BENVENUTI IN SALA PROFESSORI

BENVENUTI IN SALA PROFESSORI

Settembre. A suon di campanelle riaprono le scuole, e con queste le sale professori.

In un certo senso, le sale professori rassomigliano agli aeroporti: gente che viene, gente che va, gente che chiede. E poi c’è gente che rimane, che parla, che corregge, che guarda l’orario, che beve un caffè.

Ci si aggrega. Per interessi, per materia, per qualche affinità caratteriale. E per malattie: in un certo senso, le sale professori fanno pensare agli ospedali.

Abbiamo l’angolo cataratta, dove troviamo quelli che non si vedono a vicenda perché in controluce. Dicono di loro che sono dei superbi, perché quando i colleghi li incontrano per i corridoi “manco salutano”. E per forza! Se non ti vedono mica ti possono riconoscere!

C’è l’angolo prostata, ovviamente composto da soli uomini. Lì, naturalmente, messe basse.

C’è l’angolo cistite, composto per lo più da donne. Pure loro, per non far sapere i fatti loro, parlano sottovoce.

Poi c’è quello alluce valgo con le sue complicazioni, che vanno dai problemi posturali al semplice dolore alla schiena e all’ernia del disco.

Ci sono gli infartuati, a cui è stato posato uno stent e che da allora sono tornati a vivere.

C’è il gruppo con problemi di glicemia e di colesterolo che periodicamente confronta i referti delle analisi di laboratorio.

C’è chi soffre di pressione. Ci sono i depressi. C’è il gruppo che deve andare in pensione: una manna per gli studenti pigri, perché di solito largheggiano con i voti.

Come al Senato c’è il gruppo misto, con tutte le malattie precedenti più il tunnel carpale, i reumatismi, l’artrosi, la tendinite e vari disturbi articolari tipici della terza età.
Come al Senato, ci sono i professori a vita: in pensione ci sono da almeno dieci anni.
E non se ne sono accorti.

In sala professori è entrato un neoassunto. Sì e no 35 anni di età. Si sono voltati tutti e con una sola voce hanno gridato: “Torna in classe!”.
L’avevano preso per un alunno.

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