NETFLIX CAMBIA LE ABITUDINI DELLO SPETTATORE

NETFLIX CAMBIA LE ABITUDINI DELLO SPETTATORE

Netflix è la piattaforma di streaming on demand più famosa al mondo.

Nel 1997, anno in cui viene fondata da Marc Randolph e Reed Hastings, noleggia un sistema di consegna a domicilio film e videogames in cd e dvd (925 produzioni in catalogo) con all’attivo 30 dipendenti.

Nel 2008 l’azienda cambia il servizio offerto ai clienti, attivando il servizio di abbonamento per accedere allo streaming on demand. Nel 2011 cessa l’attività di noleggio fisico di cd e dvd.

Intanto le case di produzioni di film e serie tv dal 2003 subiscono un calo delle rendite a causa dell’avvento di siti di file sharing basato sul protocollo di condivisione BitTorrent.
Dal 2005 a causare ingenti danni alle casse delle case di produzioni sono soprattutto Megaupload, un sito di file hosting e Megavideo, un sito di streaming online con limite di fruibilità quotidiana di 72 minuti, entrambi fondati da Kim DotCom.


Grazie a Netflix e alla sua qualità del servizio offerto, le case di produzione recuperano gli introiti persi, essendo Netflix una piattaforma streaming legale che acquista alla fonte i diritti di distribuzione di serie tv, show e film, educando il pubblico a una nuova modalità di intrattenimento domestico, istantaneo, a basso costo e ad alta risoluzione.
La sua forza sta dunque nel rapporto qualità-prezzo del servizio offerto che, dal 2010, estende il proprio mercato in Europa e Sud America.
Nel 2016 le nazioni in tutto il mondo in cui Netflix è accessibile sono 190, gli abbonati 93,8 milioni, i ricavi ammonano a 8,3 miliardi di dollari e gli utili a 188 milioni di dollari.
Nel 2017 gli abbonati salgono a 103,95 milioni di cui 51,92 milioni solo negli Stati Uniti.


Nel 2011 viene annunciata la lavorazione della prima serie interamente prodotta da Netflix, che viene trasmessa per la prima volta nel 2013: House of Cards.

Ne seguono molte altre, alcune di queste sono diventate dei veri e propri cult nel loro genere.

Le produzioni originali che hanno aumentato la possibilità degli investimenti futuri, arrivando a produrre decine di titoli come Orange Is The New Black (2013 – in corso), il citato House of Cards (2013 – in corso, che in Italia non troviamo in catalogo essendo stato acquisito da Sky prima che Netflix arrivasse), Narcos (2015 – in corso) e Stranger Things (2016 – in corso).


Negli anni, Netflix ha anche acquisito i diritti per continuare alcune serie tv interrotte nate per la tv via cavo. Nel 2013 tocca ad Arrested Development, nel 2014 a Star Wars: The Clone Wars e The Killing, nel 2016 Black Mirror e Glitch e nel 2017 a Twin Peaks.

In Italia il servizio è disponibile dal 2015 e offre tre pacchetti: 7,99 euro al mese per la visione su un singolo dispositivo e a qualità SD, a 9,99 euro al mese per poterlo vedere su due dispositivi in contemporanea a qualità HD, a 11,99 euro al mese per vederlo fino a quattro dispositivi in contemporanea a qualità 4K.

Inizialmente il catalogo non era paragonabile a quello statunitense, generando non poche polemiche da parte degli abbonati. Attualmente, il catalogo è quasi in linea con quello di oltreoceano.

Parte del successo di Netflix sembra sia da attribuire anche alla sua politica aziendale che si può riassumere con “ferie illimitate e massima libertà ai dipendenti”, dando sempre carta bianca sulle spese di produzione delle serie tv e sul loro lato creativo. L’unico limite è quello di far rientrare le spese negli obiettivi aziendali.

Sbarcando in Italia, oltre ai lati positivi Netflix ha portato anche quelli negativi e il peggiore è senza dubbio una sorta di dipendenza.
Sempre più italiani rimangono incollati davanti allo schermo del dispositivo utilizzato anche per più di 3-4 ore al giorno (Binge Watching). Le cosiddette “maratone” sono passate dall’essere un evento casuale alla normalità.

La dipendenza da Netflix non è ancora stata inserita nel Manuale dei disordini mentali, ma negli Stati Uniti molti centri si stanno attrezzando per curare questa nuova malattia. La metodologia utilizzata è simile a quella usata per la cura di dipendenze da sostanze stupefacenti, interrompendo di colpo l’utilizzo del sito o limitandone l’accesso quotidiano, smettendo più lentamente.


Nel frattempo Walt Disney sta rientrando in possesso dei suoi film gestiti da Netflix con l’intenzione di lanciare un proprio servizio di streaming. Anche se le produzioni già programmate da Netflix, come i personaggi Marvel dei Defenders (Iron Fist, Luke Cage, Daredevil e Jessica Jones), vanno avanti.

La tendenza del futuro sarà quella di spostare le serie dai canali televisivi alle piattaforme di streaming?

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