L’AFFARE NEYMAR SCONQUASSA IL CALCIOMERCATO

L’AFFARE NEYMAR SCONQUASSA IL CALCIOMERCATO

L’ufficialità era attesa ormai da parecchi giorni. Il terremoto che sconvolge le fondamenta del calcio è dunque arrivato. Il talento brasiliano Neymar Jr. (25 anni), noto più semplicemente come Neymar, passa dal Barcellona al Paris Saint-Germain. La società transalpina paga la clausola rescissoria di 222 milioni e offre al giocatore un contratto sull’ordine dei 30 milioni annui. Inutile dire che si tratta del trasferimento più costoso nella storia del calciomercato. Il precedente record era di “solo” 105 milioni, versati un anno fa circa dal Manchester United nelle casse della Juventus per l’acquisizione delle prestazioni sportive di Paul Pogba. Allora i bianconeri dovettero pagare 25 milioni di commissione al procuratore Mino Raiola. In questo caso il Barcellona, che non aveva nessuna intenzione di cedere il suo asso, potrà incassare l’intera somma ed avrà tempo fino alla fine di agosto per reinvestire questo denaro nella speranza di rimpiazzare a dovere l’attaccante brasiliano.

Neymar

Neymar, cresciuto calcisticamente in Brasile nel Santos e considerato un predestinato fin da giovanissimo, venne acquistato dal Barcellona nel 2013 per una cifra poco inferiore ai 60 milioni (più le laute commissioni al padre procuratore). Con la maglia blaugrana ha costituito un formidabile tridente offensivo col centravanti uruguaiano Luis Suarez e col fuoriclasse argentino Leo Messi. Lascia il Barcellona dopo quattro stagioni, con l’eccezionale score personale di 105 reti in 186 partite. Va a Parigi attratto certamente dalla faraonica offerta di Nasser Al-Khelaifi, ricchissimo proprietario qatariota del Psg, ma probabilmente anche per sottrarsi dall’ingombrante ombra di Messi, che a Barcellona nessuno potrà mai spodestare dal trono di numero uno assoluto.

Complessivamente, il trasferimento che porta Neymar sotto la torre Eiffel sarà un negozio da oltre mezzo miliardo (sommando clausola, ingaggio quinquennale, tasse e commissioni varie), una cifra con cui il mondo del calcio non si era mai confrontato prima. Al-Khelaifi, che tra le tante cose è anche amministratore delegato del fondo finanziario qatariota Qatar Investment Authority, aggirerà i limiti imposti dal financial fair play dell’Uefa offrendo a Neymar un contratto come testimonial dei mondiali in Qatar del 2022. Neymar girerà parte di questi soldi al Barcellona e sarà lui a pagare la clausola rescissoria. In questo modo il costo del giocatore non andrà a pesare nel bilancio annuale della società parigina.
Cifre che sembrerebbero folli, un mercato apparentemente fuori controllo e alla mercè dei capricci di sceicchi e ricchi petrolieri russi.

Neymar

Ma sono veramente pazzi questi ricconi presidenti di società sportive? Buttano veramente via capitali in questo modo nella vanagloriosa speranza di alzare qualche trofeo? La risposta è ovviamente no. Il calcio è un grosso business che conquista sempre nuovi mercati espandendosi ovunque nel globo. Oggi investire 222 milioni su uno dei migliori calciatori del mondo ha senso eccome. Non solo l’operazione alza il livello tecnico della squadra acquirente e garantisce migliori risultati sportivi, ma è un affare anche in termini di marketing.
La presenza di Neymar nel Psg farà lievitare il fatturato della società grazie al merchandising e all’ingresso di nuovi munifici sponsor. Senza contare di quanto si innalzeranno le quotazioni dei diritti televisivi della Ligue 1, situazione di cui potrà beneficiare tutto il movimento calcistico francese. La realtà è che, con l’interesse mondiale che calamita il calcio, un campione del livello di Neymar oggi come oggi vale molto di più di 222 milioni.

