AMERICAN HORROR: QUANDO STAN LEE AFFRONTÒ QUEL PAZZO FURIOSO DI WERTHAM

AMERICAN HORROR: QUANDO STAN LEE AFFRONTÒ QUEL PAZZO FURIOSO DI WERTHAM

Il tessuto connettivo della cultura americana è da sempre permeato da profonde venature sovrannaturali. Non stupisce, perciò, che anche il fumetto abbia attinto al serbatoio dell’horror in tutte le sue forme.

Quando si parla di fumetto horror Made in Usa, il pensiero va immediatamente agli Ec Comics: quei brevi racconti pubblicati nella prima metà degli anni cinquanta popolano l’immaginario collettivo di mostri ripugnanti, spietati vampiri e assurde creature aliene. In realtà tutto era cominciato diversi anni prima, in quello che la critica e i collezionisti indicano come l’Antediluvian Period. La prima ad accorgersi delle imponenti potenzialità del genere horror fu la National Allied Publications, la casa editrice destinata a diventare la celeberrima Dc Comics. Il tentativo manifesto era quello di accorpare le tematiche mistiche ed orrifiche con la figura del superuomo in maniera più vivace di come già facevano le pulp. Una serie di personaggi che decadranno solo quando Superman avrà dimostrato che i superuomini fantascientifici vendono di più.


Nell’ottobre del 1935, nel n. 6 dell’antologico “New Fun”, appariva “Dr. Occult, Ghost Detective”. Siamo, quindi, nel periodo in cui nascono i primi comic book, tre anni prima dell’arrivo dei supereroi. A dare vita alle vicende di questo investigatore dell’Ultraterreno, modellato sulle fattezze di Dick Tracy, c’erano due giovanotti di belle speranze: Jerry Siegel e Joe Shuster, i futuri creatori di Superman. Anagrammando i loro cognomi, si firmavano Leger & Reuths: speravano di usare i loro nomi veri solo quando avrebbero realizzato le più prestigiose strisce per i quotidiani. Il Dottor Occult era un mistico dai poteri praticamente illimitati: l’unico confine era dato dalla fantasia degli autori (un po’ come il suo epigono Dr. Strange della Marvel). Nella prima avventura ebbe modo di salvare la classica damigella, vittima designata di un ghignante vampiro, avvalendosi di un potente manufatto magico.

C’è da dire che, in un’epoca in cui il concetto di esclusiva non esisteva ancora, gli stessi dinamici autori avevano realizzato un personaggio praticamente uguale, “Dr. Mystic, The Occult Detective” per la Centaur Pubblications. Pian piano al Dr. Occult vennero aggiunte altre caratteristiche, la superforza e il potere del volo (ma anche un costume blu e un mantello rosso), chiaramente mutuati dal personaggio che avrebbe conferito a Siegel e Shuster la definitiva consacrazione: Superman. (Volevano venderlo ai quotidiani ma, siccome lo rifiutarono tutti, le strisce della prima avventura di Superman furono ritagliate per rientrare nel formato dei comic book). Di recente, Dr. Occult è tornato in una serie della Vertigo, l’etichetta per “lettori maturi” della Dc.


Dr. Occult continuò per qualche anno la sua corsa prima di essere sostituito nei cuori dei lettori da un “character” decisamente più carismatico: The Spectre (Lo Spettro). Ancora una volta i dialoghi erano del prolifico Jerry Siegel, che per le matite si affidò a Bernard Baily, uno dei maestri del grande Gil Kane. The Spectre si prefigge una missioncina facile facile: sradicare il crimine dal pianeta Terra per imporre la giustizia. Le origini vennero narrate, in due parti, sui numeri 52 e 53 di “More Fun Comics” (febbraio e marzo 1940) sotto il logo di quella che era ormai diventata la Dc Comics. La storia è abbastanza ingenua e non si cura di essere credibile. Il detective Jim Corrigan sta svolgendo le sue indagini sulle attività di “Gat” Benson e della sua banda di malavitosi; irritato dalla insolente insistenza dell’agente, il boss lo fa rapire mentre è in compagnia della sua ragazza, Clarice Winston. Corrigan, rinchiuso in un barile pieno di cemento, viene scaraventato giù da un molo e muore affogato. Giunto nell’aldilà, un Essere Misterioso (Dio?) gli comunica che ha in serbo per lui un’opzione diversa dal riposo eterno. A Jim vengono conferiti incredibili poteri e la possibilità di ritornare nel mondo dei vivi sotto forma di fantasma, per continuare la sua lotta contro il crimine. Corrigan scende sulla Terra appena in tempo per salvare la sua Clarice (dalla quale dovrà separarsi dolorosamente perché un fantasma non ha nulla da offrire a una donna mortale) e sgominare la banda di Benson, prima di sparire dalla scena nel suo spettrale costume bianco e verde.

