DROGA, SESSO E STREGHE

DROGA, SESSO E STREGHE

La stregoneria è la pratica con la quale alcuni pensano di poter influire sulle persone e sulle cose con la sola forza del pensiero. Spesso è necessario un aiutante soprannaturale che collabori con colui o colei che usa la stregoneria. È stata praticata nella storia dell’umanità fin dai tempi più antichi e con l’avvento del cristianesimo non è scomparsa. Dalla fine del medioevo fino al settecento le cosiddette streghe sono state cacciate e bruciate vive sul rogo. In Europa ci sono ancora gruppi che praticano la stregoneria.

Misteri eleusini

Nel periodo greco e romano i rituali della stregoneria erano simili a quelli successivi e praticati per lo più da donne anziane già definite streghe. Ma forse queste pratiche vanno individuate anche nella pratica dei cosiddetti misteri.

I misteri più antichi e famosi erano quelli eleusini, che incominciarono a essere praticati nella città di Eleusi, in Grecia. Eleusi si trova a una ventina di chilometri da Atene, di fronte all’isola di Salamina. Lo scopo della celebrazione dei misteri era quello di raggiungere uno stato di unione con la divinità attraverso un rituale magico.

Celebrazione dei misteri eleusini

I misteri eleusini erano delle cerimonie che rappresentavano la storia della dea Persefone, figlia di Zeus e di Demetra. Il dio dell’oltretomba, Ade, aveva rapito Persefone e l’aveva portata con sé negli inferi. La madre Demetra, dea dell’agricoltura, lasciò l’Olimpo per vagare disperata alla ricerca della figlia.

Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini

Non curò più la terra, che dipendeva dalla sua influenza benefica, e questa non diede più i suoi frutti. Zeus, il capo degli dei, cominciò a preoccuparsi perché temeva che senza le attenzioni di Demetra i terreni non sarebbero tornati più fertili. Mandò Hermes, il suo messaggero, a parlare con Ade che acconsentì a lasciar tornare Persefone dalla madre.

Persefone con il melograno di Dante Gabriel Rossetti

Persefone tornerà solo per una parte dell’anno perché il resto continuerà a passarlo negli inferi con il suo sposo.

Durante i misteri eleusini l’iniziato si immedesimava in Demetra, vagando di notte con una fiaccola accesa alla ricerca di Persefone. In questo modo il mistero rappresentava la ricerca che compie ognuno di noi per trovare se stesso. Il fedele apprendeva che per rinascere è necessario morire, giacere sotto terra come il grano che Demetra aveva donato agli uomini. Però la morte non era per sempre. Il fedele sarebbe risorto come Persefone.

La grotta di Persefone, porta dell’Ade

Il rituale consisteva in una fase iniziale, tenuta durante il periodo primaverile, che si chiamava dei piccoli misteri, poi seguivano sette mesi di purificazione. Non tutti gli iniziati venivano ammessi ai grandi misteri. Chi vi partecipava pensava che avrebbe ricevuto la ricompensa dopo la morte. La cerimonia di iniziazione è stata descritta come la morte, cioè come un passaggio da uno stato ad un altro.

La maga Circe ed Ulisse

Affinché si compisse la trasformazione del fedele era necessario che egli facesse nove giorni di digiuno rituale. Poteva interrompere il digiuno solo bevendo il ciceone, una bevanda che si otteneva mescolando l’acqua con orzo o con segale.

L’ergot che infesta la segale cornuta

Diversi studiosi hanno avanzato l’ipotesi che la segale usata in questi rituali fosse la segale cornuta. Un fungo può contaminare la segale e fuoriesce dalla spiga con un cornetto, per cui la segale contaminata si chiama cornuta. Analisi chimiche accurate sono state fatte durante la seconda guerra mondiale. Gli effetti psichedelici dell’ergot, cioè del fungo contaminante, sono stati provati. L’ergot contiene alcaloidi, simili a quelli dell’Lsd, che possono indurre attacchi epilettici e allucinazioni. Questo spiegherebbe le visioni e gli stati alterati della mente tipiche di tali cerimonie. Anche durante i sabba stregoneschi si consumava una pozione che era parte fondamentale della cerimonia.

