Esperienze

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A VEDERE – I CARATTERI MOBILI TIPOGRAFICI A PIOMBO

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A VEDERE – I CARATTERI MOBILI TIPOGRAFICI A PIOMBO

Quando studiavo ragioneria all’Istituto tecnico Sallustio Bandini di Siena, per gli studenti del quinto anno era tradizione realizzare un giornale “satirico” (niente più di una bonaria presa in giro di compagni e professori, sotto il vigile controllo della Preside che interveniva all’occorrenza con insindacabili censure) da conservare come ricordo degli anni trascorsi nella... »

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – IL LACCIO PER I LIBRI

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – IL LACCIO PER I LIBRI

Finché si andava alle scuole elementari o alle medie (o meglio, per me e i miei fratelli all’avviamento commerciale che, all’epoca, affiancava la scuola media inferiore), i libri si portavano dentro la cartella. Seriose cartelle di cuoio, perché il consumismo non aveva ancora invaso i materiali scolastici con le immagini di Batman, Tartarughe Ninja o principesse Disney. Quando arrivai ... »

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – IL TELEX

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – IL TELEX

Quando, sul finire degli anni Sessanta, entrai a lavorare al Centro Borsa del Monte dei Paschi di Siena in quel di Milano, all’ultimo piano della sede di via Santa Margherita, a due passi dalla Scala, feci la conoscenza di un oggetto misterioso: la telescrivente, chiamata confidenzialmente anche telex (acronimo di TELeprinter EXchange). Si trattava dell’apparecchio che potete ammirare ... »

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – IL DUPLEX

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – IL DUPLEX

Quando ancora abitavo a Siena in via Don Minzoni nel palazzo a otto piani che veniva chiamato “il grattacielo”, un bel giorno in casa nostra arrivò il telefono. Erano gli anni a cavallo tra i cinquanta e i sessanta, e si usavano ancora i modelli in bachelite nera, in prevalenza da parete, con il “disco” per fare il numero (Trrrrr… ta-ka-ta-ka-tak… trrr….).... »

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – LA STADERA

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE – LA STADERA

Quando ero ragazzo, in alcuni negozi e al mercato del mercoledì per pesare la merce si usava ancora la stadera, un ingegnoso metodo basato sul meccanismo che vedete nella foto: il venditore con una mano teneva il gancio in alto, con l’altra prima metteva la merce (mele, noci, fichi, chiodi o cos’altro fosse) nell’apposito piatto, e poi spostava lungo l’asta numerata il peso... »

IL PROFUMO DEI NEGOZI

IL PROFUMO DEI NEGOZI

L’acquisto di un vestito era per mia madre un evento importante, accuratamente programmato. Nasceva sempre da una necessità. I soldi erano pochi e non si potevano spendere per il proprio capriccio o per una decisione d’impulso. Mia madre chiedeva i soldi a mio padre, che teneva la cassa della famiglia. Sedeva a tavola con la schiena ritta, palesemente preoccupata della spesa che avrebbe dovuto aff... »

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE: IL BANCO DI LEGNO

COSE CHE HO FATTO IN TEMPO A CONOSCERE: IL BANCO DI LEGNO

IL BANCO DI SCUOLA IN LEGNO (e accessori) Quando andavo alle scuole elementari, i banchi erano di legno, a due posti, costruiti in blocco unico con la panca per sedersi e la spalliera. Sul bordo anteriore c’erano scavate due “buchette” che ospitavano i calamai. Infatti si scriveva ancora con penna e pennino. La penna la chiamavamo “penna a tufo”, perché si “tu(f... »

TV A COLORI VS TV IN BIANCO E NERO

TV A COLORI VS TV IN BIANCO E NERO

Nel 1967, quando ancora frequentavo le scuole francesi e avevo sì e no 13 anni, si era diffusa la notizia che la nascita della televisione a colori era imminente. Andando a scuola e al ritorno, mi fermavo assiduamente davanti alle vetrine dei rivenditori del Boulevard Paoli nella speranza di vedere in bella mostra uno dei primi esemplari di questa nuova tecnologia. Sì, di lì a qualche tempo si spe... »

GOULASH. COME LO FACEVA MIA NONNA

GOULASH. COME LO FACEVA MIA NONNA

Lo ammetto, ho un feticismo per il goulash. Sarà perché mi riporta all’infanzia felice degli anni passati in Alto Adige, sotto la guida inflessibile della mia nonna germanica. Prima di darvi la ricetta, sempre che vi piaccia, ritengo doverosa una breve premessa. Mia nonna era una donna davvero cazzuta. Scappata dalla Germania nazista praticamente a piedi, con un figlio in braccio e un altro ... »

IL DOLCE SUICIDIO DI DAVID BOWIE

IL DOLCE SUICIDIO DI DAVID BOWIE

David Bowie avrebbe sconfitto la morte decidendo dove e quando porre fine alla sua esistenza e alla malattia che lo affliggeva. Nel 2014 gli avevano diagnosticato un cancro al pancreas e pare che avesse obbligato amici e collaboratori a custodire il suo segreto, svelato solo dopo la sua morte da Ivo Van Hove, il direttore teatrale belga con cui Bowie lavorava sul musical Lazarus nel corso di un... »

I CINEMA NELLA MIA CITTÀ

I CINEMA NELLA MIA CITTÀ

Probabilmente, i cinema della mia città sono molto simili a quelli della tua città, ma non potrei giurarci. Vediamo. Nei cinema della mia città non si sgranocchia il pop corn di pomeriggio o dopo cena. Non solo. Nei cinema della mia città, la gente mangia a tutte le ore, ma solo cibi avvolti in cellophane ché se gli incarti non fanno rumore non li si prende nemmeno in considerazione. C’è chi scart... »

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LA COLPA È DELLA FETTA DI PROSCIUTTO

LA COLPA È DELLA FETTA DI PROSCIUTTO

È sempre difficile identificare le cause da cui derivano gli eventi. Crisi del determinismo? No, o almeno non del tutto. Forse crisi del senso della realtà, del buon senso. Molti anni fa ritornavo da un viaggio e mi trovavo alla stazione Termini di Roma, per un lungo intervallo di tempo fra l’arrivo del treno che mi aveva lì condotto e l’altro che avrebbe dovuto riportarmi in Sicilia. Stanchezza, ... »