IL MISTERO DEGLI SCOMPARSI IN MARE

IL MISTERO DEGLI SCOMPARSI IN MARE

Di uomini e donne scomparsi in mare senza lasciare alcuna traccia non sono piene solo le antiche leggende. Non sono solo storie di navi fantasma ritrovate intatte senza una persona a bordo. Sono fatti che avvengono anche ai nostri giorni.

I dispersi di oggi sono in maggioranza uomini, la loro età media è di 41 anni. Sulle navi da diporto la scomparsa avviene più frequentemente l’ultimo giorno di crociera. Queste vicende sono drammatiche anche perché le famiglie vivono in una situazione di attesa e di sospensione, dato che non sanno esattamente cosa sia successo ai loro cari.

Lo schema 1995-2017, dal sito che monitora le scomparse: Cruise Junkie dot Com

Numero degli scomparsi negli ultimi 10 anni (2006 – 2015) = 214 (media = 21.4 per anno)
Numero degli scomparsi negli ultimi 5 anni (2011 – 2015) = 116 (media = 23 per anno)
Nave con cinque scomparsi fuori  bordo: Grand Princess
Navi con quattro scomparsi fuori bordo: CCL Conquest, Destiny, Spirit; Celebrity Constellation
Navi con tre persone scomparse fuori bordo: CCL Elation, Fantasy Imagination, Inspiration, Sensation; RCI Brilliance, Oasis, Serenade, Sovereign; Costa Classica; Queen Mary 2; Rotterdam (P&O Ferries); Princess Coral, Sapphire; HAL Statendam, Veendam; NCL Star.

In Italia è possibile far dichiarare la morte presunta di una persona solo dieci anni dopo la scomparsa. Se la persona è scomparsa in seguito a infortunio è possibile farlo dopo due anni dall’infortunio che ne ha provocato la sparizione.

Ragazzo in crociera che, scavalcato il parapetto, tenta di passare da una cabina all’altra

Alcune volte la scomparsa è dovuta a un comportamento imprudente del passeggero o del membro dell’equipaggio. Le bravate come quella dell’immagine possono finire male. Esistono degli spericolati che tentano di passare da una cabina all’altra dall’esterno della nave. I parapetti delle navi sono molto alti, ma si possono scavalcare.

13 novembre 2017, causa della scomparsa di un passeggero: litigio o rissa fra passeggeri

Silja Serenade

Intorno alle 2 di notte un passeggero della nave Slja Serenade è andato fuori bordo nel mar Baltico settentrionale. Aveva litigato con alcuni passeggeri. Il centro di soccorso della Guardia costiera di Turku, in Finlandia, aveva ricevuto una richiesta d’aiuto dalla nave: riferiva che una persona era caduta fuori bordo. Altre tre navi passeggeri hanno partecipato alle ricerche insieme a un elicottero della marina svedese e alcune motovedette. Alle 5,45 le ricerche sono state abbandonate. L’uomo era caduto dal dodicesimo ponte per circa 30 metri. La temperatura dell’acqua era di 10 gradi. Il passeggero scomparso aveva appena lasciato una discoteca della nave.

9 novembre 2017, causa della scomparsa di un macchinista: sconosciuta

Symron Santana Almeida, membro dell’equipaggio della Carnival Inspiration davanti alla nave su cui prestava servizio

Symron Santana Almeida era un indiano di 33 anni che prestava servizio nella sala macchine della nave da crociera Carnival Inspiration. È scomparso mentre la nave era in navigazione dal Messico a Los Angeles. La compagnia Carnival Cruise Lines ha avuto più scomparsi a bordo negli ultimi 10 anni di tutte le altre compagnie. La vita a bordo per i membri dell’equipaggio può essere particolarmente dura e spiacevole. Soprattutto per i giovani non abituati ai turni di lavoro molto pesanti, al calore delle cabine e della sala macchine e agli ambienti ristretti e bui. Tutti gli alloggi dell’equipaggio si trovano sotto la linea di galleggiamento. Le navi da crociera sfruttano al massimo gli spazi per risparmiare denaro. Si segnalano diversi casi di suicidio, soprattutto fra i marinai più giovani oggetto di bullismo. Le associazioni che monitorano il problema si sono rivolte agli psichiatri per capire cosa si potrebbe fare, i quali hanno suggerito di affiancare a ogni giovane fresco di imbarco un veterano. Dovrebbe svolgere un ruolo paterno. Per adesso però questi suggerimenti non hanno prodotto alcuna soluzione concreta

