PERCHÉ ABORRO I FUMETTI MARVEL DI OGGI

PERCHÉ ABORRO I FUMETTI MARVEL DI OGGI

Pur avendo enormemente amato i fumetti Marvel del passato (li ho letti dal primo numero della Corno e subito dopo ho iniziato a seguire le edizioni originali), non riesco a leggere quelli del presente. Per dire, trovo più in stile Marvel i romanzi di Andrea Camilleri dei fumetti attuali. Leggo due pagine e smetto. Ma stavolta ho voluto resistere, ho cercato di andare oltre.

Ho preso un volume della nuova Ms. Marvel contenente sei comic book scritti da G. Willow Wilson e disegnati da Adrian Alphona, e ho stretto i denti. La serie è stata premiata al Festival di Angoulême, spero solo per stare dentro alle “quote rosa” (è scritta da una donna), perché se questo fosse davvero il migliore fumetto in circolazione rimpiango di non essere già morto.


La nuova Ms. Marvel non ha niente a che vedere con il sense of wonder che mi trasmettevano i fumetti Marvel di una volta, o in una certa misura i romanzi di Camilleri di oggi.

Come è di moda adesso, tutti i personaggi sono terribilmente antipatici, mentre una volta erano simpatici anche i personaggi “cattivi”. Come fa un lettore a seguire le vicende di un/a protagonista antipatico/a? Boh. Ormai sono simpatici solo i personaggi comici (e nemmeno sempre). Sono simpatici i Chronokids del geniale Zep e compagni, per esempio.

Quando dico questo mi rispondono che sono legato al passato, ma non è vero: se Paul Dini e Bruce Timm fossero i capi della Marvel farebbero fumetti fumettosi come piacciono a me. Non c’entra il passato o il presente, c’entra la tipologia di fumetto.

La storia della nuova Ms. Marvel non inizia nel laboratorio di uno scienziato pazzo, ma in un fast food. Da come scrive i dialoghi questa signora si direbbe che i fumetti siano un ripiego per lei, che in realtà voglia fare la sceneggiatrice televisiva. A interrogarla, dubito che saprebbe dire qualsiasi cosa sul fumetto e sulla sua storia. Soprattutto sul linguaggio del fumetto, che non è (o non dovrebbe essere) televisivo. Come purtroppo è di tendenza oggi.

Ms. Marvel è una ragazzina pachistana che ci esibisce in maniera assillante le proprie tradizioni religiose, affinché noi lettori ignoranti prendiamo le necessarie precauzioni nel caso dovessimo avere a che fare con una donna musulmana.

Io ho laicamente rifiutato le tradizioni religiose del mio Paese, ma a quanto pare non posso fare a meno di erudirmi su quelle del Pakistan. I musulmani che ho conosciuto molto bene nella vita reale (un egiziano, un siriano e una marocchina) non sono stati così spietati con me: non mi hanno quasi mai parlato della loro religione. Abbiamo riso e scherzato senza sentire la necessità di tirare in ballo il Corano o la Bibbia, peraltro io non credo a nessuno di questi due vecchi libri.

Bei tempi quando i personaggi Marvel non andavano in chiesa neppure per sbaglio: questa Ms. Marvel è sempre in moschea o a confrontarsi con roba religiosa. Io non dico che i musulmani che vivono in occidente non siano religiosi (credo lo siano profondamente), dico che con i non musulmani usano un approccio laico. Non esigono che noi capiamo la loro religione, come a loro non importa un fico secco capire l’altrui religione. E va benissimo così, perché, ripeto, il nostro punto d’incontro può essere solo laico, cioè su un terreno neutrale. Il giorno in cui il nostro punto d’incontro dovrà essere religioso scapperò non so dove, perché altrimenti sarei costretto a convertirmi al cristianesimo.

Torniamo al fumetto di Ms. Marvel. Il personaggio più spregevole (almeno fino a metà libro: leggere di più non ce l’ho fatta) è una bionda che rappresenta tutta la frivolezza “occidentale”. Di cognome fa Zimmer, che suona tedesco-ebraico anche se probabilmente non lo è.


Forse la perla di saggezza più orribile del libro è quella proferita da un immaginario Capitan America alla giovane protagonista islamica: “Pensavi che disubbidendo ai tuoi genitori, alla tua cultura e alla tua religione, i tuoi compagni di classe ti avrebbero accettata?”. Sì, gli avrei risposto io: disobbedisco alla “mia” cultura e alla “mia” religione, qualunque esse siano. Non essendo indottrinato come te, falso Capitan America dei miei stivali, posso permettermi di farlo, ma non per compiacere i miei compagni: per me stesso.

