CORRADO ROI E HOWARD THE DUCK SU EUREKA

CORRADO ROI E HOWARD THE DUCK SU EUREKA

Tra il 1976 e il 1983 avviene il declino diffusionale della rivista Eureka. A causa di questo non sono mancati gli esperimenti, che hanno coinvolto anche il giovane Corrado Roi, per cercare di risalire la china.

Eureka nasce nel 1967 come risposta a Linus, pubblicando per lo più a casaccio personaggi di strip americane e inglesi. L’unico buono, anche perché reso famoso dalla Settimana Enigmistica, è Andy Capp. Ma la rivista dell’Editoriale Corno ha avuto la fortuna di uscire in un periodo nel quale c’erano pochi concorrenti e molti lettori potenziali, così ha avuto il tempo di cambiare quasi tutti i personaggi con altri migliori.

Gli anni settanta rappresentano l’apogeo del fumetto italiano, che possiamo collocare nella metà del decennio, e anticipano la catastrofe dei primi anni ottanta: un’epoca apocalittica che ha portato il fumetto italiano da primo nel mondo per diffusione alla mediocre situazione attuale, descritta qui con tanto di numeri.


Nel caso di Eureka ci sono stati anche degli errori, sopratutto il maldestro tentativo di politicizzarla da parte di Maria Grazia Perini.

Proviamo a descrivere con ordine questa fase storica, soffermandoci su ciò che di notevole è         uscito di numero in numero.

N. 151 – Gennaio 1976
Il mondo post-atomico del Dopobomba di Bonvi (1941-1995) è decisamente un luogo                       poco raccomandabile.

Il gradimento dei lettori per le serie dei fumetti viene espresso annualmente attraverso un questionario, chiamato “referendum”.

Nella terza di copertina di questo numero sono elencate le 25 uscite mensili della florida Editoriale Corno.
Sono soprattutto le testate Marvel e Alan Ford a fare soldi.

N. 152 – Febbraio 1976
L’umorista Umberto Domina (1921-2006) inizia la sua rubrica di foto curiose, prefigurando una tendenza oggi diffusissima su Facebook (anche nel nostro sito Momento Pop).

N. 153 – Marzo 1976

Nei primi anni, le strisce di Lupo Alberto realizzate da Silver (nato nel 1952) sono incredibilmente divertenti.


N. 154 – Aprile 1976
Arriva Denis Kitchen (nato nel 1946), il bravo disegnatore underground “soft” che aveva collaborato anche con Stan Lee nelle riviste Marvel in bianco e nero per adulti.

N. 155 – Maggio 1976

Howard the Duck, apparso originariamente nelle pagine di Man-Thing (uno dei rarissimi personaggi Marvel non pubblicati dalla Corno), in America guadagna subito un comic book proprio. Scritto dall’interessante Steve Gerber (1947-2008), è disegnato dal tradizionalista Frank Brunner (nato nel 1949). Howard the Duck, qui chiamato Orestolo il Papero in omaggio a Oreste Del Buono (direttore del concorrente Linus), in America avrà anche una rivista in bianco e nero, ma, chissà perché, questo materiale, adattissimo per Eureka, non verrà mai pubblicato dalla Corno. Il personaggio avrà anche un brutto film con effetti speciali prodotto da George Lucas, il regista di Star Wars.

Ecco il primo episodio di Howard/Orestolo.

N. 156 – Giugno 1976
Un articolo su Karel Zeman (1910-1989), autore cecoslovacco di cartoni animati dal sapore verneriano trasmessi dalla Rai dell’epoca.

Per la serie degli autori underground, dopo Kitchen arriva una storia scritta dal mediocre Jan Strnad e disegnata dell’ottimo Richard Corben (1940). Corben appariva spesso su Alter Alter, la costola di Linus.

Continuano le rubriche sulla storia del fumetto. Qui viene presentata Robinson, l’effimera rivista che nell’immediato dopoguerra aveva portato, per la prima volta in Italia, alcuni personaggi splendidamente scritti come Li’l Abner e Dick Tracy.


