NEMBO KID E PIPISTRELLO, I SUPEREROI IN ITALIA

NEMBO KID E PIPISTRELLO, I SUPEREROI IN ITALIA

Gli Albi del Falco (Nembo Kid) costituiscono la più importante e longeva serie di supereroi del dopoguerra contando ben 574 numeri, anche se dal n. 529 la testata cambia nome e diventa Superman Nembo Kid, in circa 13 anni di permanenza in edicola.

La collana esordisce il 16 maggio 1954 come pubblicazione quattordicinale, con un formato tascabile di 12,5×18 cm per sole 32 pagine. Formato identico a quello di una testata di successo: gli Albi della Rosa, che pubblicavano materiale Disney. Questo permette alla Mondadori di distribuire le spese fisse (taglio, confezione) sulle due collane mantenendo il prezzo a sole 20 lire.

Il primo numero di Nembo Kid

Nei primi 30 albi l’unico supereroe presente è Superman: il suo nome, considerato inadatto, viene cambiato in Nembo Kid. Questo crea non pochi problemi ai grafici italiani, costretti a minuziosi lavori di correzione delle copertine e delle vignette per eliminare la S dal petto e dal mantello, lasciando solo uno “scudo” vuoto che nei primi albi è rosso e dal n. 19 giallo.

I traduttori evitano di usare il termine “super”, sempre per non evocare il nome di Superman. Ecco quindi gli ultra-poteri (anziché i super-poteri), e tutto diventa “ultra” invece che “super”. Nel primo periodo c’era poca cura nelle supervisioni, tanto che i personaggi (soprattutto i criminali) cambiano nome da un albo all’altro. Per esempio, Prankster viene chiamato Tabor (n. 10), Pagliaccio (20), Beffeggiatore (43) e infine Burlone, un nome che, tra l’altro, era stato già usato per altri due personaggi!

I comprimari di Superman, presenti fin dalla prima storia, vengono chiamati con i nomi originali: il fotografo Jimmy Olsen, il direttore Perry White e naturalmente Clark Kent. Solo Lois Lane viene semi italianizzata in Luisa Lane.
Il disegnatore principale all’inizio è Wayne Boring. I disegni sono del suo periodo migliore, con una certa dinamicità e con paesaggi futuristici. Il Superman di Boring è un eroe “monoblocco” dal torace possente e dalla forte muscolatura.
Altro disegnatore molto presente quasi fino alla fine della serie è Al Plastino, che fa un superman talmente massiccio da sembrare sovrappeso più che muscoloso.

Con il n. 31 la collana riduce le dimensioni a cm 12×16,5 con 32 pagine più le 4 di copertina, al prezzo di 25 lire.
Nel n. 33 fa la sua apparizione Batman con il nome di Pipistrello. Il costume di Batman viene colorato di rosso, mentre il mantello rimane blu. Anche se poi il colore varia, specie nelle copertine dove appare anche il grigio originale.

La batmobile viene chiamata pipistrel-mobile (n. 39), poi diventa auton mentre il batplano viene chiamato aeron (54), quindi vengono ribattezzati pipismobile e pipisplano (numeri 77, 79 e 82). Sarà solo con il n. 105 che il Pipistrello riacquista il proprio nome originale di Batman e con il n. 106 anche la batmobile ha finalmente il nome giusto.

Batman con il costume rosso

Intanto, dal n. 65 la collana riprende il formato originario che manterrà fino alla fine, mentre il prezzo sale a 30 lire dal n. 71. Inizialmente tutte le storie sono tratte dai due comic book di Superman (Action Comics e Superman), dal n. 33 anche da World’s Finest (dove Superman e Batman lavorano insieme) e dal n. 47 iniziano a comparire le storie di Superboy tratte dai comic book Superboy e Adventure Comics. Superboy viene chiamato semplicemente “Nembo Kid ragazzo”, e del resto Kid significa appunto ragazzo.
Arrivano anche le avventure in solitaria di Jimmy Olsen (dal n. 50) tratte dal comic book Superman’s Pal Jimmy Olsen. Queste storie diventano sempre più numerose (anche due in un solo numero), disegnate in genere dal promettente Curt Swan.