Francisco Goya, il sonno della ragione genera mostri

Le allucinazioni prendono il materiale mentale della persona contaminata e si formano così immagini provenienti dalla sua religione o scene tratte dalle sue paure.

Queste cerimonie si chiamavano misteri perché erano destinati a pochi. Lo scopo era di “salvare” il fedele, mostrargli lo scopo della vita e fargli accettare la morte.

Statua colossale bronzea di Costantino ai Musei capitolini

All’inizio del quarto secolo, l’imperatore Costantino concesse ai cristiani di praticare liberamente la loro religione dopo secoli di persecuzioni.

Imperatore Teodosio e la promulgazione dell’editto di Tessalonica

Verso la fine del quarto secolo l’imperatore Teodosio dichiarò il cristianesimo religione ufficiale dello stato. Da quel momento inizia la persecuzione di chi credeva negli antichi dei tradizionali e la distruzione dei loro templi.

Busto di Germanico vandalizzato dai cristiani che hanno inciso una croce sulla fronte

Alla fine del quarto secolo i Visigoti guidati da Alarico, durante le loro scorrerie all’interno dell’Impero romano, distrussero il tempio di Demetra. Le celebrazioni dei misteri eleusini si interruppero del tutto.

Antonio Canova, Euridice e Orfeo

Oltre agli eleusini, c’erano altri “misteri”. Come i misteri orfici, che celebravano il mito di Orfeo sceso negli inferi alla ricerca della moglie Euridice. La trovò, la prese per mano e la trascinò verso il regno dei vivi. Poco prima, però, cedette al desiderio di voltarsi per guardarla, come gli era stato proibito, ed Euridice svanì per sempre negli inferi.

Pompei, villa dei misteri. Affresco dei misteri dionisiaci, con scena di fustigazione rituale

C’erano poi i misteri dionisiaci che celebravano il dio Dioniso. Durante la loro celebrazione le baccanti, cioè le seguaci di Dioniso (Bacco per i romani), occupavano un posto rilevante. Si facevano grandi libagioni di vino e orge: avevano lo scopo di far raggiungere una stato alterato della mente che favorisse l’unione con il dio. In epoca repubblicana furono proibiti a Roma perché considerati troppo sfrenati.

Dioniso bambino con le corna

In alcune rappresentazioni Dioniso ha le corna.

Battesimo di un adulto

I culti antichi, compresi i misteri, non potevano sparire da un momento all’altro con le persecuzioni dei cristiani. La Chiesa tentò di sovrapporre le feste cristiane a quelle precedenti. Per esempio, la festa del Sole invitto del 25 dicembre diventò la celebrazione del Natale.

Se le vecchie pratiche, soprattutto quelle magiche, venivano nascostamente celebrate nelle campagne ci doveva essere qualche individuo malefico, che poteva essere sia uomo (lo stregone) sia donna (la strega), a celebrare la cerimonia.

Francisco Goya, sabba delle streghe

La parola strega è di origine latina. Deriva dal termine strix che indicava un uccello notturno come il barbagianni. I romani pensavano che esistesse un uccello chiamato strix che era di cattivo augurio. Secondo la leggenda si nutriva del sangue dei neonati che aggrediva nella culla per dare da mangiare ai propri piccoli. Le “streghe”, in genere donne anziane che facevano il malocchio a pagamento, venivano perseguitate anche nell’antica Roma.

Durante il medioevo e oltre, l’accusa nei confronti delle streghe era di intrattenere rapporti con Satana.

Alla fine del dodicesimo secolo il papa istituì il tribunale dell’Inquisizione con il compito di combattere, tra l’altro, la stregoneria.

Guaritrice coltiva e raccoglie le erbe

Le guaritrici, le ostetriche, le chiromanti, le prostitute, le vedove, le donne sole destavano spesso i sospetti della Chiesa. Questo accadeva perché molti aspetti della vita erano fenomeni misteriosi. Per esempio, non si conosceva l’esistenza dei virus e dei batteri e come si sviluppassero le malattie. Così, quando un bambino moriva nella culla, si spiegava la sua morte come se fosse dovuta al maleficio di una strega.

