FERMIAMO L’EPIDEMIA DELLE CASTAGNE

FERMIAMO L’EPIDEMIA DELLE CASTAGNE

Le castagne italiane rischiano di sparire dalla nostra tavola.
Nel 2002 la vespa nera è apparsa nel sud del Piemonte. Adesso è diffusa in tutta Italia.
La vespa nera depone le sue uova sui germogli del castagno. L’attacco combinato con i funghi microscopici che diffondono il mal d’inchiostro e il cancro del castagno possono uccidere anche esemplari secolari.

Inoltre è molto cresciuta la produzione di castagne asiatica, soprattutto cinese, che ha invaso non solo i mercati dei nostri tradizionali clienti, ma anche l’Italia. In America il castagno locale è quasi del tutto scomparso a causa del cancro della corteccia.

Benché i costi della raccolta delle castagne siano molto aumentati, il prezzo delle castagne non ha scoraggiato i consumatori. Da prodotto povero destinato a sfamare i contadini e i montanari è diventato un prodotto caro e ricercato. Questo ha favorito l’importazione di castagne meno pregiate delle nostre.

Il castagno europeo

Castagno europeo della varietà castanea sativa

Il castagno europeo è la varietà castanea sativa.
È un albero di alto fusto che può arrivare a trenta metri di altezza. Nelle zone mediterranee vive da seicento fino a milletrecento metri di altitudine. In zone particolarmente umide può spingersi più in basso. Nelle zone prealpine e alpine vive in alta collina.
Ama il sole pieno e non sopporta il gelo sotto i 25 gradi. Ha bisogno di almeno quattro mesi di tempo soleggiato per portare a maturazione le castagne.

Il castagno in inverno perde le foglie

Durante l’inverno perde le foglie, che rimette in primavera. Se il periodo della fioritura è molto piovoso o umido con nebbie persistenti l’impollinazione dei fiori del castagno avviene con difficoltà. La fruttificazione non sarà ottimale.

Fiori maschili e femminili, foglie, frutti e semi

Nel disegno sopra sono rappresentate le foglie del castagno europeo. I fiori maschili sono lunghi grappolini alla cui base possono apparire i fiori femminili. Le castagne sono contenute nei ricci. In ogni riccio ci possono essere tre castagne, o anche una sola castagna molto grande. In questo caso si chiama marrone ed è particolarmente apprezzata. Si sbuccia con facilità e le pellicine interne non aderiscono al frutto.

Fiori maschili di castagno

Perché avvenga l’impollinazione è necessario che il polline sia trasportato o dal vento o dalle api. Il castagno è infatti considerato un albero importante per la produzione del miele.

Le api trasportano il polline dai fiori maschili ai fiori femminili. Il loro bottino viene poi portato dentro l’alveare. Lo scopo è di nutrire le api. L’apicultore cattura una parte del polline e del miele che ne deriva. Il miele di castagno è scuro, ricco di ferro. Non è un nutrimento molto gradito alle api che preferiscono altri tipi di miele, per esempio il millefiori. Quindi per ottenere miele puro di castagno occorre mettere l’arnia dove ci sono solo castagni in fiore per evitare che il miele venga contaminato.

La produzione di castagne

In verde la diffusione del castagno in Europa

Il castagno della varietà sativa esiste da tempi lontanissimi in Europa. Originario dell’Asia Minore, è riuscito a superare le diverse ondate glaciali. La castagna era consumata dai Greci e dai Romani. Con l’espansione dell’Impero romano la coltura del castagno si diffuse in tutta Europa.

Vigneto ad Asolo sostenuto da pali di castagno

Nel medioevo il castagno era coltivato dai monaci per il legname e per i frutti. Nel Rinascimento crebbero i terreni coltivati a cereali per soddisfare le esigenze della popolazione. La coltura del castagno cessò di espandersi.

La fine dell’Ottocento fu per l’Italia il periodo in cui si produsse e si esportò la maggior quantità di castagne. I maggiori importatori erano gli Stati Uniti d’America e la Francia.

La produzione di legname

Palchetto in legno di castagno antico

Il castagno è un albero con il tronco dritto che cresce relativamente in fretta. Il legname prodotto è piuttosto duro e resistente.

Si usa per fare i pali che servono per reggere le costruzioni e i tetti. Inoltre servono per sostenere le viti, i limoni e gli alberi da frutto. Adesso in molte parti d’Italia si possono usare pali di cemento. Costano meno di quelli di legno, però sono meno belli.

Cesto di legno di castagno

In alcune zone sono proibiti e si devono usare ancora pali di legno.
Attualmente si usa il castagno soprattutto per costruire i mobili.

Cassapanca di legno di castagno

Il legno di castagno è piuttosto scuro perché contiene una discreta quantità di tannino. Fino al secondo dopoguerra si coltivava anche per estrarre il tannino che serviva per conciare le pelli. Oggi ci si procura il tannino dagli scarti di legname.

I Dop e gli Ipg riconosciuti dalla comunità europea

La comunità europea ha riconosciuto l’eccellenza di tre tipi di castagne, una italiana, una francese e una spagnola conferendo il marchio Dop (Denominazione di origine protetta). Le loro qualità sono legate alla loro origine geografica.

Due tipi di castagna prodotte in Toscana si fregiano del marchio Igp, cioè dell’Indicazione geografica protetta.

Per quanto riguarda i marroni, 7 tipi italiani sono Igp europei e 2 sono Dop europei.

Due farine di castagna italiane sono Dop insieme con una farina della Corsica.

