NON ROTTAMARE L’AUTO DIESEL

NON ROTTAMARE L’AUTO DIESEL

Nel mese di febbraio 2018 il numero delle auto diesel immatricolato in Italia superava quello delle auto a benzina. Questo avveniva in linea con la tendenza del gennaio precedente. Il numero delle auto immatricolate nel 2017 si avvicina alle duecentomila. In Italia circolano circa 40 milioni di auto: il 49% sono a benzina e il 43% sono diesel. Nel 2017 sono state immatricolate due milioni di auto, questo significa che ogni anno si rinnova un ventesimo del nostro parco vetture. Nel 2017 le auto a diesel sono arrivate al 56%.

Il sindaco di Copenhagen propone di bandire dalla città le auto diesel dal 2019

In Italia il parco della auto diesel sta crescendo più che in passato mentre nel resto dell’Europa le immatricolazioni di auto diesel sono state superate da quelle delle auto a benzina. In Germania, per esempio, le auto diesel sono il 39 % delle nuove immatricolazioni. Si conferma, quindi, la passione per il diesel dell’automobilista italiano. Alla media di rinnovo del parco auto in Italia, perché vengano sostituite tutte le auto circolanti ci vorranno 8 anni. Sarebbe però possibile salvare le auto diesel vecchie senza doverle rottamare, anche se in tutta Europa si annunciano restrizioni per l’uso del diesel.

Virginia Raggi, la sindaca di Roma, ha dichiarato che nel 2024 la città di Roma verrà chiusa al traffico delle auto a diesel di nuova immatricolazione.

Il tribunale di Lipsia ha sancito la possibilità delle città tedesche di vietare il traffico alle auto diesel considerate più inquinanti

Il tribunale di Lipsia in Germania ha sentenziato che le città tedesche, per difendere la salute dei cittadini dall’inquinamento, possono emanare leggi restrittive sulla circolazione nei centri storici anche in mancanza di una legge nazionale. Il tribunale federale di Berlino ha stabilito che la deliberazione del tribunale di Lipsia è legittima.

Le municipalità di grandi città come Parigi, Berlino, Londra, Città del Messico, Madrid, Atene, Monaco di Baviera e Barcellona, nonché l’intera Norvegia, vogliono bandire i motori diesel entro il 2025.

La Norvegia è la prima produttrice europea di petrolio. Investe gran parte del suo fondo sovrano, che è il più ricco del mondo, in agevolazioni per l’acquisto di auto elettriche, che sono ancora molto care. Hanno prezzi proibitivi per un consumatore comune a meno che lo Stato non intervenga con consistenti agevolazioni. Chi compra una piccola auto elettrica in Norvegia gode di un contributo di cinquemila euro, novemila per acquistare un’auto elettrica grande. Per questo motivo in Norvegia un’auto su tre è elettrica. Con l’accordo politico della destra e della sinistra, la Norvegia si prepara a immatricolare solo auto elettriche dal 2025.

Rudolf Diesel e il suo motore

Rudolf Diesel, l’inventore del motore diesel

Il motore a Diesel fu brevettato nel 1892 a Berlino. È un motore alternativo a combustione interna alimentato con una miscela di idrocarburi che chiamiamo gasolio. Rudolf Diesel lo presentò all’Esposizione di Parigi nel 1900. Fu subito impiegato nella movimentazione di macchine industriali e in impianti di riscaldamento. Il motore diesel ha bassi consumi e ha costi inferiori al motore a benzina. I motori diesel vennero poi impiegati sui camion e sui treni. Solo dall’inizio degli anni cinquanta vennero usati sulle automobili.

