IO TIFO PER TRUMP

IO TIFO PER TRUMP

Alla vigilia delle elezioni americane, pubblichiamo un articolo di sostegno al candidato repubblicano e uno alla candidata democratica.

Spero che Donald Trump diventi il presidente degli Stato Uniti!

Non ho nulla da temere dall’ignoranza meschina del candidato con il parrucchino, che vuole costruire un muro ai confini con il Messico. A cosa servono i muri, oggi? A essere scavalcati e a dare un po’ di lavoro agli edili. Essendo europea, e per di più italiana, soprattutto non ho nulla da temere dalla soppressione del Ttip (Transatlantic trade and investment partnership) richiesta da Trump. Si tratta di uno scellerato accordo a favore dell’America, al quale l’Europa deve soccombere impotente, un accordo fatto apposta contro il Made in Italy e la piccola impresa. Gli americani non vogliono i prodotti europei sul loro mercato e sono talmente nazionalisti da rimetterci la possibilità di esportare, pur di non importare troppo. Ecco cosa mi piace di Trump: con lui l’Europa, casa mia, sarà meno a stelle e strisce.

Non mi intimidisce il razzismo neppure tanto mascherato dell’uomo con il parrucchino. Mi atterrisce invece il razzismo molto velato del benpensante medio, di colui che si indigna quando una persona fa il razzista conclamato, che è sempre pronto a difendere gli immigrati a tutti i costi, a rischio di mettere in discussione quel poco di welfare che c’è rimasto. Mi atterrisce il discorso del siamo tutti uguali, allora moriamo tutti insieme.

E poi sono donna. Non la darei mai al tizio con il parrucchino di cui sopra, ma sono pronta a battermi per la libertà delle altre donne, che devono essere libere di darla a chi vogliono e per i motivi che più le aggradano. Preferisco un puttaniere ben conscio che la maggior parte delle femmine le ha avute perchè è ricco, che ha il coraggio, o forse l’incoscienza, di dire nel 2016: “Sono ricco, me la danno tutte!”.

Riguardo alla candidata presidente donna, Hillary Clinton, parliamoci chiaro: è stata molto brava a darla via. Se non fosse la moglie di un popolare ex presidente non sarebbe mai arrivata fin lì. Non si è neppure indignata abbastanza per la passione del marito nei riguardi di una giovane stagista (che gli faceva i pompini senza neppure ricevere lo stipendio), perché in fondo le conveniva rimanere con lui. La donna può essere tradita, umiliata, ferita, maltrattata, ma guai a dire che molte sono ben felici di trovare un portafoglio pieno al posto di due cuori e una capanna!

Leva orwelliana 84, laureata in scienze della comunicazione, si trova a lavorare un ufficio tecnico in mezzo agli ingeneri. Ruolo aspirante imprenditore

4 commenti

  1. Esprimo il mio massimo apprezzamento per questo articolo, scritto molto bene ma soprattutto senza ipocrisia e con assoluta onestà intellettuale, col coraggio di non infilarsi nel teatrino del politicamente corretto che del dare un colpo al cerchio e uno alla botte ha fatto l’abitudine di troppi giornali, appiattendo il diritto alla libertà di espressione e riducendola a strumento per acquisire consensi e trasformando l’informazione nella festosa e benevola dissertazione sotto voce che parla del nulla. Io dissento completamente dalla tua visione delle cose e la vittoria di Trump la temo, tantissimo, ma non in relazione alle questioni alle quali hai fatto riferimento tu e che condivido in pieno. Tra un puttaniere volgare e conclamato (al quale nessuna donna che non lo scelga liberamente è tenuta a darla) e un ipocrita perbenista che sventola i valori del Mulino Bianco e poi si accompagna a prostitute minorenni e quando lo beccano con le mutande calate neppure ha le palle di assumersi le proprie responsabilità, preferisco di gran lunga il primo. Non sono perbenista né moralista, per cui della volgarità e della moralità di chicchessia non me ne importa niente. Concordo anche nel potersi sentire più lontani da un’America che non siamo noi, in questo senso, ma non dimentico che in ballo c’è la presidenza della nazione più potente del mondo, quella alla quale volenti o nolenti siamo assoggettati dagli accordi internazionali e che nelle faccende che contano a livello planetario ha la massima voce in capitolo. Ci piaccia o no, siamo un popolo sovrano fino a un certo punto, la NATO è una realtà e le regole su cui si fonda sono precise. Comunque staremo a vedere che cosa succede, resta il fatto che il merito è trattato con precisione, convinzione ed è argomentato da un punto di vista che può risultare non pienamente condivisibile, come nel mio caso, ma che è assolutamente apprezzabile. Ritengo che questo articolo sia da conservare come perla evolutiva di Giornale POP e che sia tra quelli che mettono in luce le personalità, gli stili, i caratteri che meglio degli altri possono nel tempo dare una connotazione precisa alla testata e farla diventare il prodotto originale che non c’è e che tentando, sbagliando, sperimentando, rischiando, ma comunque mettendoci anima, vita, passione e convinzione, tutti insieme, ognuno con i suoi pregi e i suoi difetti, stiamo forgiando a nostra immagine e somiglianza. Bello, bello, bellissimo! Grandiosa Elisa Castelli, concentrato di testa, cuore, stile, personalità e palle stratosferiche.

  2. Grazie Tiziana, mi hai cambiato un pomeriggio nero!!!!!!!!!!
    In realtà so benissimo non sia un punto di vista facilmente condivisibile, a partire dall’inizio. Io sono una tifosa, non una votante. Sono lontana, leggo solo quello che mi vogliono far leggere, nulla so, se non dai Simpson, di come vivono gli americani.
    E quel poco che arriva di politica estera, in questa campagna, fatta quasi solo di scoop sensazionalistici, su sesso orale, mail private su server pubblico/mail pubblico su server privato, fa pensare che forse forse, un accordo trump putin dispiaccia alla nato sola.. Ma a noi?
    I soldati al fronte ce li dobbiamo mandare lo stesso o no? Con la Clinton sicuramente si, con Trump FORSE no…
    Flebile speanza attaccarsi ad un forse no, tragica eventualità divenuta realtà, a causa però, secondo me, dell’ottica benpensante per cui “Tutti uguali, tutti stessi diritti” dimenticandosi in favore del “diverso è bello a priori” gli abusi ed i sopprusi subiti dal vicino di casa.
    E’ questa dimenticanza che genera i mostri che voteranno Trump. E’ la Clinton stesa a permettere a Trump di arrivarle testa a testa nei sondaggi.
    Ora mi fermo, o mi faccio arrestare….
    Certo, la politica estera sfugge ad una laureata in lettere e filosofia, diritto internazionale non l’ho mai studiato davvero, solo leggiucchiato per passione.

  3. Sentite condoglianze per gli statunitensi, forse ci hanno fatto un grande favore a loro insaputa.
    Forse, perché ora la palla passa al”Europa, chissà se questa piccola Europa divisa saprà gestire i nuovi flussi migratori provenienti dagli Stati Uniti, ah, ah, ah. Perché gli intellettuali ed i ricercatori, orfani di una politica economica orientata all’innovazione, Trump non ha alcuna intenzione di investire nella ricerca e nelle energie rinnovabili che rappresentano il futuro, fuggiranno in massa, se non emigreranno in Cina o in India, verranno in Europa. Peccato che non verranno in Italia, visto che Renzi, da questo punto di vista è peggiore di Trump.

  4. Bellissimo articolo, Elisa; punto di vista coraggioso, ben espresso e argomentato. Letto d’un fiato; brava.

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