ALCUNI BUONI MOTIVI PER VISITARE PARIGI

ALCUNI BUONI MOTIVI PER VISITARE PARIGI

Il treno che parte da Milano, passa a Torino e va a Parigi fa quattro viaggi di andata e tre di ritorno al giorno. Si chiama Tgv, cioè treno ad alta velocità. Si può prenotare su internet e pagare con la carta di credito. È possibile fissare il posto, l’orario e il giorno. È quasi sempre al gran completo. Molto comodo, consente di portare tutto il bagaglio che si desidera, appoggiando le valige sugli appositi ripiani anche vicino al proprio posto. Se si prenota molto tempo prima e in giorni infrasettimanali si possono spuntare viaggi da Milano e da Torino a soli 29 euro. Parigi vuole mantenere elevato il numero dei turisti che visitano ogni anno la città perché rappresentano un motore importante per l’economia locale.

Seconda classe del Tgv

In realtà il treno viaggia ad alta velocità solo da Lione a Parigi. In italia viaggia a velocità normale e si ferma anche in piccole stazioni come Bardonecchia e Oulx. In inverno sono molti gli sciatori che vengono da Parigi o da Lione nelle stazioni sciistiche italiane. Il Tgv raggiunge Parigi in circa sette ore da Milano e sei da Torino.

Il treno ad alta velocità

Alcune carrozze sono piuttosto vecchie perché il servizio è attivo dal 1981 sulla tratta Parigi-Lione. Ha trasportato più di un miliardo di passeggeri. Nei convogli c’è il bar dove si possono comprare bevande, panini e spuntini. Si può anche ricaricare le batterie e alcune volte avere un collegamento internet. In tutto, da Milano, ci sono per Parigi sette convogli giornalieri di cui quattro ad alta velocità. Esistono anche treni notturni che compiono il tragitto in 13 ore.

Tgv, treni ad alta velocità francesi nella Gare de Lyon, cioè nella stazione di Parigi per Lione

Uno dei motivi per cui i viaggiatori preferiscono il treno all’aereo è che i treni dall’Italia arrivano alla Gare de Lyon (cioè la stazione di Lione), nel centro di Parigi. Si può prendere la metropolitana o la Rer, il treno metropolitano.

I taxi davanti alla Gare de Lyon

Si può anche prendere un taxi. Non sono particolarmente cari e, soprattutto quando si è in tre o quattro persone con molti bagagli, diventano davvero convenienti. Bisogna mettersi in coda e aspettare il proprio turno, ma la fila scorre veloce e in poco tempo si parte diretti all’hotel prescelto.

Dal taxi potremo ammirare la città, che è sempre animatissima. Ufficialmente Parigi ha più di due milioni di abitanti, considerando però l’aerea metropolitana, detta Grande Parigi, arriva a 12 milioni. E ha circa 28 milioni di visitatori l’anno, È una delle città del mondo con il maggior numero di visitatori l’anno. Nonostante sia fittamente abitata ha fama di essere la meta romantica per eccellenza.

“Le baiser de l’Hotel de ville” cioè “Il bacio davanti al municipio” di Robert Doisneau, uno dei baci più famosi della storia della fotografia

La foto sopra, stata scattata il 9 marzo 1950, ha contribuito ad accrescere la fama di città degli innamorati che ha sempre avuto Parigi.

Il giornalista e scrittore Dino Buzzati con la moglie Almerina Antoniazzi in viaggio di nozze a Parigi nel 1966

È stata la metà tradizionale del viaggio di nozze anche per gli italiani e per alcuni lo è ancora.

Viaggio romantico a Parigi per San Valentino

Ai nostri giorni molte coppie scelgono mete più esotiche e lontane per il viaggio di nozze. Ma per raggiungerle spesso passano da Parigi perché è ben collegata con tutto il mondo, soprattutto con i paesi di lingua francofona. Ma Parigi rimane la meta preferita per le fughe romantiche. Vi si festeggia volentieri anche San Valentino.

Una coppia davanti alla Tour Eiffel

Alla Tour Eiffel ci si arriva praticamente in faccia dalla stazione della metro chiamata Trocadero. Dalla spianata in superficie si può ammirare la famosa torre e i giardini del campo di Marte, chiamati così perché un tempo vi si addestrava l’esercito. Di fronte c’è ancora la scuola militare dove aveva studiato Napoleone Bonaparte. Il Campo di Marte fu la sede dell’esposizione universale del 1889 per la quale l’ingegnere Eiffel, autore anche degli interni della Statua della Libertà di New York, costruì la Torre che avrebbe dovuto essere smontata alla fine della manifestazione. Ma i parigini ci si affezionarono e ancora oggi è il simbolo della città.