Questo piccolo concetto rivoluzionario, l’autrice, che da come scrive deve essere religiosa ai limiti del fanatismo, non lo capirà mai. Se non lo dovessero capire neppure i lettori indottrinati dalla sua Ms. Marvel, vorrà dire che pure nel bistrattato mondo occidentale (nel quale anche gli orientamenti sessuali non tengono conto dei “libri sacri”) calerà l’eterno medioevo di certi paesi orientali.

Soprattutto, cosa c’entra questa predica religiosa con i fumetti? Con la Marvel? Qui non c’è niente della Marvel di Stan Lee e di Jack Kirby, che erano ebrei ma che ci avevano fatto il piacere di non promuovere la loro religione pur ricca di tradizioni.

Si erano limitati a farci sognare.

Mio dio, che stupidi: non ci hanno insegnato a trattare con gli ebrei e così, nell’ignoranza in cui soggiaciamo, appena ne vediamo uno lo riempiamo di botte con belluina furia nazista!

Oppure, Lee e Kirby ci hanno indirettamente insegnato a essere laici e a rispettare tutti. A partire dal viaggio che ci hanno fatto fare nella civiltà avanzatissima di Wakanda, senza dirci una sola parola sul fatto che quegli africani con la pelle scurissima fossero uguali a noi “bianchi”.
Lee e Kirby lo davano per scontato.

 

G. Willow Wilson

 

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12 commenti

  1. Quando sono riuscito a smettere di apolaudire ho postato…

  2. Quoto tutto. Io sono un alfiere del politicamente scorretto e del cattivismo e aborro tutti i neologismi buonisti tipo open mind o melting pot.
    Ricordo pure che la Marvel creò il primo personaggio omosessuale ossia Northstar ma fu sempre in maniera velata, in punta di piedi e con discrezione

  3. Bè in quanto musulmana credo che l’autrice di Ms Marvel sia indorttinata di brutto, altrimenti non si coprirebbe i capelli con uno scialle solo perché èm scritto così in un libro vecchio come il cucco.
    Per ilr esto, credo che stò fumetto sia scritto per indottrinare la gente alla fede musulmana, o perlomeno un certo nazionalismo ideologico.
    Penso che abbia vinto Angouleme perché votato dalla solita critica fighetta e snob che ama i temi “impegnati ” ( in questo caso l’integrazione musulmana in Occidente unita all’ emancipazione femminile ).
    Insomma, un fumetto moderno che parla di temi adulti , mica di sciocchi omoni muscolosi in mutande che si picchiano tra loro tutto il giorno ; vuoi mettere ?
    Anche perché diciamocelo, cosa c’è di più snob della critica francese ?
    Però Sauro , che hai gusti da vecchio è innegabile: ti piace Bruce Timm che è il disegnatore di supereroi più vintage che ci sia in giro ( ma piace pure a me : oddio, allora , sono vecchio pure io ?)

  4. Non capisco proprio perché Khamala Khan sia antipatica, me lo fate capire per favore?
    Khamala Khan la trovo molto simpatica e anche se non sono particolarmente religioso (tantomeno musulmano o appartenente a una minoranza) un po’ mi sono ritrovato nel suo cercare di adeguarsi per farsi accettare solo per essere comunque preso a pesci in faccia. Soprattutto ci si scorda che Claremont faceva spesso e volentieri predicozzi, come pure Stan Lee e che Kirby stesso con Simon inventò Cap come tratto antifascista in un’epoca in cui l’america non voleva entrare in guerra anche per le pressioni delle cosiddette brownshirt, i nazisti locali (che non presero bene il fumetto al punto che il sindaco di New York dovette metterli sotto scorta). La verità è che i fumetti Marvel hanno sempre avuto questa caratteristica e lo vedo io che sono lettore occasionale, ma c’è sempre quello a cui sta sui cosiddetti che uno scrittore parli di ciò che gli sta a cuore, come Claremont e gli altri hanno fatto per decenni ma quando ci sono immigrati e musulmani di mezzo improvvisamente non va bene.

  5. Tutto vero, chiaro e obiettivo. E direi che questo articolo è da condividere per aprire gli occhi a molti. Complimenti.