Una lettura del mondo finanziario del pallone che da noi in Italia sembra essere pienamente condivisa dal nuovo presidente del Milan, l’imprenditore cinese Yonghong Li.
Il signor Li non possiede neanche lontanamente il patrimonio personale di Nasser Al-Khelaifi, tuttavia sembra seriamente intenzionato ad investire pesantemente nella società meneghina, sicuro di arrivare entro breve tempo ad ottenere i ricavi sperati, ovvero gli introiti dei diritti televisivi delle coppe europee e l’acquisizione di nuovi sponsor e nuovi partner provenienti dai mercati orientali.
La proprietà cinese del Milan ha ottenuto un prestito finanziario di circa 300 milioni dal fondo statunitense Elliott Management Corporation ed ha incaricato l’amministratore delegato Marco Fassone di costruire un Milan capace di centrare subito la qualificazione alla Uefa Champions League.

Leonardo Bonucci tra Marco Fassone e Massimiliano Mirabelli

La sessione estiva del calciomercato non finisce adesso, dura fino alla fine di agosto, ma fino a questo momento la società del Milan è stata in effetti la reginetta del mercato italiano. Non solo il duo Fassone e Mirabelli ha blindato il portiere Donnarumma con un sontuoso rinnovo di contratto, ma ha concluso con rapidità ed efficacia parecchie trattative, portando in rossonero calciatori di qualità per una campagna acquisti che ha mandato in visibilio i tifosi e riportato grande entusiasmo nella Milano rossonera.
L’arrivo di maggior prestigio è certamente quello del difensore della Nazionale Leonardo Bonucci (30 anni), in uscita dalla Juventus a causa dei noti dissapori tra lui ed il tecnico Allegri. Alla Juventus 42 milioni, cifra tutto sommato ragionevole per un centrale difensivo considerato tra i migliori del mondo nel suo ruolo. Nella retroguardia del Milan, Bonucci giocherà con l’argentino Mateo Musacchio (25 anni), prelevato dagli spagnoli del Villarreal.

Fassone ha assicurato all’allenatore Vincenzo Montella anche due nuovi esterni: Andrea Conti (23 anni), acquistato dall’Atalanta e lo svizzero Ricardo Rodriguez (25 anni), strappato ai tedeschi del Wolfsburg. A rinforzo del centrocampo sono stati presi l’ivoriano Franck Kessiè (20 anni), sempre dall’Atalanta e l’esperto argentino Lucas Biglia (31), proveniente dalla Lazio. Per quel che riguarda il reparto offensivo c’è il colpo da 40 milioni Andrè Silva (21 anni), acquistato dal Porto, ma anche quelli del talentuoso turco Hakan Calhanoglu (23 anni), proveniente dal Bayer Leverkusen e di Fabio Borini (26 anni), proveniente dal Sunderland. Una spesa complessiva di quasi 200 milioni, solo parzialmente alleggerita dalle cessioni di De Sciglio alla Juventus, di Kucka al Trabzonspor e di Bertolacci e Lapadula al Genoa.
Per completare il programma, Fassone è intenzionato a vendere il colombiano Bacca e prendere un nuovo centravanti. I nomi che circolano sono quelli di Aubameyang del Borussia Dortmund e di Kalinic della Fiorentina.

Borja Valero passa dalla Fiorentina all’Inter

Diversa la situazione in casa dei cugini dell’Inter. La proprietà è sempre cinese, ma la politica adottata in casa nerazzurra sembra piuttosto diversa, più all’insegna dell’austerità. I tifosi sono al momento un po’ delusi. Rispettati gli impegni con la Uefa per quel che concerne il financial fair play, ci si attendeva da parte di una potenza come Suning un atteggiamento decisamente più aggressivo. Invece Zhang Jindong, proprietario del gruppo Suning, finora non ha dato l’ok ad operazioni di mercato particolarmente costose.
Da Firenze sono arrivati i due centrocampisti Borja Valero (32 anni) e Vecino (26 anni), per una spesa complessiva di una trentina di milioni. 23 circa i milioni spesi invece per strappare alla Samp il promettente difensore slovacco Milan Skriniar (22 anni).

Sembra in chiusura la trattativa per far vestire nerazzurro al terzino brasiliano Dalbert (23 anni) del Nizza.
Il problema dell’Inter sembra essere il mercato bloccato in uscita. Per comprare bisogna prima vendere, ma i giocatori nerazzurri, reduci da una stagione molto deludente, hanno subito un deprezzamento e adesso venderli senza andare incontro a minusvalenze sembra impresa non semplice. Unico elemento nell’organico interista ad avere gran mercato pare essere Perisic, a cui sta facendo una corte serrata il Manchester United di Mourinho.
Ad oggi, il miglior acquisto fatto dall’Inter si preannuncia essere Luciano Spalletti, il nuovo allenatore che siederà sulla panchina nerazzurra.
Ma il mercato è ancora lungo ed i tifosi possono ancora sognare.

