L’HORROR SOLIDO DI GHOST STORIES

L’HORROR SOLIDO DI GHOST STORIES

Protagonista di Ghost Stories è il professor Phillip Goodman, interpretato dal co-regista e co-sceneggiatore del film Andy Nyman. A causa delle profonde convinzioni religiose paterne che distrussero la sua famiglia, il professore è diventato un uomo piuttosto cinico che si è specializzato nello smascheramento di sensitivi fraudolenti e di tutto ciò che ruota nella sfera del paranormale. Tra l’altro, conduce un programma televisivo in cui svela queste truffe in diretta.

Ghost Stories film 2018 recensione

Quando sbugiarda i ciarlatani, Goodman sembra provare una certa gioia nel dimostrare che il paranormale non esiste.

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Dopo l’ultimo episodio dello show, Goodman riceve un pacco da Charles Cameron. Cameron è l’idolo di Goodman, nonché l’uomo che ha preso a modello. Un investigatore del paranormale degli anni settanta che ha dedicato la vita a smentire i fenomeni soprannaturali.

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Ironia della sorte, Cameron a un certo punto scomparve senza lasciare traccia divenendo a sua volta un mistero. In realtà, dal pacco arrivato si scopre che oggi è un vecchio decrepito che vive in uno squallido campo roulotte.

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L’unica cosa che tiene in vita Cameron è un tarlo. Un chiodo fisso che lo tormenta e gli ha fatto cambiare idea sul paranormale. Ciò è dovuto a tre casi che non è riuscito a spiegare in alcun modo. Perciò, prima di morire, chiede a Goodman d’investigare su questo trio di eventi soprannaturali inspiegabili, per dargli una risposta definitiva.

Vediamo quindi Goodman alla ricerca di una spiegazione nel caso del guardiano notturno di un manicomio abbandonato, in quello di un ragazzo coinvolto in un incidente automobilistico in mezzo al nulla e a quello di un padre che si trova a fare i conti con un poltergeist.

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Tanto tempo fa venivano prodotti film dove i protagonisti evitavano di scendere sempre più in basso nei dolci pendii della banalità. C’erano case di produzione come la Hammer, e soprattutto la Amicus, che diedero vita al sottogenere degli Horror Anthologies. Si tratta di una serie di segmenti narrativi autonomi posti su una trama di fondo più ampia che li lega tra loro.

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Erano film come Trilogia del Terrore, La bottega che vendeva la morte, La casa che grondava sangue, Le cinque chiavi del terrore o Creepshow, per dirne alcuni.
Ecco, Ghost Stories di Andy Nyman e Jeremy Dyson vi si ispira e li omaggia. Pescando a piene mani da Robert Wise a Stephen King. Dai film della Amicus a quelli con Peter Cushing e Vincent Price.

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Ghost Stories fa anche una cosa piuttosto semplice che oggi pare essersi persa per strada: racconta una storia solida con un inizio, una parte centrale e una fine. Nel fare ciò, Nyman e Dyson riescono a trovare il giusto equilibrio tra l’omaggio e la citazione, tra il sottile senso dello humor tipicamente inglese e la paura vera e propria.

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È bello vedere che ci sia ancora qualcuno in grado di capire che una storia di fantasmi, di orrore, di paura, o in qualunque altro modo la si voglia chiamare, per essere efficace non necessita di jumpscare ogni tre per due. Di quelli imbarazzanti, che ti danno appuntamento per telefono tre quarti d’ora prima tanto sono scontati. È bello vedere che ci sia ancora qualcuno in grado di trasmettere angoscia e suspense lavorando su elementi semplici ispirati a grandi classici come Gli invasati o Il giardino delle streghe, anziché le robe di oggi prodotte dalla Blumhouse.

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Certo, quando ciascuno dei tre casi affrontati in Ghost Stories giunge al termine il fatto può essere un po’ deludente. In effetti rimani piuttosto stranito per come terminano. Però ti rendi conto del perché, e soprattutto che questi due, Jeremy Dyson e Andy Nyman, hanno sul serio una visione d’insieme decisamente chiara e solida. In altre parole, sono riusciti a creare un affascinante gioco d’incastri.

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Dunque Ghost Stories mette insieme tre segmenti stilisticamente diversi ma intrinsecamente simili, uniti da una quarta narrazione di fondo che li amalgama in modo perfetto. Non uso la parola “perfetto” a caso, ma per un motivo ben preciso. Un motivo che va a creare una quinta linea narrativa parallela di cui non posso parlare perché sarebbe uno spoiler atroce.

Ghost Stories non è l’originalità scesa in terra. È un film che paga pegno a una lunga tradizione di opere e registi, ma lo fa nel modo giusto. È onesto con lo spettatore nel mettere in mostra una serie di elementi che oggi paiono dimenticati, spaventando in un modo che la maggior parte degli horror attuali non cerca nemmeno di prendere in considerazione accecati come sono dal “brivido a tutti i costi”. Una porta che cigola, un rumore nel buio, la temperatura che all’improvviso si abbassa… Insomma, non si batte il classico e Ghost Stories è un classico moderno.

Stay Tuned, ma soprattutto Stay Retro.

Ghost Stories

Titolo originale: Ghost Stories

Regia:
Andy Nyman
Jeremy Dyson

Produzione:
Claire Jones
Robin Gutch

Sceneggiatura:
Andy Nyman
Jeremy Dyson

Starring:
Andy Nyman
Paul Whitehouse
Alex Lawther
Martin Freeman

Casa di produzione:
Altitude Film Entertainment
Warp Films

Distribuzione:
Lionsgate Films

Data di uscita:
5 Ottobre 2017 (London Film Festival)
6 Aprile 2018

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