N. 160 – Ottobre 1976

Un annuncio a uso interno e una pagina di pubblicità.

N. 163 – Gennaio 1977
Arriva il momento di Maria Grazia Perini (1950-2012): Luciano Secchi le cede il posto alla direzione di Eureka, rimanendo comunque direttore generale della casa editrice. Fatto piuttosto raro per una rivista, la Perini mette la sigla del proprio nome in copertina.

La Perini toglie le rubriche sul fumetto e introduce articoli di esponenti del Partito Radicale. La propaganda esplicita al piccolo partito farà fuggire diversi lettori (che leggevano Eureka perché non sopportavano la politica di sinistra nelle pagine di Linus) provocando una crisi diffusionale.

Alcune tavole di un fumetto scritto da Luciano Secchi e disegnato da Maurizio Bovarini, autore che non è mai riuscito a sfondare nelle riviste “tipo Linus”.

N. 164 – Febbraio 1977
Siamo negli anni del “compromesso storico”, il tentativo dei comunisti italiani di governare insieme ai democristiani. La vignetta con il segretario comunista Enrico Berlinguer, papa Paolo VI e il democristiano Giulio Andreotti è dell’anarchico Pino Zac (1930-1985).

Il poliedrico Ferruccio Alessandri è traduttore, grafico, giornalista e molte altre cose ancora. Durante la gestione della Perini realizza una rubrica di due pagine dove sintetizza per immagini i temi cari al Partito Radicale.

N. 168 – Giugno 1977
Su Eureka, su testi di Ostani, si fa le ossa Lorenzo Mattotti (1954), destinato a diventare famoso con le tavole a colori di “Fuochi” pubblicate in seguito da Alter Alter.

N. 173 – Novembre 1977
Il crollo delle vendite induce la Perini a riproporre qualche articolo sul fumetto e a ridurre lo spazio accordato ai radicali, ma ormai è troppo tardi. Ecco, comunque, la storia dei personaggi sfigati di Hergé, il creatore di Tintin.

N. 175 – Gennaio 1978
Arrivano le strisce di Hagar il Terribile di Dik Browne (1917-1989), un grande successo internazionale presentato in precedenza dal Corriere dei Ragazzi. Molto inferiore al raffinato Mago Wiz, del quale è quasi un plagio.

L’altra nuova striscia, “Shoe il Corvaccio” di Jeff MacNelly (1947-2000), mi sembra, invece, fin troppo cerebrale.

Terza nuova striscia, lo sbirro Casey di Charles Rodrigues (1926-2004): noiosetta.

N. 176 – Febbraio 1978
Black-Out, breve serie di Bonvi e Silver della quale presentiamo il primo episodio.

N. 178 – Aprile 1978
Pebbles il ragazzo dell’età della pietra, di F.M. De Ripperda, sembrerebbe avere inventato negli anni trenta la “preistoria moderna” dei Flintstones, ma ci sono stati autori precedenti e coevi come Frederick Burr Opper e Max Fleischer che hanno proposto le stesse trovate con maggiore verve.

N. 179 – Maggio 1978
Maria Grazia Perini lascia la direzione di Eureka e l’Editoriale Corno in maniera a dir poco burrascosa, a quanto mi raccontava l’editore Andrea Corno.

Una storia del gatto Felix creato da Pat Sullivan, qui disegnato da Otto Messmer (1892-1983), nello stile che ha ispirato Walt Disney e quasi tutto il fumetto comico venuto dopo.

N. 180 – Giugno 1978

Ritorna Luciano Secchi, ma ormai Eureka non si riprenderà più.

Le strisce dell’Uomo Ragno, prima scritte dal ripetitivo Len Wein e poi dal grande Jim Shooter, con i dialoghi di Stan Lee (1922). Ai disegni, uno smagliante John Romita Senior (1930).

Censura e fumetto, binomio imperfetto.