  6. Caro Pensaurus, non ho mai letto nulla della autrice, nemmeno la sua serie Vertigo ( Air ) che pure è stata tradotta da noi prima dei suoi lavori Marvel , e non entro nel merito di cosa abbia scritto e come lo abbia scritto, ma mi permetto di dire che:
    1) come qualcuno nei commenti ha notato, anche gli autori Golden e Silver Age raccontavano il presente e qualche volta ” a tesi” – Cap è nato come fumetto di propaganda – persino Frank Miller ha citato la cosa nel difendere il suo famigerato Holy Terror – e ha continuato promuovendo il pensiero dei suoi autori: una storia con il Capitano in Vietnam non è stata pubblicata dalla mitica Corno nel quindicinale nel 1973 , ma solo nella ristampa Gigante all’inizio degli anni ottanta perchè durante gli anni di piombo non era diplomatico proporre nel nostro Paese quella storia di Stan e Jack. Il Sorridente , poi, è bravissimo a sentire lo zeitgeist – è la sua luccicanza e plusvalore – e Peter Parker ha cambiato atteggiamento nei confronti delle dimostrazioni studentesche dai tempi in cui era un giovane matusa disegnato da Ditko fino ad essere un universitario in linea con i tempi nelle matite di Romita sr.
    Ed il T’Challa genio- atleta -leader e tycoon poteva essere un modo per non proporre un nero credibile che vive a Harlem come succederà qualche anno dopo con Falcon e Luke Cage. Il nero + importante della Marvel nei sixties è Robbie Robertson che di fatto è la parte razionale alla guida del Daily Bugle.
    2) Marvel rincorre un pubblico + vecchio – non come me che sono del ’68 , diciamo la Big Bang Theory Generation – che ha letto anche Chris Ware , Seth e qualche francese moderno e stiloso come Chris Blain, vede HBO e Netfix e legge Chuck Palahniuk o Irvine Welsh. Nella stanza dei bottoni qualcuno ha realizzato che esiste un pubblico che prima comperava Vertigo quando Vertigo era the next big thing e cool ( diciamo dal 1993, quando nasce il brand ufficialmente, a tutto Sandman e le cose di Morrison e Milligan ed Ennis + fuori di cotenna ) ed ora cerca quelle vertigini nella rinnovata Image post successone di Kirkman. A questo pubblico potenziale giovane e ” colto ” occorre proporre cose diverse da Ercole crede di girare un film, ma in realtà Putone gli ha fatto firmare un contratto perchè prenda il suo posto nell’Ade e solo Thor può salvarlo. A me bastava, ma avevo i gibolli sulle ginocchia per i sassolini del cortile e la cartella piena di Trasferelli.
    Temo quanto numericamente sia irrilevante questo potenziale bacino di utenza, almeno come percepito . I recenti fatti – la Casa delle Idee intende chiudere parecchie testate e dice che la diversità non paga in conferenza stampa – fanno riflettere.
    3) per quello che può valere, penso che le Big Guns dovrebbero pasturare e pescare pesciolini anche della età del mio cucciolo ( otto anni ) , ma oggi non basta Ercole che crede eccetera ed occorre fare i conti con Cartoon Network, il design di Michael deForge e di Dan Hipp e le idee di Rebecca Sugar e proporre cosine come quelle dei Boom Studios che hanno il core business in fumetti di Adventure Time e Tartarughe Ninjas in team up con Batman in stile Bruce Timm , ma non disdegnano cose come i fumetti di X-Files e Transformers e mixano le loro licenze senza vergognarsi di fare puro fanservice.
    La sfida è da far tremare i polsi, ma è il momento di osare perchè la alternativa è una implosione del mercato mainstream come nemmeno Seduction of Innocent aveva provocato.

  7. Det Bullock
    Non credo che l’autrice stia antipatica a qualcuno qui, al massimo fa un pò pena pensare come si faccia condizionare la vita da un libro vecchio di secoli.
    Quando vedi quei fanatici religiosi alla Ned Flanders che seguono alla lettere quello che dice la Bibbia, tu cosa pensi ?
    E ancora: una cosa sono le ideologie religiose, un conto quelle contro i nazisti.
    E’ vero che Claremont e altri fecero predicozzi religiosi ogni tanto , ma si contenevano.
    Qualcuno oggi osa di più e fa personaggi dichiarati erso una certa religione o orientamento sessuale , e non sarà davvero questo uno dei motivi per cui i fumetti Marvel non tirano come un tempo ?
    Io non sono uno che guarda stè cose quando legge un buon fumetto, ma non sono sicuro che gli altri 6 miliardi di individui là fuori la pensino come me.
    Stan Lee usava Silver Surfer come figura cristologica, ma il vero Gesù nei fumetti scritti da lui non appariva, nè veniva nominto ( idem le altre divinità).
    D’altronde Lee era famoso per non mostrare mai una posizione chiara in qualcosa e mantenere l’equidistanze da tutto.
    Anche Disney si guardava bene da inserire elementi religiosi nei suoi cartoni /fumetti ( e ancora oggi la regola viene rispettata nella Casa del Topo).
    E il loro successo dimostra che forse aveva un senso comportarsi così , almeno da un lato commerciale.
    Di sicuro è una discussione interessante.

