LA FAWCETT QUERELATA DALLA DC

LA FAWCETT QUERELATA DALLA DC

La casa editrice Fawcett ha una lunga storia editoriale. Il suo primo successo risale al 1919, quando il fondatore Wilford H. “Captain Billy” Fawcett pubblicò una rivista di giochi enigmistici e barzellette intitolata Captain Billy’s Whiz Bang (queste parole ricorreranno per tutta la storia dell’editore come segni di fabbrica).

 

La rivista raggiunse 500mila copie di venduto, e da questo successo nacque una serie di altre pubblicazioni popolari come Screen Play, Mechanix Illustrated, True Confessions e Woman’s Day.

La Fawcett si accorse del successo folgorante di Superman fin dalla sua prima uscita nel 1938, all’interno del comic book antologico Action Comics, e cercò immediatamente di approfittarne entrando nel mercato dei fumetti.

Fu soprattutto Roscoe K. Fawcett, figlio del fondatore, a credere nell’impresa, e ad affidare al redattore Bill Parker e al disegnatore C.C. Beck, che già da qualche anno facevano parte dello staff della casa editrice, la creazione di nuovi personaggi che potessero piacere ai ragazzini. Così nel gennaio 1940 fu stampato in pochissime copie in bianco e nero Captain Thunder all’interno dell’albo antologico Flash Comics per bloccare i diritti per il personaggio.

Peccato che pochi giorni prima era uscito in edicola un comic book con lo stesso nome di una delle due branche editoriali che in seguito si fonderanno prendendo il nome di Dc Comics, con la prima versione del famoso supereroe velocissimo, per cui la Fawcett stampò a febbraio un albetto identico al primo intitolandolo stavolta Thrill Comics. Ma sempre lo stesso mese la Pines (conosciuta anche come Nedor, Better e Standard) uscì in edicola con il molto simile Thrilling Comics. Alla fine il nome definitivo dell’albo fu Whiz Comics.
Nel primo albo uscito nel febbraio del 1940 (misteriosamente indicato in copertina come numero 2) era cambiato anche il nome del protagonista (sempre a causa di una omonimia con un personaggio della Fiction House uscito nel gennaio del 1940) in Captain Marvel, anche se in prima istanza alla Fawcett avevano pensato a un indigesto Captain Marvelous.

Nella prima storia, pubblicata in questo Whiz Comics n. 2, un bambino orfano di nome Billy Batson mentre vende giornali per la strada viene avvicinato da uno strano tipo, il quale lo invita a entrare in un tunnel abbandonato della metropolitana. Alla fine del tunnel il piccolo trova un vecchio dalla lunga barba bianca, il quale gli racconta che sta combattendo il male da oltre tremila anni. Si chiama Shazam, acronimo di una serie di divinità e personaggi mitologici, da cui derivano svariati poteri:
Solomon (Salomone) saggezza,
Hercules (Ercole) forza,
Atlas (Atlante) resistenza,
Zeus potenza,
Achilles (Achille) coraggio e una sorta di invulnerabilità,
Mercury (Mercurio) velocità e volo.
Terminato il racconto, il vecchio esorta il bambino a pronunciare il suo nome, ed ecco che, con un lampo accecante, il fanciullo si trasforma nell’adulto superpossente Capitan Marvel. Adulto però solo fisicamente, poiché la psiche rimane comunque quella di un bambino nonostante la “saggezza di Salomone”.

La nascita della Famiglia Marvel

Il primo albo di Whiz Comics vendette oltre 500mila copie. Il Capitano Wilford H. Fawcett non visse abbastanza da vedere il maggior successo della casa editrice da lui fondata, poiché morì di un attacco di cuore lo stesso mese dell’uscita di Whiz Comics, il febbraio del 1940.
Già nel primo albo veniva introdotto il principale nemico del capitano, il Dr. Thaddeus Bodog Sivana (meglio conosciuto semplicemente come Dr. Sivana), che tormenterà Capitan Marvel per tutta la durata delle sue pubblicazioni. Il fatto che l’alter-ego del superpotente eroe fosse un normalissimo bambino senza alcun superpotere (a differenza di Superman per il quale Clark Kent è solo un camuffamento), attirava certamente le simpatie dei ragazzini americani, aiutato in questo da storie e disegni piuttosto semplici e con frequenti parentesi umoristiche, in contrasto con la seriosità di Superman. Arrivò a vendere oltre 1,3 milioni di copie mensili, superando in parecchie occasioni lo stesso Superman.
Con il tempo iniziarono a uscire altre serie con protagonista Capitan Marvel, e C.C. Beck dovette ricorrere ad aiutanti come Pete Costanza, fondando uno studio per la produzione dei fumetti, mentre Ed Herron, Rod Reed e altri editor della Fawcett iniziavano a scrivere le storie.

