IL COMICOSEXY DI CICERO IN 9 SEQUENZE

IL COMICOSEXY DI CICERO IN 9 SEQUENZE

Nando (Fernando) Cicero, nato nel 1931 ad Asmara, in Eritrea (all’epoca colonia italiana), e morto nel 1995 a Roma, è stato da alcuni definito il Fellini della commedia scollacciata. In effetti è il regista che più d’ogni altro ha cercato di dare un taglio surreale, visionario e grottesco ai suoi film comico-sexy. Dopo aver iniziato come attore ed essere stato l’aiuto di Luchino Visconti e Francesco Rosi, è passato dietro la macchina da presa nel 1965 dirigendo il film Lo scippo. Dopo alcuni western s’è indirizzato verso il cinema comico-brillante dirigendo due film con la coppia Franchi e Ingrassia. Proprio Franco Franchi espresse un giudizio su Nando Cicero: “Uno dell’Asmara, bravo. Poi ha cominciato a fare ‘sti filmetti tipo L’insegnante ecc., e si è buttato via. Però non era male, era molto attento, aveva ritmo e gusto” (dichiarazione contenuta nel libro di G. Fofi e F. Faldini “L’avventurosa storia del cinema italiano”).

Nando Cicero (1931-1995)


Ma chi t’ha dato la patente?
(1970)
Il primo film di Nando Cicero con i due comici siciliani vede Franchi e Ingrassia, titolari di un’autoscuola, alle prese con i più disparati clienti. Uno di questi è interpretato dal caratterista Alfonso Tomas (vero nome Alfonso Mostacci), protagonista insieme a Franco Franchi dell’ultima, strepitosa scena del film. Lo stesso Tomas la raccontò così: “Quella scena finale a bordo dell’automobile “Autoscuola Trinacria” ove impersonavo l’esaminando nevrotico pieno di tic al fianco di Franco Franchi, fu fatta a “soggetto”, cioè improvvisando tutto sul set con Franchi, e c’era Cicero, il regista, che rideva come un matto” (dall’intervista di Matteo Norcini e Stefano Ippoliti pubblicata su “Cine 70 e dintorni”, anno IV n. 6).

Ultimo tango a Zagarol (1973)
Rilettura fino a un certo punto comica di un famoso film erotico (o presunto tale) di Bernardo Bertolucci, Ultimo tango a Parigi. Franco Franchi, nel ruolo del protagonista, rivaleggia con Marlon Brando, Martine Beswick è la sconosciuta di cui s’invaghisce, Gina Rovere la moglie, mentre Franca Valeri tratteggia una regista televisiva.

Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella (1973)
Il regista nel 1973 si avvicina per la prima volta alla commedia sexy con Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella. Anche se non vanno dimenticate in questo senso un paio di scene dei film con Franchi e Ingrassia che anticipano la svolta scollacciata di Cicero. In Ma chi t’ha dato la patente? vediamo Franco Franchi osservare con ardore attraverso lo specchietto retrovisore una donna che si spoglia, mentre in Armiamoci e partite un colonnello inglese spia per pochi istanti dal buco della serratura Martine Brochard che fa altrettanto. Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella è la storia di un uomo, Michele (Carlo Giuffré), che truffa le donne conosciute tramite inserzioni sui giornali, ma che un giorno ne incontra una (Marisa Mell) di cui si innamora. Scritto dal regista insieme ad Alessandro Continenza e Gian Carlo Fusco, è girato con uno stile inconfondibile, molto fantasioso, e riserva una sorpresa finale davvero imprevedibile.

L’insegnante (1975)
Come tutti i film di Cicero è molto più farsesco, surreale e triviale (aggettivo da non considerarsi in senso negativo) che scollacciato, ma anche molto curato sotto il profilo dell’immagine. Edwige Fenech non si vede granché nuda, in compenso Alvaro Vitali viene utilizzato per la prima volta in un ruolo che anticipa il futuro Pierino. Francesco, figlio dell’onorevole Mottola, ha dei problemi a scuola, così la madre, preoccupata, decide di assumere una giovane insegnante, Giovanna, che gli dia delle lezioni private. Giovanna prima crede di aver a che fare con un omosessuale, poi invece deve respingere la sua corte serrata. Alla fine, però, cede e scopre che il giovane è davvero innamorato di lei. L’insegnante si rifà in maniera abbastanza evidente al film di Salvatore Samperi Malizia, del 1973, tanto che con il grande successo interpretato da Laura Antonelli condivide uno degli attori, Stefano Amato. Va detto che in quel periodo Martino era il compagno della Fenech, dettaglio rosa forse risaputo ma da non sottovalutare. Non c’è nulla di strano dunque nel fatto che privilegiasse Edwige rispetto ad altre attrici, ma sarebbe un errore pensare che la Fenech abbia fatto carriera grazie all’appoggio del produttore.

Il gatto mammone (1975)
Un’ottima commedia sexy, abbastanza sui generis e d’ambientazione siciliana è Il gatto mammone, con cui Cicero sfiora il capolavoro. Il proprietario di un pastificio (Lando Buzzanca) è ossessionato dall’idea di avere un figlio. Convinto che la moglie (Rossana Podestà) sia sterile, d’accordo con lei decide di procreare insieme a un’altra donna. La scelta cade su una bella ragazza veneta (Gloria Guida), ma anche con lei l’uomo non riesce nel suo intento. Scopre infine che è lui a essere sterile. Così sarà la moglie a «sacrificarsi», giacendo con un altro uomo. La sceneggiatura di Sandro Continenza e Raimondo Vianello viene valorizzata dalla regia di Nando e dall’interpretazione del bravissimo Buzzanca. Notevoli anche i caratteri di contorno. L’astro nascente Gloria Guida regala un’indimenticabile doccia vista attraverso il buco della serratura e accompagnata dalla musica di Carlo Rustichelli.

