CAVOUR COLTIVATORE DI ASPARAGI

CAVOUR COLTIVATORE DI ASPARAGI

Gli asparagi spuntano a inizio primavera. La parte della pianta che si mangia sono i germogli, chiamati turioni. Una parte delle coltivazioni sono in serra. In questo caso gli asparagi compaiono alla fine dell’inverno. L’asparago è un prodotto di qualità molto apprezzato dai buongustai e ha anche fama di essere afrodisiaco. È ricco di vitamine e di sali minerali e svolge una benefica funzione depurativa dell’organismo. Tuttavia l’asparagina contenuta negli asparagi può danneggiare chi soffre di reumatismi e di disturbi renali.

Nell’Ottocento, all’epoca di Camillo Cavour, era un prodotto promettente della zona piemontese di Santena, dove la famiglia dello statista aveva una proprietà.  Per questo motivo Cavour si interessò alla sua coltivazione per migliorarne la qualità e la quantità.

Caricatura moderna di Camillo Benso, conte di Cavour

L’asparago era stato coltivato e utilizzato dagli egizi, in Asia minore e in Spagna. I romani lo apprezzavano particolarmente. Si diffuse nel XV secolo in Francia. Nel Cinquecento apparve in Inghilterra e in seguito negli Stati Uniti.

Asparagi selvatici istriani

Ci sono asparagi di tre colori: bianco, violetto e verde. Quelli bianchi hanno sapore delicato, i verdi sono i più saporiti e i violetti hanno un sapore fruttato.

Gli asparagi selvatici si raccolgono lungo i sentieri di campagna all’inizio della primavera. Sono sottili e teneri. Sono molto pregiati.
In alcune zone vengono raccolti come se fossero asparagi selvatici anche giovani getti di piante che non appartengono alla famiglia degli asparagi.

Asparagi bianchi

Gli asparagi dal sapore più delicato sono quelli bianchi, coltivati soprattutto in Germania e nel Veneto. Per mantenerli bianchi la pianta viene coperta da uno strato di terra, in modo che i turioni non prendano luce.

Tecnologia Bosch per la coltivazione degli asparagi bianchi

Sono state adottate tecniche nuove per facilitare la coltivazione degli asparagi bianchi. Gli studi sperimentali hanno dimostrato che la loro crescita ottimale avviene quando la temperatura oscilla fra i 18° e i 22°. Per mantenere tale temperatura si usano alcuni sensori sotto terra che la rilevano. Poi si copre il terreno dentro il quale ci sono gli asparagi, con teli chiari o scuri.

Coltivazione tradizionale dell’asparago bianco

Poiché è un prodotto molto apprezzato e ricercato, l’asparago è sempre stato anche caro. Fin dai tempi più antichi i coltivatori hanno cercato di incrementarne la produzione. I romani già nel 200 avanti Cristo avevano dei manuali dove si spiegava minuziosamente la coltivazione. In seguito si ricorse all’aiuto della scienza.

Asparago di Santena

Questi nella foto sopra sono gli asparagi verdi di Santena. L’asparago di Santena si fregia del Pat, cioè è un Prodotto Agroalimentare Tradizionale. Nel 1820 era già coltivato nella zona di Santena, una cittadina che si trova vicino a Torino.

Santena, castello dei Cavour

La famiglia di Camillo Benso, conte di Cavour, il primo ministro piemontese che realizzò l’unità d’Italia, aveva a Santena una casa circondata da terreni. Il giovane Camillo (nato nel 1810) era il figlio cadetto: tutta la proprietà sarebbe andata a suo fratello, che era il primogenito. Camillo aveva seguito la carriera militare per diventare ufficiale, ma il tradizionalismo e l’immobilismo dell’esercito sabaudo non facevano per lui. Il giovane Camillo pensava che l’aristocrazia fosse una classe sostanzialmente finita.