Il cane Krypto e Superboy, che mantiene immutato il nome di Nembo Kid

Dal n. 106 iniziano a essere pubblicate le avventure tratte dai due comic book di Batman, mentre fino a quel momento l’uomo pipistrello era apparso solo assieme a Superman nelle storie di World’s Finest. Questo era dovuto al fatto che la collana era passata alla periodicità settimanale a partire dal n. 103, e quindi aveva bisogno di attingere ad altre fonti di materiale per stampare 144 pagine al mese.
Il disegnatore più significativo di Batman in questo periodo è Dick Sprang, con vignette molto dinamiche e dettagliate, e una forte componente caricaturale. A dargli man forte, tra gli altri, c’è il più classico Sheldon Moldoff.

Dal n. 143 arrivano le avventure di di Luisa Lane (da Superman’s Girlfrend Lois Lane) disegnate da Kurt Schaffenberger, coadiuvato di tanto in tanto da Curt Swan, che di li a poco sarebbe diventato il maggiore (e migliore) disegnatore di Superman. Il primo episodio americano di Lois Lane viene pubblicato diverso tempo dopo, nel n. 179 di Nembo Kid. Del resto tutti i comic book della Dc sono pubblicati alla rinfusa dalla Mondadori, anche se, venendo stampati a breve distanza dalla loro apparizione in Usa, non sono scombinati in modo drammatico e, comunque, c’è ben poca continuità tra gli episodi. Tra l’altro si riscontrano salti di interi comic book, che spesso contengono diverse storie brevi ciascuno.

Oltre a rimontare le vignette, per adattarle al formato più piccolo dei comic book, qualche volta la Mondadori fa copertine in proprio ingrandendo qualche vignetta o imbastendo dei collage. Comunque, dal n. 33 quasi tutte le copertine sono tratte dagli albi originali, anche se talvolta ricalcate, e sempre ritoccate per eliminare la S e altri particolari.

Nel n. 197 compare Nembo Star, ovvero Supergirl, disegnata da Jim Mooney. “Ovviamente” la sua vera prima storia, quella che ne racconta l’arrivo, si trova nel n. 205.
Nel n. 221 tocca alla Legione degli Ultra-eroi, (Legion of the Superheroes), la cui prima storia originale viene stampata addirittura nel n. 332. È questo il primo gruppo di supereroi pubblicato in Italia.

Gli Albi del Flaco vengono affiancati dal più ricco Superalbo Nembo Kid nel 20 giugno 1960: un mensile di 68 pagine in grande formato dal costo di ben 100 lire, che pubblica altre avventure degli stessi personaggi.
Le storie della Legione sono in maggioranza destinate a questa collana, dove viene presentata ufficialmente nel n. 7. Le avventure della Legione sono forse le uniche della Dc Comics ad avere una certa continuità, per cui soffrono della pubblicazione disordinata. Soprattutto nell’ultimo periodo, quando l’arrivo del giovanissimo sceneggiatore Jim Shooter gli dona un vero spirito di gruppo e una sequenza di eventi molto incalzante, con morti e allontanamenti di personaggi.


Una rivoluzione negli Albi del Falco parte dal n. 241, con l’arrivo del primo dei nuovi supereroi della silver age: Flash. Da quel momento iniziano ad apparire molti altri personaggi.
Flash debutta in contemporanea su Superalbo Nembo Kid nel n. 6 e stavolta la presentazione delle storie avvenne quasi in modo cronologico. Quasi, perché in realtà iniziarono a pubblicare le avventure tratte dal primo numero del comic book di Flash, ignorando che il lancio del personaggio era avvenuto precedentemente nel comic book antologico Showcase. Queste, compresa quella delle origini (su Superalbo Nembo Kid n. 31), vengono presentate in seguito a partire dagli Albi del Falco n. 330, ovviamente in ordine sparso.

