QUANDO POLDO IL MANGIONE SI DIEDE AL PORNO

QUANDO POLDO IL MANGIONE SI DIEDE AL PORNO

(Nota: questo articolo critico su Poldo Sbaffini, l’amico di Braccio di Ferro, contiene immagini per adulti).

“Vieni a casa mia per una cena a base d’anatra, ma porta l’anatra!”.
La frase può essere ricondotta a un esempio letterario alto, il celeberrimo componimento di Catullo, in cui il grande ma squattrinato poeta invita a cena l’amico Fabullo consigliandogli di portarsi da casa le vettovaglie.
Il personaggio dei comics di cui parleremo in questo articolo ha un approccio alla realtà molto simile. Il suo nome è Wimpy… J. Wellington Wimpy!
Conosciuto in Italia come Poldo.

Gli strani personaggi del Thimble Theatre

Nato dalla folle mente di Elzie C. Segar, il nostro eroe (si fa per dire eroe) iniziò la carriera come uno dei tanti comprimari che affollavano il Thimble Theatre, la striscia pubblicata dai giornali statunitensi fin dal 1919. Striscia dai toni surreali, che in verità non aveva mai avuto grande successo, nella quale sfilava una miriade di improbabili personaggi.
Olive Oyl (Olivia) e Ham Gravy debuttarono nel Thimble Theatre nel dicembre del 1919. Il mese successivo arrivava Castor Oyl, il fratello della ossuta Olive, che divenne il protagonista delle storie (era fondamentalmente un mascalzone).
La striscia si barcamenava alla meno peggio fino a quando Segar ebbe una felicissima intuizione introducendo uno strambo marinaio guercio dalla parlata sgrammaticata: Popeye (Braccio di Ferro).
Doveva apparire in una sola storia come marinaio di fiducia assoldato da Castor per una delle sue scriteriate avventure, ma le cose andarono in tutt’altro modo.
Si era nel 1929 e il destino della striscia cambiò dalla notte al giorno.

J. Wellington Wimpy, in Italia meglio conosciuto come Poldo Sbaffini

Popeye scavalcò rapidamente nel gradimento dei lettori Castor Oyl e tutti gli altri freak del cast, Alcuni, come Ham, sparirono dalla scena, altri vennero ridimensionati o adattati alla bisogna, come Olivia, che divenne l’eterna fidanzata del marinaio.
Presto la serie stessa venne ribattezzata con il nome di Popeye. L’esuberante Popeye era un tipetto umorale sempre pronto a venire alle mani per risolvere le questioni: nei cartoni animati di Max Fleischer questo avveniva grazie al consumo di spinaci in scatola che ingurgitava nei momenti di difficoltà.
Su Braccio di Ferro ci fermiamo qui, per focalizzare l’attenzione su un tizio che non divenne mai una stella di prima grandezza ma che, senza fare nulla, si guadagnò e seppe tenersi stretto il suo angolino di palcoscenico, il già citato Poldo.

 


J. Wellington Wimpy/Poldo esordì nella striscia il 3 maggio del 1931.
Era lo scalcagnato arbitro che Popeye incontrò sul suo cammino mentre partecipava a un torneo di pugilato, probabilmente quello fu l’unico lavoro che Wimpy avrebbe fatto in tutta la vita. Nelle apparizioni successive venne sempre presentato come un disoccupato cronico e della sua esistenza precedente non si è mai saputo nulla. Quando voleva, sapeva dimostrare di avere una grande cultura e lasciava intuire che, prima di cadere in povertà, aveva avuto una vicenda esistenziale articolata e una ottima posizione economica.
Alcuni dei suoi atteggiamenti ricordano quelli di un nobile o di un borghese decaduto (probabilmente a causa della grande depressione economica scoppiata in America nel 1929).

Malgrado la fame atavica, Poldo si distingue per la sua aria da gentleman

Poldo è furbo, scroccone, adulatore, imbroglione e perennemente affamato di hamburger, ma si dimostra anche una persona dalle mille risorse. Si autodefinisce il migliore amico di Braccio di Ferro, ma chissà se è vero.
La sua filosofia di vita è basica e mossa fondamentalmente da una sola regola: agire come un parassita, che può essere indotto a qualsiasi azione pur di mettere sotto i denti qualcosa.
La sua ossessione per i panini è talmente forte da “costringere” Segar a creare antagonisti su misura per lui. Nascono i personaggi dell’oste Casagrossa e del professor Zupe (noto da noi come Barbaspina), entrambi gestori di trattorie nelle quali Poldo, senza spendere un soldo, pretende di divorare spuntini a tutte le ore.

