I PROTOTIPI SCONOSCIUTI DEGLI EROI MARVEL

I PROTOTIPI SCONOSCIUTI DEGLI EROI MARVEL

L’era dei prototipi.

Nell’ottobre 1956, la Dc Comics fa uscire il n. 4 di Showcase con la nuova versione di Flash, dopo quella originale del tempo della guerra. Poco dopo risorge anche Green Lantern (Lanterna Verde). A questi due personaggi vanno aggiunti i tre supereroi sopravvissuti degli anni quaranta: Superman, Batman e Wonder Woman. I supereroi tornano a vendere.

Alla fine degli anni cinquanta e all’inizio dei sessanta Stan Lee lavora con disegnatori come Jack Kirby (soprattutto) e Steve Ditko su storie di fantascienza ispirate ai film in voga in quegli anni. Questi fumetti, prodotti negli ultimi anni della casa editrice Atlas, saranno la base per i successivi supereroi della Marvel.

Le testate antologiche della Atlas contengono 3-4 racconti fantascientifici o “del mistero” autoconclusivi, di circa 6 pagine ciascuno. I loro titoli sono Strange Tales, Journey Into Mystery, Tales of Suspense e Tales of Astonish. In queste pagine compaiono nomi, concetti e personaggi che ritorneranno, opportunamente modificati, nei primi fumetti Marvel.

A metà del 1961, nel n. 1 di Amazing Adventures, la quinta testata-contenitore di short stories (storie brevi), Lee e Kirby presentano un personaggio continuativo: il mistico Doctor Droom, signore delle arti occulte orientali. Questo apripista del più fortunato Doctor Strange durerà solo 6 numeri, prima di cadere nell’oblìo, mentre il suo nome verrà riciclato, con una “r” in meno, per dare il nome all’arcinemico dei futuri Fantastici Quattro. (Solo 25 anni dopo, nel 1976, in Weird Wonder Tales n. 19, Doctor Droom verrà introdotto nell’universo Marvel con origini modificate e con il nome di Dr. Druid).

Dopo i Fantastici Quattro, usciti nel novembre del 1961, Stan Lee cerca altri personaggi per fare concorrenza ai supereroi della Dc Comics. Il primo ad essere pescato dalle storie brevi è Hank Pym, un biologo che grazie a un siero di sua invenzione può rimpicciolirsi nelle dimensioni d’insetto e, attraverso le antenne del suo casco speciale, comunicare con le formiche. La prima storia, pensata come autoconclusiva, esce in Tales to Astonish n. 27, nel gennaio 1962. Nel n. 32, quindi pochi mesi dopo, poteri simili vengono attribuiti a un apicultore mutante. Il confronto tra i due pende a favore della formica umana, che con il n. 35 di Astonish viene promosso a eroe in costume con il nome di Ant-Man (mentre dell’ipotetico Bee-Man rimangono solo le prove su carta negli uffici della Casa delle Idee).

Nel luglio del 1962, su Tales of Suspense n. 31, un mostro alieno indossa la maschera che Kirby due mesi dopo riciclerà per Doctor Doom, la nemesi dei Fantastici Quattro.


La fisionomia del futuro Uomo Sabbia, uno dei primi nemici di Spiderman, appare sotto forma di invasore alieno in Journey Into Mystery n. 70 (luglio 1961). Sempre su Journey, viene presentato Victor Avery, arrogante scienziato alla Dr. Jekyll, che trasforma se stesso in Midnight Monster, un colosso mostruoso e invulnerabile di colore grigio. Il suo aspetto è molto simile alla prima versione di Hulk, che sarebbe uscito nelle edicole solo due mesi dopo, nel maggio 1962. Questi personaggi non sono stati creati appositamente per diventare i futuri supereroi, ma hanno fornito uno spunto su cui lavorare per lanciare le nuove serie. Lo stesso Avery può essere considerato anche il prototipo di un nemico di Thor: Mr. Hyde.


In Journey n. 78 incontriamo Aaron lo Stregone, visitatore di un’altra dimensione inseguito da tre individui dalle fogge vichinghe, che farà da base per il giovane Loki: lo conosceremo nel n. 97 della stessa testata, nei “Racconti di Asgard”. In versione adulta, nel n. 85, Loki diverrà il principale nemico di Thor. Sempre Kirby, per l’aspetto della Cosa dei Fantastici Quattro, ha ripreso il suo massiccio e tozzo essere ricoperto di scaglie di pietra arancione, chiamato Sserpo (Amazing Adventure n. 6, fine 1961).