Il primo numero di Captain Marvel Adventures (uscito nel gennaio 1941), cioè l’albo che aveva come testata il nome del personaggio, fu commissionato da Herron allo studio di Joe Simon e Jack Kirby (per i quali lo stesso Herron aveva lavorato in precedenza), che in quel periodo stavano creando Capitan America per la Timely/Marvel. I due portarono alla Fawcett l’albo già finito e pronto per la stampa, però Kirby era lontano dallo stile di Beck, così come i testi di Simon erano troppo seriosi, e la Fawcett non ne fu molto soddisfatta. Dopo l’uscita del primo numero, Simon e Kirby decisero quindi di declinare l’incarico per concentrarsi su altri personaggi creati da loro stessi.


Sempre Herron creò il secondo elemento della famiglia Marvel, Captain Marvel Jr, su Whiz n. 25 del dicembre 1941.
Il giovane Freddy Freeman sta pescando con suo nonno, quando si vedono piombare dal cielo il malvagio Capitan Nazi. Questi tenta di ucciderli entrambi, ma mentre il nonno annega, Capitan Marvel fa in tempo a salvare il ragazzo e a portarlo all’ospedale, dove però non gli danno speranze di recupero. Billy Batson chiede aiuto al mago Shazam, e questi gli consiglia di cedere una parte del proprio potere al giovane per salvarlo. Nasce così Captain Marvel Jr, il quale per accedere ai poteri non deve pronunciare il nome del mago, ma quello del suo mentore: Captain Marvel. Il personaggio viene affidato alle matite di Mac Raboy, ben più realistiche di quelle di C.C. Beck, inizialmente su Master Comics (a partire dal n. 22 in cui si concludeva la storia delle origini con la battaglia contro Captain Nazi), per poi ottenere, nel novembre 1942, una testata a lui dedicata.

Esattamente un anno dopo Captain Marvek Jr, nel numero 18 di Captain Marvel Adventures del dicembre 1942 viene lanciata Mary Marvel. La giovane Mary Broomfield è apparentemente figlia di una ricca signora, ma si scopre che in realtà è la sorella gemella di Billy Batson separata alla nascita. Anche lei si trasforma, pronunciando la parola Shazam, quando va in aiuto di Billy bloccato da una banda di rapitori che gli impediscono di trasformarsi. Mary Marvel viene inserita nel comic book Wow Comics (prima di ottenere anch’essa una collana con il proprio nome) nel n.18 (ottobre 1943) in cui viene introdotto un altro membro della famiglia: Uncle Marvel!

Lo zio Dudley Batson trova il diario di Mary Batson (che nel frattempo aveva cambiato cognome dall’originario Broomfield) scoprendo le sue imprese come Mary Marvel. Decide quindi di spacciarsi come suo zio, ma non ha veramente nessun potere e non può trasformarsi. Fa solo finta di farlo pronunciando la parola magica Shazam assieme a Mary, e cambiandosi velocemente (indossa un costume da lui stesso realizzato sotto i normali vestiti) protetto dal fumo prodotto dal lampo che trasforma i “Marvel Kid”. L’ultima collana dedicata alle meraviglie è The Marvel Family (dicembre 1945), dove compaiono tutti i membri della famiglia, inclusi i tre Lieutenants Marvel (comparsi per la prima volta suWhiz Comics n. 21).