9 agosto 2017, la Sea Princess e i pirati somali

Pirati somali

Ancora oggi i pirati attaccano le navi per impadronirsi del carico o estorcere un riscatto. Avviene al largo delle coste dell’Indonesia e nel golfo di Guinea nell’Africa occidentale. Anche le coste della Somalia sono interessate dal fenomeno. Spesso le navi si fanno accompagnare da scorte armate. I fucilieri italiani Massimiliano Latorre e Salvatore Girone  svolgevano questo compito quando furono arrestati dalla polizia indiana con l’accusa di aver colpito dei marinai indiani.

La Sea Princess e i pirati somali

I passeggeri della Sea Princess, una nave da crociera di lusso, erano in navigazione intorno al mondo. Di colpo hanno ricevuto l’ordine da parte del comandante di spegnere tutte le luci e di tirare le tende per il concreto pericolo di essere attaccati dai pirati somali.
Stavano per attraversare l’Oceano Indiano, il Golfo di Aden e il canale di Suez. I pirati hanno causato parecchie morti durante le loro scorrerie. Alcuni marinai catturati sono scomparsi.

 

30 giugno 2017, causa del tuffo in mare: probabile uso di droghe

Palma di Maiorca, è stato segnalato un uomo nudo in mare. Era caduto dalla Perla Aida

Alle 6.30 del 30 giugno 2017 è stato segnalato un uomo nudo in mare. Era un passeggero ventiquattrenne  che viaggiava con la nonna sulla nave da crociera Perla Aida. È stato recuperato dal rimorchiatore che doveva guidare la Perla Aida nel porto di Palma di Maiorca e subito ricoverato in ospedale. Secondo alcuni testimoni sembrava sotto effetto di droghe.
Sicuramente l’abuso di droghe o di alcolici è la causa di alcune scomparse. Induce le vittime a fidarsi di estranei o di compagnie poco raccomandabili. Oggi le navi sono dotate di telecamere e ogni passeggero ha un badge che deve mostrare quando lascia la nave e quando risale. È molto più facile per il servizio di sicurezza rendersi conto se manca qualcuno all’appello. Però le porte delle cabine non sono dotate di spioncini. Quando l’attenzione si allenta si può far entrare qualche malintenzionato.

18 giugno 2017, causa della scomparsa: sospetto omicidio volontario


Simone Scheuer Souza

 

Simone Scheuer Souza era una ragazza brasiliana di 35 anni scomparsa dalla nave da crociera Msc Musica.

MSC Musica a Venezia

La Msc Musica aveva attraccato a Venezia, ma Simone non era scesa dalla nave e nessuno l’aveva vista. A bordo svolgeva il compito di cameriera addetta alle pulizie. Una sua amica si era resa conto della scomparsa perché Serena non aveva preso servizio alle tre del mattino quando iniziava il suo turno. La procura di Brindisi ha aperto un’inchiesta per reato di omicidio volontario contro ignoti. L’equipaggio ha manifestato preoccupazione perché le ricerche sono iniziate probabilmente con grave ritardo rispetto all’effettiva scomparsa. È stato recuperato un corpo di donna in mare al largo di Lignano Sabbiadoro. L’esame del Dna avrebbe provato che si trattava della sfortunata ragazza brasiliana.

Bandiera panamense

La Msc batte bandiera panamense. Quasi tutte le navi battono bandiere di comodo che non corrispondono alla nazionalità dei proprietari o ai porti da cui provengono. Addirittura alcune navi battono bandiera boliviana quando la Bolivia non ha neanche uno sbocco al mare. Quando sono in acque internazionali sono sotto la giurisdizione del paese di cui battono bandiera. Il maggior numero di incidenti si verifica sulle navi che battono bandiere di comodo perché questi paesi hanno una legislazione meno rigorosa sulla prevenzione degli incidenti.