Le storie di Flash rappresentano una boccata d’aria fresca grazie ai moderni disegni di Carmine Infantino su testi di John Broome. Non altrettanto moderni sono i successivi due nuovi personaggi, ovvero Il Segugio Marziano, alias Martian Manhunter, nel n. 280 (era già apparso pochi giorni prima sul Superalbo n. 15 con la storia delle origini) e Freccia Verde, alias Green Arrow nel n. 302, preceduto però nel n. 301 da una storia al fianco di Superboy (che gli insegna a tirare con l’arco!). Pochi giorni dopo arriverà anche nelle pagine del Superalbo n. 20. Da notare la mano del grande Jack Kirby in alcune storie di Freccia Verde.

A partire dal n. 317 del 13 maggio 1962 la foliazione di Nembo Kid viene aumentata a 48 pagine (più le quattro di copertina) per 50 lire: si arriva così alle 276 pagine al mese. Per cui la presenza di altri personaggi, oltre ai soliti Batman e Superman, diventa costante, e vengono perfino realizzate alcune storie in Italia.
Il Superalbo Nembo Kid cambia nome in Batman Nembo Kid (con Batman presenza fissa) dal n. 73, iniziando a pubblicare anche delle sequenze di strip di Superman e di Batman originariamente apparse nei quotidiani americani.


Dobbiamo aspettare fino al n. 422 degli Albi del Falco per vedere il secondo eroe della silver age, ovvero Lanterna Verde, Green Lantern, in una storia di Flash. Compare prima su Superalbo n. 50, mentre la sua collana regolare viene stampata dal n. 435 (ovviamente le origini sono nel 439).
Sempre in una storia assieme a Flash compare nel n. 449 un altro eroe della silver age: Atom.
Poco dopo (n. 450) troviamo anche i Giovani Titani, Teen Titans, la cui serie regolare parte però solo dal 534.
Nel n. 509 arrivano anche Falco ed Alata (Hawkman e Hawkgirl).

Queste tre serie si contraddistinguono per ottimi disegni e testi spesso anche molto fantasiosi.
Le avventure fantascientifiche di Lanterna Verde sono scritte da Broome e disegnate dal grande Gil Kane, mentre Falco è scritto dal veterano Gardner Fox (che collabora anche con Flash e a Lanterna Verde) e disegnato elegantemente da Murphy Anderson.


Nel periodo finale della collana Albi del Falco c’è quindi una buona varietà di personaggi e anche quelli tradizionali cominciano a modernizzarsi. Superman è oramai in pianta stabile nelle mani di Curt Swan, che lo disegna in modo decisamente più realistico, mentre Batman ha cambiato radicalmente look con l’arrivo di Gardner Fox e Carmine Infantino (a partire dal n. 438), che danno una brusca sterzata al personaggio portandolo ad atmosfere più realistiche, dopo un periodo passato a inseguire incongrui alieni verdi con le antennucce.

In queste nuove avventure accade perfino che Alfred muoia (temporaneamente), anche se qui in Italia, come per magia, Alfred non è mai morto! Apprendiamo infatti dai discorsi di Batman e Robin, addomesticati dai redattori della Mondadori, che è “soltanto ferito”.
Questa modifica ci porta al discorso sulla censura. Malgrado gli stessi comic book, dal 1955, devono passare attraverso la rigida censura del Comics Code, la Mondadori, con l’introduzione della censura italiana chiamata Garanzia Morale (dal n. 325), riesce addirittura a essere più rigida.
Il massimo si raggiunge con i ritocchi di tutti i mostri che appaiono nei fumetti per “addolcirli”.


