LA EC COMICS E LA DISTRUZIONE DEL FUMETTO

LA EC COMICS E LA DISTRUZIONE DEL FUMETTO

Ec Comics è la sigla di Educational Comics, la casa editrice fondata da Max Gaines, l’uomo che, tra le tante cose, è considerato l’inventore degli albi a fumetti americani (comic book).
Max Gaines aveva lavorato per la Eastern Color Printing, un’azienda specializzata nella stampa degli inserti domenicali dedicati ai fumetti dei quotidiani nell’area di New York e del New England. Nel 1933 la Eastern Color produceva Funnies on Parade, un tabloid di 8 pagine che serviva soprattutto per tenere impegnate le macchine di stampa tra un inserto e l’altro. Questo giornale di fumetti (negli Stati Uniti all’inizio si era incerti se chiamarli funnies o comics) era una promozione inviata gratuitamente a chi compilava un coupon che si trovava nelle confezioni dei prodotti Procter & Gamble. Max Gaines, che allora era un venditore della Eastern, si mise d’accordo con la casa editrice Dell per produrre un albo intitolato Famous Funnies: A Carnival of Comics, che consisteva di 32 pagine (più 4 di copertina) di materiale ristampato da strisce e tavole domenicali, realizzato ripiegando le grandi pagine dei quotidiani per avere un formato più piccolo e maneggevole. Questa pubblicazione viene considerata il primo vero comic book.
L’anno successivo la Eastern Color pubblica in proprio Famous Funnies n. 1, datato luglio 1934, un albo di 64 pagine venduto ai newsstand (le edicole americane) per 10 centesimi, il primo a essere prezzato in copertina, sempre contenente ristampe di tavole domenicali e di strisce.

Nel 1938, lasciata la Eastern Color, Max Gaines fonda la All-American Publications insieme a Jacob “Jack” S. Liebowitz e con Harry Donenfeld (proprietari della National Allied Publications, la casa editrice di Superman) come socio di maggioranza. La casa editrice pubblica diversi supereroi, tra cui Flash, Green Lantern, Hawkman e Wonder Woman.

Nel 1946 Gaines vende ai soci la sua quota della compagnia, entrata in crisi con il declino dei supereroi. La nuova società, che vede l’autoesclusione di Gaines, si chiamerà National Periodical Publications e diventerà in seguito Dc Comics.
Con i soldi ottenuti dalla vendita della sua quota, Max Gaines fonda una casa editrice completamente sua, la Educational Comics (Ec), appunto. Il primo albo a fumetti che pubblica si intitola Picture Stories from the Bible (Storie illustrate della Bibbia) e il secondo Picture Stories from American History (Storie illustrate della storia americana). In seguito pubblica altre testate di tipo umoristico per i bambini più piccoli, come Land of the Lost, Animal Fables e Fat and Slat, alcune delle quali portavano un logo leggermente diverso, dove Educational è cambiato in Entertaining (intrattenimento).

Max Gaines muore nel 1947 in un incidente in barca e così, improvvisamente, il figlio 25enne William, detto Bill, viene a trovarsi a capo della casa editrice. Dalle storie della Bibbia, che non hanno particolarmente successo, Bill salta verso tematiche più adulte e trasgressive. Nei seguenti tre anni il nuovo editore chiude i poco venduti albi con i funny animal (animali buffi) e tenta di seguire le tendenze del momento, come i fumetti sui criminali nati sulla scia dell’albo Crime Does Not Pay della Gleason, lanciando War Against Crime!, Saddle Justice e Crime Patrol. Un genere di fumetti che, con le strisce di Dick Tracy, ha influenzato il coevo cinema noir americano.

Un altro nuovo fumetto è Moon Girl, sulla scia della moda delle supereroine in costume scoppiata nella seconda metà degli anni quaranta. Chiamata anche “Princess of the Moon”, Moon Girl ricorda Wonder Woman, e non a caso. Il personaggio infatti era stato voluto dal padre, Max Gaines, il quale era stato l’editore di Wonder Woman, ideata e sceneggiata dallo psicologo William Moulton Marston.
Moon Girl era in possesso di una pietra magica che amplificava i propri poteri, che erano comunque notevoli anche senza. Scritta da Gardner Fox e disegnata da Sheldon Moldoff, la serie trimestrale dura solo per nove uscite, fino alla fine degli anni quaranta, anche se la testata prosegue per altri tre albi, con il nome cambiato in A Moon, a Girl… Romance, contenendo fumetti sentimentali senza il personaggio titolare.

