KOH TAO, L’ISOLA DOVE MUOIONO I GIOVANI TURISTI

KOH TAO, L’ISOLA DOVE MUOIONO I GIOVANI TURISTI

I presupposti per scrivere una sceneggiatura horror ci sono tutti: l’isola esotica, i giovani turisti occidentali e le morti sospette. Quella che potrebbe essere la trama di un film al cardiopalma è invece la storia di Koh Tao, piccolo gioiello nel golfo thailandese con solo un migliaio di abitanti, ribattezzata l’isola della morte a causa dei sette ragazzi che, dal 2014 a oggi, hanno perso la vita in circostanze misteriose.

In questo paradiso, fatto di sabbie dorate e acque cristalline, una serie di “incidenti”, l’ultimo ad aprile di quest’anno, hanno indotto a parlare di una maledizione che ha già colpito alcuni turisti, le cui morti non sono state ancora spiegate.
Le indagini condotte hanno rivelato grosse incongruenze da parte della polizia locale, tanto da pensare che in realtà le autorità abbiano voluto coprire i reali esecutori di questi atroci delitti, a tutt’oggi privi di un colpevole e, soprattutto, senza una motivazione. Alla base delle tante omissioni e dei numerosi errori investigativi c’è, forse, la volontà di insabbiare il tutto per preservare il turismo di cui campa l’isola.

Qualcuno ha provato a obiettare ricordando che su oltre 32 milioni di turisti l’anno, che spesso si abbandonano agli eccessi dell’alcool e delle droghe, è quasi fisiologico che ci possa scappare il morto. Osservazione in parte vera, che però non tiene conto del fatto che a Koh Tao alcune morti sono apparse quantomeno “inspiegabili”. Come giudicare infatti, il ritrovamento, nel 2015, del cadavere di Dimitri Povse? Si parlò di suicidio, eppure le sue mani erano legate. O dell’inglese Nick Pearson: il suo corpo fu recuperato in mare. Anche in questa occasione il caso venne archiviato come un suicidio, sebbene il ragazzo non presentasse alcuna ferita o frattura. Curioso, no?

L’amministrazione provinciale di Surat Thani, che comprende anche l’isola di Koh Tao, ha denunciato per diffamazione un quotidiano locale “colpevole” di avere raccontato l’ultima morte in ordine di tempo, quella della belga Elise Dallemagne, suicidatasi con una corda al collo.

L’ultima foto di Elise Dallemagne

Mafia locale? Trasgressioni estreme? Maledizione?
Gli ingredienti sono serviti, secondo alcuni, per fare di questo angolo di paradiso un avamposto dell’inferno.

1 commento

  1. la ragazza belga è andata fino lì per suicidarsi ? uhmm….

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