Avenue des  Champs Élysées

L’illuminazione natalizia agli Champs Élysées. In fondo l’Arco di Trionfo dedicato a Napoleone

Con la metropolitana numero 9, scendendo alla stazione Franklin D. Roosvelt, si arriva agli Champs Élysées. È uno dei corsi alberati più frequentati dai visitatori, estendendosi per circa due chilometri. A lato ci sono due larghi marciapiedi e tutta una fila di negozi. Ci sono i flagship store delle grandi catene, cioè i negozi bandiera che ne rappresentano la vetrina con spazi espositivi maggiori e con maggiore assortimento di prodotti.

70-72 Av. des Champs-Élysées, 75008 Paris, Francia

La sede Sephora, tra le più grandi e lussuose del mondo

All’inizio degli Champs Élysées c’è uno dei negozi Sephora (catena che vende prodotti di profumeria) più grandi e forniti del mondo. È possibile provare tutte le creme e i make up della nuova collezione. Ci sono varie postazioni in cui truccatrici specializzate danno dimostrazione della loro abilità sui volti delle clienti. La gamma dei prodotti in vendita è molto ampia. Ci sono anche colori e tipi di smalto e di trucco che non arrivano mai in Italia. La possibilità di scelta è infinita e si può provare qualsiasi profumo.

La Fnac degli Champs Élysées

La Fnac (sigla di Fédération Nationale d’Achat des Cadres, in italiano Federazione nazionale dell’acquisto per i quadri) è una catena francese presente anche in Italia. Vende libri, dischi, cd, telefonini, programmi informatici, prodotti audiovisivi, videogiochi e biglietti per concerti e avvenimenti musicali, teatrali e dell’industria dell’intrattenimento. L’uscita di un nuovo Cd o di un nuovo libro delle star internazionali viene spesso accompagnata dalla conferenza dell’artista alla Fnac degli Champs Elysées.

Parata della presa della Bastiglia il 14 luglio agli Champs Élysées

Ma gli Champs Élysées non sono solo un luogo per turisti. Sono anche nel cuore dei parigini e dei francesi. Qui si svolge ogni anno, il 14 luglio, la sfilata che ricorda la presa della Bastiglia e la conquista delle libertà civili. Il fatto storico ricordato è l’assalto che il popolo diede alla prigione della Bastiglia nel 1789, con la liberazione dei (pochissimi) prigionieri. Segnò l’inizio della Rivoluzione francese e la fine del dispotismo.

Luminarie natalizie agli Champs Élysées, 2013

A Natale gli Champs Élysées sono illuminati da migliaia di lampadine e ora dai led. Lo spettacolo è sempre emozionante e sicuramente Parigi si merita il nome di Ville Lumière (città delle luci).

I soldati tedeschi occupano Parigi e sfilano agli Champs Élysées

Sugli Champs Élysées nel 1940 sfilarono anche i tedeschi quando occuparono Parigi.

1940, cittadini francesi assistono alla sfilata dei tedeschi sugli Champs Élysées

1944, il generale De Gaulle, capo della lotta di liberazione francese, sfila con le sue truppe sugli Champs Élysées

Ma la più grande manifestazione mai avvenuta sugli Champs Elisées si è tenuta nel 1998 per la vittoria della Francia nel campionato mondiale di calcio

Morte di Johnny Halliday, il corteo dei bikers scende lungo gli Champs Elisées , 9 giugno 2018

Benché i negozi che si affacciano sugli Champs Elisées siano bellissimi e importanti, tuttavia non sono diversi da quelli che ci sono in altre città. Il vero lusso parigino si trova ai Fabourg Saint Honoré.

La rue du Faubourg Saint-Honoré

Hermès al 24 del Faubourg Saint Honoré

La rue du Faubourg Saint-Honoré è la via del lusso parigino. È parallela agli Champs Élysées, sempre congestionata perché non è chiusa al traffico veicolare.
Nella foto in alto la sede di Hermès nella rue du Faubourg Saint-Honoré. Ha decorazioni molto suggestive soprattutto a Natale.

Il negozio Chanel al 21 della via del Faubourg Saint-Honoré

Al numero 21 della rue du Faubourg Saint-Honoré c’è una sede della casa di moda Chanel.
La Chanel non fa solo abiti già pronti, cuce ancora abiti su misura per l’haute couture. Anche se il mercato dell’alta moda su misura si è ristretto, arrivando solo a circa duemila acquirenti  in tutto il mondo. Al giorno d’oggi vengono a Parigi per farsi confezionare un vestito di alta moda soprattutto da Cina, Russia e Medio Oriente.

Sarte al lavoro nell’azienda di haute couture Lesage, Parigi, luglio 1988

Le 2200 sarte che lavorano nella haute couture sono dette les petits mains, cioè piccole mani. Infatti cuciono tutto a mano.

