ARRIVA IN TV “LEGION”, LA SERIE DEL MUTANTE MARVEL

ARRIVA IN TV “LEGION”, LA SERIE DEL MUTANTE MARVEL

Nel Vangelo, Legione è il nome del demone composto da un gruppo di diavoli, demone che possiede un uomo della città di Gerasa e viene scacciato da Gesù.

In latino, Legionem sta a indicare una schiera, una moltitudine, un gruppo militante compatto, in questo caso di diavoli, che hanno come obiettivo possedere il corpo di una persona, ma non l’anima perché è di Dio. Le legioni sono anche usate per indicare le schiere di diavoli dell’Inferno nella demonologia classica, che tende a catalogare i demoni con vere e proprie gerarchie militari.

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Legion, il cui vero nome è David Charles Haller, è un personaggio dei fumetti Marvel creato da Chris Claremont e Bill Sienkiewicz.

Figlio del leader degli X-Men Charles Xavier e della superstite dell’Olocausto Gabrielle Haller, è un mutante che soffre di un disturbo mentale, la personalità multipla, e ognuna delle personalità che albergano nella sua mente esercita un suo super-potere. Le storie ruotano intorno al risentimento nei confronti del padre e al tentativo di redimersi ai suoi occhi.

La serie tv Legion sarà trasmessa in contemporanea mondiale in 125 paesi da FOX sulla piattaforma Sky nel 2017.

Creata da Noah Hawley (Fargo, la serie) e ambientata, più o meno nell’universo degli X-Men, Legion si appresta a portare sul piccolo schermo una bella fetta del mondo dei celebri mutanti.

Legion è il classico personaggio controverso cui la Marvel ci ha da tempo abituato, assillato da quella che a prima vista può sembrare “semplice” schizofrenia ma che, dopo l’incontro con il personaggio di Lenny, scoprirà essere un vero e proprio superpotere multiplo.

David Heller, infatti, è tormentato da questo male fin dall’infanzia, cosa che lo ha costretto a vivere per buona parte della sua giovinezza in diversi ospedali psichiatrici.

Un giorno, in una di queste strutture, conosce tale Lenny. Quest’ultimo gli farà capire come le voci che lui sente non siano immaginarie, ma frutto di una sua capacità innata, di un’abilità sconosciuta ai più. Insomma, non una malattia, ma un superpotere..

Il cast della serie vanta nomi noti nel mondo delle serie tv, come Dan Stevens (Downton Abbey), Rachel Keller (Fargo), Jean Smart (Fargo), Aubrey Plaza (Parks and Recreation), Jeremie Harris (A Walk Among the Tombstones), Amber Midthunder (Hell or High Water), Katie Aselton (The League) e Bill Irwin (Interstellar).

Tra gli executive producer, oltre a Noah Hawley, spiccano nomi importanti che hanno lavorato nell’universo degli X-Men quali Bryan Singer (regista e autore di X-Men: Giorni di un futuro passato) e Jeph Loeb, executive producer di Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D.

Potenzialmente Legion possiede enormi poteri di alterazione della realtà. In verità essi si scindono in una moltitudine di poteri molto più limitati e specifici, ciascuno dei quali si lega ad una delle moltissime personalità che di volta in volta hanno assunto il suo controllo.
Nonostante questo, se sapesse ben controllare i suoi poteri e avesse una personalità potrebbe tenere testa a numerosi mutanti.

Legion nel corso del tempo ha mostrato tantissimi poteri particolari, ciascuno dei quali legato a circa 201 personalità dissociate. Queste abilità fanno di lui un mutante di livello omega, ben più potente del padre e probabilmente fra i mutanti più potenti mai esistiti. Però, pur avendo imparato a tenere a bada la schizofrenia di cui soffre, egli si è dimostrato alquanto inesperto nell’uso dei suoi poteri.

Uno degli spot della serie Legion ci mostra quanto siano pericolosi i poteri del mutante David Haller.
Nella scena vediamo una donna che si preoccupa di togliere tutti gli attrezzi pericolosi (cesoie, martello…) dalla parete del seminterrato, poiché una “crisi” di David potrebbe scagliarli da una parte all’altra.

Ruotano grandi aspettative attorno a Legion, non solo perché sarà la prima serie tv in live-action nella quale le vicende raccontate nel fumetto dei mutanti Marvel vengono interpretate da attori in carne e ossa, ma anche per il prestigio del suo autore: quel Noah Hawley che ha dimostrato un grande talento con le due stagioni di Fargo. Lo show promette di rimettere in discussione i codici del genere supereroistico, per citare il produttore Simon Kinberg, e ora anche lo stesso Hawley ribadisce il medesimo concetto.

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Intervistato da “Vanity Fair”, lo sceneggiatore ha spiegato che intende adottare un approccio in cui forma e contenuto finiranno per coincidere, cambiando la struttura consueta dei cinecomic: “Sapete, i film e la televisione si sono scambiati i ruoli, e ora i film hanno il caso della settimana. Una settimana, gli Avengers combattono questo tizio, la settimana successiva combattono un altro tizio. Non puoi portare la storia troppo lontano in nessuna direzione”.