Douglas Costa con la sua nuova maglia

Non ci si può attendere grandi fiammate in casa Juventus. Un colpo alla Higuain quest’anno appare fuori dalle possibilità dei bianconeri, che hanno sì chiuso l’esercizio con un fatturato record, ma che in questa sessione di mercato hanno già dovuto versare al Napoli la seconda rata di 45 milioni per l’acquisto del Pipita e saldare a Chelsea e Bayern i riscatti rispettivamente di Cuadrado e Benatia.
Marotta e Paratici sono riusciti comunque a potenziare l’attacco, reparto che lo scorso anno, col passaggio al modulo 4-2-3-1, è parso numericamente insufficiente. Dal Bayern Monaco è stato preso il brasiliano Douglas Costa (26 anni), ala mancina che nello scacchiere di mister Allegri andrà probabilmente ad occupare il fronte offensivo di sinistra. Il giocatore arriva con la formula di un prestito oneroso da 6 milioni ed un riscatto già fissato a 40.
Da Firenze arriva invece Federico Bernardeschi (23 anni), talento carrarese esploso con la maglia viola nel corso dell’ultima stagione. Un’operazione da 40 milioni circa.

Nome nuovo del centrocampo bianconero è l’uruguaiano Rodrigo Bentancur (20 anni), già bloccato due anni fa nell’operazione che aveva condotto Tevez dalla Juventus al Boca Juniors.
Altri acquisti bianconeri sono il terzino Mattia De Sciglio (24 anni), pupillo di Allegri, dal Milan per 12 milioni ed il portiere polacco Sczcesny (27 anni), che sarà il vice di Buffon al posto di Neto, ceduto al Valencia.
I dubbi maggiori per i bianconeri riguardano in questo momento il pacchetto dei difensori. La dipartita di Bonucci e la fuga di Dani Alves verso il Psg hanno sottratto alla retroguardia zebrata due elementi di grande esperienza. Marotta sta sondando il mercato per vedere se si presenta l’occasione di piazzare qualche ritocco al reparto difensivo. I nomi più gettonati sono quelli di Gimenez dell’Atletico e di Garay e Cancelo del Valencia.
Marotta spera ancora di strappare al Psg l’esperto centrocampista Matuidi, anche se i rapporti col club parigino continuano ad essere tesi dai tempi dell’affare Coman; mentre per l’attacco segue sempre le piste che portano ai giovani Keita della Lazio e Schick della Samp. Keita è un giocatore che si è promesso ai bianconeri ed ha un contratto che va in scadenza a giugno 2018. La Juventus, che potrebbe prenderlo a parametro zero tra un anno, non vuole sborsare grandi cifre per il senegalese. Lotito non fa sconti e per cederlo pretende 30 milioni senza contropartite tecniche. La situazione potrebbe sbloccarsi dopo la partita di Supercoppa italiana in programma il 13 agosto proprio tra Lazio e Juventus. Per Schick era tutto fatto, ma il passaggio in bianconero del ceco è saltato a causa di un problema cardiaco emerso durante le visite mediche di rito. Non dovrebbe trattarsi di un problema grave, solo di un’infiammazione che dovrebbe risolversi col riposo. Attualmente il giocatore non ha l’idoneità agonistica e dunque non può essere trasferito. Sono in programma nuove visite mediche, l’affare potrebbe ancora andare in porto prima della fine di agosto; altrimenti se ne riparlerà a gennaio.