Arrivano quindi fumetti decisamente dai toni adulti di genere horror, suspense, fantascienza e di guerra, mentre continuano i polizieschi diventando più violenti. Nel 1950 vengono lanciati i bimestrali The Crypt of Terror (sei mesi dopo rinominato Tales from the Crypt), The Vault of Horror e The Haunt of Fear. Da quel momento la Ec smette di essere una casa editrice periferica diventando una delle maggiori, almeno a livello qualitativo se non dal punto di vista diffusionale. Tutte le nuove collane sostituiscono quelle vecchie “per bambini” mantenendone la numerazione (probabilmente per non pagare la registrazione di una nuova testata), ma in seguito la numerazione viene cambiata in base alla effettiva uscita, e questo crea qualche problema per lettori prima e i collezionisti dopo.

La Ec Comics era una delle poche case editrici americane a usare il lettering fatto a macchina, come l’italiana Casa Editrice Universo

A proposito di fumetti horror, nonostante Bill Gaines abbia affermato di avere pubblicato il primo titolo di questo genere del mercato americano nel 1950, in realtà ne erano stati lanciati altri già dal 1947 dalla Avon Periodicals, che pubblicò Eerie Comics. Mentre nel pure orrifico Adventures into the Unknown, pubblicato nel 1948 dalla American Comics Group, esordiva il giovane Al Feldstein, che alla Ec Comics avrà un ruolo centrale.

Grazie ad Al Feldstein, giovane editor/scrittore/disegnatore, Bill Gaines crea in breve tempo una scuderia di talenti artistici con pochi rivali. Arrivano lo sceneggiatore (e disegnatore) Harvey Kurtzman, i disegnatori Johnny Craig, Reed Crandall, Jack Davis, Will Elder, George Evans, Frank Frazetta, Graham Ingels, Jack Kamen, Bernie Krigstein, Joe Orlando, John Severin, Al Williamson, Basil Wolverton e Wally Wood. Mentre Marie Severin, sorella di John, si occupa delle colorazioni.

Oltre ai fumetti horror, che ne rappresentano il traino, la Entertaining Comics (non più Educational) pubblica le fantascientifiche Weird Science e Weird Fantasy, le “delittuose” Crime SuspenStories e Shock SuspenStories e i bellici Two Fisted Tales e Frontline Combat (questi ultimi curati da Kurtzman).
Tutte serie caratterizzate da storie ben scritte e disegni di alta qualità. Gli editor incoraggiavano i disegnatori ad esprimersi con uno stile personale, mentre i testi erano scritti soprattutto da Feldsten e Kurtzman, ed occasionalmente da Carl Wessler, Jack Oleck e Otto Binder. Tutti i fumetti erano firmati dall’autore, a differenza di quelli della concorrenza che per decenni sono rimasti in gran parte anonimi, e questo aveva creato un notevole seguito di fan costringendo anche gli altri editori a fare lo stesso.


Il pubblico rispose decretando un buon successo di vendite, anche se queste non arrivarono mai ai picchi degli editori maggiori. Oltre a storie originali, nei fumetti Ec si trovano anche eccellenti riduzioni di racconti di scrittori come Ray Bradbury. All’inizio in maniera un po’ truffaldina, senza avvisare gli scrittori, finché Bradbury scrisse a Gaines chiedendogli ironicamente se per caso si era scordato di pagarlo. L’editore gli mandò immediatamente un assegno e molti altri racconti dello scrittore vennero tramutati in ottimi fumetti.

A questo punto la storia della Ec Comics si interseca con quella della censura. Già nel 1948, in alcuni articoli il celebre psicologo di origine tedesca Fredric Wertham aveva accusato i fumetti di essere di cattivo esempio per i ragazzi. Come risposta alla montante indignazione dell’opinione pubblica, Bill Gaines e altri editori formarono la Association of Comics Magazine Publishers (Acmp), un organismo che promulgò un “codice per le pubblicazioni” ispirato al “codice di produzione” utilizzato da Hollywood. I fumetti che aderivano al codice venivano stampati con un “sigillo di approvazione” che garantiva l’applicazione di queste regole. Questo primo tentativo andò in fumo perché le case editrici maggiori decisero di non associarsi, e lo stesso Gaines in breve tempo lascia l’associazione. Solo due anni dopo la Acmp chiude i battenti.