Si calcola che l’inquinamento uccida 5mila europei l’anno

Motore diesel e inquinamento

Il motore diesel emette polveri inquinanti. Costituiscono il particolato, composto da polveri di varie dimensioni fino a quelle nanometriche. Le polveri del particolato sono considerate molto pericolose per la salute dell’uomo. Quelle di calibro minore possono infilarsi negli alveoli polmonari. Anche gli ossidi di azoto prodotti dai motori diesel sono molto pericolosi per la salute dell’uomo. Invece i motori diesel sono sempre stati considerati migliori dei motori a benzina per la minore produzione dell’anidride carbonica, un gas inquinante responsabile dell’effetto serra, cioè il riscaldamento del pianeta, ma non è tossico per l’uomo. Infatti è il gas che espirano gli uomini e gli animali.

Inquinamento

Alcune ricerche hanno comunque verificato che le emissioni nocive dei motori diesel non sono superiori alle emissioni nocive dei motori a benzina, qualora il motore diesel sia dotato di un filtro antiparticolato efficiente. Nei primi anni duemila sono stati adottati filtri antiparticolati che hanno il compito di trattenere il particolato e le sostanze inquinanti. Purtroppo i filtri si intasano velocemente ed è necessario cambiarli o pulirli con una corsa veloce su un’autostrada, in modo da bruciare il particolato. Purtroppo spesso i conducenti preferiscono escludere il filtro in modo da non avere problemi di manutenzione.

È stato comunque verificato che i mezzi pesanti a diesel inquinano di meno perché sono sottoposti a maggiori controlli e usano sistemi di filtraggio più efficienti.

Dieselgate

TDI e il diesel pulito

Il Dieselgate, o scandalo sulle emissioni del 2015, riguardò inizialmente la Volkswagen. La casa automobilistica tedesca aveva dotato le sue auto diesel di una centralina in grado di modificare le emissioni in modo da rientrare nel range imposto dalla legge americana ed europea. Questo avveniva sul banco di prova, mentre in strada il motore emetteva molte più emissioni nocive di quanto consentito. Questa truffa è costata una multa molto salata alla Volkswagen. Sono state intentate delle class action, cioè delle cause collettive, da parte dei clienti ed è caduta a picco la fiducia nel diesel.

Le città più inquinate dell’Europa

 

Le 50 città più inquinate d’Europa

Ai primi posti delle città inquinate ci sono quelle polacche e bulgare, ma anche alcune città italiane. Una delle più inquinate è Torino, nell’elenco compare Settimo Torinese che è un paese vicino. Il parco auto in Italia è vecchio. Le auto vecchie sono poco efficienti e inquinano di più.

Ma siamo sicuri che basti eliminare i motori diesel per risolvere il problema dell’inquinamento?

Auto elettrica

Gli studiosi dei problemi legati all’inquinamento ambientale sono concordi nel ritenere che l’auto elettrica potrebbe essere meno inquinante se l’elettricità fosse prodotta con fonti rinnovabili. Se l’elettricità è di produzione idroelettrica, geotermica o nucleare allora le auto elettriche produrranno meno inquinamento.

Centrale elettrica a carbone di Porto Tolle

Ma se le centrali elettriche usassero come combustibile il petrolio o, peggio ancora il carbone, allora l’inquinamento non potrebbe che aumentare, magari non in città ma nei luoghi dove l’elettricità viene prodotta.

Guerra al diesel

Il piano FCA di Sergio Marchionne: addio al diesel

Gli Stati Uniti non producono motori diesel. I motori diesel sono prodotti in Europa e sono venduti in Europa e negli Stati Uniti. L’amministrazione americana ha deciso di fare la guerra al diesel aumentando sempre di più le restrizioni legate alla difesa dell’ambiente. In questo ha trovato l’appoggio dell’Asia. I cinesi hanno miniere di terre rare per la produzione delle batterie al litio necessarie per le auto elettriche. I giapponesi producono auto elettriche e sono i leader dell’elettrico e dell’ibrido in Europa. Sono i naturali alleati in questa guerra degli americani contro il diesel. Sergio Marchionne, amministratore delegato della Fca, aveva detto inizialmente che non aveva intenzione di abbandonare il diesel, ma ora ha cambiato idea perché le auto diesel costerebbero troppo se dovessero rispettare le nuove restrizioni. All’annuncio dei nuovi dazi da parte del presidente americano Trump, Marchionne ha sostenuto che sarebbe assurdo fare la guerra contro di lui. Saremmo destinati a una sicura sconfitta dato che l’Italia è un paese esportatore.