Il look delle spie marziane nella storia “I am Robot X” del settembre 1961 è praticamente uguale a quello degli agenti Skrull, i primi alieni del nuovo universo Marvel infiltrati a loro volta in Fantastic Four n. 2 del gennaio 1962.


Abbiamo anche un prototipo dell’Osservatore, l’emissario extraterrestre con il compito di cronista cosmico, che incontra i Fantastici Quattro nel n. 13. Nella versione “originale” appare su Tales of Suspense n. 35 con il nome di Zarkorr.


L’imponente, e un po’ casuale, lavoro di costruzione dell’edificio Marvel affonda le radici in un cantiere di materie prime sparse. Nell’aprile 1961, per esempio, esce l’avventura di Metallo nel n.16 di Suspense, un uomo malato dentro una gigantesca armatura metallica.


Nel dicembre 1962, su Suspence n. 39, rivediamo lo stesso concetto nella prima storia di Iron Man, un personaggio che va ad unirsi ai Fantastici Quattro e ad Ant-Man, Hulk, Spider-Man e Thor.

Forse la storia più affascinante è legata a Spiderman. L’Uomo Ragno è comparso ufficialmente nell’agosto 1962 sul n. 15 di Amazing Fantasy, l’ultimo della collana. Dato il buon riscontro da parte dei lettori, ottiene poi una serie autonoma chiamata Amazing Spiderman. Ma due mesi prima dell’uscita su Fantasy, in giugno, nel n. 97 di Strange Tales, Ditko ha creato i due personaggi che poi riutilizzerà come comprimari di Peter: la coppia di zio Ben e zia May.

Nel mese successivo, in Amazing n. 14 di luglio, Ditko presenta Tad Carter, protagonista di “The Man in the Sky”, un teenager i cui lineamenti verranno usati per creare Peter Parker. In questa storia, Tad scopre improvvisamente di avere poteri telepatici e per questo viene emarginato e aggredito dai compagni di scuola. Il giovane viene sottratto al linciaggio da uno sconosciuto che lo solleva in aria con la telecinesi: parlando telepaticamente, gli rivela di essere un mutante come lui. Lo condurrà in un luogo dove potranno vivere in pace, sino al giorno in cui l’umanità sarà pronta ad accettare i suoi successori. Questo episodio è stato ripresentato in Italia dalla Panini nel 2004, su Spiderman Collection n. 1. La tematica del supereroe perseguitato, in quanto diverso, verrà sviluppata nei successivi albi Marvel. Inoltre, allo specifico tema dei mutanti (in voga nei romanzi di fantascienza di quegli anni), nel settembre del 1963 verrà dedicata la serie degli X-Men.

La storia sembra vagamente ispirata a “Miracolo a Milano”, il famoso film neorealista di Vittorio De Sica distribuito anche negli Stati Uniti

Jack Kirby e Steve Ditko portano nei supereroi Marvel anche concetti elaborati precedentemente per altri editori. Prendiamo, per esempio, un fumetto di Ditko dell’aprile 1961 dall’ironico titolo “A Look in the Future” (uno sguardo al futuro), uscito su un albo della Charlton Comics con un personaggio molto simile a Norman Osborn (l’alter ego di Goblin, nemico dell’Uomo Ragno). Nella pagina d’apertura vediamo “Norman” dietro una scrivania che striglia un personaggio che ricorda Peter Parker.


Dato che Stan Lee si limita ad abbozzare i soggetti, per poi scrivere i dialoghi quando i disegnatori li hanno sviluppati per conto loro, non sorprende quindi che l’idea di inserire un personaggio con le caratteristiche, non solo fisiche, del pre-Norman facendolo diventare Norman Osborn sia stata un’idea interamente ditkiana. Tra l’altro, nella quarta pagina dell’albo della Charlton, “Norman” abbatte con un pugno un massiccio personaggio identico al futuro Uomo Sabbia, altro nemico dell’Uomo Ragno.

Steve Ditko, come altri disegnatori, ha una sua idea grafica delle diverse tipologie dei personaggi. Per esempio, a due mesi dall’esordio del Dr. Strange, su Strange Tales n. 110 nel Luglio 1963, presenta un personaggio identico al futuro barone Mordo, nel racconto “The Iron Warrior”, alle prese con il mago Merlino. Successivamente, negli anni settanta, Ditko riproporrà queste caratteristiche nei “maghi malvagi” che realizza per la Dc Comics.