Intanto Wertham continua per la sua strada, pubblicando nel 1954 il famigerato volume Seduction of the Innocent, in cui condanna praticamente tutti i fumetti (famosa è rimasta l’accusa a Batman di avere un rapporto di tipo pedofilo con Robin!), in particolar modo proprio quelli horror.

La copertina del libro che portò quasi alla distruzione il fumetto americano. Sotto, alcune immagini “accusatorie” tratte dal volume

A questo punto entra in scena Washington, con una commissione di inchiesta del Senato. Lo stesso Bill Gaines partecipa a una seduta mandata in diretta dalla radio, che allora aveva un ruolo importante dato che la televisione era ancora giovane. Gaines, imbottito di tranquillanti perché in quei giorni era fortemente stressato, non riesce a fare fronte alle accuse di istigazione alla violenza rivoltagli dai senatori, peggiorando la situazione.

Rogo di comic book

Il risultato è che gli albi a fumetti, anche quelli con le tematiche più innocenti, subiscono continui cali di vendite e in alcune città si inscenano addirittura roghi di comic book.

La Ec Comics chiede ai propri lettori di fare sentire la loro voce contro chi sta attaccando gli albi a fumetti

Per rispondere a questo durissimo attacco nello stesso 1954 gli editori decidono di creare una nuova associazione, la Comics Magazine Association of America (Cmaa), alla quale nel 1955 succede la Comics Code Authority. La quale, attraverso l’apposizione di uno speciale “sigillo” in copertina dai contorni dentellati come i francobolli, garantiva che i fumetti erano stati opportunamente censurati.
Tra i commi del nuovo codice ce n’era uno fatto apposta per colpire la Ec Comics e gli editori similari, ossia la proibizione delle parole “crime”, “horror” e “terror” come titoli di testata. Inoltre era vietato parlare di vampiri, lupi mannari e zombie.

La Ec Comic fa le condoglianze alle proprie testate uccise dall’ondata di protesta contro i fumetti violenti

Il Comics Code non aveva una vera autorità sulle case editrici, ma la maggior parte dei distributori si rifiutava di trattare fumetti che non avessero il suo sigillo in copertina. Per questo Bill Gaines alla fine tenta di uniformarsi chiudendo tutte le testate incriminate e lanciando, nel 1955, una nuova serie di fumetti in linea con il codice, la cosiddetta new direction, con titoli come Piracy (storie di pirati), Aces High (assi dell’aviazione), Extra! (spionaggio), Impact (poliziesco), Psychoanalysis (storie di psicologi e dei loro pazienti), Valor (storico fantastico), M.D. (una specie di E.R. ante-litteram) e Incredible Science Fiction (fantascienza).


Questi albi, pur essendo molto meno violenti, mantenevano l’impianto caratteristico della Ec delle storie brevi con colpo di scena finale, ma purtroppo le vendite rimangono basse. Tutte le testate chiudono dopo circa 5 uscite.
Anche se Gaines accuserà i distributori di accanimento contro di lui, in realtà questo accadeva a tutti gli editori di fumetti portandone molti alla chisura.
La campagna contro il fumetto aveva fatto diminuire drasticamente le copie vendute, e in seguito negli Stati Uniti non si riuscirà mai, neanche lontanamente, a raggiungere i livelli diffusionali della cosiddetta golden age.

In un ultimo disperato tentativo Gaines lancia quattro pubblicazioni nel formato delle riviste in bianco nero, riservato tradizionalmente al pubblico adulto.

Si aboliscono anche le nuvolette, mettendo solo lunghe didascalie nelle vignette. Queste riviste, che non vanno oltre due numeri ciascuna, si intitolano Confessions Illustrated, Crime Illustrated, Shock Illustrated e Terror Illustrated.

Di tutte era stato già preparato un terzo numero, dei quali vede la luce solo quello di Shock, mentre gli altri sono stati stampati solo recentemente in un volume che raccoglie tutte le riviste, compresi gli inediti.
Queste riviste erano costituite in gran parte da rimaneggiamenti di storie già apparse nei comic book.