Matthias Müller, amministratore delegato,  annuncia che la Volkswagen non abbandonerà il diesel

La Volkswagen, invece, crede ancora nel diesel. Ha avuto un grande successo anche la vendita delle auto Volkswagen a metano. Dopo un 2017 estremamente positivo, ha annunciato la sospensione degli ordini relativi alle auto a metano. Le scorte riservate all’Italia sono esaurite anche perché la casa tedesca praticava lo stesso prezzo delle auto a benzina della stessa gamma.

Alimentazione a metano

Bus ecologico alimentato a metano

È permessa la circolazione delle auto a metano senza restrizioni in quasi tutti i centri storici. Il metano è in realtà una miscela di gas naturali composta effettivamente in gran parte da metano, ma anche da propano, butano e da tracce di acido solfidrico molto inquinante. Il risparmio economico di un motore alimentato a metano rispetto al motore alimentato a benzina è del 60%. Fra tutti i combustibili fossili è quello che produce meno anidride carbonica, quindi pesa di meno sull’effetto serra. Il metano viene fornito attraverso le tubazioni dei metanodotti che però possono avere notevoli perdite che contribuiscono all’inquinamento. Ci sono anche altri svantaggi: il motore alimentato a metano è meno brillante di quello a benzina. Il secondo problema è l’ingombro del serbatoio, che nelle auto nate con alimentazione a metano si trova sotto il pianale.

Serbatoio del metano da 32 litri

Nel caso di auto in cui l’alimentazione a metano venga fornita in un’auto nata a benzina il serbatoio si trova nel portabagagli.

Pompa a metano

Infine, c’è il problema dei distributori di metano che, pur essendo molto aumentati di numero, sono ancora meno capillari dei distributori dei benzina e di gasolio.

Distributore gas metano e Gpl

È possibile convertire un’auto a benzina affiancando all’alimentazione a benzina l’alimentazione a metano. Di solito il motore parte a benzina perché reagisce meglio in fase di accensione e non danneggia il motorino di avviamento. Poi si inserisce l’alimentazione a metano. Nei modelli più vecchi c’era un convertitore che bisognava girare per passare dal metano alla benzina e viceversa. Attualmente il cambio di combustibile avviene automaticamente con una centralina. La trasformazione costa da mille a duemila euro a seconda del lavoro che si deve affrontare. Il cambio di alimentazione può essere omologato. Si può quindi dare una vita più lunga ad un’auto a benzina. L’auto, anche se vecchia, aumenta di valore e di solito non ci sono restrizioni per girare nei centri storici.

Alimentazione a Gpl

Polmone o riduttore GPL

Il Gpl è un insieme di gas liquefatti che derivano sempre dal petrolio come la benzina e il gasolio. Nell’impianto Gpl il combustibile allo stato liquido viene portato al cosiddetto polmone, che provvede alla sua vaporizzazione. Viene poi mandato agli ugelli che regolano la quantità di miscela Gpl- aria in entrata.

Rispetto all’auto alimentata a metano, l’auto alimentata a Gpl perde circa altrettanto in quanto a brillantezza della guida. Ha costi di manutenzione inferiori perché le bombole del metano vanno revisionate ogni quattro anni, mentre quelle del Gpl ogni 10. Inoltre, il costo di un impianto a Gpl è inferiore, arriva al massimo intorno ai 1200 euro. Un’auto a benzina si può trasformare con una alimentazione a Gpl.

