ALBI A 24 PAGINE: LA FINE DELLA PANINI MARVEL?

ALBI A 24 PAGINE: LA FINE DELLA PANINI MARVEL?

Quando la Panini di Modena iniziò a pubblicare gli albi della Marvel pensai: finalmente una grossa casa editrice si occupa di fumetti!

Date le risorse in campo, pensai a un paio di settimanali spillati a basso prezzo di 112 pagine con cinque storie l’uno, che avrebbero ripreso la gloriosa tradizione degli antologici alla quale gli italiani erano affezionati.
Mi immaginai anche mallopponi brossurati di 224 pagine per le edicole, sempre a prezzo abbordabile, con le ristampe delle serie di maggiore successo.

Invece, la grande Panini continuò esattamente la politica editoriale della piccola Star Comics, alla quale i fumetti Marvel erano stati scippati, presentando albi dello stesso formato.

Soprattutto, all’inizio avevo pensato che una multinazionale come la Panini avrebbe anche prodotto propri fumetti per venderli attraverso le filiali di tutto il mondo.

Invece è andata avanti solo con fumetti più o meno di nicchia pubblicati su licenza.

Ora la Panini annuncia che gli albi Marvel scenderanno a 24 pagine (!) e conteranno una sola storia. Che il prezzo di copertina aumenterà e le fumetterie verranno ulteriormente privilegiate rispetto alle edicole.

Insomma, siamo arrivati alla frutta.

Altro sulla Panini…

Quando verrà reso pubblico il nuovo bilancio della Panini (ormai non ci vorrà molto) lo esamineremo con cura come abbiamo fatto QUI con quello della Bonelli, per capire il suo stato di salute. Non crediamo sia ottimo, visti i debiti accumulati in passato e la notizia, data qualche anno fa dal settimanale economico del Corriere della Sera Il Mondo, della sua messa in vendita. Sembra che non si trovi un compratore.

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1 commento

  1. Ma davvero qualcuno pensa che la risposta alla “crisi” possa consistere in albetti striminziti con tempo di lettura ridotto a pochi secondi?
    Credo che il tempo di lettura sia proprio il fattore che più di tutti vada preservato in tempi di crisi narrativa. Quest’estate sotto l’ombrellone mi è capitato di leggere un albo Bonelli di una pochezza disarmante, eppure devo riconoscere che le sue 94 tavole mi hanno tenuto impegnato una buona mezz’ora, che ho seguito una storia (esilissima) dall’incipit all’epilogo, che -in definitiva- ho trovato un corrispettivo al prezzo pagato. Sono rimasto molto deluso dalla storia ma non dal prodotto editoriale; non avrò difficoltà in futuro a ripetere l’esperienza, sperando di incogliere in un racconto migliore.
    Ma quale speranza posso nutrire in un albo di 22 pagine? E’ vero che nel passato millennio gli autori americani e inglesi sapevano raccontare nascita, sviluppo e decadenza di una civiltà in 22 pagine, ma oggi? Oggi è lo stile “decompresso” a dominare, ma quanti autori sono in grado di dominare questo stile? Ben pochi, lasciatemelo dire. Oggi un albo americano di 22 pagine è nulla, è un’idea di storia, è un trailer per il volume di futura uscita. Funziona in America e in Spagna? Mah! Mi permetto di dubitare che funzionerà in Italia.

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