Gli altri supereroi

Nel n. 2 dell’albo antologico Whiz Comics comparivano altri personaggi che coprivano quasi ogni genere allora in voga, come i polizieschi Dan Dare (nulla a che vedere con il personaggio inglese), investigatore privato, e Scoop Smith giornalista d’assalto, disegnati entrambi da Greg Duncan; Golden Arrow, disegnato sempre da Greg Duncan e da Pete Costanza, il primo eroe western della Fawcett, anche se in realtà era ambientato negli anni quaranta (in seguito ebbe una propria testata); Lance O’Casey, disegnato da Bob Kingett, un tipico fumetto avventuroso di ambiente marinaro; Ibis the Invincibile, disegnato sempre da C.C. Beck, un mago alla Mandrake che però a differenza di parecchi altri personaggi simili dell’epoca riuscì a distaccarsi dall’originale; e Spy Smasher, il personaggio di maggior successo della testata dopo Captain Marvel, creato anch’esso da Bill Parker e C.C. Beck, un eroe inizialmente in bilico tra lo spionaggio e il supereroismo, che in seguito diverrà un supereroe a tutti gli effetti cambiando nome in Crime Smasher dopo la guerra.

Bill Parker (che aveva ideato tutti i personaggi e scritto tutti i testi di Whiz Comics e di buona parte degli altri albi) alla fine abbandonò le sceneggiature di Capitan Marvel e degli altri personaggi (lasciando comunque materiale scritto per quasi un anno intero di pubblicazioni!) per combattere nella Seconda guerra mondiale. Non riprese più i personaggi, preferendo al suo ritorno occuparsi delle riviste giornalistiche della Fawcett come Mechanix Illustrated.

Il mese successivo al lancio di Whiz, la Fawcett fa uscire altre due riviste contenitore: Master Comics n. 1 (marzo 1940), un albo in formato gigante il cui personaggio principale era Master Man creato da Alfred Newt, una copia spudorata di Superman per cui la National gli fece causa immediatamente costringendo la Fawcett ad eliminarlo dalle pubblicazioni dopo solo sei albi.
Anche gli altri personaggi presentati durarono poco, così come il formato dell’albo che passò al classico comic book con l’uscita del numero 7.
L’altro albo era Slam-Bang, durato appena 7 numeri, con fumetti dimenticabili che spaziavano anch’essi in tutti i generi dei comic dell’epoca.

Nel maggio 1940 esce Nickel Comics: dura solo 8 numeri, ma si segnala per il debutto del personaggio di maggior successo della Fawcett dopo la famiglia Marvel: Bulletman, creato da Bill Parker e disegnato da Jon Small, eroe superpotenziato (via pozione “scientifico-magica” come molti altri dell’epoca) e inventore di un copricapo a forma di proiettile che deflette le pallottole e gli permette di volare.
I personaggi migliori di questi tre albi, alla loro chiusura, si riversano su Master Comics, che diventa così un titolo più appetibile. Su questo albo fanno la loro apparizione Bulletgirl (n. 13), degna compagna di Bulletman, e Minute-Man (n. 11, disegnato da Charles Sultan), una replica di Captain America che per qualche tempo ruba la copertina a Bulletman. Poi c’è l’arrivo in pianta stabile di Captain Marvel Jr dal n. 22, come detto prima. Nel n. 50 si aggrega anche l’ultimo dei supereroi creati alla Fawcett, Radar, un militare dai poteri telepatici comparso per la prima volta su Captain Marvel n. 35 (maggio 1944), scritto da Otto Binder e disegnato da Al Carreno. Radar è un personaggio particolare, perché creato specificatamente a scopo propagandistico per lo sforzo bellico. Si narra che venne ideato in un incontro avvenuto alla fine del 1943 all’Ufficio delle Informazioni di Guerra, tra Otto Binder e Will Lieberson (per la Fawcett) e tre famosi scrittori americani: Paul Gallico, Clifton Faidman e Rex Stout.

Alla fine del 1940 esce Wow Comics, nel quale debutta il quarto eroe per popolarità della Fawcett, ovvero Mr. Scarlet, scritto da France Herron e disegnato da Jack Kirby. Un vendicatore mascherato senza particolari poteri, alla stregua dei vari Crimson Avenger o Manhunter della Dc, mentre gli altri personaggi presentati sono presi da altri albi appena chiusi. La particolarità di Mr. Scarlet è di avere una giovane spalla (di moda all’epoca) dal ridicolo nome di Pinky. Più tardi, dopo un discreto ma breve The Hunchback (dal n. 2), e un paio di fumetti di guerra come Commando Yank (dal n.6, un altro clone di Captain America disegnato da Clem Weisbecker) e Phantom Eagle (un aviatore scritto da Bert Whitman e disegnato dal bravo Marc Swayze), questa rivista diverrà la casa di Mary Marvel (dal n. 9).
Su America’s Greatest Comics (marzo 1941) si trovano senza incontrarsi mai nella stessa storia tutti i più famosi eroi della Fawcett, così come avveniva su All Star Comics della Dc.

