GLI INGIUSTAMENTE DIMENTICATI MICRONAUTI

GLI INGIUSTAMENTE DIMENTICATI MICRONAUTI

La serie dei giocattoli dei Micronauti (The Micronauts) nella versione a fumetti della Marvel degli anni ottanta rappresentava, per le piccole dimensioni dei personaggi, il contrario dei giganteschi Transformer (pubblicati dalla stessa casa editrice e in origine giocattoli come loro), e hanno avuto un destino differente che li ha portati quasi all’oblio: se il regista-produttore Steven Spielberg si è giovato delle idee profuse nei robottoni dal team marveliano guidato da Jim Shooter, i Micronauti rimangono una miniera di idee ancora da sfruttare dallo show business.

In Italia i fumetti dei Micronauti non vennero pubblicati, malgrado furono presentati perfino i fumetti del giocattolo di Rom, eppure i disegni vagamente “mangosi” ed espressivi di Michael Golden rappresentarono una rottura con i comic book precedenti ed ebbero un enorme impatto, oltre che su Art Adams, su Todd McFarlane e gli altri aspiranti disegnatori dell’epoca che in seguito daranno vita all’Image Comics. Oltre ai Micronauti, anche Golden, uno dei grandi disegnatori dell’era di Shooter, meriterebbe di essere riscoperto.

Una copertina di Michael Golden

I Micronauti sono giocattoli prodotti negli anni settanta e ottanta dall’azienda americana Mego Corporation, già produttrice, nei settanta, dei giocattoli del personaggio Action Jackson e, dopo di lui, le action figure dei supereroi Dc e Marvel. Oltre vari personaggi tratti da film e telefilm.

In realtà i personaggi di fantascienza dei Micronauti sono basati sui giocattoli Microman della casa produttrice giapponese Takara. A loro volta i Microman si ispirano ai personaggi dei G.I. Joe dalla statunitense Hasbro, ma riprodotti dai giapponesi come cyborg con il corpo in plastica trasparente. Hanno inoltre mezzi di trasporto, astronavi e cittadelle spaziali.

Le action figure “magnetiche” della Mego sono invece ispirate nel design (se non nelle dimensioni) ai robottoni nipponici del periodo, infatti i modelli derivano dal giocattolo di Jeeg realizzato in collaborazione con Go Nagai e la Takara. Come Jeeg, braccia, gambe e testa si staccano e si collegano tramite apposite calamite. La testa è l’unica parte che distingue i personaggi, oltre al colore del corpo.

In Italia i personaggi di maggiore successo dei Micronauti erano Baron Karza (con il volto che ricorda il grande Mazinga e Darth Vader) e Force Commander, i primi a essere arrivati. Ricordo le pubblicità all’interno del settimanale Topolino della seconda metà degli anni settanta, in cui si vedevano i due accompagnati dalle rispettive cavalcature: Andromeda, il cavallo nero per il nero Baron Karza e Oberon, il cavallo bianco per il bianco Force Commander. Mentre in tv andavano in onda gli spot.

Personaggi americani e italiani dei Micronauti

A distribuirli in Italia è stata la casa produttrice Gig (quella dei Playmobil), che si è messa d’accordo con la casa madre per produrre nuovi ed esclusivi personaggi come il rosso King Atlas e il verde Green Baron: stesso corpo dei due che li avevano preceduti, ma differente testa (che però tra di loro è uguale). Con le rispettive cavalcature: Lantaurion per il rosso e Pegasus per il verde. Però, a differenza delle cavalcature di Karza e Commander, hanno teste aliene con due grandi occhi neri.

Dopo viene ideato sempre dagli italiani l’imperatore dei Micronauti: Emperor, con la sua cavalcatura Megas. L’imperatore è nero, ma ha il busto dorato e i pugni fosforescenti, ed è dotato di un maggior numero di accessori. Oltre ai consueti “missili perforanti” ha un mantello nero e una spada dorata. Anche Megas ha il busto, la criniera, la coda e gli zoccoli dorati (mentre Oberon è tutto bianco e Andromeda ha criniera, coda e zoccoli grigi).

Tutti questi personaggi dispongono di due razzi a trivella (che equivalgono ai “missili perforanti” di Jeeg), possono sparare un missile dal ventre e lanciare i loro pugni con un meccanismo a molla. Le cavalcature possono sganciare la testa per permettere l’inserimento del busto del personaggio umanoide, in modo da formare un centauro. Anche le gambe del cavallo si possono staccare e sostituire con ruote simili alle bighe. Questi “cavalli” hanno, inoltre, due lanciamissili che si possono collocare, sempre magneticamente, sui fianchi. I missili dei personaggi e le cavalcature possono essere di plastica e a punta o semisferici e di gomma.

L’ultimo personaggio italiano è il principe Red Falcon, il quale si differenzia come aspetto e colore dagli altri e può assumere diverse forme combinandosi con gli accessori di un volatile robot (una specie di grosso falco meccanico) di cui può indossare le ali. Anche lui ha una spada.

