IN ESCLUSIVA IL REBOOT DEI FANTASTICI QUATTRO

IN ESCLUSIVA IL REBOOT DEI FANTASTICI QUATTRO

Per compensarvi in anticipo del favore che vi chiederò alla fine, presento le cinque pagine delle origini dei Fantastici Quattro pubblicate, per la prima volta in Italia, nel giugno del 1966 da “Linus Estate”.

Lasciando perdere la ricostruzione fantasiosa di Stan Lee sulle origini di questa storia, che dà l’avvio al moderno universo Marvel, ne tento una mia.

Nel 1961, Martin Goodman deve avere fatto questo discorso a Stan Lee, direttore della linea dei fumetti della propria casa editrice: “Vedo che la Lega della Giustizia della Dc Comics vende molto bene, a quanto pare i supereroi stanno tornando di moda. Chiedi a Jack Kirby di realizzare la storia su un nuovo supergruppo così vediamo come butta. Magari prendiamo ispirazione dal primo numero di Marvel Comics del 1939 realizzato da Bill Everett e Carl Burgos, con l’elemento del fuoco rappresentato dalla Torcia Umana e quello dell’acqua da Sub-Mariner. Ecco, magari fagli riutilizzare questi due supereroi aggiungendo uno che rappresenti la terra e uno l’aria, così completiamo i quattro elementi della natura secondo Talete”.

Stan Lee gira l’idea a Jack Kirby, che realizza una storia nello stile dei Challengers of the Unknown, la serie che tra il 1956 e il 1957 aveva creato per la Dc.

I Challengers of the Unknown, presentati in Italia nel 1978 dall’Editoriale Corno con il nome di Esploratori dell’Ignoto nell’albo “Il Supereroe”

Jack Kirby, per l’elemento del fuoco nei Fantastici Quattro, inserisce la Torcia Umana anche se non ricorda come era fatta (non l’aveva mai disegnata), solo dal secondo numero la realizza nel modo “corretto”. Per la terra inventa la Cosa, per l’aria la Ragazza Invisibile e per l’acqua Mister Fantastic (clone di Plastic Man: probabilmente Sub-Mariner, molto apprezzato da Martin Goodman, nemmeno sapeva come era fatto). I riferimenti agli elementi della natura sono un po’ forzati, tanto che non verranno mai accennati.

Che poi Kirby non aveva capito una cippa, tanto che dopo alcuni numeri Martin Goodman chiede a Stan Lee di fargli mettere le maschere come a ogni supereroe che si rispetti, ma il risultato è così orribile che vengono cancellate prima di andare in stampa.


Di norma Stan Lee non realizza il soggetto e tantomeno dà un testo al disegnatore, che si inventa da solo la storia.
Jack Kirby scriveva i dialoghi a matita sulle tavole, poi questi venivano modificati da Stan Lee per rendere i personaggi un po’ più profondi e per togliere le ingenuità troppo clamorose.

Per esempio, nella parte superiore della prima tavola delle origini, secondo me Jack Kirby faceva litigare i futuri Fantastici Quattro perché le autorità avevano vietato la partenza del missile a causa delle scarse protezioni ai raggi cosmici. Lee deve avere trovato inaccettabile l’idea che gli eroi trasgredissero gli ordini delle autorità e ha attenuato la faccenda.
La toppa di Lee si vede, perché la spiegazione che viene data alla partenza notturna del quartetto è debole.

Ma basta con le ipotesi e buona lettura di questo antico reperto linusiano, alla fine della quale vi aspetta l’incredibile reboot.

A dopo.

E ora in esclusiva mondiale potete finalmente leggere il mio reboot dei Fantastici Quattro. Intendo il reboot dei fumetti perché dei film Marvel non mi importa niente.

Come saprete, da un pezzo in America non escono i fumetti dei Fantastici Quattro perché nessuno li sa scrivere come si deve e alla fine il pubblico si è seccato, ma per fortuna ci sono io.
I lettori che conoscono bene i personaggi apprezzeranno i numerosi riferimenti Marvel del mio soggetto, mentre gli altri possono andare a farsi un giro.

Siamo alla fine della Seconda guerra mondiale, nella costa del mar Baltico. Mentre Wernher von Braun e i soldati tedeschi scappano dalla fabbrica dove si costruiscono i razzi V2, per paura dell’arrivo dell’esercito sovietico, quattro persone rimangono lì.
Sono Ben Grimm, un pilota della Luftwaffe sempre assorto in cupi pensieri perché sua madre è ebrea e non sa fino a quando lo potrà tenere nascosto; Joannes Storm, un soldato delle Waffen-SS che pensa solo alle auto e alla figa; Suzie Storm, l’unica vera nazista fanatica del gruppo; Rot (?) Rickards, scienziato freddino quasi quanto il signor Spock.

