LA SCONCERTANTE FAMILIARITÀ DI DOMENICO GNOLI

LA SCONCERTANTE FAMILIARITÀ DI DOMENICO GNOLI

La galleria Luxembourg & Dayan di New York ha inaugurato una mostra al pittore italiano Domenico Gnoli, che continuerà fino al 14 luglio del 2018, dal titolo “Dettaglio di un dettaglio” (Detail of a detail).

Domenico Gnoli, nonno del pittore che portava il suo nome

Domenico Gnoli, il nonno omonimo del pittore, nel 1880 divenne professore di letteratura italiana all’università di Torino. Morì nel 1915, alla vigilia del coinvolgimento dell’Italia nella Prima guerra mondiale, al quale era contrario. Scrisse insieme al padre e alle sorelle alcune raccolte di poesie che ebbero un certo successo.

Umberto Gnoli (1878-1947)

Umberto Gnoli fu il padre del pittore Domenico Gnoli. L’amore per l’arte e la letteratura gli proveniva dal padre Domenico. Dalla madre, umbra, gli venne l’amore per l’Umbria. Studiò in un collegio di Spello. Si laureò con una tesi sull’arte romanica in Umbria. Entrò nell’amministrazione delle belle arti dove venne destinato alla pinacoteca di Perugia. Lavorò per venti anni pubblicando opere sull’arte umbra. Compì viaggi in Italia e in Europa per studiare chiese, musei e monumenti e fare ricerche nelle biblioteche. Si recò più volte negli Stati Uniti poiché era diventato il rappresentante per l’Europa del Metropolitan Museum. Scrisse anche opere su Roma: Topografia e toponomastica di Roma, Alberghi e osterie di Roma nella Rinascenza, Cortigiane romane. 

New York city, Metropolitan museum of art

Umberto Gnoli aveva sposato Annie de Garrou, una ceramista. Il 3 maggio 1933 gli nacque un figlio maschio che chiamò Domenico come suo padre. L’anno successivo nacque una bambina, Marzia. Il suo matrimonio fallì negli anni 40 e il padre si incaricò della educazione dei figli. Domenico dirà di sé che non avrebbe potuto fare altro che dipingere perché suo padre riteneva che l’unica cosa per cui fosse lecito vivere fosse la pittura. Il padre scrisse apposta per lui una serie di lezioni storico artistiche, corredate da disegni.

Domenico Gnoli, Oreste e l’arte del sorriso, 1960

Domenico Gnoli raccontò di se stesso nel libro “Oreste e l’arte del sorriso”. Era un principe triste che viveva in un regno dove i rumori, la musica, le grida erano proibiti.

Paolo Uccello, La caccia nella foresta, 1465

La pittura divenne per lui un mondo straordinario dove potevano apparire cavalieri senza macchia e senza paura. Adorava la pittura del quattrocento.

Andrea Mantegna, il trionfo di Cesare

Domenico Gnoli fu un ragazzo prodigio, già riconosciuto come illustratore poco più che ventenne.

Domenico Gnoli, disegni per il teatro

Dal 1951 lavorò per il teatro. Nel 1955 per l’Old Vic Theatre di Londra disegnò i costumi di scena di As You Like It  (Come vi piace) di Shakespeare. Ma Gnoli non amava la vita disordinata del teatro, voleva approfondire lo studio della pittura.

Norton Juster (testo) e Domenico Gnoli (illustrazione), Alberic il saggio e altri viaggi, Pantheon Books, New York: 1965

Nel 1956 iniziò una vita sempre in movimento fra Parigi, Londra e New York. Fece diverse mostre senza ottenere una vera affermazione. Si guadagnava la vita come illustratore per riviste come HorizonFortune e Sports Illustrated. Uno dei suoi temi più cari è la rappresentazione dei cavalieri.

Spagna, Maiorca, panoramica del villaggio Dejà

Nel 1963 raggiunse il villaggio di Dejà nell’isola di Maiorca per andare al matrimonio di un amico pittore. Era accompagnato dalla pittrice di origini franco-vietnamite Yannick Vu, che sposerà. Domenico Gnoli si mise a dipingere ancora più seriamente.