Uno dei punti di forza dei fumetti della Fawcett era i disegnatori. Oltre allo studio di C.C. Beck e il socio Pete Costanza, c’era quello di Jack Binder (disegnatore) e suo fratello Otto (famoso anche come scrittore di fantascienza), autore di gran parte dei testi della famiglia Marvel: il 57% di tutte le storie prodotte è uscito dalla sua penna, per un totale di quasi 1000 sceneggiature. La prima storia scritta da Otto Binder per la Fawcett è datata agosto 1941. Inoltre Otto Binder ha prodotto per lo stesso editore circa 350 storie di altri personaggi, e centinaia per venti case editrici di fumetti diverse. Il terzo importante studio era quello di Harry “A” Chesler. Da questi tre studi sono passate le matite di Ed Robbins, Al Fagley, George Tuska, Dave Berg, Mark Swayze (disegnatore di tantissime storie di Mary Marvel), Charles Sultan, Ken Bald, Bill Ward, Chic Stone, Mac Raboy (curatore soprattutto di Captain Marvel Jr e di tante splendide copertine) e Curt Schaffenberger. Autori dei testi, oltre a Parker, Herron e Otto Binder, sono Joe Millard, William Woolfolk, Manly Wade Wellman, John Beardsley e tanti altri.

I fumetti trainati della televisione

Nel dicembre 1942 esce il primo degli albi comici della Fawcett, Funny Animals, e guardacaso è ancora un “membro”, sia pur particolare, della famiglia Marvel a tenerla a battesimo: Hoppy, The Marvel Bunny, coniglietto antropomorfo creato da Chad Grothkopf che in seguito ebbe una testata tutta sua.
Uno dei primi comic specificatamente non supereroici della Fawcett fu teso a sfruttare l’interesse nella guerra in atto: Don Winslow Of The Navy (febbraio 1943). Il personaggio era già famoso per essere apparso in una serie di romanzi per ragazzi, strip sui quotidiani, film e in un radio show, ma le storie contenute nell’albo erano completamente nuove, realizzate da Ed Ashe e Carl Pfeufer.
Da quel momento la Fawcett pubblica molti altri fumetti ispirati a star del cinema e televisione, con particolare riguardo a un genere che in quegli anni aveva grande popolarità: il western. In realtà il genere era già stato sperimentato (e di fatto ha sempre continuato ad apparire regolarmente) nelle testate antologiche viste in precedenza, e almeno un personaggio aveva già avuto abbastanza successo da meritare una testata propria, l’atipico Golden Arrow, un giustiziere del West contemporaneo che usava arco e frecce.

Con l’introduzione di personaggi già famosi al cinema e alla tv si crea il vero traino per l’uscita di diverse testate western. Il primo esperimento è con Gene Autry, che compare nell’albo omonimo dal 1941 al 1943 per 10 albi: attualmente questa serie è la più rara e ricercata di tutto il fumetto western americano. Poi Hopalong Cassidy sulle pagine di Master Comics a partire dal n. 33 del dicembre 1942, dove continua fino al n. 49 di aprile 1944. Nel gennaio 1943 esce il primo numero della testata a lui dedicata, ma i tempi non erano ancora maturi e tutto viene rimandato al dopoguerra. Infatti il secondo numero della collana di Hopalong esce nel 1946, per continuare poi per 85 numeri fino all’interruzione delle pubblicazioni Fawcett nel 1953. La serie fu poi rilevata dalla Dc che la continua fino al n. 135 (1959).
Lo sviluppo massimo dei fumetti western avviene a partire dal 1948, quando escono in rapida successione albi basati su alcuni dei più famosi cowboy americani: Monte Hale (82 albi, 1948/53), Gabby Hayes (50 albi, 1948/53), Tom Mix (61 albi, 1948/53), Rocky Lane (55 albi, 1949/54), Lash Larue (45 albi, 1949/54), Rod Cameron (20 albi, 1950/53), Bill Boyd (23 albi, 1950/52), Bob Steele (10 albi, 1950/52) Tex Ritter (20 albi, 1950/54), Ken Maynard (8 albi, 1950/52) e altri di vita più breve.
Molti altri eroi western se li erano accaparrati diverse case editrici, tra cui le più attive erano Charlton Comics, Quality e Dell, che aveva strappato proprio alla Fawcett il loro primo personaggio, Gene Autry. Da aggiungere anche i titoli antologici con gli stessi “cowboy”, come Six-Gun Heroes e Real Western Heroes, testata che ha preso il posto di Wow Comics continuandone la numerazione dal n. 70.