Cremagliera medievale di tortura

Verso la fine del 1300 il papa consentì agli inquisitori l’uso della tortura che diventò un mezzo di indagine processuale lecito.

Fredegonda fa giustiziare Ennio Mummolo e alcune donne accusandole di stregoneria per aver avvelenato il figlio Teodorico – Miniatura dalle “Chroniques de France ou de Saint-Denis”, 1332-1350

Per tutto il periodo che va dall’editto di Teodosio alla fine del Medioevo e oltre si andò precisando la figura della strega, le sue caratteristiche, il suo commercio con il diavolo. Le prime streghe furono processate in Italia verso la fine del 1400 quando stava iniziando il Rinascimento, cioè il pensiero razionale slegato dalla religione.

Sabba

Secondo la voce popolare, le streghe si riunivano di notte in un convegno insieme al diavolo. Il demonio compariva in forma di caprone con le corna e gli zoccoli. Le donne si congiungevano carnalmente con Satana in un amplesso bestiale.

Albrecht Durer, strega a cavallo di un caprone

Durante i processi alle streghe, le accusate sottoposte a tortura spesso confessavano. Alcune dicevano di avere operato malefici e di avere partecipato ai sabba. Forse avevano partecipato davvero a riti religiosi precedenti al cristianesimo o forse avevano confessato solo per far cessare la tortura. Alcuni studiosi pensano che, in alcuni casi, si intossicassero volontariamente di segale cornuta per raccontare le allucinazioni come se fossero state accadimenti reali.

La strega della Bella addormentata nel bosco

All’epoca si riteneva che le donne avessero una maggiore potenza sessuale rispetto agli uomini, in quanto erano di natura istintiva e quindi più vicine agli animali. Alcune streghe potevano essere giovani e belle per indurre gli uomini al peccato.

Statua di Giovanna D’Arco

Nella prima metà del quindicesimo secolo, da un tribunale dell’inquisizione venne mandata al rogo per eresia Giovanna d’Arco, la pulzella d’Orleans. La prova del suo comportamento eretico fu, tra l’altro, il fatto che indossava i pantaloni come un uomo e che portava i capelli corti. Siccome era stata condannata per volontà degli inglesi, la Chiesa cattolica, dopo che l’Inghilterra divenne protestate, finì per dichiararla santa.

Verso la fine del quindicesimo secolo due monaci domenicani che svolgevano l’attività di giudici del tribunale dell’inquisizione scrissero il trattato intitolato “Malleus maleficarum”: il martello delle streghe. Secondo questo libro le donne sarebbero più sensibili alle lusinghe del demonio. Il sesso sarebbe l’esca di cui si servirebbe il diavolo per attirare a sé le streghe.

Anna Göldi, o Göldin, fu l’ultima donna a essere condannata a morte per stregoneria in Europa nel 1782. Ma ancora ai nostri giorni capita che, in certi sperduti villaggi dell’Africa o dell’India, alcune donne vengano linciate dal popolo con l’accusa di stregoneria.

All’inizio del XIX secolo i tribunali dell’inquisizione furono aboliti, tranne nello Stato pontificio dove ha cambiato nome in Congregazione per la dottrina della fede. Benedetto XVI è stato fino al 2005 prefetto, cioè responsabile, della Congregazione per la dottrina della fede.

Neopaganesimo moderno

In Europa ci sono gruppi che professano ancora il culto degli dei antichi o compiono riti stregoneschi. Verso la metà del Novecento fu fondata la wicca, un culto che si riallaccia alla stregoneria. Il suo fondatore, Gerald Gardner, sostenne di essere stato iniziato da una vecchia signora che faceva parte di un gruppo stanziato nella foresta. Gardner trascorse molti anni in oriente, per tale motivo la wicca risente dell’influsso delle religioni orientali. Questi fenomeni, però, sono delle reinvenzioni moderne che poco hanno a che fare con la “stregoneria” storica.

 

 


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3 commenti

  1. Grande articolo. Molto curato 👍

  2. Grazie Atinna, cerco di fare del mio meglio.

  3. […] dea sotterranea, chiamata anche Grande madre, era legata agli dei che risiedevano nelle profondità. Era la […]

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