20 febbraio 2017, causa della scomparsa di una passeggera: sospetto omicidio

Msc Musica a Genova

Sempre dalla Msc Musica è scomparsa una passeggera di origini cinesi, Li Yinglei, residente a Dublino. L’ultima volta era stata vista da un venditore di souvenir di Genova. La nave ne aveva registrato il ritorno a bordo il 10 febbraio alle ore 13.15. La signora viaggiava con il marito, un tecnico informatico, e i due figli. L’uomo si era allontanato dalla nave insieme ai figli senza denunciare la scomparsa della moglie, è stato arrestato a Ciampino mentre attendeva di imbarcarsi su un aereo per l’Irlanda.

Le scomparse da grandi navi da crociera sono quelle che colpiscono di più l’opinione pubblica. Vengono riportate dai giornali e restano alla ribalta per giorni. Questo perché il grande pubblico conosce le navi da crociera e si fa fatica collegare una situazione di divertimento con avvenimenti angosciosi.

Scomparsa in mare di marittimi che lavorano su navi mercantili o navi passeggeri

Difficilmente entriamo in contatto con le navi mercantili. Spesso non le vediamo neanche più nei porti in quanto gli scali merci sono isolati. Nel mondo muoiono circa duemila marinai ogni anno in incidenti sul lavoro in mare. Di alcuni non si ritrova il corpo, così risultano dispersi. Il maggior numero di incidenti sul lavoro nel mondo avvengono sulle imbarcazioni di pesca d’altura. Al secondo posto ci sono le navi mercantili e passeggeri. Fra le cause la prima è l’affondamento, la seconda l’incendio e l’incagliamento con conseguente naufragio, la terza l’avaria ai motori e l’ultima la collisione. il maggior numero di marinai periti sono asiatici.

Nazionalità dei marinai periti in incidenti sul lavoro

3 dicembre 2017, tredici morti: scontro fra un peschereccio e una petroliera

13 morti, due dispersi in Sud Corea a causa dell’investimento di in peschereccio da parte di una petroliera

L’incidente è successo il 3 dicembre 2017 al largo della città portuale di Incheon in Sud Corea. Tredici persone dell’equipaggio sono morte e due sono disperse, di cui una è il comandante del peschereccio. Una nave da rifornimento ha colpito un peschereccio che si è capovolto. Sul peschereccio c’erano 22 persone. La nave da rifornimento non ha riportato danni. Negli ultimi anni la Corea del Sud ha visto aumentare considerevolmente la sua quota di incidenti significativi in mare.

15 novembre 2017, causa della scomparsa dell’equipaggio: incidente

Il sottomarino argentino scomparso in mare con 44 uomini di equipaggio a bordo

Il 15 novembre il sommergibile Ara San Juan è scomparso dopo una richiesta di soccorso. Il governo argentino ha ammesso che non ci sono più speranze di ritrovare in vita i 44 membri dell’equipaggio. Il comandante aveva segnalato l’ingresso di acqua e un principio d’incendio. Dopo tre ore le agenzie internazionali hanno rilevato un rumore simile a una esplosione. Il sommergibile scomparso nell’Oceano Atlantico del Sud era di fabbricazione tedesca. Le ricerche dei corpi sono state abbandonate a causa delle proibitive condizione del mare.

16 aprile 2014, il disastro del Sewol Ferry

2014, affondamento del traghetto Sewol, Corea del Sud

304 tra passeggeri e membri dell’equipaggio morirono nel disastro del Sewol successo nella Corea del Sud. Il traghetto trasportava 476 persone, la maggior parte erano studenti delle medie superiori in gita scolastica. Le cause dell’affondamento del traghetto sono state parecchie, come ha stabilito l’inchiesta. Il Sewol era una nave di 18 anni in rovina. Era stata poi riparata e usata fino al 2012 per il trasporto merci da una compagnia giapponese. Quindi fu acquistata da un armatore sud coreano che con mezzi illeciti la trasformò in un traghetto per persone e merci. Quel fatale giorno era caricata tre volte di più di quello che poteva portare. La zavorra  non era sufficiente perché una parte era stata scaricata per far posto al carico. A causa di una manovra improvvisa il carico si mosse sbilanciando la nave che affondò.