Le action figure magnetiche fanno parte della seconda serie dei Micronauti, quella prodotta in America nel 1977. La prima, del 1976, ha solo action figure non magnetiche con personaggi umani/cyborg: Time Traveler, Galactic Warrior, Space Glider, Acroyear; più i veicoli e le basi spaziali. Karza e Commander con i loro cavalli arrivano quindi l’anno dopo. Tra i non magnetici segnalo Pharoid e Acroyear II, che vedremo anche nella versione a fumetti.

Nel 1978 escono solo personaggi non magnetici come Galactic Defender, Nemesis e Phobos. Oltre a veicoli e basi, tra cui la Mega City. Lo stesso l’anno successivo con Repto, Antron, Membros, Kronos, Lobros. Per i veicoli escono Hornetroid, Star Defender, Terraphant, Ampzilla, Sharkos.
Nel 1980 arrivano solo gli esclusivi personaggi magnetici della Gig: Emperor e Megas, King Atlas e Lantaurion, Green Baron e Pegasus, Red Falcon.

Il primo numero del comic book dei Micronauti uscito nel 1979, con la copertina di Dave Cockrum: il disegnatore che aveva rilanciato gli X-Men

La Marvel realizza la serie di fumetti sui Micronauti dal 1979 al 1986, il periodo della direzione di Jim Shooter (durante il quale uscirono anche i fumetti dei Transformer, Rom e di G.I Joe), con la maggior parte delle storie scritte da Bill Mantlo e i disegni dell’innovativo Michael Golden. Proprio sui Micronauti questo artista si fece notare ispirando i futuri autori dell’Image come Todd McFarlane.


La prima serie inizia nel gennaio del 1979 e dura fino all’agosto 1984, per 59 numeri e due Annual: nel dicembre 1979 e ottobre 1980; questi ultimi con storie scritte sempre da Bill Mantlo e disegni di Steve Ditko (l’autore dell’Uomo Ragno, dopo lo scarso successo delle sue serie successive, si accontentava di disegnare quello che gli poteva passare il comunque disponibile Shooter).

Steve Ditko, creatore dell’Uomo Ragno insieme a Stan Lee, ha realizzato gli Annual (numeri speciali con più pagine) dei Micronauti

Tra gli altri disegnatori che hanno contribuito alle serie troviamo: Howard Chaykin, Rich Buckler, Pat Broderick, Val Mayerik, Keith Giffen, Greg LaRocque, Gil Kane, Luke McDonnell e Mike Vosburg.

Copertina di Gil Kane

Nel gennaio 1984 ci fu anche lo speciale con gli X-Men: 4 numeri scritti da Bill Mantlo e Chris Claremont, con i disegni di Butch Guice.



La seconda serie dei Micronauti targati Marvel, con il sottotitolo: “The New Voyages”, viene pubblicata da ottobre 1984 fino al maggio 1986, scritta dal dimenticato Peter B. Gillis e disegnata da Kelley Jones.

Terminata la licenza per utilizzare i Micronauti, solo alcuni personaggi inventati nella serie a fumetti restano di proprietà della Marvel: Marionette, Arcturus Rann e Bug. I quali compaiono sporadicamente nelle altre serie della stessa casa, per esempio Bug è con Star-Lord nei nuovi Guardiani della Galassia.

Nel giugno 2002 parte una nuova serie della Image Comics, pubblicata fino al settembre del 2003 per 11 numeri, scritta da Scott Wherle e con i disegni di Wolfe Hanson.
Nel marzo del 2004, inizia un’altra serie da parte della Devil’s Due Publishing di solo 3 numeri, scritta da Dan Jolley e disegnata da Pat Broderick.
Attualmente è in corso di pubblicazione la serie della Idw Publishing, partita nell’aprile del 2016 con testi di Cullen Bunn e disegni di David Baldeon.
Quindi, malgrado l’immagine appannata, i Micronauti escono ancora.

I Micronauti sono umanoidi che vivono nel Microverso, un microscopico sistema stellare subatomico. Un universo “dentro” l’universo di noi umani, idea già utilizzata negli anni sessanta nei Fantastici Quattro di Stan Lee e Jack Kirby.


La casa dei Micronauti nel Microverso si chiama Homeworld, è costituita da sfere unite tra loro come un composto molecolare. Lo governa la famiglia reale, nella capitale First Zone.


Nel Microverso ci sono anche altri pianeti: Aegypta, casa del principe Pharoid, leader dei demoni del deserto.
Dal pianeta Kaliklak abitato dagli insettoidi come Bug, il quale si unisce ad Arcturus Rann nella lotta contro Baron Karza.
Spartak, il pianeta roccioso dove vivono gli Acroyears, governati dal principe Acroyear, prima di venire spodestato e imprigionato dal fratello malvagio Shaitan, lacchè di Baron Karza.


