LE FAMIGLIE DEL BOOM ECONOMICO NEI CARTONI

LE FAMIGLIE DEL BOOM ECONOMICO NEI CARTONI

Dagli anni cinquanta ai sessanta l’Occidente beneficiò del “boom economico”, che finì solo nei primi anni settanta a causa della prima grande crisi del secondo dopoguerra dovuta al rincaro del petrolio.
In quegli anni l’aumento del benessere e il miglioramento dello stile di vita avevano prodotto una sorta di euforia nelle famiglie dotate di lavatrici e televisori.
Proprio la televisione, all’epoca assolutamente generalista per scarsità di reti, si distinse nelle trasmissioni di intrattenimento dal taglio leggero e rassicurante che avevano come argomento la famiglia stessa.
Oltre a telefilm, in America furono prodotti cartoni animati incentrati su questa nuova “famiglia tipo”.

La famiglia del boom in diverse epoche storiche

Il primo esperimento, ideato da Hanna-Barbera, esordì in America il 30 Settembre del 1960 con una famiglia dell’età della pietra: i Flintstones (da noi Gli Antenati). Con il nome di Flagstones fu realizzato, il primo maggio 1960, un breve episodio pilota intitolato “The swimming pool” (La piscina).

Sigla di “The Fintstones”

 

La serie è, come tutti sanno, la trasposizione di stile di vita, abitudini, persino suppellettili e strumenti della vita quotidiana di una famiglia del ceto medio durante il boom economico, ambientata in una improbabile età delle caverne dotata di tutti i comfort moderni.

Ci sono due famiglie vicine di casa, i Flintstones e i Rubbles, con due mogli casalinghe che passano le giornate tra faccende di casa e pettegolezzi, i figlioletti adorabili, l’immancabile animale domestico, che traspone il cane nel dinosauro e il gatto nella tigre dai denti a sciabola; l’impiego nine to five, il capo ufficio burbero, i due capi famiglia operai fannulloni in casa che amano il bowling e le gigionate in birreria. Oggi questo mondo stereotipato ci sembra lontano, ma negli anni sessanta quasi non si concepiva una vita diversa.

La serie si sviluppò in ben 6 stagioni, dal 1960 fino al 1966, con grande successo di pubblico in tutto il mondo ed è tuttora replicata in tv. Più recentemente, è stata fatta pure una versione con attori in carne e ossa per il cinema, nel 1994 e nel 2000.

In seguito al successo della serie, Hanna-Barbera ci marciò sopra con produzioni similari. Nacquero così i Jetsons (in Italia I Pronipoti), con una famiglia protagonista in un improbabile mondo futuro. La prima stagione è composta da 24 episodi, trasmessi in America a cavallo tra il 1962 e il 1963. Se i Flintstones sono i nostri antenati, i Jetsons sono i nostri “pronipoti”. Il tema non fu però altrettanto originale: se l’effetto di vedere lavatrici a proboscidi di mammuth nani, apriscatole a becco di pterodattilo e automobili a “piedi motore” è esilarante, non lo è altrettanto vedere impiegati in tuta spaziale recarsi in ufficio con il disco volante nel traffico aereo controllato da semafori e vigili fluttuanti. Tanto che la serie si fermò lì, solo nel 1985 vennero prodotte altre due stagioni (la prima di 41 episodi e la seconda, nel 1987, di soli 10 episodi).

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I Jetsons di Hanna-Barbera

Nel 1972, sempre Hanna-Barbera ritentò una trasposizione temporale con The Roman Holidays (trasmessa in italia nel 1980 con il titolo SpqrSembrano Proprio Quasi Romani), una sola stagione di 13 episodi. Il titolo originale richiamava il blockbuster “Vacanze Romane”, Roman Holidays appunto, con Gregory Peck e Haudrey Epburn (1953).

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SPQR di Hanna e Barbera

Né i Jetsons né The Roman Holidays riuscirono neanche ad avvicinare il successo strepitoso dei Flintstones, che restano ancora oggi il cartone animato di trasposizione della vita familiare in epoca remota più conosciuto e celebrato.

La famiglia nei cartoni animati più “adulti”

Accanto alle serie a cartoni animati per tutti, ma principalmente per bambini, nei primi anni settanta Hanna-Barbera sperimentò alcuni format per un pubblico più maturo. Restando fedeli al tema della famiglia del ceto medio, sono state realizzate due serie degne di menzione.

La prima è un po’ dimenticata, ma piuttosto interessante e innovativa: Wait till your father gets home (Aspettando il ritorno di papà), trasmessa in 48 episodi dal 1972 al 1974. In Italia furono presentati solo i primi 8 episodi nel 1976 da Rai Uno, poi la serie completa fu trasmessa da Rete 4 tra il 1980 ed il 1983.

Sigla di apertura di “Aspettando il ritorno di papà”

Si intravede una certa satira sociale, velata di ironia, soprattutto per una sottile impostazione politica figlia della contestazione giovanile.

La serie narra le vicende della famiglia Boyle, composta da Harry, fornitore di ristoranti dal temperamento mite e tradizionalista; la moglie Irma, tipica casalinga stressata; lo svogliato figlio Chet di ventidue anni, vagamente hippie e dall’aria un po’ stordita; la robusta e occhialuta figlia femminista Alice di sedici anni e il piccolo Jamie, di nove, già aspirante magnate dell’industria capitalistica.