Firma di Cavour

Chiese e ottenne dal padre di occuparsi della proprietà agraria della famiglia. Dal 1835 al 1843 viaggiò in Francia, Belgio e Inghilterra per conoscere meglio la situazione e il pensiero europeo. In Francia e in Inghilterra era già iniziata la rivoluzione industriale, tuttavia l’agricoltura era ancora la principale fonte di ricchezza. In quei paesi era in parte già industrializzata e si applicavano metodi scientifici alle coltivazioni. Si usavano anche macchine per mietere e per macinare il grano, mentre in Piemonte si faceva ancora tutto a mano.

Cavour agricoltore in una vignetta

Per Cavour l’azienda perfetta era quella a ciclo chiuso, che riusciva a produrre tanto fieno quanto serviva per allevare le bestie. Quando nel 1843 lesse un articolo sulla “Gazzetta dell’associazione agraria” che esaltava il ciclo chiuso andò subito a cercare l’autore: Giacinto Corio, un piccolo imprenditore di Livorno Vercellese che conduceva trecento ettari in affitto. Era un uomo pratico, abituato a provare sul terreno quello che aveva appreso. Cavour imparò molto da lui e lo associò nell’amministrazione delle sue tenute. Lo consultava giornalmente e voleva conoscere tutto ciò che riguardava la campagna anche quando si dette all’attività politica.

Gus, la mascotte dell’asparago del festival dell’asparago a Vale of Evesham in Inghilterra

Cavour riteneva che l’Inghilterra fosse la nazione in cui si praticava la migliore agricoltura. Non pensava tuttavia che i metodi di coltivazione inglesi fossero esportabili in Italia a causa delle diverse condizioni climatiche.

Nella foto sopra, il Festival dell’asparago inglese che si tiene nella Valle dell’Evesham. È un’ansa fertilissima del fiume Avon dove si coltivano gli asparagi. Questo ortaggio ha bisogno di un terreno sabbioso e friabile. Deve essere abbondantemente concimato, in quanto l’asparago crescendo consuma i microelementi presenti nella terra. Già nell’Ottocento la concimazione dei terreni era un problema al centro del dibattito in Francia e in Inghilterra. In Italia, invece, i grandi proprietari si accontentavano di produrre di meno risparmiando sull’ingrasso. Mentre i piccoli proprietari non avevano risorse, erano sempre in debito con i proprietari e si limitavano a sopravvivere. Quindi la produttività dei campi poteva essere migliorata.

Estrazione del guano del Perù nella prima metà dell’Ottocento

Il chimico che aveva fatto approfonditi studi sulla concimazione dei terreni era il tedesco Justus von Liebig. Dimostrò, con la legge che prende il suo nome, che il terreno rende proporzionalmente al microelemento presente in minore quantità. È necessario quindi analizzare la composizione dei terreni, verificare quello che serve alle coltivazioni che si attuano. Bisogna integrare gli elementi che mancano, quindi la concimazione è essenziale. Cavour aveva letto i suoi libri.

In Inghilterra si usavano come concimi le ossa e il guano del Perù, formato da depositi di escrementi di uccelli. Gli inglesi, dopo il 1840, cominciarono a importare dal Perù navi cariche di guano. Ne offrirono anche a Cavour che nel 1843, cioè all’epoca in cui aveva assunto Corio, lo acquistò. Nel 1846 lo fece arrivare direttamente a Genova. Una parte lo usò nei suoi poderi e il resto lo vendette agli altri agricoltori. I risultati furono eccellenti, tanto che Cavour continuò a comprare e a commerciare guano realizzando notevoli guadagni.

Festival dell’asparago a Stockton in California

Sopra gli asparagi del festival che si tiene ai Stockton, in California (Stati Uniti). Qui, i terreni adatti all’asparago si trovano lungo il fiume Sacramento.

Zampa o radice di asparago

Una asparagiaia dopo circa diciotto anni diventa improduttiva. Se la si spianta togliendo le zampe, cioè le radici degli asparagi, non si può ripiantarne un’altra. Anche se si concima con il miglior stallatico non si otterrà un’altra asparagiaia produttiva anche dopo molto tempo. Dove non arrivava la conoscenza pratica, Cavour si rivolgeva ai libri e agli scienziati. C’era in lui una grande fiducia nella scienza.

