QUANDO IL COLLEGA SARÀ UN ROBOT

QUANDO IL COLLEGA SARÀ UN ROBOT

In un’epoca di flussi migratori, si comincia a parlare anche di densità robotica, ovvero il rapporto tra la popolazione umana e quella dei robot. Un parametro che sempre più spesso viene utilizzato in molti campi, da quello manifatturiero a quello scolastico, dal medico-sanitario all’intrattenimento.

Questo indicatore, che cresce di anno in anno, rivestirà una progressiva importanza in futuro dove gli studi prevedono una massiccia, se non addirittura prevalente, presenza di automi. Secondo le stime dell’Executive World Robotics, l’Italia oggi è al secondo posto in Europa per densità robotica, mentre è settima a livello mondiale. Il Vecchio Continente occupa il podio con il 92% di unità ogni diecimila abitanti, superando America e Asia, fermi rispettivamente a 86% e 57%.

R1, il robot “genovese”

Attualmente la platea di robot in circolazione è variegata e in continua evoluzione: c’è R1, il robot-maggiordomo sviluppato a Genova oppure Nina, l’assistente virtuale per l’assistenza mobile creata da Nuance. Anche Amazon sta lavorando a una assistente virtuale, Alexa, che tra breve sarà in grado di riconoscere le sfumature della voce durante gli acquisti on-line.

L’ingresso dei robot nel nostro mondo non sarà privo di conflitti e problematiche. Pochi giorni fa la Pricewaterhouse Coopers ha pubblicato uno studio secondo cui negli Stati Uniti, entro quindici anni, si perderanno il 38% dei posti disponibili. In Germania il dato è di poco più basso: il 35%. Proiezioni contenute in Giappone, dove la percentuale dovrebbe attestarsi intorno al 20%. Calcoli prudenziali e soggetti a sicure variazioni, in parte legati ai fattori di sviluppo e di istruzione, ma che comunque certificano un’avanzata inarrestabile dei robot. I quali dovrebbero dilagare nei settori dell’ospitalità, dei trasporti, dello stoccaggio.

Difficile fare delle previsioni attendibili. Le variabili in campo sono molte. C’è anche chi sostiene che l’avvento massivo dei robot avverrà non prima di 50 anni, colpendo anzitutto i lavori pagati meno. Senza dubbio sarà una svolta epocale che segnerà la nascita di una nuova economia e anche di una nuova società, ponendo questioni etiche, giuridiche e sociali sulle quali dovremo presto confrontarci.

Intanto i robot “rubano” sempre più posti di lavoro agli operai: nel grande porto di Rotterdam (Olanda), in questi giorni ci sono stati una serie di scioperi a causa della diminuzione verticale dei posti di lavoro causata dagli automi.

 

1 commento

  1. […] tecnologiche generino più posti di lavoro di quanti ne tolgano, il pericolo che una elevata densità robotica causi, almeno nel medio termine, una significativa riduzione dei posti di lavoro esiste. […]

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