Rickards, assistente di Von Braun nella costruzione delle V2, vuole impedire che la sua creatura cada nelle mani dei sovietici. Si tratta di un missile a tre stadi con una svastica dipinta sulla fiancata. Lo scienziato propone agli altri tre di partire per lo spazio, per poi scendere in Argentina dove mettersi in salvo grazie all’ospitale governo filofascista.

La discussione è interrotta dall’arrivo improvviso degli agguerriti zingari a cavallo guidati da Doktor Doom. Doom è un giovane uomo bellissimo e narcisista che nell’Est ha organizzato la resistenza degli zingari ai tedeschi. Tra Rickards e Doom c’è una questione aperta da quando erano bambini, ma lasciamo perdere.
I quattro tedeschi riescono a entrare nel missile bersagliato di colpi dagli zingari. Gli zingari si arrampicano sul missile, ma quando si accendono i motori alcuni finiscono arsi vivi e Doom con il volto sfigurato dalle ustioni.
Così, il missile parte per lo spazio una dozzina di anni prima di quelli che i sovietici lanceranno negli anni cinquanta.

Nello spazio sta infuriando una tempesta di raggi cosmici che, anche a causa del danneggiamento provocato dai colpi degli zingari, penetrano all’interno del missile creando un effetto di “tempo rallentato” (nella sceneggiatura lo spiegherò meglio dal punto di vista scientifico). In pratica i quattro galleggiano come se fossero in catalessi.
Per anni il missile orbita intorno alla Terra saturandosi di raggi cosmici finché, nel 1961, scende a terra. La navicella, sostenuta dai paracadute che si aprono meccanicamente, finisce in una zona isolata degli Stati Uniti (le navicelle americane ammaravano, ma quelle sovietiche atterravano).

Ancora storditi, i quattro tedeschi sono soggetti ad alcune alterazioni. Joannes fuma e gli si bruciacchiano i capelli, che spegne con le mani. La sorella Suzie per un attimo diventa traslucida. Ben spacca un sasso con la mano, mentre il braccio si ingrossa. Rickards allunga il collo di una decina di cm per vedere oltre un ostacolo.

I quattro, credendo di avere avuto delle allucinazioni, vanno avanti con circospezione per cercare di capire dove sono finiti.
Da quello che vedono della periferia di una cittadina, intuiscono di essere negli Stati Uniti e si meravigliano che la tecnologia sia così avanzata (di 16 anni rispetto alla loro). Solo Rickards intuisce che quello è il futuro, ma rimugina senza dire niente.

Intanto la guardia nazionale, temendo un attacco dei sovietici, circonda i rottami del missile e dà la caccia a chi vi si trovava dentro.
Quando alla fine i soldati americani assalgono i quattro, avviene la trasformazione finale. Grimm diventa la Cosa, che in italiano chiamerei Coso, e massacra i soldati strappandogli le braccine. Suzie, diventata invisibile, con un mitra rubato falcia parecchi soldati. Joannes ne brucia vivi svariati altri e Rickards, allungando braccia e gambe, ne strangola un tot.

Avvicinandosi a New York, i tedeschi si mettono d’accordo per nascondere il loro passato anglicizzando i nomi in modo da iniziare una nuova vita come Fantastici Quattro: Coso, Torcia Umana, Ragazza Invisibile e Mister Elastic (non Fantastic per evitare ripetizioni con il nome del gruppo).

Siccome voi non siete del ramo forse vi è sfuggito il punto saliente di questo reboot: il problema dei F4 è che non hanno una doppia personalità dovuta alla duplice identità, meccanismo psicologico fondamentale per molti personaggi avventurosi americani, non solo dei supereroi. Tarzan, per esempio, nei romanzi è insieme l’aristocratico Lord Greystoke (reso bene nei fumetti da Foster e Manning) e una belva assetata di sangue (resa bene da Hogarth e Kubert). In Indiana Jones, per fare un altro esempio, convive il pacato insegnante universitario e l’archeologo tamarro armato di frusta.

Ebbene, io ho risolto il problema dando anche ai F4 due distinte personalità psicologiche in conflitto permanente, distanziate nel tempo ma comunque fuse nelle stesse persone: quella di criminali di guerra tedeschi e di supereroi americani.
Ora non sto a raccontare le avventure successive, posso solo dire che lo sfigurato Dottor Destino, l’unico a conoscere il segreto, sarà l’ovvia nemesi del quartetto dallo zingaresco stato di Latveria.