Dopo le strisce di Lupo Alberto, arrivano le tavole. Un formato nel quale Silver non riesce altrettanto bene.

Le antiche strisce di Barney Google di Billy DeBeck (1890-1942), dal quale ha preso il nome il più grande motore di ricerca di internet (anche se non viene ammesso).

Leggiamo un episodio di questo importante personaggio della storia del fumetto, mai presentato decentemente in Italia.

N. 183 – Settembre 1978
Autoritratti di fumettisti celebri.

N. 184 – Ottobre 1978
Pur rovinata dalla megalomania di Maurice Horn e di Luciano Secchi, oltre che da alcuni collaboratori modesti, “L’enciclopedia mondiale del fumetto” è stata negli anni pre-internettiani un riferimento fondamentale per noi amanti del genere.

N. 185 – Novembre 1978

Qualcuno sa dirmi come si chiama questo grande disegnatore fantascientifico francese? Io me lo sono dimenticato.

N. 186 – Dicembre 1978
Strisce uscite nei quotidiani americani e inglesi il 25 dicembre.

N. 188 – Febbraio 1979
Arriva il fantozziano e tenero Ziggy di Tom Wilson (1931-2011).

Bellissima tavola di Arcibaldo, del grande George McManus (1884-1954).

N. 190 – Aprile 1979
Al cinema, in questo periodo esce il primo film di Superman.

N. 198 – Dicembre 1979
Un articolo su Gim Toro, il bel fumetto avventuroso di Andrea Lavezzolo e di Edgardo Dell’Acqua che precede il successo di Tex Willer.

N. 199 – Gennaio 1980

Dopo l’ottimo Maxmagnus disegnato da Magnus e il modesto Fouché disegnato da Piffarerio, arriva il terzo fumetto a puntate di Max Bunker/Luciano Secchi pensato apposta per Eureka, disegnato stavolta da Giampaolo Chies: “Pinocchio super-robot”.


Giampaolo Chies, nato nel 1947, è morto prematuramente nel 1993: quest’ultimo è un dato inedito saputo attraverso la vedova, che ho fatto intervistare da Luca Vassalli.

Il segno di Chies ha fortemente influenzato la generazione più innovativa dei disegnatori italiani tra la fine degli anni settanta e l’inizio degli ottanta, tra i quali Onofrio Catacchio (autore, tra l’altro, della serie di vignette nonsense Matite Blu per il Giornale Pop).

Chies, costretto a muovere i personaggi in ambientazioni che non sono nelle sue corde, fallisce l’esperimento. Pure la sceneggiatura è noiosa.

Eureka ospita, per prima volta in Italia, una “graphic novel”. Naturalmente di Will Eisner (1917-2005): “Un casamento del Bronx”, della quale riproponiamo sinteticamente un episodio.

In questo numero inizia una interessante rassegna di fumetti trasgressivi giapponesi, ai quali dedicheremo un articolo a parte. Dopo averli pubblicati per un anno, compresa una storia di Golgo 13, Eureka li lascerà perdere facendosi sfuggire il grande filone dei manga ancora inedito in Italia.

L’unico disegno fatto da Guido Crepax per Eureka è questo miniposter bruttino.

N. 204 – Giugno 1980
Alcune tavole di un fumetto di Jack Kirby (1917-1994) irrimediabilmente rovinate dalle chine di Vince Colletta, realizzate per una effimera rivista in bianco e nero della Dc Comics.

N. 209 – Novembre 1980
Questo interessantissimo e italianissimo Isaac Del Rivero Jr. (sicuramente uno pseudonimo) non so che fine abbia fatto dopo questa unica storia, di cui presentiamo la prima puntata. Qualcuno ne sa qualcosa?

N. 211 – Gennaio 1981
Come Linus un paio di anni prima, anche Eureka assume il formato tascabile, aumentando le pagine a 144.
La decisione di rimpicciolire Linus me l’aveva data in esclusiva Oreste Del Buono come se fosse farina del suo sacco, mentre era sicuramente una idea dei dirigenti della Rizzoli già utilizzata per il Corriere dei Ragazzi. Per i motivi, vedere qui.

