoodiani, accusò gli autori di plagio e riuscì a farne ritirare le copie. In effetti anche in questo caso la vicenda è imperniata su un mastodontico squalo che fa strage di bagnanti lungo le coste di una cittadina americana. In ogni caso Castellari, grande estimatore del cinema a stelle e strisce, privilegia la spettacolarità e i passaggi truculenti.

Blu profondo (Deep Blue Sea)

Non uno solo, ma vari squali si scatenano in Blu profondo (Deep Blue Sea), diretto nel 1999 da Renny Harlin.
Un gruppo di ricercatori, con a capo la dottoressa Susan McCallister, sta sperimentando una cura per l’Alzheimer usando come cavie alcuni squali, tenuti in cattività in un laboratorio subacqueo. Un incidente però li mette in libertà, e a quel punto Susan e gli altri devono lottare per sopravvivere. Girato e montato con un grande senso del ritmo, e in questo Renny Harlin è uno specialista, ma anche con un certo humour macabro, necessario per rendere digeribile una vicenda abbastanza improbabile. Gli squali sono realizzati sia con effetti meccanici che digitali, questi ultimi riconoscibili e tuttavia non particolarmente fastidiosi. Primo ruolo importante per l’attrice Saffron Burrows, che si batte come Ripley (Sigourney Weaver) faceva con l’alieno, ma l’esito è un po’ diverso. Nell’aprile di quest’anno è stato distribuito negli Stati Uniti, direttamente in home-video, il sequel, Deep Blue Sea 2, diretto da Darin Scott.

Paradise Beach – Dentro l’incubo (The Shallows)

In Paradise Beach – Dentro l’incubo (The Shallows, 2016) la giovane surfista Nancy si reca in una spiaggia nei pressi di Tijuana, sconosciuta ai più. Rimasta sola in mezzo al mare, viene aggredita e assediata da un feroce squalo bianco. Il film del catalano Jaume Collet-Serra è un’operazione tutto sommato dignitosa dal punto di vista produttivo, che ricorda il discreto Open Water, diretto nel 2003 da Chris Kentis. Realizzato con una certa cura (anche se gli effetti digitali in alcune scene lasciano un po’ a desiderare) e senza eccedere in trovate spettacolari fini a se stesse o trucchi splatter ormai stantii, ha però il difetto di non riuscire a fare dello squalo un vero e proprio personaggio in grado di rubare la scena alla protagonista.

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