Mati Klarvein, Ben Jacober, 1967

Gnoli andò con la moglie pittrice a Parigi con l’idea di mettersi a girare le varie gallerie per cercare di farsi conoscere. Lo aiutò il suo grande amico Ben Jacober, un artista che si legò a lui con un grande sentimento di solidarietà. Gli riconosceva una pittura matura. Lo aveva aiutato a lasciare New York quando era depresso dopo il divorzio dalla prima moglie. Lo aiutò a Parigi a organizzare una mostra alla galleria André Schoeller. Fu la prima grande affermazione internazionale di Gnoli come pittore.

Domenico Gnoli, Hair Partition, 1968, acrilico e sabbia su tela, The Ludwig Museum at the Russian Museum, San Pietroburgo.

Domenico Gnoli aveva adottato un nuovo modo di dipingere. Usava acrilico e sabbia sulla tela per ottenere una superficie perfetta in cui non si vedessero le pennellate. I soggetti sono particolari di abiti, particolari del corpo ingranditi o rappresentati osservandoli dalle spalle o dall’alto.

Domenico Gnoli, Green bust, busto verde, 1969

Molti critici ritengono che Gnoli faccia parte della pop art, ma il pittore fece osservare che lui non modificava l’immagine, non la cambiava, non faceva multipli leggermente diversi come Andy Warhol. La sua è una pittura realistica. Non parte da oggetti tipici del consumismo. Piuttosto amplifica e rappresenta oggetti, stoffe, abiti del grande artigianato italiano.

Documenta 4, catalogo della mostra, 1968

Nel 1968 Domenico Gnoli viene invitato a partecipare alla rassegna  “Documenta 4” che si tiene a Kassel in Germania ogni cinque anni.

Domenico Gnoli nel 1968 al Documenta di fronte a una sua foto

Gnoli aveva trovato il suo linguaggio artistico: I suoi dipinti riecheggiavano il Rinascimento, tradotto nel XX secolo.

Domenico Gnoli, Chemisette verte

A Documenta partecipò Sidney Janis (1896-1989), un imprenditore tessile di successo e un collezionista d’arte. Nel 1948 aprì la sua galleria a New York, che divenne rapidamente un’importante sede espositiva per l’arte moderna. Fu uno dei primi galleristi a dare una piattaforma alla pop art e ai nuovi realisti. Quando Janis visitò Documenta nel 1968 vide per la prima volta le foto di Domenico Gnoli. Ne fu impressionato.

Domenico Gnoli, Curl cioè ricciolo, 1969

Gnoli dipinse in tutto il 1969 quadri per la mostra che si tenne nel dicembre 1969.

Domenico Gnoli, mostra a New York

La mostra ebbe successo e grande risonanza in campo internazionale. All’inizio del 1970, Domenico Gnoli scoprì di avere un tumore a causa del quale morirà dopo pochi mesi.
Negli anni successivi alla morte furono organizzate parecchie mostre a lui dedicate. Fu visto spesso come un anticipatore dell’iperrealismo. Ma alcuni studiosi osservarono che è estraneo allo spirito di Gnoli la tensione verso l’opera che colpisce, che emoziona per la sua verosimiglianza più forte di una fotografia.

Domenico Gnoli, Il sofà.

La mostra attualmente in corso a New York è organizzata dalla Luxembourg & Dayan, una galleria che ha lo scopo di far conoscere artisti europei agli americani.

Domenico Gnoli, mostra “Dettaglio di un dettaglio”

Questo è il manifesto della mostra.

Domenico Gnoli, 2012, una sala della mostra newyorkese dal titolo “Dipingendo dal 1964 al 1969”

Domenico Gnoli, mela

Domenico Gnoli ha rifiutato anche di essere classificato come metafisico, sostenendo di non avere mai deformato un’immagine per fargli assumere un significato diverso da quello che ha. Sono oggetti comuni in tranquilli contesti familiari. L’animo si placa nella loro contemplazione.

Lorraine Lorena ha segnalato la famiglia Gnoli.

 

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