DELAMOTTE E IL PALAZZO DI CRISTALLO [FOTOSTORIA 1840-1860, 8]

DELAMOTTE  E IL PALAZZO DI CRISTALLO [FOTOSTORIA 1840-1860, 8]

Philip Henry Delamotte, britannico (1821-1889), proveniva da una famiglia di artisti. Il padre era maestro di disegno al Royal Military College di Sandhurst e i fratelli pittori. Cominciò come illustratore, acquarellista e incisore alla Society of Arts. Ma la sua maggiore passione e i suoi migliori risultati furono per la fotografia.

Ritratto fotografico di P. H. Delamotte, autore sconosciuto (1856)

Il suo esordio fotografico, come lui stesso racconta in una pubblicazione, avvenne in occasione di ritrovamenti archeologici romani a Cirencester, una piccola città del Gloucestershire che nel quarto secolo sembra fosse stata capitale provinciale della Britannia Prima. E dove produsse i primi scatti con il metodo di William H. F. Talbot.

Due sue incisioni.

P. H. Delamotte: S. Martin, incisione; 1854 (da Études architecturales en France, di John Louis Petit)

P. H. Delamotte: S. Basil, incisione; 1854 (da Études architecturales en France, di John Louis Petit)

Un acquerello.

P. H. Delamotte: The Butcher Bird, pastello e acquerello

La grande occasione di Delamotte si presentò nel 1850, quando l’architetto e storico dell’arte Matthew Digby Wyatt lo chiamò per eseguire una serie di acquerelli dove avrebbe riprodotto la leggendaria Esposizione universale del 1851, che celebrava l’avvento dell’industrializzazione.
La Grande Esposizione delle opere dell’Industria di tutte le Nazioni, o Grande esposizione universale, si tenne a Londra, e precisamente a Hide Park. Promossa dal principe Alberto e da alcuni membri della Royal Society of Arts, fu la prima della lunga serie di grandi esposizioni universali (Expo) che ancora oggi vengono tenute.

In quell’occasione venne costruito il Chrystal Palace, il Palazzo di Cristallo, una meraviglia artistica e tecnica dovuta all’ingegno dei progettisti capitanati da Joseph Paxton: enorme e suggestiva serra di ferro e vetro in stile vittoriano e pensata secondo una struttura modulare, copriva una superficie di 84.000 m². Delamotte ne approfittò per scattare calotipi del palazzo usando per lo più il procedimento al collodio, seguendo e fotografando gli sviluppi dei lavori a cui sovrintendeva Wyatt.
Si assicurò una licenza da Talbot e cominciò a mettere in vendita le sue fotografie, divenendo il primo commerciante di calotipi in terra inglese, e con successo; grazie anche all’editore e fotografo Joseph Cundall. Quest’ultimo, negli anni successivi, avrebbe fondato la Photographic Institution e sarebbe diventato membro fondatore della Royal Society Photographic di Londra.

Londra, Hyde Park: Esposizione universale del 1851

Londra, Esposizione universale del 1851: Cartellone con vista interna, probabilmente in cromolitografia

Quando l’Esposizione terminò, nell’ottobre del 1851, l’innovazione architettonica costituita dalla struttura in ferro, che sostituiva i muri portanti e dava la possibilità di rivestire quasi tutta la superficie esterna con vetro, permise di smontare e ricostruire l’intero palazzo in un’altra zona di Londra, a Sydenham Hill. La ricostruzione iniziò nel 1852 e venne ultimata nel 1854.

Appartengono a questo periodo le più famose foto di Delamotte in cui riprende sistematicamente tutte le fasi dei nuovi lavori. Lavori che arricchirono ulteriormente la struttura: la volta a botte fu ingrandita per permettere il rigoglio degli alberi piantati all’interno, e vennero poste delle torricelle ai lati per immagazzinare e convogliare l’acqua necessaria alla vegetazione.
Di questo stupendo reportage, nel 1855, Delamotte diede alle stampe due volumi dal titolo: “Photographic Views of the Progress of the Crystal Palace, Sydenham”, illustrato da  160 fotografie.

Alcuni scatti del Palazzo all’epoca della ricostruzione a Sydenham.

