IL SEGNO DECISO DI BERNIE KRIGSTEIN

IL SEGNO DECISO DI  BERNIE KRIGSTEIN

Presentiamo l’adattamento di una breve storia di Bernie Krigstein pubblicata dalla Orbit Publication (su The Westerner n. 27 del giugno 1950) della serie Nuggets Nugent, incentrata su un tipico vecchietto del West (probabilmente ispirato dall’attore Gabby Hayes), spalla del cartaceo eroe western Wild Bill Pecos.

Wild Bill Pecos, qui disegnato da John Buscema: il personaggio dal quale è stato tratto lo spin-off di Nuggets Nugent

Il genere western era piuttosto in voga negli anni cinquanta, anche se più in Italia che in America, ma non è il motivo che mi ha spinto a presentare questo piccolo lavoro, bensì il fatto che il suo disegnatore è il grande Bernie Krigstein (nella prima pagina si firma B.B. Krig).


Siamo decisamente lontani dagli audaci sperimentalismi di altri suoi lavori, come la celeberrima storia che parla di un aguzzino nazista scoperto in metropolitana da un suo ex prigioniero intitolata “Master Race” (Impact n. 1, marzo – aprile 1955, Ec Comics), tuttavia, anche se non si fosse firmato, la personale linea di Krigstein sarebbe stata lo stesso perfettamente riconoscibile.


L’artista (1919-1990) aveva ricevuto una educazione pittorica classica, nel 1943 era entrato nel mondo dei fumetti collaborando con numerose case editrici come National (oggi Dc), Atlas (oggi Marvel), MLJ (oggi Archie), Fawcett e Ziff-Davis (queste ultime non più presenti sul mercato dei fumetti).

Tra il 1953 e il 1955, l’artista realizzò alcune delle sue opere più interessanti per gli albi a tinte forti della Ec Comics, compreso l’umoristico Mad.

La tavola iniziale di una tipica storia horror della Ec Comics disegnata da Krigstein

All’inizio degli anni sessanta, Krigstein abbandonò definitivamente i fumetti per dedicarsi all’illustrazione e poi alle Belle Arti.
Dal 1962, per venti anni, si dedicò anche all’insegnamento presso la High School of Art and Design di Manhattan.

Illustrazione di Bernie Krigstein

Krigstein era un uomo deciso, disposto a combattere per le proprie idee e per la propria visione artistica. Sia il suo ingresso alla Ec Comics sia la sua uscita furono legate a questi motivi.

Krigstein si propose a Bill Gaines perché, dopo il tentativo di creare un sindacato di disegnatori (The Society of Comic Book Illustrators) i lavori offerti dai suoi committenti avevano subito un forte decremento, mentre l’editore della Ec non aveva preclusioni e, anzi, condivideva una visione politica “liberal”.
Anche se Krigstein si trovò bene presso la Ec, questo non gli impedì di lasciare bruscamente Gaines per un disaccordo sul finale di una storia intitolata “Fall Guy For Murder”, che fu poi completata da Reed Crandall per essere presentata nel n. 1 di Crime Illustrated del dicembre 1955, una delle riviste in bianco e nero della sfortunata linea PictoFiction (creata dopo il varo della censura sui comic book).

Bernie Krigstein ritratto da Drew Friedman, con un evidente richiamo alla metropolitana di “Master Race”

Sicuramente questa breve storia western non aveva nessuna pretesa artistica e non creò alcun problema, ci ricorda soltanto che anche gli autori più fermi alle proprie opinioni devono infilare un po’ di companatico tra le fette di pane.

 

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