Se la Marvel mi accetta questo reboot, che sarà disegnato da Bruce Timm (pagandolo bene lascerà il posto attuale), poi riscriverò anche le origini degli altri supereroi.
Per esempio, non vi pare strano che l’Uomo Ragno sia completamente sigillato nel proprio costume? Manco gli occhi si vedono! La risposta è che, dopo essere stato morso dal ragno radioattivo, ha la facoltà di trasformarsi in un mostro come quello del film “La Mosca” e per non fare schifo alla gente si ricopre completamente con il costume. La ragnatela la produce dai polsi, e in maniera copiosa. Quando si ritrasforma in Peter Parker perde tutti i poteri.
Naturalmente le sue storie iniziano nel 1962 e rimangono negli anni sessanta, bisogna tornare alle origini come ha fatto Don Rosa con Zio Paperone.

Va bene, questo è l’essenziale. Ora siate sinceri, nel mio reboot dei Fantastici Quattro c’è qualche punto, anche marginale, che secondo voi non funziona?
Vorrei presentare il progetto alla Marvel a colpo sicuro, senza alcuna sbavatura.

Un grazie anticipato per il vostro aiuto.

No, l’idea dei quattro nazi non è affatto stravagante.
Wernher von Braun, pur essendo stato membro delle SS, ha fondato l’ente aerospaziale americano (la Nasa) grazie al quale l’uomo è arrivato sulla Luna. E dopo di lui un altro dirigente delle SS è stato messo a capo della Nasa.
Le SS, alla fine della guerra, diventarono la classe dirigente della Germania democratica e, nell’Est, di quella comunista.
Basta che alla fine del mese gli dai lo stipendio e uno diventa nazista, democratico, comunista o quello che vuoi.
Non è che mi invento delle minchiate, so quello che scrivo.

Gnè gnè lo dico io!

 

Contatto E-mail: info@giornale.pop

10 commenti

  1. Se Bruce Timm non si rende disponibile la disegno io.

  2. L’idea dei nazisti non è male, potrebbe dare origine ai sensi di colpa di cui la Marvel è sempre stata prodiga coi suoi personaggi, facenbdo venire le crisi di coscienza a Susan e agli altri

    Io comunque trovo che la caratterizzazione che più manca ai F4 è quella di “famiglia”
    Se da un lato non trovo proponibile oggigiorno una “casalinga” e tre parenti coi poteri, tipo “vita da strega” che fa molto anni ’60, altresì però vorrei vedere come vive una famiglia normale “diversa”.

    Molti lettori sanno cosa si prova ad essere guardati con sospetto, pensate ad esempio alle unioni civili tanto criticate; i F4 potrebbero anche mostrare come affrontare la cosa, dal loro punto di vista.

    Una volta che Trump si sarà tolto dalle palle, dubito che una caratterizzazione “nazista” dei F4 possa durare, quindi non ci punterei

    PS: se la disegnasse Bruce Timm, potrei finalmente lasciare la DC comics ^__^

  3. A me l’idea piace, ma temo che in molti potrebbero vederla solo come un What If …
    Qualche piccolo appunto. In italiano “Coso” proprio non si può sentire … Suggerisco un nome più forte e tragico … 🙂
    Su Destino: ma lasciamolo bello e arrogante, tutto sommato nel post Secret Wars funziona bene …
    Perché il rientro nel 1961? Nel 2018 no?

  4. Forse al momento l’escamotage dei nazisti sotto.mentite spoglie é un po troppo in voga… Magari potrebbero essere russi che volevano vincere la.corsa allo spazio. Ed effettivamente potrebbero tornare qualche decennio dopo, ad esempio negli anni 90. Magari il loro rientro sani e salvi potrebbe essere agevolato da Silver Surfer ed in conseguenza di questo incontro casuale Galactus potrebbe venire a conoscenza della terra

