Il BIDET NATO E ABOLITO IN FRANCIA

Il BIDET NATO E ABOLITO IN FRANCIA

Mettetevi nei panni di un francese che ha appena comprato casa. È un bell’appartamento luminoso al terzo piano con vista sul parco. La camera matrimoniale è spaziosa, quella del figlio in arrivo pure, la cucina è come Dio comanda, il bagno è bello grande e non gli manca proprio nulla: la vasca idromassaggi, il lavabo, il water, il… che cavolo ci fa quel coso nel mio bagno?
Quel coso sarebbe il bidet. Il francese inorridisce, diventa paonazzo.

Torniamo indietro nel tempo, un po’ di storia ci aiuterà a vederci più chiaro e a capire questa strana reazione del nostro cugino d’oltre Alpi.

La “chaise de propreté” (sedia di pulizia) di Mme Pompadour

Breve storia del bidet

Il bidet, la parola designava un cavallino, nasce in Francia intorno al 1710. Wikipedia ci informa che se ne parla in Relevé des dépenses de Mme de Pompadour del 1751. Inizialmente confinato nelle camere e diventato le confident des dames (il confidente delle signore), con i progressi dell’idraulica questo strumento, allora spostabile, conquista a poco a poco la stanza da bagno di fianco al vaso da notte.

Con il passare degli anni, in Francia il suo uso subisce dei cambiamenti. Si comincia a vedere nel bidet non solo lo strumento per l’igiene intima, ma anche il mezzo per un lavaggio supplementare di altre parti del corpo, i piedi soprattutto.

La Toilette intime ou la Rose effeuillée di Louis Léopold Boilly

La Toilette intime ou la Rose effeuillée di Louis Léopold Boilly

Un argomento imbarazzante

L’argomento lascia spazio alla fantasia, al pregiudizio e all’imbarazzo. Cito da un articolo del quotidiano parigino Libération: “Jean-Pierre Goubert spiega che il nome stesso di bidet è impudico poiché evoca un cavallino e quindi l’atto del montare. In tal modo, sottolinea l’autore, pesa sull’immagine del bidet un’eredità di vergogna e di obbrobrio. D’altra parte, i medici francesi del Settecento l’hanno volontariamente omesso nei loro trattati d’igiene mentre è proprio da quel secolo, secolo libertino se mai ce n’è stato uno, che l’uso si diffonde nell’aristocrazia. Lo storico Georges Vigarello vede in esso incontestabilmente la prova di un progresso dell’igiene. Ma è durante l’Ottocento che il bidet diventerà popolare, soprattutto attraverso le case chiuse. Jean-Pierre Goubert fa notare che fino alla loro chiusura nel 1946, era associato al bordello. Un chevalier du bidet [cavaliere del bidet] altro non era che un magnaccia e, intorno al 1889, si sostiene che questi trova il suo pane in fondo al bidet”.
Era nei bordelli francesi che i soldati americani della Seconda guerra mondiale scorsero per la prima volta questo strano oggetto: per loro era e rimase lo strumento di lavoro delle prostitute. Nasce così il pregiudizio degli americani nei confronti di questo prezioso ausilio dell’igiene intima.

Il bidet oggi

Con il tempo altri usi tendono a farsi strada: il bidet può servire a lavare il proprio cane, da scodella dell’acqua per il migliore amico dell’uomo, da cuccia per il gatto, per mettere a mollo i panni. Ovviamente, c’è sempre qualche originale che ne fa un uso alternativo, per esempio riempiendolo di terra e coltivandoci il basilico o come lettiera per il gatto.
A poco a poco, in Francia si perde di vista la sua funzione principale. Le nuove generazioni, alla domanda “A che cosa serve un bidet?” rispondono esitanti: “A lavarsi i piedi” e aggiungono che è per lo più usato dai vecchi. Il bidet nelle case è ormai un intruso.

A partire dal 1970 il bidet tende a scomparire dal bagno dei francesi. Oggi, il water è stato esiliato, solo soletto, in uno stanzino a parte senza finestra ma dotato di sistema di aspirazione. Quando viene chiesto a un francese perché non si usa il bidet nel suo Paese questi in genere risponde che subito dopo essere andato in bagno i francesi si fanno la doccia. Spesso l’intervistato aggiunge malignamente che noi italiani ci facciamo il bidet per evitare di lavarci. Lo storico Jean-Pierre Goubert afferma che gli italiani e i portoghesi sono “gli addetti del lavaggio a pezzi (le natiche, i piedi) piuttosto che delle grandi pulizie e di una buona doccia”.

Lo smantellamento dei bidet per risparmiare spazio?

Una spiegazione alla tendenza a sopprimere il bidet dai bagni francesi potrebbe essere quella di Villeroy et Boch, società produttrice di articoli sanitari. Cito ancora Libération: “Da Villeroy et Boch, si pensa che la sparizione del bidet sia soprattutto dovuta a un problema di spazio. Il bagno francese misura in media 4 metri quadri, niente di ingombrante. Anche la vasca ha pagato dazio nella corsa al risparmio di spazio. Da mobile principale del bagno un tempo è oggi soppiantata dalla doccia, più contenuta e soprattutto molto più economica”.

Bidet trasformato in fioriera

Bidet trasformato in fioriera

Il bidet può salvare il nostro pianeta?

Torniamo al nostro amico francese che ha appena scoperto un bidet nella sua nuova abitazione. Prende il telefono e compone il numero del costruttore:
– Toglietemi questo orrore dal mio bagno! Subito, altrimenti…
– Mi dispiace: non si può!
– Come sarebbe a dire che non si può?
– Non è possibile togliere il bidet senza rifare il bagno da zero. Le consigliamo di camuffarlo facendolo sembrare qualcos’altro. Non le mancheranno le idee. Ai nostri clienti insoddisfatti di solito consigliamo di trasformarlo in una bella fioriera, oppure in un tavolino dove potrà fare i suoi solitari. Se vuole potrà riempirlo d’acqua e fare galleggiare delle ninfee. Ci può mettere della sabbia, dei sassi, piantarci una lanterna e farlo diventare un bellissimo giardino giapponese. Se vuole altri suggerimenti può visitare il sito di Jacob Delafon o frequentare un forum dedicato. Le sconsiglio comunque di risciacquarci il riso, come fanno in India…”.

 

Ecco un bellissimo sgabello

Un bellissimo sgabello

Ovviamente, il bidet non ha soltanto dei detrattori in Francia.
In un sito a carattere scientifico americano, scientificamerican.com, ci si chiede per esempio se l’uso del bidet, limitando quello della carta igienica, non contribuisca a salvare le foreste e le risorse idriche del nostro pianeta.
Un altro, più prosaicamente, gli fa eco affermando che non solo è molto ecologico ma ci permette pure di risparmiare.

Perché non mettere la birra in fresco?

Perché non metterci la birra in fresco?

 

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