Come abbiamo visto, pure Jack Kirby, nella creazione dei personaggi del nuovo universo Marvel, pesca dalle storie precedenti: i mutanti Quicksilver e lo stesso Professor X devono molto a figure comparse in Strange Tales numeri 67 e 69 nel 1959. I nomi stessi vengono recuperati da antiche creazioni, spesso mostri alieni di fine anni cinquanta: Magneto, Colossus (una statua animata di provenienza sovietica, il che dirà qualcosa ai lettori degli X-Men), Electro, nonché Hulk. Anche se i personaggi con questi nomi sono diversissimi da quelli successivi.

Groot, un personaggio disegnato da Jack Kirby per le storie brevi della Atlas, è stato introdotto in tempi recenti nell’universo Marvel come membro dei Guardiani della Galassia


Probabilmente nessuno ha ancora catalogato tutti i “prototipi” che Kirby, Ditko, Heck e i meno noti Reinman e Sinnott (un tempo anche disegnatore oltre che inchiostratore) hanno sparso tra le pagine delle centinaia di short stories del periodo finale della Atlas. Nell’ultimo triennio l’attenzione dei fans ha creato una vera “protomania”, assecondata dai siti per collezionisti americani che hanno visto impennare le quotazioni di tutti gli albi segnalati per le storie con elementi anticipatori dell’universo Marvel. Occorre quindi cautela nel giudizio, specie quando si parla di storie risalenti fino al 1957-1958, per evitare di vedere assimilato ad Ant-Man ogni personaggio in grado di ridurre le proprie dimensioni.

La Atlas pagava poco gli autori, per questo disegnatori come Jack Kirby e Steve Ditko dovevano produrre un numero enorme di tavole. I quali, nella fretta, ripetevano gli stessi personaggi e situazioni. Come spiegato nell’articolo, le idee riciclate non provenivano solo dagli albi della Atlas, ma anche da quelli delle altre case editrici per le quali avevano lavorato. Come esempio, presentiamo una storia disegnata (e probabilmente scritta) da Jack Kirby in un albo della Dc Comics: Tales of the Unexpected n. 16, dell’agosto 1957. In seguito, Kirby riprenderà la stessa idea di base per creare il Thor della Marvel.

3 commenti

  1. Quasi tutti i racconti brevi di Jack Kirby e Steve Ditko realizzati per la Atlas sono stati pubblicati negli albi Marvel dell’Editoriale Corno, compresa la storia del mutante volante.

    Mancava l’edizione italiana di Metallo, l’uomo nell’armatura che vediamo in due immagini nell’articolo, allora io tradussi la storia e mio fratello Gabriele la ricalcò fedelmente per pubblicarla nel giornalino scolastico delle scuole medie che frequentavamo…

  2. Bellissimo articolo. Grazie. Io mi commuovo come Crepascolino davanti ad un demo di un nuovo videogioco quando vedo tavole di King Kirby. Aggiungo solo che la prima Cosa doveva essere una sorta di dinosauro – si vedano i primissimi numeri – e che poi Kirby scelse di farne un freak di roccia perchè molto + drammatico. Kurt Busiek e Brent Anderson citano il proto The Thing dall’aspetto di lucertolone arancione con l’omologo nella First Family della saga di Astro City ( oggi per i tipi della Vertigo dopo tanti anni x la Homage Comics della Image Comics ndr). Un Thor è contrapposto da Kirby ( e Joe Simon ) al Sandman della Golden Age – quello rosso e oro e con tanto di sidekick e non al mysteryman con maschera antigas ripreso venti anni fa in salsa Vertigo da Matt Wagner e AAVV – mentre tenta di invadere Nuova York come parecchi anni dopo faranno alcuni vichinghi immotali e maledetti nella miniserie Vikings ( appunto ) di Ennis e Fabry con il Thor della Marvel.
    Excelsior !

    • Grazie! Ho passato 5 anni a rastrellare quasi tutti gli albi autenticamente prototipali, quando ancora le quotazioni erano accessibili. Tra l’altro anche l’esordio di Groot è stato ristampato sullo stesso WEIRD WONDER TALiES dove viene rieditata l’origine di Dr.Droom. E nello stesso 1976 sull’Annual 5 di Hulk vengono ripresi svariati mostri Atlas, tra cui Groot stesso insieme a Diablo, Taboo, Blip, come pedine del diabolico Xemnu che era stato nel 1960 il primo “Hulk” in JOURNEY INTO MYSTERY 62 e 66.

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