ANGIOLO MAZZONI, ARCHITETTO FASCIOFUTURISTA

ANGIOLO MAZZONI, ARCHITETTO FASCIOFUTURISTA

Tra il 1925 e il 1926, Angiolo Mazzoni Del Grande costruì la colonia estiva di Calambrone, vicino a Pisa, dedicata alla madre di Mussolini. È una costruzione futurista con una scala elicoidale in metallo che si arrampica sulla torre (un serbatoio d’acqua) e colorata con un rosso squillante.

La colonia faceva parte di quella nutrita serie di costruzioni edificate dallo Stato e dalle ditte private per dare modo ai ragazzi di trascorrere periodi di vacanze al mare. Nello specifico, questa colonia accoglieva i figli dei dipendenti delle ferrovie. Le colonie sono cadute in disuso da quando quasi tutte le famiglie, soprattutto dagli anni sessanta, hanno la possibilità di andare in vacanza con i propri figli. Questa però era talmente bella e funzionale che è stata restaurata per accogliere i turisti.

Calambrone, colonia Rosa Mantoni Mussolini

Nel 1932 Mazzoni conobbe personalmente Marinetti, il poeta che ha fondato il futurismo, e nel maggio del 1933 aderì ufficialmente alla corrente artistica, tanto da produrre, nel gennaio del 1934, il Manifesto futurista dell’architettura aerea.

Benché nel 1926 si fosse iscritto al Partito nazionale fascista, i rapporti di Mazzoni con l’apparato governativo non furono sempre idilliaci, a causa delle continue pressioni che quest’ultimo esercitava affinché modificasse i progetti o li stravolgesse.

Il colonnato scandito dalle colonne negli edifici simmetrici rimanda al gusto classico, rinato in Germania e in Italia, a seguito degli scavi che, nel 1875, furono fatti nella città greca di Olimpia dall’archeologo tedesco Ernst Curtius.

Hermes di Prassitele, scavi di Olimpia

Tradizionalmente, in Italia, ogni grande campagna di scavi su strutture greco-romane ha prodotto un ritorno al classicismo, come nel Rinascimento in seguito alle scoperte nel sottosuolo di Roma, o alla fine del Settecento in seguito al ritrovamento di Ercolano e Pompei.

Olimpia, tempo di Zeus, statue del frontone, Apollo

Il nuovo gusto per la classicità, per la scansione dei pieni e dei vuoti, per le torri e per gli archi, ispirano anche le opere pittoriche, sature di colore e immerse in un silenzio assolato, “metafisico”.

Il serbatoio dell’acqua a forma di torre su cui si avvolgono le scale della colonia, per esempio, rimanda alle opere di Giorgio De Chirico.

La torre rossa di Giorgio De Chirico

Il senso di solitudine ed estraniamento ricorda Carlo Carrà.

Dopo il tramonto di Carlo Carrà

Fino alla fine dell’ottocento, gli edifici nascondevano funzioni interne sotto a un decoro o sotto la scansione dell’esterno . Ecco, per esempio, la prima centrale elettrica di Milano, costruita molto vicino al Duomo, dentro un edificio di fine ottocento.

MIlano: Centrale elettrica di Santa Redegonda

I futuristi vogliono invece portare all’esterno le funzioni di ogni edificio, perché ritengono che la città sia bella per la sua velocità, il suo dinamismo. Sotto, una centrale elettrica (mai costruita) disegnata da Antonio Sant’Elia, il giovane architetto futurista che morirà prematuramente nella prima guerra mondiale e che avrebbe ispirato le architetture di Fritz Lang in Metropolis.

Antonio Sant’Elia, la centrale elettrica

L’adesione di Mazzoni al futurismo è entusiastica nel mostrare la funzione delle strutture degli edifici. Ecco una delle sue opere migliori: la Centrale termica di Santa Maria Novella a Firenze

Firenze, Centrale termica e cabina, apparati centrali della stazione di Santa Maria Novella (1927/29).

Nel 1922 Mazzoni era diventato ispettore stabile delle Ferrovie dello stato. Nel 1924 venne trasferito a Roma, diventò ispettore di prima classe come architetto funzionario,  e iniziò a progettare e a costruire una serie di edifici pubblici ferroviari e postali in tutto il territorio italiano.

Il funzionalismo non è finito con il futurismo, ma percorre tutta la storia dell’architettura moderna. Qui sotto potete vedere il suo frutto più eclatante.