Con il n. 528 terminano gli Albi del Falco e contemporaneamente chiude il Superalbo Nembo Kid.
Eredita il tutto la nuova serie Superman Nembo Kid, che continua la numerazione e il formato degli Albi del Falco con diverse novità: intanto viene riportato lentamente il nome di Superman all’originale, iniziando prima a scriverlo in piccolo (sulla testata), poi ingrandendolo sempre più fino a fare praticamente scomparire quello di Nembo Kid. Nel frattempo, anche nelle pagine interne il nome di Nembo Kid viene gradualmente sostituito con Superman (per un certo periodo lo chiamano con entrambi i nomi!). Anche la famosa “S” sul petto finalmente compare nel n. 545.
Altre novità sono il numero di pagine aumentate a 100, il che permette di presentare un maggior numero di storie e molti nuovi personaggi, anche se alcune pagine sono occupate da rubriche “giovanilistiche”. In queste rubriche veniamo a conoscenza della serie di telefilm di Batman trasmessi in America, che da noi arriveranno solo alla fine degli anni settanta.

Tra i personaggi sono da segnalare gli Amici della Legge, ovvero la Justice League of America (n. 533), i già citati Giovani Titani (534) e Atom (553); Eclipso (551) e anche non supereroi come il bellico Sgt. Rock (529), Pow Wow Smith (530) e parecchi altri che si vedono solo per una o due storie.
L’inserimento di questi personaggi si rende necessario anche in ragione dell’abbandono di Batman, che passa dalle pagine di questa collana a una testata quattordicinale tutta sua nei numeri 551 e 552.

Di questi nuovi arrivi il più importante è certamente quello degli Amici della Giustizia, di cui purtroppo vengono saltate moltissime storie. Gardner Fox scrive i testi, facendo una certa fatica a gestire un gruppo così potente, mentre i disegni sono dello spigoloso Mike Sekowsky.
I Giovani Titani si giovano dei disegni di Nick Cardy su testi di Bob Haney, che però si sforza un po’ troppo a interpretare i gusti dei giovani finendo per non capirli affatto.
Atom è un altro parto della coppia John Broome e Gil Kane, il quale sta raggungendo la maturità artistica.
I disegni di molte delle serie minori portano la firma dell’ottimo Carmine Infantino.

In questo periodo vengono recuperate molte vecchie storie (soprattutto di Batman), alcune ristampate dai primi Albi del Falco, altre provenienti dal periodo precedente se non addirittura dagli anni quaranta. Tutte queste storie vengono presentate nello stesso periodo in America negli 80 Page Giants, albi speciali inseriti nelle collane originali che pubblicano solo ristampe di storie classiche.
Possiamo quindi apprezzare alcune delle storie che hanno reso famoso Batman scritte da Bill Finger, come quelle dove compaiono per la prima volta in Italia personaggi importanti come Due Facce, Two Face (n. 548), o La Gatta, Catwoman (510).

Con il n. 574 del 16 aprile 1967 termina la serie in formato tascabile, la numerazione viene ereditata dalla nuova collana quattordicinale chiamata semplicemente Superman pubblicata in formato comic book, che arriverà fino al n. 651 del 22 marzo 1970, ma questa è un’altra storia.

(Da: https://www.glamazonia.it/).

Sfogliamo un intero albo di Nembo Kid

 

3 commenti

  1. […] nel 1954, Arnoldo Mondadori rileva i diritti della Dc Comics per l’Italia lanciando il tascabile Albi del Falco – Nembo Kid. All’inizio pubblica solo le avventure di Superman e delle serie strettamente collegate. La […]

  2. […] dessinée. Qui la storia della Marvel è caratterizzata da censure ancora peggiori a quelle che Nembo Kid (Superman) subì negli anni cinquanta e sessanta, quando i fumetti italiani uscivano con il marchio […]

  3. […] IL RITORNO DEGLI EROI Dopo la grande ondata del primo dopoguerra dobbiamo aspettare fino ai primi anni sessanta per trovare qualche altro supereroe degno di questo nome. Esaurita la spinta degli eroi italici, i successori non mostrano più caratteristiche autoctone, ma sono chiaramente ispirati, se non copiati, dai superuomini americani, che nel frattempo sono arrivati anche da noi sulle pagine dei mondadoriani Albi del Falco. […]

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