La modesta striscia di Agatha Crumm, realizzata da Bill Hoest (1926-1988).

I numerosi albi del noioso tascabile di Maxmagnus disegnati da Leone Cimpellin, rimasti inediti dopo la chiusura, vengono pubblicati a puntate su Eureka. Arriva anche Lance McLane di Sidney Jourdan, il disegnatore di Jeff Hawke, che quando si scrive le proprie storie è una tortura pure lui. Queste due serie non solleveranno di certo Eureka.

N. 212 – Febbraio 1981
Lo sceneggiatore Pietro Gorini e il disegnatore Gianfranco Tartaglia (la coppia di bravi autori che si firma Passepartout) purtroppo non hanno trovato validi sbocchi dopo Eureka.

N. 215 – Maggio 1981
Il gatto Garfield di Jim Davis (1945) è una delle poche strisce degli ultimi quarant’anni che faccia ridere veramente, anche se non è il mio genere.

I personaggi che stanno sullo stomaco ai personaggi celebri intervistati da Eureka: molti di questi ultimi sono ormai morti.

Dal mensile Il Mago della Mondadori, che ha appena chiuso, Eureka riprende il Dr. Smok.

N. 218 – Agosto 1981
Pagina promozionale. La Corno subisce un colpo durissimo a causa della chiusura di Adamo Pop, un settimanale copiato da Corrier Boy, il successore del Corriere dei Ragazzi. Secchi non si era neppure sognato di riproporre su Adamo i personaggi più interessanti delle altre testate della Corno, al contrario di Lanciostory e Skorpio che faranno incetta dei fumetti delle riviste “d’autore”. Anche la Bonelli, poco dopo, fallisce questa scommessa, lanciando il similare settimanale antologico Full.

N. 223 – Gennaio 1982
Dalle pagine di Adamo Pop viene ripresa la serie di Rick Zero, della quale non sono citati gli autori. I testi sono attribuiti a Graziano Origa, che negli anni settanta aveva una importante agenzia di autori di fumetti. Il disegnatore è Corrado Roi (1958), futuro autore di Dylan Dog e della miniserie Ut: aveva iniziato a lavorare per lo Studio Origa a 16 anni. Roi lo conobbi un paio di anni dopo, quando collaboravamo entrambi con la Epierre di Gianni Bono. Gli ho chiesto se Rick Zero lo avesse scritto proprio Origa, situazione anomala per un agente, e mi ha risposto che non lo sa. Invece Origa mi ha detto: Rick Zero è una mia creazione e ho scritto buona parte delle sceneggiature, ma mi pare che le ultime le feci fare ai ragazzi del mio studio. È stato anche realizzato un album di Wow curato da Luigi Bona su Rick Zero. Il nome l’ho preso dal personaggio di Bogart nel film Casablanca, mentre Zero da Renato che in quel periodo andava alla grande. Gli altri sceneggiatori, apprendo adesso, sono Giacomo Gai e Marco Cingolani (quest’ultimo, tra l’altro, era mio amico e compagno di scuola: ora è un pittore di successo).

Sempre Origa ci ha concesso alcune immagini che riproduciamo qui sotto.

Rick Zero (c) copyright Graziano Origa

Studi del personaggio eseguiti da Corrado Roi

Graziano Origa e Rick Zero

Corrado Roi e Graziano Origa in una successiva ripresa del personaggio nelle pagine della rivista Fumetti d’Italia

Nel primo episodio completo di Rick Zero, pubblicato da Eureka, l’ancora acerbo Roi sembra ispirarsi in parte allo spagnolo Eric Sio, sopravvalutato all’epoca per i suoi fumetti ermetici pubblicati da Linus.