Architetti Renzo Piano e Richard Rogers: Le centre Pompidou detto Beaubourg

Un Renzo Piano giovanissimo insieme a Richard Rogers, nel 1977, vinse il concorso per la costruzione del Centro Pompidou.

Centre Pompidou

Gli elementi portanti, le scale, gli ascensori, le scale mobili, le gallerie, i tubi di ventilazione e riscaldamento, le condutture per l’acqua e il gas sono stati collocati sulle facciate (ciascun tubo è dipinto di un colore differente, poiché ogni colore corrisponde a una diversa funzione: il blu all’impianto di climatizzazione, il giallo a quello elettrico, il rosso alla circolazione e il verde ai circuiti dell’acqua). Elementi che si trovano sempre all’esterno degli edifici, non all’interno.

Intesa San Paolo, grattacielo Renzo Piano

Renzo Piano ha poi costruito edifici di grande razionalità e pulizia, confermando quella vocazione all’eclettismo tipica degli architetti del novecento, che è stata molto presente anche nel curioso ed entusiasta Mazzoni.

Facciamo un passo indietro per vedere le opere realizzate dai maestri di Mazzoni.

Vienna: Complesso di case popolari al cui progetto partecipò Josef Hoffmann

 

Joseph Maria Olbrich,  stile secessione viennese

 

Angiolo Mazzoni, 1932, Palazzo delle Poste a Littoria

La scansione degli spazi, la simmetria, la scelta dei materiali fanno di questo ufficio delle poste un tempio moderno all’efficienza.

Edificio postale del Lido di Ostia

Nell’edificio postale del lido di Ostia, la scansione delle colonne e la circolarità rimandano ancora all’antichità classica tanto da far dire a Daverio che questa non era architettura fascista, ma architettura di ispirazione classica di cui il fascismo si impadronì per ragioni propagandistiche. Il movimento si espanse in Francia e in Germania.

I governi hanno sempre amato gli stili che si rifanno alla classicità per circondarsi del riverbero che emana dal potere del passato.

Il Campidoglio

La bianca cupola del Campidoglio a Washington, progettata nel 1793, in stile neoclassico.

Il sette febbraio 1974, in un’intervista, Pasolini fa le lodi di Sabaudia, una città costruita in epoca fascista che trova incantevole, a misura d’uomo. I danni li ha fatti la ruspa della società dei consumi che, in pochi anni, ha distrutto e appiattito la nostra cultura e la nostra tradizione architettonica.

Santiago Calatrava, stazione di Reggio Emilia

Nel giugno del 2013 è stata inaugurata la nuova stazione ferroviaria di Reggio Emilia dell’architetto spagnolo Santiago Calatrava. Gli architetti non vengono più scelti nel territorio dove dovrà nascere l’opera, ma sul mercato mondiale in base alla fama che circonda il maestro: le amministrazioni locali desiderano essere ricordate per aver sponsorizzato un’opera eclatante e di grande impatto. Spesso le cosiddette archistar non si preoccupano di inserire l’opera nel paesaggio artistico circostante.

Calatrava, stazione di Reggio Emilia

Santiago Calatrava è un “architetto organico” che cerca di riprodurre la natura con le sue opere. In questo caso intendeva creare il movimento di un’onda.

Ha accostato, per venticinque volte, un modulo di lunghezza pari a 25,40 m composto dalla successione di tredici differenti portali in acciaio, distanziati tra loro di circa un metro. Tale sequenza, lunga complessivamente 483 m, genererebbe un effetto di movimento pari a quello di un’onda. L’altezza media è 20 m.

Ufficio postale di Lampedusa

Mentre oggi gli edifici postali sono prefabbricati, uguali in tutta Italia, di uno smorto colorino crème…

Mazzoni, scala interna dell’ufficio postale di Pola

… negli anni trenta erano realizzati in stili diversi. Ecco la scala interna dell’ufficio postale di Pola, costruito da Mazzoni in stile razionalista nel 1930.

(Ringrazio L.L. per la collaborazione, la ricerca del materiale sia fotografico che critico e le discussioni sull’argomento.)

 

4 commenti

  1. Wow!

  2. Grazie Lorena, per il tuo contributo…adesso lo aggiungo

  3. Mazzoni ha progettato anche le stazioni e gli alloggi per i ferrovieri della ferrovia del Brennero. Certo non hanno estetica futurista ma sono ugualmente interessanti.

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