William De La Rive, un ginevrino suo  lontano parente da parte di madre, frequentava a Edimburgo il laboratorio chimico di James F. W. Johnston. Cavour lo pregò di chiedere all’illustre scienziato come mai l’asparagiaia non si poteva ripiantare nello stesso terreno. Aggiunse che se avesse risolto il problema i contadini di Santena gliene sarebbero stati eternamente grati. Ma lo scienziato non riuscì a trovare la soluzione a questo problema.

Asparago violetto di Albenga

L’asparago violetto di Albenga è una varietà medio-grossa. Il suo colore non dipende da una tecnica di coltivazione ma dal suo patrimonio genetico. Possiede 40 cromosomi invece di 20 come tutti gli altri asparagi. Non può incrociarsi con altre varietà perché i figli sarebbero sterili. In California hanno tentato di brevettarlo. Hanno provato a coltivarlo in Nuova Zelanda, Australia e Stati Uniti con scarsissimi risultati, mentre la piana di Albenga rimane l’ideale. Il terreno è sabbioso e limoso grazie ai depositi alluvionali del fiume Centa. Il microclima è ideale. Negli anni trenta del secolo scorso più di 300 ettari erano coltivati ad asparagi, mentre ora sono stati quasi completamente abbandonati.

Nel video potete vedere come si impianta un’asparagiaia. Notate l’importanza della concimazione e dello scolo delle acque. Con l’agricoltura intensiva aumentava il bisogno di concimi. Cavour si rese conto che il guano sarebbe aumentato di prezzo e sarebbe anche potuto finire. Fondò quindi un’azienda per produrre concimi chimici,  ma questi concimi chimici non diedero mai i risultati ottimali del letame e del guano. Liebig stesso richiamò l’attenzione sui problemi che sarebbero sorti con l’agricoltura industrializzata: si sarebbe rotto l’equilibrio del ciclo naturale, i terreni avrebbero potuto inaridirsi.

Asparago di Argenteuil (Francia)

Il mazzo di asparagi di Édouard Manet

L’asparago di Édouard Manet

Cavour pensava che il più grande aiuto che si potesse dare agli agricoltori era togliere i dazi e i balzelli alle frontiere, particolarmente numerose in un Italia divisa in molti staterelli. Bisognava permettere alle merci di circolare in modo che ogni prodotto andasse a incontrare il suo acquirente. Si impegnò nell’unità dell’Italia anche per dare ai contadini italiani la possibilità di esportare i loro prodotti e quindi di venderli a un prezzo più alto. A tale scopo voleva che si facessero le ferrovie per collegare le varie parti d’Italia e le diverse nazioni europee. Entrò anche finanziariamente in queste imprese.

La subirrigazione dell’asparago

Oggi la regione italiana che produce la maggior quantità di asparagi è la Puglia, seguita dal Veneto. Per la Puglia ciò è stato possibile con l’irrigazione dei campi con i pozzi artesiani. Le pale eoliche collocate nella regione hanno prodotto la corrente elettrica necessaria per l’irrigazione del tavoliere. Gli asparagi vengono irrigati goccia a goccia in profondità. Questo metodo rende possibile un grande risparmio di acqua e scongiura le malattie fungine.

Quaglia in teriyaki, asparagi e cavolo cinese

Quasi il 90% della produzione mondiale di asparagi proviene dalla Cina, dove una grandissima percentuale di prodotto è riservato all’industria conserviera.

Asparagi peruviani

Gli altri maggiori esportatori sono il Perù con il 3%, il Messico e gli Stati Uniti. Mentre i maggiori importatori sono gli Stati Uniti, l’Unione europea e il Giappone.

(Lorraine Lorena ha collaborato alla redazione dell’articolo)

 

 

 

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