IL DOLCE SUICIDIO DI DAVID BOWIE

IL DOLCE SUICIDIO DI DAVID BOWIE

David Bowie avrebbe sconfitto la morte decidendo dove e quando porre fine alla sua esistenza e alla malattia che lo affliggeva.

Nel 2014 gli avevano diagnosticato un cancro al pancreas e pare che avesse obbligato amici e collaboratori a custodire il suo segreto, svelato solo dopo la sua morte da Ivo Van Hove, il direttore teatrale belga con cui Bowie lavorava sul musical Lazarus nel corso di un’intervista a una radio olandese: “Abbiamo lavorato insieme per più di un anno. A un certo punto mi prese da parte e mi disse che era malato, e che non si sarebbe più fatto vedere in giro”.

Ancora doveva lasciare il suo testamento, e infatti già lavorava su quello che è stato l’ultimo lavoro discografico dell’artista: la narrazione della sua malattia in attesa della morte, nella contaminazione di più influenze di generi e sonorità.

“Ha sempre fatto quello che voleva fare” racconta Tony Visconti, produttore di Blackstar. “E ha voluto farlo in questo modo, e voleva farlo nel modo migliore. La sua morte non è stata diversa dalla sua vita: un’opera d’arte. Ha fatto Blackstar per noi, è stato il suo regalo di addio. Sapevo da un anno che questa sarebbe stata la sua maniera. Non ero preparato, però: è stato un uomo straordinario, pieno di amore e di vita. Sarà sempre con noi. Ora possiamo piangere.”

“Il più grande album della sua carriera lanciato in occasione del suo 69esimo compleanno e poi, due giorni dopo, la morte. Non so voi, ma io non riesco a vedere tutto questo come una coincidenza” commenta il dj Andy Peeble.

Già, non si può parlare più di coincidenza. Blackstar, il venticinquesimo album in studio pubblicato l’8 gennaio di quest’anno, anticipato dal video del singolo di lancio Lazarus, sembrerebbe fugare ogni dubbio. Il Duca Bianco aveva programmato tutto.
“This way or no way”, in questo modo o in nessun altro, cantava: oggi quelle parole suonano come la confessione che tutti cercano, e cioè che il Duca Bianco abbia scelto proprio il suicidio assistito quale unica strada perseguibile nell’affrontare la sua condizione, con determinazione.

“Ha deciso di avere il controllo sulla sua immagine fino all’ultimo”, ha dichiarato Simon Napier-Bell. E infatti…

 

 

 

Speaker radiofonica, blogger, ghostwriter, social media strategist, attivista

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