NICK CAVE & THE BAD SEEDS IN ITALIA A NOVEMBRE

NICK CAVE & THE BAD SEEDS IN ITALIA A NOVEMBRE

Nick Cave ha annunciato, tramite il sito personale e i canali social ufficiali, i dettagli dell’Uk & Europe Tour 2017 dei Nick Cave & The Bad Seeds, ovvero la band attualmente composta da Nick Cave, Warren Ellis, Martyn Casey, Thomas Wydler, Jim Sclavunos, Conway Savage, George Vjestica e Larry Mullins.

Le otto settimane di tour partiranno da Bournemouth, il 24 settembre 2017, e toccheranno l’Italia in tre date: a Padova, Milano e Roma.

4 novembre 2017
Padova, Kioene Arena (ex Palafabris)

6 novembre 2017
Assago (Milano), Mediolanum Forum

8 novembre 2017
Roma, Palalottomatica

Cave porta in tournée l’ultimo progetto discografico, Skeleton Tree, accompagnato, al momento della sua uscita, da One More Time With Feeling, il film diretto da Andrew Dominik (Chopper, The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford) che racconta e documenta la realizzazione del lavoro discografico e, in concomitanza, il trauma per la perdita del figlio.

I biglietti sono in vendita dal 17 febbraio tramite il circuito TicketOne.

Il tour è iniziato il 13 gennaio con un’unica data in Australia, a Hobart. Durante quella che è stata la prima esibizione live di Cave, dalla morte del figlio Arthur (avvenuta nel 2015), la band ha suonato anche alcuni brani estratti dal nuovo album.

L’ispirazione non è il fuoco sacro che scende dal cielo, è un bisogno che va alimentato. Per questo vado in ufficio ogni mattina a cercarla – nessuna distrazione, solo una tastiera e una scrivania.

Questa è l’immagine che Nick Cave ha voluto dare di sé negli ultimi anni: quella di un artista metodico, professionista esigente e diligente. L’aspetto elegante, asciutto, determinato, da squalo che si è annidato nel cuore dell’alta borghesia della fatale Brighton. Questa figura è come un fotogramma incongruo che si sovrappone a quelli dei famigerati primi anni di carriera, quando il blasfemo Re Inchiostro covava l’ispirazione in un buco d’appartamento e sbraitava su palchi poco raccomandabili, bestemmiando per voce e per iscritto, declinando la vena letteraria in una dimensione tumultuosa e scellerata, dalla punta dei capelli elettrizzati fin dentro al cuore strapazzato e nero. In realtà, questa dissolvenza incrociata di Cave (da terrorista post-punk a chansonnier ombroso) è iniziata presto, è sempre stata presente nel suo pensare musica, affiorando in maniera eclatante con The Good Son (1990).

La qualità più apprezzabile di questo trapasso sta nel fatto di non essersi mai consumato del tutto: è come una mutazione permanente, una ricerca in fieri del baricentro, una oscillazione umorale e catartica che permette a Cave di farci capire quanto contenga in sé tutto ciò che è stato. Disco dopo disco, ha lasciato che affiorasse sempre più l’autore di (murder) ballad invaghito di Cohen e Waits, ma ha continuato e continua a tenere la frusta tesa per domare gli assalti del performer luciferino, in agguato sotto la giacca affilata. La maturità di Nick Cave sembra raccontarci una vicenda di apprendimento, mette con forza la cifra espressiva sulla linea del tempo, si propone come un’incongruenza necessaria alla credibilità e alla validità di un percorso artistico che non si sottrae alla sfida dell’età, alle sue vittorie e ai tracolli, alle conquiste e alle tragedie. Da una biografia di T. Iannini.

Di seguito la scaletta della serata australiana.

Jesus Alone (Live debut)
Tupelo
Red Right Hand
Mermaids
From Her To Eternity
The Weeping Song
Higgs Boson Blues
Girl In Amber (Live debut)
Anthrocene (Live debut)
Magneto (Live debut)
People Ain’t No Good
Jubilee Street
Jack the Ripper
The Mercy Seat
Distant Sky (Live debut)
Skeleton Tree (Live debut)
Encore:
I Need You (Live debut)
Papa Won’t Leave You, Henry
Nobody’s Baby Now
Into My Arms
The Ship Song
Stagger Lee
Push the Sky Away

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