Come vicino di casa si ritrovano lo strampalato Ralph, convinto conservatore rappresentato con le fattezze del presidente Richard Nixon, che vive nell’ansia di essere spiato dagli agenti comunisti nascosti in ogni dove. Dei suoi deliri su un complotto sovietico per l’invasione degli Stati Uniti scorge ovunque improbabili indizi, che vanno dai mutamenti climatici alla presenza degli hippie. Per fronteggiare la minaccia immaginaria si avvale di un improbabile esercito di volontari reclutato nel vicinato, capitanati da un’anziana signora, Sara Whittaker, da lui nominata “sergente”. Con la sua “truppa” vigila costantemente sui movimenti del suo vicino. Una curiosità: nella versione italiana trasmessa dalla Rai i suoi timori per l’invasione sovietica vengono trasformati in paura di un’imminente invasione aliena.

La seconda serie, anch’essa dimenticata, è Where’s Huddles? (in Italia I selvaggi).

Sigla de “I Selvaggi”

La serie tratta due famiglie, quella del protagonista Ed Huddles (caricatura di Walter Matthau), quarterback dei Rhinos, una squadra di Football Americano professionistica; e quella del vicino Bubba McCoy, suo compagno di squadra. Il vicino di casa Claude Pertwee, un misantropo il cui unico amico sembra essere il suo gatto Beverly, mal sopporta i chiassosi Ed e Bubba, che definisce “selvaggi” (da cui il titolo italiano della serie), e cerca in ogni modo di rendergli difficile la vita nella speranza che cambino casa. Gli altri protagonisti sono la moglie di Ed, Marge, e il figlio Pom Pom, la moglie di Bubba, Penny, e, infine, il loro enorme compagno di squadra Freight Train (Treno Merci in italiano).

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Foto di gruppo dei Selvaggi

La caratterizzazione dei personaggi beneficiò dell’eredità di altre serie Hanna-Barbera, infatti per il protagonista venne scelto l’impareggiabile Mel Blanc, già doppiatore di Barney Rubble nei Flintstones (ma prima ancora voce di Bugs Bunny e dei Loonie Toons tutti), mentre per il cane di Ed, Fumbles, fu scelta una caratterizzazione non dissimile da quella del più noto Muttley.

La famiglia nei cartoni dell’Europa orientale

All’epoca, su come vivesse quotidianamente una famiglia media nei paesi comunisti si sapeva ben poco nei paesi occidentali. Qualche indizio ce lo ha dato il cartone animato La Famiglia Mezil (Mézga család), un cartone animato ungherese piuttosto interessante.

La famiglia, questa volta, è composta da Sandor, svogliato impiegato senza grosse velleità; Paula, moglie di Sandor, annoiata e insoddisfatta della propria vita coniugale; Cristina, figlia primogenita e adolescente frivola, e il suo geniale fratellino Aladar.

La serie presenta sempre improbabili situazioni in cui si vengono a trovare i componenti di questa comunissima famiglia, in uno scenario quasi fantascientifico per le geniali trovate del piccolo Aladar, bambino annoiato che diventa uno “scienziato pazzo” in erba.

La serie si sviluppa in tre stagioni di tredici episodi della durata di venti minuti.

Nella prima stagione del 1969, Aladar modifica una radio al punto da riuscire a comunicare con un pronipote nel futuro, tale En Zi Tren, che, tra le altre cose, è dotato di una apparecchiatura per il teletrasporto di oggetti. Dal futuro En Zi Tren invia alla famiglia incredibili marchingegni, teoricamente adatti a risolvere i problemi che di volta in volta i suoi “antenati” gli descrivono. Questi strumenti che avrebbero lo scopo di semplificare la vita, finiscono puntualmente per causare disastri. Un concetto che anticipa il giapponese Doraemon.

Sigla di apertura della prima stagione de “La famiglia Mezil”

Nella seconda stagione del 1972, il genio di Aladar gli permette addirittura di costruire un’astronave gonfiabile con la quale intraprende viaggi spaziali in compagnia del cane Fofi (che in questa stagione è diventato parlante). Tutto ciò avviene di sera, quando i famigliari sono distratti davanti alla tv. Praticamente i componenti della famiglia in questa serie quasi non si vedono, i veri protagonisti sono gli abitanti dei tredici strampalati pianeti che Aldar va a visitare, ciascuno dei quali rappresenta una metafora che nasconde una riflessione su un aspetto particolare della società. Per esempio, nella prima puntata Aladar si ritrova su un pianeta piatto, a due dimensioni come i suoi abitanti, che anche mentalmente sono “piatti” e rigidi. Alla loro mentalità manca la “terza” dimensione, appunto. Altre puntate offrono spunti di riflessioni su temi sociopolitici, con il pianeta della guerra, il pianeta dei desideri, il pianeta dei delitti eccetera.

Nell’ultima stagione, del 1978, unico caso in cui l’arco narrativo si sviluppa con continuità per tutti gli episodi della serie, i personaggi della famiglia Mezil, compreso il burbero vicino Maris, partono per una vacanza organizzata dal fantomatico magnate dell’industria e miliardario Puffi Wurstel, ex compagno di scuola di Paula, che si trasforma in un avventuroso giro del mondo. In realtà Puffi Wurstel è un truffatore che si lascia dietro una scia di problemi. Al loro ritorno a casa, i Mezil scopriranno che Puffi Wurstel si è rifugiato in casa loro per sfuggire agli incalliti criminali che ha truffato e alla fine sparisce rubando tutto, mobili compresi.

Dove rivedere i cartoni

Ancora oggi le serie dei Flintstones e dei suoi vari emuli continuano a essere trasmesse, mentre la Famiglia Mezil è di facile reperibilità in Dvd. Invece, sul mercato italiano è quasi impossibile reperire versioni in dvd o streaming di “Wait till your father gets home” e di “Where’s Huddles?”.

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