Hawley vuole quindi evitare la struttura episodica del racconto, e cambiare radicalmente lo stile: “Penso sempre che la struttura di una storia debba riflettere il contenuto. Se la storia, come in questo caso, parla di un tizio che è schizofrenico, quindi non sa cosa sia reale e cosa non lo sia, allora il pubblico deve provare la stessa esperienza”.

Si tratterà quindi di creare un’esplorazione di carattere esistenziale, con una qualità surreale e onirica dove non si penserà solo a correre e picchiare:  “Ci sono, che so, 9.000 storie di supereroi in questo momento. Sul correre e picchiare sono coperti. Credo che il mio obiettivo sia di fare qualcosa di bizzarro, fantasioso e inaspettato. Non solo perché voglio fare qualcosa di diverso, ma perché sembra il modo giusto per raccontare questa storia”.

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Riguardo ai collegamenti effettivi con il mondo Marvel, che potremmo vedere sullo schermo e di cui si è parlato alla conferenza stampa di presentazione al Comic-Con di New York di quest’anno, si è accennato alla possibile, ma improbabile, apparizione del professor Xavier, il fondatore degli X-Men. In ogni caso i legami fra David e il professor X dovrebbero essere chiariti nel corso dello show.

È comunque abbastanza chiaro che viste le annose questioni dei diritti cinematografici, che Legion non sarà in alcun modo connesso al Mcu (Marvel Cinematic Universe): nessun rimando agli Avengers, agli eroi Netflix, ad Agents of S.H.I.E.L.D. e a tutte le produzioni legate all’universo cinematografico/televisivo unito, come per l’accordo con Sony per Spider-Man.
Discorso diverso però per quanto concerne i mutanti portati sul grande schermo da 20th Century Fox, ovviamente, trattandosi della stessa azienda: le strade di Wolverine e soci potrebbero scontrarsi con quelle di David Haller alias Legion, soprattutto se la serie diventasse un appuntamento fisso negli anni a venire. Il regista Bryan Singer ha affermato che vorrebbe connettere la serie alla saga cinematografica, ma non è ancora dato sapere come.

Le vicende di David si svolgeranno probabilmente in quello che sarà un universo alternativo della originale linea temporale degli X-Men visti al cinema (attualmente, dovrebbero esisterne almeno due diverse!), in quello che verrà chiamato X-Universe: tutto è molto aleatorio però perché David ha il potere di modificare la realtà (e, se i suoi poteri somiglieranno a quelli che il personaggio vanta nei comics, anche di creare realtà alternative e parallele), quindi tutto ed il contrario di tutto potrebbe valere: lo spettatore non sarà sempre conscio di cosa sarà reale oppure no durante la visione, non riuscendo a scorgere la differenza fra la realtà, le fantasie di David, la pazzia che probabilmente lo affligge e ciò che dai suoi poteri è stato alterato.

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Al Comic-Con di New York i fan hanno potuto ammirare i 30 minuti iniziali del primo episodio di Legion: visibile da subito l’estrema enfasi sulla malattia mentale non solo di David (malattia che potrebbe in realtà essere solamente un errato punto di vista rispetto ai suoi poteri) ma anche dei comprimari della serie.

La serie ha mostrato di poter spaziare, come testimoniato dalle parole di Hawley, dallo stile delle commedie di Wes Anderson, al thriller fantascientifico ispirato a Kubrick fino alla commedia romantica. Ciò che viene raccontato non è mai certo, ma potrebbe rappresentare il punto di vista del protagonista in bilico fra la follia e un potere dal quale è completamente soggiogato. La schizofrenia (o il potere?) di David permette quindi di esplorare una gamma quasi infinita di livelli stilistici e strutture in continua metamorfosi, per uno show che cercherà continuamente di stupire e di mostrare ciò che non ci si aspetterebbe mai.

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Una delle esternazioni più ambigue e più succulente ascoltate durante la conferenza stampa di presentazione è stata quella secondo cui Legion potrebbe addirittura costituire il primo “ponte” per unire gli universi del Mcu (Marvel Cinematic Universe) e della 20th Century Fox: facendo di nuovo riferimento alle possibilità (sia tecniche che narrative) che i poteri del protagonista della serie aprono, l’Universo X potrebbe porsi parallelamente agli altri e mostrare un grande schema all’interno del quale tutti i personaggi si muovono all’interno della stessa enorme cosmologia. Semplici riferimenti probabilmente, ma che potrebbero aprire a scenari che i fan Marvel più accaniti sognano fin dalla nascita dei Marvel Studios.

Queste le parole di Loeb (vice presidente esecutivo di Marvel Television): “I personaggi degli X-Men vivono nel mondo Fox, noi viviamo in un altro [il MCU]. Il fatto che io sia qui oggi vuol dire che sono stati costruiti dei ponti, e che ci sono persone come Lauren Shuler Donner (produttrice cinematografica della serie X-Man) che stanno facilitando tutto e far si che tutto questo accada”.

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