Dare nuova vita a una vecchia auto a diesel

È possibile dare nuova vita a una vecchia auto a diesel dotandola di un’alimentazione supplementare a metano o a Gpl. Tuttavia i motori non sono bi fuel come quelli benzina-metano e benzina-GPL. Il motore è dual fuel cioè il metano o il Gpl sono mescolati al gasolio. Questo consente una migliore combustione e l’abbattimento del particolato. Finora sono stati modificati i motori di veicoli pesanti, mentre per le vetture la trasformazione è in attesa di omologazione.

Nuova Delhi (india), inquinamento ambientale

Bisogna considerare che qualsiasi motore è in parte inquinante. Gli ingegneri richiamano i cittadini e le amministrazioni a un maggiore senso di responsabilità. Occorre dotare le città di bus ecologici a basso impatto ambientale da usare collettivamente. Il livello di inquinamento delle nostre città ha raggiunto e in qualche caso superato l’inquinamento della Cina e dell’India.

Lorraine Lorena ha collaborato alla ricerca della documentazione e alla stesura dell’articolo.

2 commenti

  1. questa faccenda del diesel presenta numerosi punti oscuri; intanto va detto che i valori limite di inquinamento sono stabiliti in modo quasi arbitrario a livello europeo, non si sa con quanto dialogo con le case automobilistiche (se non nella prospettiva perversa di obbligare la gente a cambiar macchina ogni cinque anni); in secondo luogo, la nuova caccia alle streghe in forma di motori diesel è partita all’improvviso e tutto sommato in malafede da parte dei media: qualsiasi meccanico sapeva che i valori teorici di laboratorio non corrispondono ai va!ori reali, o per frode o perché un conto è l’ambiente controllato di un’officina e un conto è il traffico intasato delle cinque – come mai da un giorno all’altro un attacco così violento che ha portato quasi al fallimento la Volkswagen? un fallimento finanziario borsistico, perché la gente in Germania compra Volkswagen quanto e più di prima; come mai i valori di NO2 accettati negli ambienti di lavoro (in Germania) sono dieci volte più elevati di quelli considerati pericolosi per strada? perché sistematicamente le centraline di rilevamento sono piazzate accanto a strade urbane di grande traffico e non è invece calcolata una media che tenga in particolare conto le zone residenziali? io mica vivo sullo spartitraffico; come mai il governo tedesco non ha difeso la propria industria, ma ha anzi rincarato la dose rischiando la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro (anche in Italia, dove sono prodotte molte parti di automobili tedesche)? e infine, per non diventare troppo pesante, ha senso e non puzza che sia una microscopica associazione ecologista – la Deutsche Umwelthilfe – finanziata dalla Toyota (maggiore produttrice mondiale di auto ibride) a promuovere in Germania – con evidente valenza di buon esempio – una azione legale volta a proibire il traffico diesel e in definitiva a danneggiare la più importante industria concorrente? non arrivo a dire come di recente ha scritto il settimanale “Junge Freiheit” che con la scusa dell’inquinamento (buona per tutte le stagioni, si può forse essere a favore dell’inquinamento?!) si tratti di rieducazione moralista buonista politicamente corretta in stile DDR, in ogni caso a me pare che la faccenda abbia più l’aria di una oscura guerra commerciale, e che l’inquinamento c’entri poco: un’automobile di oggi inquina un terzo di una costruita venticinque anni fa, i problemi creati dalla tecnologia li può risolvere solo la tecnologia;

  2. E’ una situazione molto complessa che credo vada gestita con intelligenza se non vogliamo far la fine del topo. Far la guerra dei dazi contro gli Stati Uniti è una follia, saremmo destinati ad essere annientati. Forse abbiamo anche tardato troppo a pensare al problema. Probabilmente non esiste nessuna auto assolutamente non inquinante. Certo , i problemi tecnologici si risolvono con la tecnologia e con l’organizzazione tenendo conto delle risorse che abbiamo e delle nostre capacità e competenze. Infine stanno tentando di tagliarci l’erba sotto i piedi ma abbiamo fatto auto da sempre, a Torino mangiamo latte e lamiere… se non ci roviniamo da soli possiamo farcela. Le Volkswaghen le disegnano ancora qui.

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