ALICIA VIKANDER È LA MEGLIO LARA CROFT

ALICIA VIKANDER È LA MEGLIO LARA CROFT

Quando nel 2015 o giù di lì si cominciò a parlare di questo nuovo film basato su Tomb Raider le mie aspettative non erano proprio altissime. Per non dire, poi, quando nel 2016 venne scelta Alicia Vikander come Lara Croft.
Alicia Vikander è una bravissima attrice, niente da dire. In Ex Machina di Alex Garland, in cui interpreta l’androide Ava, è fantastica. Si è beccata pure un Oscar per The Danish Girl. Però nei panni di Lara Croft non ce la vedevo proprio. Come Al Pacino in un cinepanettone, insomma.

Alla fine mi sono andato a vedere ‘sto Tomb Raider 2018 e… incredibilmente, mi ha ridato un pizzico di fiducia nei confronti dell’umanità.

Tomb Raider 2018 film con Alicia Vikander confronto con Tomb Raider videogame del 2013
Da anni i videogiochi della serie Tomb Raider non andavano più da nessuna parte, allora la Square Enix nel 2013 ha fatto uscire un reboot, intitolato semplicemente Tomb Raider. Il film Tomb Raider 2018 altro non è che l’adattamento di questo, diciamo, nuovo universo di Lara Croft.

Tomb Raider 2018 film con Alicia Vikander recensione
Nel film, Lara Croft (Alicia Vikander) non si rassegna ad accettare l’idea che suo padre, Lord Richard Croft (Dominic West), sia morto nonostante siano passati sette anni dalla scomparsa. Perciò continua a rifiutare di firmare i documenti testamentari che la renderebbero l’unica proprietaria dell’impero finanziario Croft.

Tomb Raider 2018 Alicia Vikander

Lara continua a sperare nel ritorno del padre e anziché vivere nel lusso tira avanti a stento con gli spicci che guadagna come pony express in bicicletta. Un giorno, a seguito di un incidente con la polizia, viene arrestata.

Pagata la cauzione, Ana Miller (Kristin Scott Thomas), alta dirigente e tutrice di Lara, le fa presente che se non si sbriga a firmare le carte perderà ogni cosa. Così si decide a firmare i documenti che dichiarano ufficialmente defunto il padre, rivendicando il patrimonio Croft. E qui avviene la svolta.

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Nel testamento ufficiale, Richard Croft aveva lasciato una specie di rompicapo. Il quale, una volta risolto, dà modo a Lara di accedere al suo, come dire… ufficio segreto. Quando lo trova, anziché il business man che credeva fosse, Lara scopre che il padre era un predatore di tombe.

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Ossessionato dall’occulto in tutte le sue forme, l’ultima spedizione di Richard riguardava la localizzazione del sepolcro della leggendaria regina Himiko, imperatrice del Regno Yamatai (il Giappone di duemila anni fa) nonché sacerdotessa di un culto sanguinario. Si diceva fosse una strega dagli enormi poteri, in grado di togliere la vita con il solo tocco delle mani.

Richard, spaventato dopo aver scoperto la verità su Himiko, vorrebbe che le sue ricerche venissero distrutte. Invece Lara parte per il Triangolo del Drago nel Mar del Diavolo, al largo della costa giapponese, per scoprire cosa sia successo al padre.

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Fondamentalmente, questa è la trama di Tomb Raider 2018. Accattivante e allo stesso tempo nulla di eclatante, dato che il mistero non gioca un ruolo fondamentale, perché è solo lo sfondo di una storia che si concentra su tutt’altro.
C’è da dire, inoltre, che la faccenda è un po’ ripetitiva.

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Per capirci, Tomb Raider 2018 si apre con la voce narrante di Richard Croft che, su alcune immagini particolarmente evocative, narra la leggenda della regina Himiko. La stessa identica storia viene poi spiegata di nuovo paro paro durante il film.

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Tra l’altro il padre di Lara è sfruttato malissimo: non spiego perché per non fare spoiler.
Come spalla di Lara c’è il marinaio cinese Lu Ren (Daniel Wu), messo in secondo piano troppo presto.