Palazzo dell’Eliseo, al numero 55 della rue du Faubourg Saint Honoré, sede del presidente della Repubblica francese

Sulla rue du Faubourg Saint Honoré non ci sono solo le case di moda, ma anche i palazzi istituzionali e alcune ambasciate. Al numero 55 c’è il palazzo dell’Eliseo, sede del presidente della repubblica francese.

Le Galeries Lafayette

Alla distanza di quasi due chilometri da rue du Faubourg Saint-Honoré si trova Boulevard Haussmann. Qui si trovano le Galeries Lafayette, un grande magazzino di lusso aperto da più di un secolo.

La cupola interna delle gallerie Lafayette con l’albero di palloncini del 2017

L’edificio ha una cupola di vetri colorati che viene decorata per il Natale.

Cupola dei Printemps

Sempre sul boulevard Haussmann si incontrano i grandi magazzini Printemps, con più di 150 anni di attività. Anche ai Printemps c’è una grande cupola di vetri colorati.

Lo stile parigino

Lo stile parigino

Le parigine sono conosciute per il loro stile. Comprano abiti di qualità e li usano per anni. Hanno una particolare attenzione per le scarpe, che preferiscono ottime ma comode. Nella scelta degli abiti evitano gli eccessi. Non manca nel loro guardaroba un cappottino nero ben confezionato che si fanno adattare perfettamente dalla sarta. Rifuggono dai colori violenti e odiano le griffe esposte in bella vista sugli abiti e sugli accessori.

Scolara sul monopattino

In Francia un’accorta politica per l’incremento delle nascite ha evitato il fenomeno della denatalità che affligge l’Italia. Molte giovani signore hanno tre figli. Si vedono in giro per la città papà e mamme che accompagnano i bambini ai giardinetti o al parco con l’onnipresente monopattino.

Fumetti

Aaapoum Bapoum-rue Serpente, fumetteria

Parigi è la capitale europea del fumetto che in Francia si chiama bédé, parola composta dalle iniziali di bandes dessineés (strisce disegnate).

Aaapoum-Bapoum-rue Dante 8, fumetteria

In tutte le librerie e nei chioschi delle edicole c’è la sezione speciale dedicata ai fumetti. I francesi avevano già riconosciuto il valore artistico del fumetto quando, da altre parti, si stava ancora discutendo se fa danni ai bambini.

La fumetteria Album chiusa a Parigi dopo 70 anni nel 2018

Creata nel 1949, la libreria Album disponeva di circa 17mila titoli

La più vecchia fumetteria di Parigi, la Album, che si trovava all’84 del Boulevard Saint Germain, è stata chiusa nel gennaio del 2018.

Junku, 18 rue des piramides

La libreria giapponese Junku è specializzata in manga, i fumetti giapponesi.

Lavorare a maglia

La droguerie, rue de Jour 7,11

Per chi è appassionato di lavoro a maglia Parigi offre diversi negozi molto interessanti. Il più antico è la Droguèrie, rue de Jour 7, 11. Si può raggiungere a piedi dal Centre Pompidou che si trova in centro, nella zona delle Halles dove una volta c’erano i mercati all’aperto di Parigi. È un negozio storico che pubblica anche modelli. Ha una raccolta di filati molto ampia e di qualità.

L’atelier de la création, 23 bis rue des plantes, Paris 14

Nell’Atelier de la création (Laboratorio della creazione) si trovano stoffe, lane, fili e generi di merceria.

Chatmaille in rue Cazotte 2, Parigi

Laines et fils à tricoter (Lane e fili per lavorare a maglia) è una bottega poco distante dal Sacre Coeur, in Rue Charles Nodier, all’angolo con Rue Cazotte.

 

15 commenti

  1. simpatico reportage,mi ha fatto venir voglia di fare una gitarella a Paris, ah la tirannia del tempo!!vado ad ascoltare Trenet au revoir!!

  2. E’ un piacere ritornare a Parigi. La città ha sempre qualcosa da offrire…

  3. Ok, per quanto riguarda le coppie, ma diciamolo: è l’unica città in Europa che affascina i bambini! E non sto parlando di Disneyland, sto parlando proprio della Parigi classica e “romantica”.

    • Parigi è stata la location di parecchi cartoni animati di grande successo. Notre Dame con le sue gargouille è molto suggestiva. L’altra settimana sono andata a Saint Denis dove ci sono i sepolcri dei re e delle regine di Francia, molto suggestive con le statue medievali distese sopra con spadoni e corone in testa. Posso testimoniare che c’erano intere scolaresche di diverse etnie attentissime alle spiegazioni delle guide? Sarà l’effetto delle serie fantasy?