Secondo gli studiosi della storia del fumetto, nell’ideazione del personaggio E.C. Segar si ispirò al baffuto J. William “Windy Bill” Schuchert, gran divoratore di panini (hamburger) e manager della Chester Opera House, luogo in cui da adolescente aveva lavorato come proiezionista.
Secondo il vignettista Bill Mauldin, il nome Wellington deriva dal pittore Wellington J. Reynolds, docente di Segar al Chicago Art Institute.

Quando Poldo divorò una mucca intera alcuni lettori protestarono per il realismo della scena

Ciò che caratterizza Poldo è la famelica predilezione per uno dei pasti a stelle e strisce per eccellenza: l’hamburger.
Il furbone non mangia gli hamburger, li divora con soave levità e con il tocco perfetto dell’artista affermato, spingendoli in bocca senza soluzione di continuità o satollandosi voracemente a blocchi di cinque o sei per boccone come una sorta di Pantagruele generato dal consumismo. Con il tempo assume il ruolo di un’autentica icona del panino, fino a diventare il marchio di una grande catena di distribuzione alimentare, battezzata proprio Wimpy.

Model sheet di Poldo per i cartoni animati di Braccio di Ferro

Quando Popeye ottenne la sua versione animata, Poldo lo seguì sul grande schermo. Non andò benissimo, il suo aspetto venne semplificato e banalizzato.

Un rodovetro usato nei cartoni animati dei Fleischer Studios (inizialmente in bianco e nero)

Poldo non assurse mai a un ruolo importante, venendo utilizzato solo come spalla comica dell’eroe. Tuttavia, la sua presenza nei cortometraggi degli anni trenta dello Studio Fleisher fu costante negli episodi, anche solo per interpretare una piccola gag.

Alcune “bibbie di Tijuana” degli anni trenta con parodie pornografiche di Poldo

L’affamato cronico fu persino interprete di alcune storie delle cosiddette bibbie di Tijuana, una serie di libretti pubblicati in forma anonima tra il 1920 e il 1940 in cui le stelle del cinema, della politica e del fumetto venivano raffigurate in situazioni sessualmente esplicite.
Uno di questi libretti generalmente composti da otto pagine, intitolato “Back to His First Love”, che vede proprio Poldo in azione, ha raggiunto cifre rimarchevoli nel mercato collezionistico.

Poldo era ospite anche nelle “bibbie” dedicate ad altri personaggi del cast di Braccio di Ferro, in questo caso Olivia

In Italia, Poldo Sbaffini lo abbiamo visto anche nelle storie autoctone di Popeye (nelle quali esercitava il suo solito ruolo di mangione) pubblicate per decenni con successo dall’editore Bianconi su licenza del King Features Syndicate, l’agenzia che distribuiva le sue strisce nei quotidiani americani.
Il grande e prolifico Alberico Motta è stato lo sceneggiatore principale, mentre i disegni sono di Sandro Dossi, Tiberio Colantuoni e Pierluigi Sangalli, autore anche delle copertine. Sporadicamente prestarono la loro opera Maurizio Amendola (storie e disegni), Sauro Pennacchioli (storie) e, dal 1977 al 1980, Roberto Viesi (storie e disegni).

L’albo italiano di Braccio di Ferro veleggiava su un venduto di 100mila copie: in proporzione, aveva molto più successo del comic book americano


Che dire di Poldo? È un personaggio che ha il suo punto di forza iniziale nella sua assoluta amoralità. Non vuole dare lezioni a nessuno e il destino del mondo non lo riguarda. Egli vive la sua giornata con spirito libero seguendo un unico credo: il dio hamburger.
Per appagare la fame atavica, la sua vita è un pasticcio di contraddizioni in cui riesce ad essere tutto e il contrario di tutto. È pigro, ma possiede un acume smisurato in grado di fornirgli le giuste soluzioni in ogni situazione. È egoista, fastidioso e disonesto, ma questi suoi vizi capitali ce lo rendono simpaticissimo.
In fondo, contrariamente alla maggior parte di noi, riesce a vivere la sua esistenza esattamente come vuole.


Certo, da un punto di vista professionale (l’autore dell’articolo è un medico – NdR) dovrei indicarlo come pessimo esempio. La sua dieta in un individuo normale avrebbe forti ripercussioni sulla salute. Però vederlo mentre si abboffa rimanendo perfettamente in salute dopo 87 anni di regime alimentare sfasato è liberatorio e suscita un sorriso di compiacimento.
Fosse una persona in carne e ossa, i tassi di acido urico e di colesterolo lo avrebbero portato alla fossa da un pezzo, ma è un essere di carta e le sue arterie funzionano e funzioneranno per sempre senza problemi.

Illustrazione moderna di Scott Balmer

 

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