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Sorvolando su questi e altri problemucci, dicevo all’inizio che questo film mi ha ridato un po’ di fiducia nell’umanità. La prima cosa su cui mi sono dovuto ricredere è Alicia Vikander. Vero che non ha, come dire, quelle armi d’allattamento di massa che negli anni era diventata prerogativa (poi ridimensionata comunque) del personaggio, tuttavia la Vikander è una Lara Croft assolutamente eccezionale.

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Non solo per come ha caratterizzato il personaggio, per come sia riuscita a trasmettergli una realistica personalità facendo uscire Lara dalla monodimensionalità delle sagome di cartone. Piuttosto è la fisicità che riesce a trasmettere la cosa che mi ha sorpreso tantissimo. Ogni volta che Lara si ferisce, si schianta a terra o s’accartoccia contro qualunque cosa, ogni volta che si prende un papagno in bocca o risolve un situazione, la Vikander trasmette tutto in maniera viscerale.

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Non voglio dire che Tomb Raider 2018 sia realistico nel senso stretto del termine, ci mancherebbe. Però, come nel gioco uscito nel 2013, pone l’accento sulla crescita di una ragazza in fondo fragile alle prese con gli enormi del mondo.

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Anche Walton Goggins, che nel film interpreta il villain di turno Mathias Vogel, è eccezionale. Di norma, i personaggi come il suo al massimo riescono a essere archetipi ai limiti del cliché. Invece, il Vogel di Goggins è… umano. Ha motivazioni plausibili che lo spingono ad agire in un certo modo. D’altro canto non poteva essere altrimenti, dato che la sceneggiatura di Geneva Robertson-Dworet e Alastair Siddons, anziché sull’avventura, si concentra sul melodramma familiare al centro della storia.

Insomma, un film molto diverso da quello del 2001, Lara Croft: Tomb Raider, con Angelina Jolie. Un film che faceva incredibilmente pena sotto qualunque punto di vista, ma che, paradossalmente, proprio in virtù della sua “anima di plasticaccia vuota” era anche uno dei migliori blockbuster di sempre.
Lara Croft: Tomb Raider non fa altro che ripetere la formula del videogame. Che, in fin dei conti, altro non era che una questione di salta lì, corri là e spara qua. Il film te la riproponeva tale e quale.

Tomb Raider 2018 Alicia Vikander
Tomb Raider 2018 fa la stessa cosa, ma con un’aggiunta. Anzi, due. Ha un cast di buoni attori che si sforzano di fare il loro mestiere, che non si limitano a mettersi in posa e basta. Ma sopratutto vedo finalmente un adattamento fedele, non un semplice collage di robe con nomi protetti da copyright.

Nel film ci sono molte sequenze d’azione e il regista Roar Uthaug fa un bel lavoro adottando spesso le stesse prospettive del videogame. Molto cinetico quando riprende Alicia Vikander da angolazioni sia basse che alte, oppure dalla prospettiva a spalla. Non c’è mai la sgradevole impressione di guardare una cosa che non ha nulla a che spartire col materiale da cui è tratto.

Insomma, hai giocato Tomb raider? Se ti guardi il film vedi il mondo di Tomb Raider. Già solo questo basterebbe a fargli meritare quelle dieci carte per andare al cinema, secondo me.

Credo che anche per oggi sia tutto.

Stay Tuned, ma sopratutto Stay Retro.

 

Tomb Raider 2018

Regia: Roar Uthaug

Produzione: Graham King

Sceneggiatura: Ginevra Robertson-Dworet
Alastair Siddons

Storia: Evan Daugherty
Ginevra Robertson-Dworet

Basato su Tomb Raider di Crystal Dynamics

Starring: Alicia Vikander
Dominic West
Walton Goggins
Daniel Wu
Kristin Scott Thomas

Casa di produzione: Metro-Goldwyn-Mayer
Warner Bros. Pictures
GK FilmsSquare Enix

Distribuzione: Warner Bros. Pictures

Data di uscita: 16 Marzo 2018

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