ARMANDO BRASINI, IL NEMICO DEL RAZIONALISMO

ARMANDO BRASINI, IL NEMICO DEL RAZIONALISMO

Armando Brasini è un architetto che operò nel ventennio fascista. Non aderì mai alla corrente del razionalismo, ma continuò a usare diversi stili a seconda di quello che doveva costruire. Amava il barocco romano, da cui prese il gusto per l’invenzione degli spazi e la decorazione. È stato osteggiato dai razionalisti del gruppo di Marcello Piacentini e finì per perdere il favore di Benito Mussolini, a cui peraltro piacevano le sue costruzioni enormi e molto ornate. Finì dimenticato, anche se le sue opere sono ancora in uso. E il suo gusto di progettare seguendo ispirazioni diverse, dopo il declino del razionalismo degli ultimi decenni, è più vivo che mai.

Ingresso monumentale del giardino zoologico di Roma

Brasini era un romano di origini modeste. Dopo avere studiato all’istituto d’arte, si dedicò al restauro e alla decorazione.

Nel 1909 ottenne l’incarico di progettare la recinzione e l’ingresso al giardino zoologico di Roma, che vediamo nella foto sopra.

Banca centrale della Libia, ex Cassa di risparmio di Tripoli, opera di Armando Brasini

Per incarico di Mussolini, che lo apprezzava, disegnò il progetto per la Cassa di risparmio di Tripoli, oggi sede della banca centrale della Libia. È un palazzo poderoso in stile arabeggiante.

Castello rosso di Tripoli costruito dagli arabi, in seguito rimaneggiato dai turchi e dai cavalieri di Malta

Il colore ocra della banca, che la distingue e caratterizza, richiama il colore del castello di Tripoli che vediamo nella foto qui sopra.

Disegno per rimodellare la città di Roma (1925/1926)

Brasini propose a Mussolini di abbattere gran parte del centro di Roma lasciando in piedi solo il Pantheon, le colonne di Piazza di Pietra, la colonna Antonina di Piazza Colonna e l’obelisco di Montecitorio. Inizialmente Mussolini fu affascinato dal progetto, ma poi lo lasciò cadere. I costi sarebbero stati esorbitanti. Ora il regime era tutto teso ad educare il popolo con la costruzione di palestre, di piscine e di luoghi di incontro.

Chiesa del Sacro cuore immacolato di Maria in piazza Euclide

Qui sopra vediamo la chiesa del Sacro cuore immacolato di Maria in piazza Euclide. La  pianta della chiesa è a croce greca, cioè con i due bracci uguali. La parte esterna è un cerchio ornato da colonne. Il portale di ingresso è profondo e sostenuto da colonne.

Progetto della chiesa del Sacro cuore immacolato di Maria

Nel progetto originale di Brasini la cupola della chiesa avrebbe dovuto superare la cupola di San Pietro: non fu mai realizzata perché finirono i soldi. Della cupola è rimasta solo la base. La costruzione aveva avuto inizio nel 1923.

Casa Brasini, 1927

Casa Brasini, in via Flaminia vecchia 495, è detta anche il castellaccio perché ha l’aspetto di un castello, di un piccolo paese arroccato. Oggi è un residence di lusso per i vip. Ha un aspetto esoterico e strano. Ci sono decorazioni e simboli risalenti a un’epoca in cui era imperante l’eliminazione di ogni abbellimento.

Palazzo dell’Inail, via IV novembre, Roma

La foto ritrae il palazzo dell’Inail, in via IV novembre a Roma, ripulito dopo un recente restauro. Nel 1929 Brasini comincia a lavorare al progetto. Il palazzo sarà inaugurato nel 1932.

Bramante, nicchia nel cortile del Belvedere

Brasini deve costruire il palazzo dell’Inail su un teatro demolito. Risolve il problema mettendo al centro uno spazio curvo come quello del Belvedere di Bramante, orientato in modo da accompagnare la curva della strada. Dal basso non si vede il secondo piano. L’edificio in questo modo non è incombente. Sulla terrazza del secondo piano dovevano essere messe della statue bianche per dare slancio all’edificio.

Roma, complesso del Buon pastore

Il complesso del Buon pastore è stato costruito a partire dal 1929 e completato nel 1943. La fotografia sopra è precedente al 1975, anno in cui il complesso fu restaurato abbattendo le guglie in pietra serena a base quadrata. Erano pericolanti.

Chiesa del complesso del Buon Pastore

È un insieme molto vasto che sorge a Roma, nella riserva naturale della valle dei Casali, in via Bravetta 383.

Roma, Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini

L’edificio ha una pianta simmetrica ornata da elementi barocchi. Nella corte centrale si eleva una chiesa con un alto campanile che si ispira a Sant’Ivo alla Sapienza di Borromini.

Taranto, palazzo del governo

Il palazzo del governo di Taranto è ora la sede della prefettura e di altri uffici pubblici. Fu costruito da Brasini dal 1930 al 34. Le forme sono asciutte e imponenti, ricordano i castelli di quella parte d’Italia.

Castello di Lagopesole

Per esempio il castello di Lagopesole, in Basilicata, che fu costruito nel tredicesimo secolo, all’epoca di Federico II.

Dove va l’architettura?

Brasini fu giudicato severamente dai suoi contemporanei. Lo stesso Mussolini, cambiando parere su di lui, disse sarcasticamente del palazzo dell’Inail di Via IV novembre: “Il palazzo degli infortuni sul lavoro è stato un infortunio per l’Inail”. Ma anche i critici di epoca posteriore non gli perdonarono l’amore per il barocco, per il pittoresco e il gusto teatrale.

Antoni Gaudì, Sagrada familia, Barcellona

Ma nel resto del mondo il gusto per la creazione di edifici che fossero anche macchine teatrali per stupire l’osservatore non è mai morto. Per esempio, iniziata alla fine dell’ottocento a Barcellona, la Sagrada familia è ancora in costruzione, come le cattedrali del passato la cui edificazione durava secoli. Il suo stile è molto complesso e riccamente adorno.

Grattacielo di Manhattan, progetto di Antoni Gaudì

Antoni Gaudì, l’architetto della Sagrada familia, pensava anche a un grattacielo da costruire a New York.

L’edificio progettato da Gaudì tra grattacieli di New York

Ecco come Gaudì immagina il suo grattacielo a New York.

Frank Lloyd Wright , Guggenheim Museo di New York

Nel 1943, Frank Lloyd Wright ricevette l’incarico di progettare il museo Guggenheim di New York e ideò questo edificio tutto linee curve.

Frank O. Gehry, Museo Guggenheim di Bilbao

Il museo Guggenheim di Bilbao risale al 1997, si deve all’architetto canadese Frank O. Gehry. È una grande attrazione per i turisti che visitano la città per vederlo.  

Brasini era un visionario capace di immaginare mondi incantati ed era in grado di crearli anche con materiali poveri come lo stucco. Purtroppo non fu amato, né compreso, né sostenuto dai colleghi e dalla critica. Fu disprezzato e vilipeso. Una parte delle sue opere fu abbattuta. Non tutte, per fortuna.

(L.L. ha collaborato alla raccolta del materiale iconografico e alla sua elaborazione)

 

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