I ROBOT FARANNO I LAVORI CHE NON CI PIACCIONO

I ROBOT FARANNO I LAVORI CHE NON CI PIACCIONO

L’avvento dei robot nella nostra società è un fatto consolidato. Sempre più automazione, sempre più robotica è presente in molti settori e attività un tempo svolti solo dagli uomini.
In Giappone, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, le aziende sono poco automatizzate, ma negli ultimi mesi, grazie ai nuovi investimenti governativi, la situazione è cominciata a cambiare. Per citare un caso, all’Henna Hotel di Nagasaki si può trovare buona parte dello staff composta da robot che accolgono la clientela.
Molte realtà aziendali dedicate alla componentistica per l’automazione registrano ordini in forte crescita.

Anche la Cina sperimenta nuove frontiere affidandosi ai robot. È della settimana scorsa la notizia del primo impianto dentistico compiuto senza alcun intervento umano. Nella città di Xian è stato costruito un macchinario, frutto della collaborazione tra l’ospedale stomatologico cittadino e l’università di Pechino, che ha operato una paziente sotto la supervisione di alcuni medici. Questa operazione non è destinata a rimanere un caso isolato. Nell’intero Paese si stima che circa 400 milioni di persone avrebbero bisogno di cure dentistiche, ma purtroppo non ci sono dentisti a sufficienza. Il governo pensa di accelerare gli esperimenti con i robot per rispondere alle esigenze della popolazione.

La nuova tendenza alla robotica è diventata oggetto di attenzione della politica, preoccupata della possibile perdita di posti di lavoro. Di recente il leader laburista Corbyn si è dichiarato favorevole a tassare quelle aziende che investono nei robot mettendo, secondo lui, a rischio l’occupazione britannica e favorendo il profitto di pochi.
Secondo altri, invece, la robotica è destinata ad aumentare i posti di lavoro, che saranno meno pesanti e più gradevoli.

Anche nell’ultimo G7 di Torino, i Grandi della terra si sono confrontati sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per non trovarsi impreparati di fronte all’ondata tecnologica in arrivo nei prossimi anni. In parallelo è stato redatto un documento prodotto da 38 studiosi riuniti da Diego Piacentini, commissario straordinario al digitale per l’Italia. Nel testo vengono fissate alcune proposte presentate poi ai ministri. Lo studio sollecita un maggior investimento nella creatività e nella risoluzione di problemi complessi, ovvero in quelle aree in cui oggi i robot sono più deficitari. Invita inoltre Stati e governi perchè vigilino affinchè la tecnologia robotica generi davvero nuova occupazione e non si limiti, invece, a sostituirsi all’uomo.

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