  8. In realtà nei fumetti Marvel Cristo è apparso. E’ il famigerato ” amico ” che attraversa la prima serie di Johnny Blaze /Ghost Rider. Da un quadro a più riprese pare irridere il piano del Dracula di Wolfman e Colan di sposarsi con la adepta , pura ed innocente , di una setta che lo ha scambiato per Satana. E’ il Sise-Neg ( al contrario Genesis ) del Doctor Strange di Englehart e Brunner. Sempre Ghost Rider e la Cosa dei Fantastici Quattro frustrano il piano dell’Uomo dei Miracoli di mettere in scena una natività tra i nativi americani che avrebbe fatto di lui il Primo Fattore il che porta alla nascita davvero di un bimbo che si intuisce sarà cresciuto come sciamano. Senza contare la presenza sullo sfondo di Gesù o Dio, come ovvio , in tutte le testate che lambiscono la religione ( esiste anche una tavola censurata con Daimon Hellstrom crocefisso a testa in giù ). Per estensione il Captain America che a momenti salta in aria nel tentativo di non fare detonare una bomba difesa da Spadaccino, Batroc e Laser Vivente che ricorda altri che si era sacrificato per tutti potrebbe riferirsi al Cristo. E potrei continuare con il background cattolico ed irlandese di DD da Miller in poi.
    O citare una storia degli Avengers anni settanta in cui Thor entra in una chiesa e spiega alla collega Scarlet Witch quanto l’edificio non lo turbi perchè consapevole che il suo pantheon è parte di un unum più grande.
    Negli anni novanta poi ragazzacci come Warren Ellis piazzano anche in storie Marvel cose un Dio morto ai confini dello spazio ucciso da altri alieni, ma naturalmente siamo a trent’anni dalla creazione del Marvel Universe e davanti allo spirito iconoclasta di autori british.

  9. Crepascolo come ho già detto, io parlo di Lee che abbia mai mostrato Gesù e compagnia cantante, non dei suoi successori.
    Quelle storie le ricordo pure io, ma appunto Lee non c’entra nulla.
    Poi c’ è stato chi , come lo sceneggiatore ‘ebreo Peter David, ha reso della sua stessa fede un personaggio minore come il Doc Samson di Hulk.

  10. Sam
    Vogliamo parlare di Matt Murdock cattolico e costantemente roso dai sensi di colpa prettamente cattolici allora?
    Poi anche da agnostico fatico a capire questa volontà di sminuire la gente religiosa anche quando non dimostra affatto fanatismo, perché i Khan di sicuro non sono una versione musulmana dei Flanders. L’unico che somiglia a Flanders è il fratello convertito al salafismo che infatti è ritratto come un rompiscatole fannullone di prima classe. Claremont da quel che ho letto io non si conteneva affatto, semplicemente stava spesso a fare storyline cosmiche dove ovviamente non c’era bisogno di tirare in ballo certe cose ma in quelle a terra ci andava giù pesante. Khamala nella sua serie sta quasi sempre buttata nel New Jersey e affronta problemi dei ragazzini della sua età non diversamente da Peter Parker e la sua religione è uno di quei problemi, almeno all’inizio. Il problema è che il cristianesimo protestante nei fumetti USA è dato per scontato mentre l’islam no, e in misura minore non lo sono nemmeno il cattolicesimo (vedi Daredevil) e l’ebraismo (Kitty Pride e Ben Grimm), quindi pensa un po’ chi scrive di un personaggio adolescente spesso la basa sulla propria e negli USA dove essere musulmani non è scontato la cosa diventa una parte abbastanza eminente almeno all’inizio quando si introduce il personaggio. Sinceramente comunque più che di religione nel corso della serie si parla più della sua cultura di immigrata pakistana (quando va a trovare dei lontani parenti dopo Civil War 2 e incontra un supereroe locale, e si rende conto si essere comunque “l’americana”) e sul fatto che lei è una appassionata di MMO e una fangirl che scrive fanfiction sui supereroi Marvel.

  11. […] di questo testo mi è venuta quando, riguardo a un precedente articolo nel quale criticavo la descrizione didascalica della religione nei fumetti di Ms. Marvel, Marco M. […]

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