P. H. Delamotte: Gli operai preparano il terreno per la ricostruzione (1851)

P. H. Delamotte: Inizio della costruzione della facciata (1852)

P. H. Delamotte: L’ora del pasto al Palazzo di cristallo (1852)

P. H. Delamotte: Crollo di un’impalcatura (1853)

P. H. Delamotte: La navata vista da sud

P. H. Delamotte: Motore a vapore vicino al grande transetto

P. H. Delamotte: Costruzione della Sezione egiziana

P. H. Delamotte: Messa in posa dei colossi di Ramses II (1854)

 

P. H. Delamotte: L’esterno della Sezione assira

P. H. Delamotte: Avanzamento dei lavori, 1

P. H. Delamotte: Avanzamento dei lavori, 2

P. H. Delamotte: Avanzamento dei lavori, 3

P. H. Delamotte: Avanzamento dei lavori, 4

P. H. Delamotte: Avanzamento dei lavori, 5

P. H. Delamotte: Avanzamento dei lavori, 6 (1854)

P. H. Delamotte: L’inaugurazione del Crystal Palace, Sydenham, 10 giugno 1854 (da una copia del 1869 sull’originale del 1854)

L’utilizzo che si fece del Palazzo fu molteplice nel corso del tempo. Le sale ospitavano in sede permanente una mostra sistematica di storia delle arti: corti medievali, installazioni di arte e architetture egizia e greca, romana con una sezione su Pompei, rinascimentali e dell’Alhambra, e altre ancora. Ospitò anche la prima esposizione di modelli con le sembianze dei dinosauri.
A questo si aggiungevano eventi periodici come manifestazioni sportive.

P. H. Delamotte: Palazzo di cristallo, transetto meridionale e lato sud visto dal Tempio dell’acqua

P. H. Delamotte: Il colonnato aperto sul giardino (1853)

P. H. Delamotte: I colossi di Abu Simbel, transetto tropicale (1859 circa)

P. H. Delamotte: Entrata della Sezione bizantina (1854)

P. H. Delamotte: Galleria superiore (1855)

SP. H. Delamotte: Piante tropicali nella Sezione egizia (1854)

P. H. Delamotte: Sezione dell’Alhambra, entrata

P. H. Delamotte: Torso Farnese e altre sculture nella Sezione greca (1855)

P. H. Delamotte: Modelli di animali preistorici estinti (1855)

In questo secondo periodo, Delamotte dapprima si servì del collodio e successivamente, negli anni che andarono dal 1855 al 1856, tornò al negativo su carta, probabilmente per evitare gli aloni che andavano a prodursi sul vetro. Commissionategli dalla Crystal Palace Company, queste ultime saranno le fotografie più belle che avrà prodotto. Interessato alla divulgazione, nel 1853 pubblicò The Practice of Photography, che divenne per molti un testo introduttivo alla nuova arte. Nel 1855 fu nominato docente di disegno e prospettiva al King’s College di Londra.
Continuò a fare mostre per tutto il 1861, talvolta insieme ai suoi partner in affari, i fotografi Robert Howlett e George Downes.

Uno dei suoi massimi contributi alla fotografia, da un punto di vista tecnico, fu la promozione del procedimento oxymel, inventato dal suo amico John Dillwyn Llewelyn. Nuovo metodo di cui parlò in un’altra sua pubblicazione, The Oxymel Process in Photography (1856). Attraverso una mistura di miele e aceto, questo procedimento permetteva di utilizzare una lastra di vetro al collodio in condizione asciutta, dando la possibilità al fotografo di preparare le lastre in anticipo, e non obbligatoriamente sul momento.

Questa innovazione è il metodo precursore del sistema che, qualche decina d’anni dopo, sarebbe sfociato nella produzione in serie di lastre secche.

Gli incendi furono il maggior nemico per le nuove tipologie architettoniche, non solo per il Palazzo di Cristallo, che ne fu vittima nel 1866 per poi essere restaurato, ma anche per palazzi simili costruiti in seguito. Nel 1858 andarono definitivamente distrutti il New Crystal Palace di New York e, nel 1931, il Giaspalast di Monaco di Baviera.

Il 30 novembre 1936 accadde la stessa cosa al Palazzo di Cristallo di Londra: fu raso al suolo senza rimedio.


Link
Masters of Photography: Philip Henry Delamotte
Flickr: Philip Henry Delamotte
University Libraries: Digital Collections, University of Maryland: Philip Henry Delamotte
AlchetronPhilip Henry Delamotte

Fotostoria, indice degli articoli
ARTE MECCANICA E PRECURSORI (vai in fondo all’articolo)

2 commenti

  1. […] [FOTOSTORIA 1840-1860, 6] GUSTAVE LE GRAY, L’ESILIO DI UN MAESTRO [FOTOSTORIA 1840-1860, 7]DELAMOTTE E IL PALAZZO DI CRISTALLO [FOTOSTORIA 1840-1860, […]

  2. […] in seguito alla richiesta di servizi fotografici da parte del British Museum (fatta anche a Philip Henry Delamotte che accetterà), per documentarne il patrimonio. Negli anni successivi, sei nel caso di Fenton, i […]

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