  5. In numero 88 della seconda serie di What If Ben Raab ed Ariel Olivetti propongono un Pavido Parker che muore coraggiosamente per salvare il figliolo dal linciaggio. Tutti e due , se non ricordo male, si trasformano progressivamente in orrendi ragni che fanno compassione come la mosca di Dave Cronemberg. La storia è stata tradotta in un numero di Wiz della Marvel Italia.
    Mi piace la tua idea di Fantanazi undercover agents, ma preferisco le cose che tieni nel pc e che per pudore non proponi al mondo e che hanno ben altra energia. Dichiaro qui che non pago hackers, ma che sono curioso come una scimmietta e quindi ho aperto e letto alcuni files inviati alla mia posta elettronica.
    Mi piace molto la tua idea degli Inumani che sparano nel blu dipinto di blu il cucciolo Lockjaw poco prima della cagnetta Laika giusto per farlo precipitare in una singolarità da cui non emerge – o forse sì ? – ed in cui sogna un mondo bombardato notte e giorno da raggi cosmici che trasformano l’agente dello OSS ( andate tutti a rileggere quella storia dei FF in cui i nostri eroi leggono la loro posta e Reed e Ben parlano della loro esperienza in WWI ) Richards in un mastermind che crea universi in cui è il plastico leader di una Paw Patrol
    ( chi ha un bimbo piccolo capirà i riferimenti ndr ) . Non male anche il concept di Sue Storm come anfibia signora zombie di Atlantide e nemica della umanità di cui seduce i campioni come il roccioso Ben Grimm- ex pilota e campione dei pesi massimi – e Reed Richards, autostico teleporta e pessimista alieno in fuga dalla Zona Negativa. Mi fermo qua perchè di altre storie ho capito meno. Affascinanti, ma psichedeliche. Sospetto tu sia stato morso da un Graqntmorrison radioattivo. Io sono + tipo da meat and potatoes.Tanta salute a Bruce Timm. Ciao ciao

  6. Immagino che i più vecchi ricorderanno lo strillo in copertina ” Because You demanded it ” che accompagnava il ritorno di un personaggio tra le pagine dell’albo. Faccio finta che qualcuno mi abbia chiesto altre indiscrezioni tra i files che Pensaurus credeva nessuno avrebbe letto mai e ne propongo qualcuno:
    1) i Fantastic Four sono un quartetto di Liverpool alle prime armi in tour ad Amburgo alla fine dei fifties. Apripista dei concertini una band italiana chiamata i Reitanos. Citaz della storia con la Cosa e la Torcia che fermano tre ladruncoli in fuga con l’incasso di un concerto dei Fab Four. Una storia della First Family si apre con Ben Grimm che guarda perplesso una parrucca a caschetto da Beatle che la banda di Yancy Street gli ha spedito. Nella storia di Pensaurus Ringo e gli altri sono trasformati in metaumani grazie alle loro versioni future che ne catalizzano la metamorfosi con quanto hanno imparato mentre preparavano The White and Yellolw Sergeant Fury Mistery Machine Album. Mino Reitano sarà raggiunto dalla sua effimera versione punk di fine 20mo secolo e mutato in un urlatore di metallo nomato Bronzo di Riace/Guerriero della Pace. Diavolo di un Pensaurus.
    2) Kingpin, Slug ( un Kingpin flaccido della west coast ndr ), il Gufo e Black Mariah ( pingue nemica di Luke Cage ndr ) sono un quartetto di anti-eroi oversize chiamati Weight Watchers. Uno zinzino Thunderbolts di Diggle o Ellis ed uno zinzino Secret Six di Gail Simone, ma considerato che è farina del sacco elettonico di un autore nostrano che ama Magnus & Bunker immagino che sia una variazione sul tema della Patente Speciale di Satanik. Molto interessante. Mi piacerebbe leggerla. Immagino che sia anche una satira dei Custodi di Alan Moore che il Bardo di Northampton apprezzerebbe.
    3) Stormy Monday è la storia di un jazzista senza una palanca e homo a spasso per gli States a scrocco nei vagoni merci nomato Jonathan Storm che gli Osservatori Figli della Volpe ( Morrison in gaelico ndr ) Jim & Grant rapiscono dal continuum perchè insegni lo spleen ai bellicosi Kree e Skrulls. Sarà talmente bravo che Osservatore Jim in suo onore canterà l’ode come on baby light my fire che sarà fraintesa dalle due razze aliene al punto da degenerare in un conflitto / talent show chiamato X-Factor. Chissà cosa ne penserebbe Peter David…

  7. Eccellente l’idea delle origini, ma poi? Saranno eroi o nazi travestiti? In un caso l’idea eccellente viene sprecata, nell’altro sarebbe un già visto dei Thunderbolts: Sauro, ti hanno fregato l’idea!
    Meglio limitare il tutto a una mini immaginaria. E lascia perdere Bruce Timm, pretendi Howard Chaykin!

  8. Innanzitutto Sauro, sono un tuo fan e aspetto sempre di leggere un tuo articolo.
    Secondo, credo che l’immagine immacolata della tipica famiglia americana, non possa essere violata da un’origine così violenta.
    Insomma, nel 2017 la figura del nazi è ancora idealizzata come quella di una bestia sagnuinaria (mentre i sovietici sono ancora immaginati come l’esercito che si muove con i treni a carbone), figuriamoci se accetterebbero mai una cosa del genere

  9. E piuttosto che “il Coso”, che sembra si stia parlando del membro maschile, preferirei lo si chiamasse come “Esso” oppure “Qualcosa”

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