La dottoressa del distretto militare (1976)
Dopo l’insegnante, la poliziotta e la liceale, nel 1976 Luciano Martino propone una nuova figura della commedia sexy, quella della dottoressa, e lo fa ricostituendo il fortunato tandem Nando Cicero-Edwige Fenech (oltre alla ditta di sceneggiatori Francesco Milizia e Marino Onorati). Il film è La dottoressa del distretto militare. Il dottor Frustalupi, medico civile del distretto militare comandato dal colonnello Farina, è convinto che tutte le reclute si inventino le malattie per evitare il servizio militare. Avendo sbagliato una diagnosi, viene aggredito da una recluta e si fa sostituire da una collaboratrice della sua clinica privata, la dottoressa Dogliozzi. La giovane donna se la deve vedere con le malattie simulate dalle varie reclute, tra cui Gianni Montano, che arriva persino a farle credere d’essere un ragazzo padre, ma solo perché vuole attirare la sua attenzione. Cicero dimostra di avere uno stile inimitabile anche quando spinge a fondo il pedale della trivialità. Così ecco pisciate in faccia, un uovo aspirato col sedere, clisteri di camomilla, urina scambiata per tè, bambini che fanno la cacca e i piedi con cinque centimetri di sporco di Alvaro Vitali. Ma anche geniali invenzioni oniriche che comprendono una delle immagini più belle dell’intera commedia sexy, quella di Vitali che inforca un paio di occhiali dotati di tergicristallo per via dell’appannamento che provoca la vista della Fenech nuda. Siamo più dalle parti del surreal-pecoreccio che dello scollacciato, tuttavia Cicero gira come al solito benissimo e il film ha un fascino per nulla banale, anche grazie alla presenza di tanti volti caratteristici del genere: Mario Carotenuto, Carlo Delle Piane, Nino Terzo, Dante Cleri (che, nei panni di un anziano paziente della clinica privata di Frustalupi, dà vita a una delle scene più divertenti), Renzo Ozzano, Jimmy il Fenomeno che fa la suora e un incontenibile Gianfranco D’Angelo.

L’assistente sociale tutto pepe (1981)
Nadia Cassini è un’assistente sociale al quale viene affidato il compito di sistemare le cose in una borgata romana. Ci riesce e trova anche l’amore. L’attrice italo-americana è qui al massimo della forma, e il film è infatti uno dei migliori che ha interpretato. Il resto del cast comprende Renzo Montagnani, Yorgo Voyagis, Irene Papas e ottimi caratteristi come Fiorenzo Fiorentini, Nino Terzo e Gigi Ballista.

W la foca (1982)
Protagonista è una giovane infermiera veneta, Lory Del Santo, che viene assunta in una famiglia composta da personaggi uno più fuori di testa dell’altro. Come sempre Cicero cerca di dare un taglio particolare, surreale e onirico, riuscendoci solo in parte. Anche perché il cast, a partire proprio dalla Del Santo, non sempre funziona a dovere. Il titolo naturalmente ha la sua ragion d’essere soprattutto in quanto doppio senso, ma è comunque giustificato dalla presenza di una vera foca, portata al guinzaglio dalla Del Santo. Altre belle donne del film sono Dagmar Lassander, Michela Miti e in un piccolo ruolo la giovane Moana Pozzi. Il nonno assatanato è interpretato da Riccardo Billi.

Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento (1983)
Assoluto mattatore in questo caso è Alvaro Vitali, che interpreta un calciatore brasiliano ingaggiato nel nostro campionato, con una fidanzata provocante interpretata da Carmen Russo, e il suo sosia Alvaro, un giovane idraulico, che lo sostituisce. Il comico romano è attorniato da un cast di lusso: Mario Carotenuto, Tiberio Murgia, Franca Valeri, Enzo Andronico, Alfonso Tomas e ancora Moana Pozzi. Sul film ecco una testimonianza di Carmen Russo (tratta dal libro di Marcello Garofalo “La commedia erotica italiana”, edito da Gremese): “Era carino anche Nando Cicero con cui girai Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento, un filmetto così così, un po’ scemotto, ma con il bravo Alvaro Vitali, anche lui un ex felliniano”.

Filmografia completa di Nando Cicero

Lo scippo (1966)
Il tempo degli avvoltoi (1967)
Professionisti per un massacro (1967)
Due volte Giuda (1969)
Ma chi t’ha dato la patente? (1970)
Armiamoci e partite! (1971)
Ku-Fu? Dalla Sicilia con furore (1973)
Ultimo tango a Zagarol (1973)
Bella, ricca, lieve difetto fisico, cerca anima gemella (1973)
L’insegnante (1975)
Il gatto mammone (1975)
La dottoressa del distretto militare (1976)
La soldatessa alla visita militare (1977)
La soldatessa alle grandi manovre (1978)
La liceale, il diavolo e l’acquasanta (1979)
L’assistente sociale tutto pepe (1981)
W la foca (1982)
Paulo Roberto Cotechiño centravanti di sfondamento (1983)

 

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