Farina di castagne della Garfagnana

Un tempo le castagne servivano soprattutto per fare la farina. Con la farina si facevano il pane, la pasta, i dolci. Si consumava soprattutto in montagna insieme con le castagne secche. Oggi si consumano soprattutto le castagne fresche perché sono cambiate le abitudini alimentari. Ci si nutre molto di più di farine di cereali.

Il castagno americano

Nel gennaio del 1910 un boscaiolo dell’Ovest degli Stati Uniti fotografò questi castagni giganteschi

Il castagno americano è detto castanea dentata perché le foglie sono fittamente intagliate. Raggiunge i 40 metri di altezza e il suo tronco può superare i tre metri di diametro.

La castanea dentata copriva di vasti castagneti tutta la zona ad est degli Stati Uniti

Fino al 1904 un quarto della copertura arborea statunitense si doveva al castagno. Aveva una grande importanza economica sia per la produzione del legno che delle castagne.

Castagno americano, cioè castanea dentata

Si tratta di un albero straordinariamente produttivo. Le castagne sono dolci come quelle europee anche se un po’ più piccole. Nel 1904 si segnalò la presenza, su un castagno che cresceva nello zoo del Bronx a New York, di un fungo parassita che provoca il cancro della corteccia. Il parassita era stato introdotto da castagni infetti che provenivano dall’Asia. Il castagno asiatico era stato importato in America perché non supera i 20 metri e si pensava di usarlo come albero da frutto, più facilmente coltivabile negli Stati Uniti. I castagni asiatici erano infetti dal parassita ma erano molto più resistenti.

Castagno ucciso dal cancro della corteccia

I castagni americani non opposero alcuna resistenza al parassita. In pochi decenni andarono distrutti tre miliardi di alberi di castagno. Nella zona di diffusione del parassita ormai non esistono più castagni secolari. Solo in parchi protetti fuori da tale aerea si possono incontrare antichi esemplari.

Castanea dentata in un parco naturalistico

Il castagno americano (castanea dentata) attaccato dal cancro a causa della Cryphonectria parasitica

Nella foto sopra, un castagno americano attaccato dal cancro della corteccia. Il cancro attacca anche la castanea sativa, cioè il castagno europeo che però resiste meglio. Anche il castagno asiatico è più resistente a questo fungo: anzi, alcuni ne sono immuni.

Il castagno asiatico

Castanea mollissima

Il castagno asiatico è la varietà castanea mollissima. Si chiama così perché i germogli e le foglie giovani sono molli. È particolarmente diffuso in Cina, a Taiwan, in Vietnam e in Corea. È un albero di dimensioni contenute.

Castagna mollissima

Il sapore delle castagne prodotte dai castagni cinesi è considerato da alcuni migliore di quelle europee. La Cina è arrivata a produrre quasi quarantamila tonnellate di castagne mentre l’Italia ne fa ventimila tonnellate. Dieci anni fa l’Italia produceva sessanta mila tonnellate di castagne.

Il castagno giapponese

Castanea crenata o castagno giapponese

Il castagno giapponese è la castanea crenata, un albero di modeste dimensioni che arriva a dodici metri. Resiste alle diverse malattie che affliggono i castagni europei.

Ricci di castagni giapponesi

Per questo motivo si è ricorso ai castagni giapponesi e dli altri paesi asiatici come portainnesti, in modo da avere castagni che producessero le tradizionali qualità europee e che, allo stesso tempo, fossero più resistenti. Proprio durante questa ricerca si è introdotto in Europa, cominciando dal basso Piemonte, la temibile vespa nera asiatica.

Vespa nera asiatica o cinipide galligeno

Vespa nera asiatica o cinipide galligeno

La vespa nera è un insetto di origine cinese emigrato in Giappone e in Corea con le piantine di castagno. L’infestazione è difficile da riconoscere perché le uova che la vespa inocula nelle gemme di castagno sono microscopiche.

Ciclo vitale della vespa nera

Dal Giappone l’insetto è giunto nella provincia di Cuneo attraverso alcune piante di castagno giapponese su cui erano state innestate le pregiate varietà italiane. In breve tempo le vespe hanno deposto le loro uova sulle piante espandendo il contagio a macchia d’olio.

Vespa nera

Il contagio ha determinato il crollo della produzione e la conseguente perdita di mercati, poi conquistati dai cinesi. In Italia è aumentata la penetrazione delle castagne spagnole, portoghesi, slovene e turche di cui spesso non viene segnalata la provenienza. Così il consumatore pensa di mangiare castagne italiane.
La comunità europea si è impegnata nella lotta alla vespa nera. Negli anni settanta si trovò in Cina un insetto che parassitava la Vespa nera causandone la scomparsa. Tutto ciò avveniva nell’arco di dieci anni. L’unica arma efficace sembra essere quella biologica con l’impiego massiccio del parassita della vespa.

Il Ministero delle politiche agricole e forestali ha organizzato lanci aerei del parassita della vespa nera con ottimi risultati.

La produzione di castagne sta iniziando a ricrescere. Resta però l’incognita della vicinanza dell’uomo, che sembra essere il più grande nemico dei boschi e delle foreste.

Incendio del castagneto della Manziana vicino a Bracciano, 28 agosto 2017

Il 28 agosto 2017 è andato in fumo un castagneto secolare nel Lazio, tra Bracciano e Manziana. Era un incendio sicuramente doloso perché partito da quattro focolai diversi.

Il castagneto della Manziana, prima dell’incendio


(Lorraine  Lorena ha raccolto la documentazione e ha contribuito all’elaborazione del materiale)

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