IL CIBO DEL FUTURO DALLE PROFONDITÀ DEL MARE

IL CIBO DEL FUTURO DALLE PROFONDITÀ DEL MARE

“Tesoro, cosa mangiamo questa sera?”.

“Vellutata di alghe con contorno di zooplacton fosforescente, caro”.

Questo potrebbe essere, tra pochi anni, un dialogo comune in tante case. Proprio al mare, infatti, la scienza sta guardando con insistenza per soddisfare il bisogno crescente di alimenti da parte della popolazione mondiale, che, si stima, nel 2050 aumenterà del 30% facendo schizzare la domanda di cibo. La terra non sembra più in grado di assicurare il fabbisogno necessario. Sino ad oggi, il 98% del cibo consumato è arrivato dalla terra, solo il 2% dal mare. Diventa dunque prioritaria la ricerca di alimenti alternativi.

Di fronte a questa sfida, l’Accademia della Scienza Europea ha pubblicato un bando che impegna scienziati ed esperti del settore a trovare soluzioni ecologicamente sostenibili e spendibili sul mercato. La ricerca si è spostata sugli oceani, in gran parte poco sfruttati se si esclude la pesca dei pesci che finiscono sulle nostre tavole. In molti sono convinti che le risposte ai problemi alimentari del presente, e soprattutto a quelli del futuro, debbano essere ricercate nella biomassa marina, dove potrebbe celarsi una nuova fonte di approvvigionamento: si pensi al krill, minuscolo mollusco di cui si cibano le balene, o alla coltivazione massiva di alghe e frutti di mare.

In molti piatti tipici dei paesi asiatici le alghe, delle quali esistono oltre 10mila specie, sono un alimento presente da tempo. Povere di grassi, le alghe sono ricche di proteine, omega 3 e vitamine B12. Inoltre, ci vogliono solo due settimane da quando si seminano a quando si raccolgono. Un tempo decisamente record!

La loro coltivazione, se fosse riprodotta su larga scala, necessiterebbe solo di acqua di mare e sole, senza bisogno di acqua dolce, con conseguente risparmio sull’irrigazione e di fertilizzanti, oltretutto nocivi per la salute. All’Istituto tedesco dell’alimentazione di Quakenbrueck sono già riusciti a realizzare pane, dolci e gelati a base di alghe.


Oltre alle alghe, c’è anche grande disponibilità di plancton, la cui densità può arrivare a 24 kg per metro quadrato. Si tratta di piccoli animali o organismi vegetali (zooplancton e fitoplancton) presenti nei mari e facilmente pescabili per essere mangiati.

Coltivazione di alghe in acqua marina

Insomma, la ricerca dei cibi del futuro è appena iniziata. Nuove ricette entreranno nelle nostre case, insieme a sapori e consistenze mai provate prima. Gli chef avranno ingredienti alternativi per dare sfogo alla loro creatività. La scienza dovrà invece interrogarsi sul ciclo di vita di ciascun elemento, ridefinendo abitudini alimentari vecchie di secoli.

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