A Bill Gaines rimane però un’ancora di salvezza di cui non abbiamo ancora parlato.
Se era stato Al Feldstein a convincere Gaines a pubblicare i fumetti orrifici, fu Harvey Kurtzman a convincerlo, nel 1952, a pubblicare Mad, un comic book dedicato alle parodie dei film, degli spettacoli televisivi e degli stessi fumetti più in voga. Mad si caratterizza per l’umorismo irriverente tipico della goliardia universitaria.

Il primo fumetto del primo numero di Mad, scritto da Harvey Kurtzman e disegnato da Jack Davis, è una parodia dei fumetti della… Ec Comics.
Ecco le tavole iniziali.


Nel 1955, su spinta di Kurtzman, che aveva ricevuto una generosa offerta dal mensile (non a fumetti) Pageant per andare a dirigerlo, dal n. 24 Mad viene trasformato in una rivista in bianco e nero (evitando così il Comics Code), trasformando i fumetti pubblicati fino ad allora in sequenze di vignette umoristiche con didascalie. In questo nuovo formato Mad ha avuto un successo ancora maggiore, diventando in breve la più famosa rivista umoristica degli Stati Uniti.

Il primo numero della versione nel formato rivista. Sotto, alcune pagine

Dopo che Hugh Hefner, l’editore di Playboy, gli ha proposto di creare per lui una versione di lusso e a colori di Mad, Harvey Kurtzman dice allo stupito Bill Gaines che rimarrà a dirigere Mad solo se gli cede il 51% della proprietà. Gaines gliene offre solo il 10% e allora Kurtzman accetta di lanciare la nuova rivista per Hefner, intitolata Trump, che però durerà solo due numeri.

Bill Gaines offre il posto di direttore di Mad al solito Al Feldstein, a partire dal n. 28. Per lo stesso Gaines, Feldstein era già stato autore di un plagio di Mad, Panic, durato 12 numeri.
Anche con il meno geniale nuovo direttore, Mad continua la sua marcia trionfale, generando una miriade di imitazioni, delle quali le più longeve sono Cracked (1958-2007), inizialmente diretta dal futuro dirigente Marvel Sol Brodsky; Sick (1960-1980), creata dall’ex socio di Jack Kirby Joe Simon per la Crestwood; e il tardivo Crazy (1973-1983) della Marvel, della quale Will Eisner rifiutò la direzione.
Lo stesso Kurtzman tenterà più volte di replicarne il successo lanciando in continuazione nuove riviste simili a Mad, anche con gli autori fuoriusciti dalla Ec, senza però mai riuscire ad andare oltre pochi numeri, salvo forse nel caso di Help! (1965) pubblicata dalla Warren.

Nel 1961 Gaines vende Mad alla Premier Industries (del conglomerato Kinney Parking Company), che in seguito si fonde con la National Periodicals (futura Dc Comics) e la Warner Bros creando la Warner Communications, poi Time Warner e infine WarnerMedia. In questo modo la Dc Comics detiene i diritti della rivista, che viene tuttora pubblicata.

Mad tocca raramente i temi politici, si limita alle parodie e alla satira sociale, ma non manca di prendere blandamente in giro i politici più in vista

Bill Gaines, oltre a rimanere direttore di Mad (anche se a farne le veci è Feldstein), mantiene per sé i diritti di pubblicazione di tutti gli altri vecchi fumetti targati Ec, che vedranno la luce in ristampe continue per il ristretto numero degli appassionati, in diversi formati, fino ad oggi (esistono anche edizioni italiane).


Bill Gaines muore nel 1992, mentre il fido Al Feldstein scompare nel 2014, dopo avere lasciato la direzione di Mad nel 1985 per motivi familiari. Harvey Kurtzman, che nei primi anni settanta declinerà la direzione della Marvel offertagli da Stan Lee (dopo il rifiuto di Will Eisner), è venuto a mancare nel 1993.

(Dello stesso autore, su Giornale POP abbiamo presentato anche le storie delle case editrici di fumetti americane Fawcett e Archie).

Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati con *

Dichiaro di aver letto l'Informativa Privacy resa ai sensi del D.lgs 196/2003 e del GDPR 679/2016 e acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità espresse nella stessa e di avere almeno 16 anni. Tutti i dati saranno trattati con riservatezza e non divulgati a terzi. Potrò revocare il mio consenso in qualsiasi momento, integralmente o parzialmente, con effetto futuro, ed esercitare i miei diritti mediante notifica a info@giornalepop.it

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*