Altri personaggi legati alla televisione sono Captain Midnight (strappato alla Dell), Captain Video, Nyoka the Jungle Girl (disegnata anche da Bernard Krigstein).
Quest’ultima appare per la prima volta nel 1942 su un albo intitolato Jungle Girl, che poi aggiungerà anche il nome Nyoka dal n. 2 (che uscirà solo nel 1945). Il personaggio deriva da quello creato da Edgar Rice Burrough (autore di Tarzan) nel romanzo Jungle Girl, trasformato in film nel 1941. Nel 1942 è uscita anche una serie di telefilm, molto popolare, a cui il fumetto si ispira.
Un discorso a parte merita Captain Midnight. Uscito nel settembre 1942 e disegnato da Jack Binder, questo personaggio era una via di mezzo tra un aviatore e un supereroe, ed era davvero molto simile a Spy Smasher che già militava felicemente nelle fila della Fawcett, tanto da decretarne un rapido declino. Infatti il Capitano, trainato da un serial radiofonico, una striscia sui quotidiani e una serie di film, costrinse alla chiusura la testata di Spy Smasher dopo appena 11 albi nel febbraio 1943. Midnight invece durò fino alla fine del 1948, per 67 numeri.

Il dopoguerra e la fine dell’avventura

Nel primo dopoguerra alla Fawcett, seguendo la moda dell’epoca, fiorirono titoli horror come This Magazine is Haunted, Worlds of Fear, titoli rosa come Sweethearts Romantic, Secrets Romantic Story, e bellici come Soldier Comics, o anche ibridi come Cowboy Love, tutte collane comunque durate solo una manciata di albi. Ci sono stati anche timidi approcci con la fantascienza, per lo più con albi singoli.
Visto il travolgente successo di Capitan Marvel (che nel 1946 vendette 1.384.000 copie, il suo record assoluto), la Dc nel 1948 decise di fargli causa per plagio, sostenendo che era copiato da Superman. La National per tutti gli anni quaranta fece causa a diversi personaggi simili al loro eroe principale, e vinse quasi sempre, come quella per Wonder Man, una copia di Superman creata da Will Eisner per l’editore Fox, e il già citato Master Man della stessa Fawcett.
La causa contro Captain Marvel si trascinò fino alla fine del 1953, quando, visto il declino ormai inesorabile dei supereroi, la Fawcett decise di chiudere tutte le pubblicazioni di fumetti, e di patteggiare con la Dc l’uscita dalla causa, attribuendosi una colpa che in realtà non esisteva essendo Capitain Marvel molto diverso da Superman.
L’ultimo numero uscito è The Marvel Family n. 89 datato gennaio 1954. L’editore vendette i diritti di tutti i suoi personaggi (tranne quelli dei supereroi che, stante la causa in tribunale, erano praticamente inutilizzabili), la maggior parte dei quali andarono alla Charlton, tra cui la linea di “funny animals” e quella western.
Un modo davvero mesto di uscire di scena per quello che era stato uno dei più grandi colossi del fumetto (e a un certo punto il più grande) durante la Golden Age degli albi a fumetti.

Nel 1970 proprio la Dc acquista dalla Fawcett i diritti di tutti i supereroi Fawcett, ma, ironia della sorte, non può intitolare una testata a Capitan Marvel perché nel frattempo la Marvel Comics aveva pubblicato accortamente un altro personaggio dallo stesso nome, registrandone il marchio.
In seguito la Fawcett non è più tornata al fumetto, salvo per la pubblicazione di un albo sviluppato dalle vignette di Dennis the Menace (il Totò Tritolo del Corriere dei Piccoli) a partire dagli anni settanta.
Oggi la casa editrice non esiste più, inglobata nel 1982 dalla Ballantine Books (una delle tante divisioni della Random House).
Dove sorgeva lo storico edificio, sede della Fawcett, ora c’è un ristorante chiamato “La Cucina di Nonna Rosa”.