Baron Karza, lo scienziato-capo di Homeworld, corrompe i cittadini promettendo la vita eterna. Assume il comando di Homeworld e di gran parte del Microverso dopo aver sterminato i legittimi sovrani. Possiede il segreto della vita eterna tramite i Body Banks, che permettono di tagliare arti e riciclare i corpi per prolungare l’esistenza, ed è a capo degli spietati Dog-Soldiers attraverso i quali impone il proprio potere.


Tra i personaggi principali c’è il Comandante Arcturus Rann, partito per un viaggio esplorativo durato moltissimi anni nel Microverso a bordo dell’astronave Hms Endeavour, in compagnia del secondo pilota, il robot Biotron. Durante il viaggio, il comandante rimane in animazione sospesa per un millennio, ma la sua mente, cosciente e attiva, dirige Biotron.
Al ritorno scopre il tradimento e il colpo di stato del suo vecchio professore all’Accademia delle Scienze, Baron Karza, e inizia la lunga guerra di liberazione dal tiranno.

Alleata e compagna di Rann è la principessa di Homeworld, Mari, unica sopravvissuta insieme al fratello principe Argon dal massacro della famiglia reale. Con il nome di Marionette si unisce a Rann nella lotta.

Argon resta prigioniero di Karza e paga la sua rivolta subendo una trasformazione all’interno del laboratorio genetico di Karza, dove i Body Banks gli fondono il busto con il suo cavallo e diventa, per un po’ di tempo, un centauro.

Altri preziosi alleati di Rann sono Acroyear, il gladiatore alieno, e Bug, l’insettoide abile nel furto: si incontrano nell’Arena della Morte, uno “spettacolo” di gladiatori con cui Karza ama trascorrere il tempo. Infine c’è il robot Microtron al servizio della principessa Mari.

Attraversando lo Spacewall, la barriera di energia che separa il Microverso dal nostro universo, il gruppo rimane intrappolato per qualche tempo nel nostro mondo, rimanendo nella minuscola dimensione di pochi centimetri.

Tornati nel Microverso riprendono lo scontro con Baron Karza, che non li aveva “abbandonati” nemmeno sulla Terra con i suoi emissari. Rann utilizza l’enigma force, un superpotere ottenuto durante gli anni passati in animazione sospesa, che gli consente di fronteggiare le forze ostili di Karza.


L’enigma force è un campo di energia mistica che permea il Microverso, un’energia che agisce tramite i Time Traveler per preservare e proteggere il Microverso stesso. I Time Traveler appaiono come figure eteree pulsanti di luce verde, in grado di viaggiare nel tempo e nello spazio. Sono dotati di grande potenza ma non la usano direttamente, la trasferiscono al corpo ospite e si affidano solo alle sue capacità non intervenendo mai direttamente.

Nel corso delle loro avventure i Micronauti incontrano diversi personaggi Marvel, come i Fantastici Quattro, che avevano raggiunto il Microverso per affrontare il loro vecchio nemico Psycho-Man. Oltre agli X-Men, Man-Thing, Capitan Universo, gli agenti dello Shield, i Vendicatori e il Dottor Strange.

I Micronauti e Man-Thing, uno dei pochissimi personaggi della Marvel di cui la Corno non pubblicò la serie in Italia

Capitan Universo è un supereroe creato da Bill Mantlo e Michael Golden nelle pagine dei Micronauti che in seguito venne fatto proprio dalla Marvel, con una serie disegnata da Steve Ditko

Il Microverso, senza Micronauti, fa la sua comparsa anche nei film della Marvel in “Ant Man” (2015), dove viene chiamato Regno Quantico: Wasp, la moglie di Hank Pym (alias il primo Ant Man), vi rimane intrappolata durante una missione.
Questo è stato possibile a livello legale perché il Microverso era stato inventato da Stan Lee e Jack Kirby per la Marvel prima che vi fossero ambientati i Micronauti.

2 commenti

  1. L’unica storia dei Micronauti che mi risulta essere stata pubblicata da noi è proprio la miniserie X-men/Micronauts, pubblicata in For Fans only 2 della Marvel Italia.
    Un vero peccato che tutto quel ben di dio disegnato da Golden sia inedito.
    https://sites.google.com/site/zioborismarvelitalia/_/rsrc/1347652981883/home/for-fans-only/6748.jpg?height=400&width=267

  2. La mini di quattro con gli X-Men ed i disegni di Jackson ” Butch ” Guice ( irriconoscibile se si considerano i suoi lavori dagli anni novanta in poi ripieni di rielaborazioni fotografiche e citaz di Gene ” the Dean ” Colan ” ) è stata pubblicata da Marvel Italia in un volumetto della serie For Fans Only.
    I Micronauti inventati da Marvel e non soggetti a copyright hanno rifatto capolino nella run di Jeph Loeb e Ian Churchill nella prima serie continuativa di Cable ( da noi come seconda portata del mensile Wolverine ).
    Credo che anche altrove in Europa i soldatini magnetici devono essere un ricordo piacevole : a me pare di vedere tracce dei microcosi anche nel primo Death’s Head della Marvel UK.

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