I giornali che riportavano la notizia attribuirono l’incidente ai pochi mezzi impiegati per garantire la sicurezza. Attualmente è in atto una lotta all’ultimo prezzo per tagliare il costo del trasporto delle merci e degli uomini. Gli incidenti in mare sarebbero anche il frutto di questi tagli.

13 gennaio 2012, l’incidente della Costa Concordia causato da un urto contro il fondale

La Costa Concordia coricata sul fianco

Il 13 gennaio 2012 la nave da crociera Costa Concordia del gruppo Carnival Corporation & plc. urtò uno scoglio in prossimità dell’isola del Giglio. Riportò uno squarcio lungo 70 metri sul fianco sinistro. La nave si coricò sul fianco affondando parzialmente. Aveva a bordo 3216 passeggeri e 1013 membri dell’equipaggio. A seguito dell’incidente e a causa del cattivo coordinamento della gestione del naufragio da parte del comandante e di alcuni ufficiali morirono 32 persone. Trenta corpi furono recuperati nell’imminenza del naufragio, mentre gli ultimi due furono rintracciati con l’analisi del Dna quando si procedette a smantellare la nave. I Lloyd’s di Londra hanno insignito l’equipaggio della nave Costa Concordia del titolo di Seafarers of the Year (Marittimi dell’anno) riconoscendo il loro comportamento esemplare durante il naufragio, che ha permesso di salvare la maggior parte dei passeggeri della nave. Il comandante Francesco Schettino è stato condannato a 16 anni di reclusione (dieci per omicidio plurimo colposo e lesioni colpose, cinque per naufragio colposo e uno per abbandono della nave).

Scomparsa in mare dei migranti in viaggio dall’Africa alle coste dell’Italia

Migranti in mare durante le operazioni di salvataggio

Negli ultimi quindici anni sono morti nel Mar Mediterraneo oltre 30 mila migranti. Il 2016 è stato l’anno peggiore con quasi i 5000 scomparsi in mare.

Migranti sbarcati in italia dal 1997 al 2014

Il numero dei migranti giunti in italia nel 2016 è di 181.436. Alcune procure ordinano il recupero dei corpi per tentare una possibile identificazione, altre no. I numeri sono in aumento, ma rimangono esigui in confronto ai grandi flussi migratori che stanno avvenendo nel mondo.

Effetti personali dei migranti morti in mare

Il 60% dei migranti morti resta senza nome. Esiste un progetto per tentare l’identificazione dei morti catalogando ogni oggetto e conservando la loro descrizione. Questo può essere utile ai parenti per riuscire a sapere che cosa è successo ai loro cari. I parenti possono avere bisogno di una dichiarazione di morte per riuscire a ricongiungersi con i parenti in Europa o per reclamare una eredità.

8 ottobre 2017, scontro nave tunisina e barcone di migranti con otto morti

Barcone di migranti investito da nave tunisina

Nella notte fra l’otto e il nove ottobre 2017 al largo delle coste maltesi una nave tunisina si è scontrata contro un barcone di migranti. Otto sono morti, altri sono dispersi in mare.

3 ottobre 2013, tragedia di Lampedusa a causa di un incendio

Tragedia di Lampedusa

Il 3 ottobre 2013 un peschereccio libico era carico di migranti di origine africana provenienti dall’Eritrea. Vicino all’isola di Lampedusa il peschereccio prese fuoco perché l’assistente del capitano gettò una torcia accesa in mezzo alla gente dove c’era una pozza di gasolio. L’imbarcazione girò tre volte su se stessa e colò a picco.

Le bare dei 366 naufraghi colati a picco dopo l’incendio nei pressi di Lampedusa

Il naufragio ha provocato 368 morti accertati e 20 dispersi presunti. I superstiti salvati sono stati 155 di cui 41 minori, solo uno dei quali accompagnato dalla famiglia. 

 

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