Elenco (quasi) completo delle testate Fawcett nella Golden Age

All Hero Comics 1943 1 albo
America’s Greatest Comics 1941 8 albi
Andy Devine Western 1950 2 albi
Animal Fair 1946 11 albi
Baseball Heroes 1952 1 albo
Battle Stories 1952 11 albi
Beware! Terror Tales 1952 8 albi
Big Chief Wahoo 1942 7 albi
Bill Battle, The One Man Army 1952 4 albi
Bill Boyd Western 1950 23 albi
Billy the Kid and Oscar 1945 6 albi
Bob Colt 1950 10 albi
Bob Steele Western 1950 10 albi
Bob Swift 1951 5 albi
Bulletman 1941 15 albi
Captain Marvel Adventures 1941 150 albi
Captain Marvel Story Book 1946 2 albi
Captain Marvel, Jr. 1942 118 albi
Captain Midnight 1942 67 albi
Captain Video 1951 6 albi
Comic Comics 1946 10 albi
Comics Novel 1947 1 albo
Cowboy Love 1949 10 albi
Crime Smasher 1948 1 albo
Don Winslow of the Navy 1943 69 albi
Down With Crime 1952 7 albi
Exciting Romances 1949 12 albi
Fawcett Movie Comic 1949 21 albi
Fawcett’s Funny Animals 1942 83 albi
Gabby Hayes Western 1948 50 albi
Gene Autry Comics 1941 10 albi
Gift Comics 1942 4 i albi
Girls inlove 1950 2 albi
Golden Arrow Western 1942 6 albi (oppure 11??)
Hopalong Cassidy 1943/46 84 albi
Hoppy the Marvel Bunny 1945 15 albi
Hot Rod Comics 1951 7 albi
Ibis 1943 6 albi
Joe Louis 1950 2 albi
Jungle Girl 1942 1 albo
Jackie Robinson (baseball) 1950 6 albi
Ken Maynard Western 1950 8 albi

Lance O’Casey 1946 4 albi
Lash Larue Western 1949 45 albi
Life Story 1949 47 albi
Love Memories 1949 4 albi
Love Mystery 1950 3 albi
The Marvel Family 1945 89 albi
Mary Marvel 1945 28 albi
Master Comics 1940 133 albi
Mike Barnett Man Against Crime 1951 6 albi
Minute Man 1941 3 albi
Monte Hale Western 1948 82 albi
Motion Pictures Comics 1950 14 albi (numerati da 101 a 114)
Nickel Comics 1940 8 albi
Negro Romance 1950 3 albi
Nyoka the Jungle Girl 1945 76 albi
On the Spot 1948 1 albo
Ozzie and Bars 1947 13 albi
Pinhead and Foodini 1951 4 albi
Real Western Hero 1948 6 albi (segue la numerazione di Wow Comics)
Rocky Lane Western 1949 55 albi
Rod Cameron Western 1950 20 albi
Romantic Secrets 1949 39 albi
Romantic Story 1949 22 albi
Romantic Western 1949 3 albi
Six-Gun Heroes 1950 23 albi

Slam-Bang Comics 1940 7 albi
Smiley Burnette Western 1950 4 albi
Soldier Comics 1952 11 albi
Special Edition Comics 1940 1 albo
Spy Smasher 1941 11 albi
Strange Stories from Another World 1952 5 albi
Strange Suspense Stories 1952 5 albi
Suspense Detective 1952 5 albi
Sweetheart Diary 1949 14 albi
Sweethearts 1948 54 albi (numerati da 68 a 122)
Tex Ritter Western 1950 20 albi
This Magazine is Haunted 1951 14 albi
Tom Mix Western 1948 61 albi
Thrilling True Story of the Baseball 1952 2 albi
True Confidences 1949 4 albi
True Stories of Romance 1950 3 albi
True Sweetheart Secrets 1950 11 albi
True Tales of Romance 1950 4 albi
Underworld Crime 1952 9 albi
Western Hero 1949 37 albi (segue la numerazione di Real W.H.)
Whiz Comics 1940 155 albi
Worlds of Fear 1952 9 albi
Wow Comics 1940 69 albi
X-Mas Comics 1941 7 albi
Young Eagle 1950 10 albi

Parodia dei vari Capitan Marvel della casa editrice Marvel

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*