Ma la vera sfida per la dirigenza bianconera sarà quella di riuscire a trattenere i suoi elementi più richiesti. Pare che il Chelsea sia disposto a mettere sul piatto una cifra vicina ai 70 milioni per assicurarsi il brasiliano Alex Sandro. Marotta ha già detto no, ma gli inglesi non demordono. Lo stesso Dybala potrebbe diventare un obiettivo concreto del Barcellona, obbligato a grandi spese per trovare il sostituto di Neymar.
Per il momento Marotta ha dichiarato La Joya incedibile e c’è da credergli, perché il giocatore non è sostituibile ad agosto, quando è alle porte l’inizio della stagione ufficiale e quando c’è materialmente pochissimo tempo per far partire e portare a compimento trattative importanti. E considerando che sono sempre i grandi campioni ad attirare il pubblico, perdere un top player ancora così giovane sarebbe un brutto colpo non solo per i bianconeri, ma per tutta la Serie A, che andando incontro a questo tipo di impoverimento tecnico rischierebbe di subire l’ennesima dequalificazione sia a livello agonistico che di immagine, che poi si tradurrebbe in meno interesse mediatico e quindi meno sponsor, meno introiti televisivi e alla fine meno denari.
Nonostante ciò, l’affare Neymar dimostra come nel calcio non si possa dare mai nulla per scontato. Il mercato chiude al 31 agosto e ci sono ancora alcune pagine da scrivere.

Pochi movimenti a Napoli. La dirigenza partenopea ha deciso di puntare sulla continuità confermando il tecnico Sarri e la quasi totalità della rosa.
Unico acquisto l’ala francese Adam Ounas (20 anni), mentre in prestito dalla Roma arriva il terzino portoghese Mario Rui (26 anni), ex soldatino di Sarri ai tempi di Empoli.

Francesco Totti dice stop alla sua lunghissima carriera

Alla Roma inizia una nuova era, ovvero il dopo Totti. Il pupone ha appeso le scarpine al chiodo dopo oltre vent’anni con addosso la casacca giallorossa.
Il nuovo direttore sportivo Monchi ha fatto un mercato molto intelligente, facendosi pagare profumatamente i giocatori in uscita (le cessioni di Rudiger al Chelsea, Paredes allo Zenit e Salah al Liverpool hanno portato nelle casse giallorosse circa 95 milioni) e rimpiazzandoli con altri di ottimo livello, ma raggiunti attraverso investimenti oculati (Defrel, Kolarov, Gonalons, Cengiz Under, Lorenzo Pellegrini, Hector Moreno).

Romelu Lukaku con la maglia dell’Everton

Il terremoto Neymar mette il Psg al centro del mercato, ma gli altri grandi club non sono stati a guardare. In Europa abbiamo avuto altri trasferimento eccellenti.
Il Bayern Monaco di Carlo Ancelotti ha comprato Corentin Tolisso dal Lione ed ha ottenuto dal Real Madrid il prestito biennale oneroso di James Rodriguez. Oltre al citato Rudiger, il Chelsea di Antonio Conte ha preso anche Alvaro Morata dal Real Madrid e Tiemoué Bakayoko dal Monaco.
Il Manchester City di Pep Guardiola ha speso complessivamente 230 milioni per prelevare il portiere Ederson dal Benfica, Kyle Walker dal Tottenham, Danilo dal Real Madrid, Bernardo Silva e Benjamin Mendy dal Monaco.
Mourinho per il suo Manchester United si è assicurato Romelu Lukaku dall’Everton, Nemanja Matic dal Chelsea e Victor Lindelof dal Benfica.
Arsene Wenger ha speso ben 53 milioni per portare all’Arsenal l’attaccante Alexandre Lacazette dal Lione.
Il Real madrid ha prelevato Dani Ceballos dal Betis e Theo Hernandez dall’Atletico.
Il Barcellona è fermo alle acquisizioni “modeste” di Nelson Semedo dal Benfica e Gerard Deulofeu dall’Everton, ma dalla società blaugrana si attende ancora il grande colpo.

I dieci acquisti più costosi del 2017
1. Neymar Jr. (attaccante – Psg) 222 milioni
2. Romelu Lukaku (attaccante – Manchester United) 85 milioni
3. Alvaro Morata (attaccante – Chelsea) 65 milioni
4. Benjamin Mendy (terzino sinistro – Manchester City) 57 milioni
5. Alexandre Lacazette (attaccante – Arsenal) 53 milioni
6. Kyle Walker (terzino destro – Manchester City) 51 milioni
7. Bernardo Silva (ala destra – Manchester City) 50 milioni
8. Nemanja Matic (mediano – Manchester United) 45 milioni
9. Leonardo Bonucci (difensore – Milan) 42 milioni
10. Mohamed Salah (ala destra – Liverpool) 42 milioni

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