Successivi aggiustamenti permisero poi a Corrigan di recuperare il proprio corpo defunto dal punto del fiume in cui si era incagliato e di sdoppiarsi in una parte spirituale e una corporea. Pur dotato di indubbio fascino, The Spectre cadde in un lungo oblio editoriale per ritornare sporadicamente in edicola dagli anni sessanta in poi.


Altri eroi della Dc Comics sono da menzionare in questa breve galleria, come Doctor Fate, creato da Gardner Fox e Howard Sherman nel 1940 per “More Fun Comics”.


Mentre nel 1942 esordiva su “Sensation Comics” (la testata antologica che per prima presentò le avventure di Wonder Woman) The Gay Ghost di Gardner Fox e Howard Purcell. L’aggettivo gay (allegro) non aveva la connotazione moderna: si trattava di avventure dai toni abbastanza scanzonati, quasi una rivisitazione in chiave brillante del cupo The Spectre.

Diversamente dalla Dc, la Marvel cominciò a frequentare il genere horror relativamente tardi, lo fece solo quando il successo dei suoi supereroi aveva imboccato la parabola discendente, subito dopo la Seconda guerra mondiale. Molte delle testate classiche si convertirono al mistero e all’horror, persino “Captain America” venne trasformato in “Weird Tales”. Altre ne nacquero in fretta e furia: da “Mystic” a “Strange Tales”.

A partire dal 1948, sulle pagine del “Saturday Review of Literature” lo psichiatra di origine tedesca Fredric Wertham aveva lanciato i suoi strali ai “deleteri effetti sulle deboli menti dei lettori dei fumetti, istigatori di violenza e fonte di ogni aberrazione”. Quando diede alle stampe quel capolavoro di equilibrio e di lungimiranza che fu il suo “Seduction of the Innocent” (1954), l’America gli credette e mise al bando i poveri mostri di carta.

In un tentativo di resistenza Stan Lee e il disegnatore Joe Maneely realizzarono la storia di 4 pagine “The Raving Maniac” (Il pazzo furioso), uscita nel numero 29 di “Suspence” (1953). Una sorta di Wertham, penetrato negli uffici della casa editrice Atlas-Marvel, accusa il direttore Stan Lee di ogni nefandezza, mentre quest’ultimo rintuzza le sue accuse farneticanti… fino a quando gli infermieri vengono a prendere l’energumeno per ricondurlo nel manicomio dal quale era fuggito! Uno sberleffo liberatorio e una grande soddisfazione, purtroppo solo morale. L’epoca oscura dei controlli a tappeto della censura era cominciata, e sarebbe durata a lungo.

1 commento

  1. Il dr. Occult delle origini non era esattamente il concetto che un cartoonist insegue per tutta la vita e che gli capita di afferrare per caso mentre le sue priorità sono altre – per esempio quanto accaduto al Seagar che piazza Popeye in una storia della sua strip decennale perchè Castor Oyl ha bisogno di un marinaio che lo porti x mare – ma nella sua evoluzione è diventato interessante. Ricordo ai fans + verdi che ha una sorella , diciamo così , nomata Rose Psychic , e che ricorda la ns Valentina Rosselli con cui divide lo spazio ed il tempo in un modo bizzarro: a volte è un detective di magheggi con trench e fedora ed a volte una flapper secondo l’atmo della storia. No kiddin. Invito i lettori con la nostalgia della Vertigo della prima ora a recuperare lo smilzo volumetto Comic Art che traduceva lo one-shot del buon dottore successivo ai famosi Books of Magic – in cui Occult forma la brigata in trench insieme a John Constantine, Mr E. e lo Straniero Fantasma – del dinamico duo Sweetman e Louapre. Roba bizzzarra e sottilmente inquietante. A ovest di Paperino ed est del Dylan Dog sclaviano. Occult e Rose entrano nell’incubo perenne di una ragazza abusata dal patrigno ed indagano anche la propria ( non ) vita sessuale. 1994. Non dorme decentemente da allora.

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