LE MILLE RAGAZZE LANCIATE DA BONCOMPAGNI

LE MILLE RAGAZZE LANCIATE DA BONCOMPAGNI

Si può ricordare Gianni Boncompagni (nato ad Arezzo nel 1932 e scomparso il 16 aprile) in molti modi. Aveva d’altra parte un talento multiforme. Come molti autori della generazione nata tra le due guerre, sapeva fare tante cose. Ma probabilmente l’aspetto più importante della sua personalità artistica erano l’ironia e un gusto sarcastico, provocatorio, che ha sempre scosso le fondamenta della televisione italiana, tendente alla retorica. Disse, per esempio, che parlare di tv intelligente è una contraddizione in termini, anche se poi la leggerezza e il disimpegno dei suoi varietà erano più intelligenti di tanti programmi apparentemente culturali.

Si potrebbe sottolineare il fatto che l’intelligenza del fare televisione di Boncompagni è dimostrata anche dall’avere valorizzato tante ragazze o giovani donne, le quali hanno proseguito la propria carriera nel mondo dello spettacolo con professionale accortezza. L’approdo televisivo, e cioè “Discoring”, del 1977, coincide con il battesimo di Gloria Piedimonte, che balla solo la sigla ma diventa una delle vedette più popolari di quegli anni. Soubrette con grandi potenzialità, una delle poche creature del regista toscano che non avrà molta fortuna.

Alessandra Martines

Il successo arriderà invece a Isabella Ferrari: esordisce nel 1981 nella prima edizione dello show estivo “Sotto le stelle”, scritto da Boncompagni insieme a Giancarlo Magalli e Mario Marenco, che ne è anche il conduttore. Subito dopo si segnala una giovanissima Alba Parietti, che partecipa a “Galassia 2”, nel 1983. Per proseguire poi con Alessandra Martines, proposta inizialmente solo con alcune apparizioni nel programma di mezzogiorno “Pronto, Raffaella” (su Rai 1 nel 1983) e poi come soubrette nel successivo “Pronto, chi gioca?” (in onda dal 1985 al 1986 sempre su Rai 1 e presentato da Enrica Bonaccorti). L’edizione seguente dello show, trasmesso nella stagione 1986-1987, vede il debutto televisivo di Maria Laura Baccarini (che sostituisce la Martines), divenuta poi una straordinaria cantante e attrice teatrale. In quel capolavoro catodico che sono state le quattro edizioni di “Domenica In” (dal 1987 al 1991), si mettono in luce almeno altrettante giovani soubrette dalla notevole presenza scenica. Benedicta e Brigitta Boccoli, Ilaria Ilari e Simona Tagli.

Giusto per evidenziare un concetto non scontato: Boncompagni ha sempre cercato di dare alle ragazze che portava sul piccolo schermo la possibilità di esprimersi, di imparare il mestiere, che fosse quello di presentatrice o di cantante/ballerina o entrambe le cose, e la bravura dimostrata dalle show-girl citate lo conferma.

Claudia Gerini

Il passaggio alle reti Fininvest, nel 1991, si combina con l’ideazione (insieme a Irene Ghergo) di quello che passerà alla storia come uno dei programmi di punta della televisione degli anni novanta: “Non è la Rai”, trasmesso su Canale 5 (nel 1991 e nel 1992), poi su Italia 1 (dal 1993 al 1995). Impossibile elencare tutte le giovani esordienti che utilizzano le quattro edizioni del varietà come rampa di lancio. Citiamo comunque Antonella Elia e Laura Freddi, che partecipano alla prima edizione condotta da Enrica Bonaccorti. Di sicuro tra le più importanti va annoverata Ambra Angiolini. Appare nell’estivo “Bulli e pupe”, partecipa alla seconda edizione di “Non è la Rai” e passa poi a condurre la terza. Trasformandosi in una vera e propria star e fenomeno mediatico, anche grazie alla trovata geniale dell’auricolare attraverso il quale Boncompagni le dava indicazioni. E ovviamente spicca Claudia Gerini. Dopo essere stata notata da Boncompagni durante il concorso Miss Teenager nel 1985 e alcune esperienze cinematografiche (diretta da Sergio Corbucci), giunge in tv grazie allo sfortunato spettacolo preserale firmato ancora Boncompagni-Ghergo “Primadonna” (su Italia 1, nel 1991) e partecipa alla prima edizione di “Non è la Rai1”. Oggi è una delle migliori attrici del nostro cinema. Citiamo anche Miriana Trevisan, Alessia Mancini e Antonella Mosetti.

Concludo con un ricordo di Boncompagni estratto dall’intervista fatta a Benedicta Boccoli per il mio libro “Le soubrette della televisione italiana” (Club Ghost, 2015): «Un uomo dotato di grande ironia e grande intelligenza. Feci un’audizione per il programma “Pronto chi gioca”. Eravamo tanti, tantissimi, avevamo i numeri sul petto. Avevo 18 anni, una bimba. Molto ingenua e molto sicura di fare questo mestiere che mi fu trasmesso da mia nonna, che era ballerina di tip-tap. Mi fece ballare e mi fece un’intervista. Mi disse: sei carina, sai ballare e sai parlare un buon italiano».

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