DA “METRO 2033” A “FUTU.RE” TRA ROMANZI E VIDEOGIOCHI

DA “METRO 2033” A “FUTU.RE” TRA ROMANZI E VIDEOGIOCHI

Sì è da poco completata la trilogia postapocalittica di Metro 2033 del russo Dmitry Glukhovsky, che dall’esordio in “self publishing” si è rapidamente trasformata in fenomeno mondiale. Grazie anche ai due videogiochi ad essa ispirati, Metro 2033 e Metro: Last Light, a cura degli sviluppatori ucraini di 4A Games. I tre romanzi (Metro 2033, Metro 2034 e Metro 2035) sono stati pubblicati rispettivamente nel 2010, nel 2011 e nello scorso settembre 2016 da Multiplayer Edizioni, che ha presentato anche diversi altri romanzi ambientati nel Metro 2033 Universe, tra cui la trilogia in cui Tullio Avoledo adatta la storia immaginata da Glukhovsky al contesto italiano (sono usciti a oggi i primi due romanzi: Le radici del cielo, nel 2011 e La crociata dei bambini, nel 2014).

Dmitry Glukhovsky nella metropolitana di Mosca

Dmitry Glukhovsky nella metropolitana di Mosca

La storia immaginata da Glukhovsky è quella di un inverno nucleare successivo al lancio delle bombe atomiche a livello planetario e della sopravvivenza dei pochi superstiti moscoviti, all’interno della rete delle gallerie nella enorme e labirintica metropolitana della capitale russa. La loro sopravvivenza è legata alla coltivazione di funghi e all’allevamento di suini all’interno delle stazioni, ma anche al recupero da parte degli stalker di materiali utili e provviste, in un ambiente esterno inospitale per l’uomo e popolato da letali creature mutate dalle radiazioni.

Copertina della versione PS4 della raccolta "Redux" dei videogiochi Metro 2033 e Metro: Last Light

Copertina della versione PS4 della raccolta “Redux” dei videogiochi Metro 2033 e Metro: Last Light

In 2033, libro e videogioco, assistiamo alle peripezie di Artyom all’interno delle varie fazioni in cui è divisa la popolazione della metropolitana (comunisti, nazisti, commercianti, gangster, eccetera) per salvare il mondo dalla presunta minaccia dei “tetri”, esseri mutati dalle radiazioni della superficie in grado di contattare telepaticamente gli umani. I quali si riveleranno (solo, però, dopo essere stati annientati con una residua testata nucleare) non una reale minaccia, ma piuttosto un possibile alleato nel mondo esterno. Il videogioco, in ragione di questa ambiguità dei tetri, alla fine permette al giocatore la scelta di sterminarli o salvarli (il libro può anche essere letto online sul sito del Metro 2033 Universe).

Copertina del romanzo Metro 2033

Copertina del romanzo Metro 2033

Nel seguito del videogioco, Last Light, si ripresenta la possibilità di un contatto con i tetri sopravvissuti (entrambi sono stati ripubblicati in versione migliorata per le console dell’ultima generazione col titolo Metro Redux).

Copertina del romanzo Metro 2034

Copertina del romanzo Metro 2034

Il romanzo Metro 2034 prende altre strade: seguiamo lo stalker Hunter, già mentore di Artyom, e la sua squadra composta dal vecchio Omero, chiamato così perché vuole scrivere la storia della metropolitana, e la giovanissima orfana Sasha, alla ricerca di un ingresso per la stazione Serpukhovskaya, sigillata a causa di un’epidemia.

Copertina del romanzo Metro 2035

Copertina del romanzo Metro 2035

Infine, in Metro 2035 ritroviamo Artyom convinto di aver udito un segnale radio proveniente dall’esterno della metropolitana, e precisamente dalla torre da cui due anni prima ha fatto partire il missile con cui ha annientato i tetri. Artyom, certo che ci siano altri sopravvissuti in Russia e nel resto del mondo, si arrischia in spedizioni esplorative all’esterno della metropolitana cercando di scoprire indizi della loro esistenza. Questa sua ricerca incappa nel conflitto scatenato all’interno della metro tra le stazioni comuniste e quelle naziste. Artyom sopravvive a stento e, contaminato dalle radiazioni, viene a conoscenza di un complotto per nascondere ai superstiti, che da decenni vivono nella metropolitana, il fatto che altre comunità umane sul pianeta si siano salvate. Si compie così il percorso della narrazione, dal ctonio e pessimista fantasy postapocalittico del primo anno/romanzo, al thriller psicologico del secondo, fino a concludere in una sorta di futuribile romanzo di spionaggio dove i mostri prodotti dalle radiazioni che erano il motore della prima storia si riducono progressivamente a elemento di contorno.

Copertina del romanzo di prossima uscita Futu.Re

Copertina del romanzo di prossima uscita Futu.Re

Di Glukhovky, oltre ai romanzi dedicati al Metro 2033 Universe, Multiplayer Edizioni ha pubblicato (nel 2013) anche il romanzo La profezia del crepuscolo, e si appresta a proporre Futu.Re. Nel primo, pubblicato in russo nel 2007, Glukhovsky immagina che a un traduttore sia affidato il ruolo di decifrare un antico testo scritto in spagnolo, che si scoprirà collegato con la profezia Maya sulla fine del mondo. Nel secondo, di cui è possibile leggere un estratto nel sito dell’editore, Glukhovsky immagina che nel 2454 la vecchiaia e la morte siano definitivamente sconfitte. Il traguardo medico, però, pone all’umanità questioni di natura pratica e filosofica: la sovrappopolazione diventa un grave problema, la cui soluzione determina il quesito su quale sia l’essenza dell’essere umano (che non a caso il filosofo Martin Heidegger definiva come “essere per la morte”).

In modo paradossale Futu.Re si ricollega al dilemma che già ha fatto la fortuna di Metro 2033: la fine della storia. Nella trilogia postapocalittica, tale fine è dovuta all’estinzione del genere umano come specie dominante del pianeta, e al suo essere confinato nei panni degli ultimi superstiti in un ambiente che simboleggia già, col suo trovarsi sottoterra, la destinazione finale dell’essere umano come individuo e come specie. Non è un caso che uno dei protagonisti, Omero, si ribelli a questo destino proponendosi di scrivere una storia epica del mondo sotterraneo, un’Iliade coi suoi eroi in cui i novelli “morlock” si possano immedesimare traendovi la forza per rimontare la scala dell’evoluzione. Evidentemente, senza storia è destinata a rimanere anche una società di “eloi” immortali come la prefigurava Isaac Asimov ne Il sole nudo. Con Futu.Re Glukhovsky deve dimostrare di essere in grado di offrire una narrazione che si allontani dal suo pur fortunato esordio, di dare conferma che la sua abilità letteraria non è legata esclusivamente alla genialità di un’idea, che pure ha saputo ispirare fanfiction d’autore e una serie videoludica di successo.

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Sito delle Multiplayer Edizioni

Il sito dedicato alla trilogia

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