N. 231 – Ottobre 1982
Snake il serpente dell’australiano Sols (Allan Salisbury, 1949), me lo ero dimenticato.

N. 234 – Dicembre 1982
Reg Smythe (1917-1998) parla suo famoso personaggio, l’unico presente su Eureka dal primo numero.

N. 236 – Febbraio 1983
Mentre Andrea Corno entra nella proprietà della squadra del Milan, Luciano Secchi/Max Bunker si butta nel cinema come produttore-regista-autore. Megaflop economico per entrambi. L’insuccesso è di casa, da quando entrambi hanno trascurato quello che conoscono bene per seguire ambizioni extrafumettistiche. Peraltro, Secchi ha ottenuto un ufficio nella centralissima via Turati, lontano dalla redazione di viale Romagna dove rimane anche l’editore.

N. 240 – Giugno 1983
L’ultimo numero della gestione di Luciano Secchi, prima della separazione con l’editore. Andrea Corno mi aveva raccontato che Secchi non era mai andato a trovare la moglie in ospedale quando si era ferita gravemente in un incidente. Essendo Corno fratello della signora, non ha voluto più saperne di Secchi. Del resto l’Editoriale Corno era sull’orlo del fallimento: Adamo Pop aveva fatto perdere un sacco di soldi, gli eroi Marvel erano gestiti in maniera assurda, malgrado in America fossero al top sotto la gestione di Jim Shooter con autori come Frank Miller e John Byrne. Inoltre, sin dai tempi dell’abbandono di Magnus, i nuovi tascabili di Luciano Secchi (Daniel, Cliff, Maxmagnus…) erano un flop dopo l’altro.

Viene annunciata la nuova versione di Eureka a cura di Alfredo Castelli, l’autore di Martin Mystère: sarà bellissima, ma, non c’entrando niente con la precedente, fallirà dopo pochi numeri. Così come le altre pubblicazioni della Corno curate da Castelli insieme a Gianni Bono, che comunque, come abbiamo appena visto, andavano già male per conto loro.

Più avanti pubblicheremo altri articoli con le fasi mancanti della storia di Eureka, una rivista più importante di quanto solitamente si ritiene.

Contatto E-mail: info@giornale.pop

5 commenti

  1. Corrado Roi nel cortile della Origa High School è preso per i fondelli dagli altri cartoonists che andranno a ballare nella disco Romita perchè preferisce un pomeriggio al museo a guardare le tavole di Dino Battaglia.
    Si perde tra le sale davanti a tutta quella roba spugnata di inchiostro e non si accorge di un piccolo corben che si impregna di inchiostro prima di morderlo alla caviglia e darsi nel crepuscolo con una pupa formosa. Nota la scena solo il giovine Ale Baggi che però si lascia irretire da una Ma’Barker di Kirby e così Roi è solo con i suoi sogni di battaglia contro lo storytellig ed il tratto nervoso che caratterizzerà la sua roba da Rick Zero a cose come il Fantasma di Anna Never ed ora ci apparecchia tanti quadri perfetti come in Ut chiedendoci di fermarci ad ogni singola vignetta. Cattivo. Ero Zero e lì sempre sarò e continuerò a sognare uno zine fatto di tratto spigoloso e nervoso a la Chies e Bovarini. Mai la fine.

  2. […] strada degna di essere battuta, tanto da riproporre la storia di Kriminal nella rivista antologica Eureka, rivolta a un pubblico più sofisticato, e a buttare giù la prima stesura della sceneggiatura di […]

  3. […] ancora disponibili e secondo i propri gusti, prima con Eureka (Sauro Pennacchioli ne ha parlato qui) e poi con l’effimero Tommy. A quelli venuti dopo non restò che raccogliere le briciole […]

  4. […] questo punto entra in scena Gianni Bono, agente di fumettisti (tra i quali Marcello Toninelli e Corrado Roi) e proprietario di una agenzia di editing. Bono convince Andrea Corno, all’epoca editore della […]

  5. […] i primi manga in Italia escono nel gennaio del 1980 all’interno della rivista antologica Eureka. Era il mese e l’anno in cui Luciano Secchi riprendeva in mano la rivista dopo la gestione […]

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