  4. mah, a Parigi hanno cercato di ammazzarmi due volte, la prima nel quartiere di Saint-Denis sono riuscito a scappare da un gruppetto che voleva spaccarmi il vetro per fregarsi la borsa sul sedile posteriore, la seconda inseguito in macchina da gente che mi sparava addosso sono riuscito a chiamare la gendarmeria, e il poliziotto mi ha – molto gentilmente – detto che non capiva il problema e che non vedeva come avrebbe potuto aiutarmi; zigzagando a 180 nel traffico del pomeriggio sulla tangenziale interna sono riuscito una seconda volta a scappare e non mi sono più fermato fino al confine tedesco; state all’occhio;

  5. Purtroppo nelle grandi città succede e non solo in quelle…

  6. Storia di fantascienza con profumo di vaga ucronia.
    Seth Fisher, dopo averci salutato con grande affettuosità dimostrata tangibilmente con il regalo di una bella illustrazione di copertina per “Vitt & Dintorni”, fischiettando si allontana lentamente in direzione di piazza dei Vosgi, mentre la pioggia cade con inusitato furore rispetto al calendario che segna il 17 di Luglio!! Sono rimasto in compagnia di Roland Topor, che stoicamente senza ombrello e a capo scoperto non si cura della pioggia che l’inzuppa. Reduce dall’aver assistito in compagnia del fido cane Ezechiel ad un efferato tentato omicidio sembra comunque tranquillo: certo, Manu Libera ha violentemente reagito e protestato quando l’ignobile efebo dalle grandi ali color alpaca peruviano l’ha spinta giù dal ponte delle Arti con la Senna in tumultuante piena! Ma sapendo che è una provetta nuotatrice io non mi sono allarmato e inoltre sono certo che il bagno freddo le farà passare un poco i bollenti spiriti!! L’angelo caduto, poiché tale mi pare l’essere alato, l’ha fatto forse per il suo bene, da buon Samaritano quale vorrebbe teoricamente essere. Ezechiel ringhia sordamente per manifestare il suo dissenso e fra il ringhio e a denti scoperti mi sibila: ”Tomaso, tu credi agli angeli e cose del genere?? Sei un povero fessacchiotto, non hai capito che quel tale aveva le ali di cartapesta per beffarsi di te? Non l’hai riconosciuto quello sciagurato di Alfonso evaso dalle segrete della Bastiglia tre notti or sono in occasione della festa del 14 Luglio con fuochi artificiali e giochi di acqua (Sons et lumieres) proveniente dalle mille vasche d’acqua che adornano le piazze di Parigi??
    Io sono perplesso; ma si, certo. Poi, quando qualche peniche aggancerà la conturbante Manus traendola in salvo e il suo capitano dopo averla curata con qualche flebo di calvados, certamente saprà cosa fare di lei!! Va beh, io le consiglierò il convento, per ricercare il suo centro di equilibrio permanente!!
    Non vorrei uscire, ma devo andare alla libreria Mona Lisait di boulevard de l’Hôpital, dove il simulacro di Sauro lo Pennacchio mi attende per importanti comunicazioni sull’involuzione di “Vitt& Dintorni” in direzione di un certo autocompiacimento autobiografico dei componenti della redazione.
    Guardo Roland Topor che non mi pare in vena di ciance per la faccenda della seconda edizione tedesca di “Pinocchio” illustrata da lui in un momento di un probabile(?)giramento di zebedei e gli chiedo: “ Mi accompagni in Boulevard de l’ Hospital?? Di andarci da solo non mi fido a causa della banda di accattoni di “Luponero” che prima ti morde e poi abbaia!!” Sospira e grattandosi la punta del naso Roland inizia il suo eloquio: ”prima però passiamo dalla via del Tempio, dove di solito tu in cenci artefatti questui per il rancio giornaliero!”; io sono meditabondo:” ma si allunga la strada del doppio! Io ho una certa fretta perché al centro Pompidou c’è Patrizia Z, che mi attende per definire il mio contratto come primo consulente per la mostra a La Rochelle su Hugo Maltese e Corto Pratt che parte il 4 Agosto!!”. Topor guarda il bicchiere mezzo vuoto e ridacchiando bisbiglia: “ Attento Prosperino mio, Patrizia è un osso duro, ti romperai i denti e ti ridurrai a masticare con le gengive pane inzuppato nel brodino già preconfezionato in busta! Vieni prima con me al quartiere del tempio dove c’è Rebecca che ti darà per pura carità una pagnotta rafferma di pane azimo, per mangiare la quale dovrai lavorare di molari, fallo per piacere, finché ce li hai ancora”. Io sono indeciso, pensando a questa faccenda di Rebecca e del fantomatico quartiere che disegna storicamente la frontiera occidentale del Marais e raggruppa oggi tre vie medioevali: la via bar del Becco, la via Sainte-Avoye e la via del Tempio. Aperta probabilmente fin dal XII° secolo, la via del Tempio collegava la zona de l’Hotel de Ville e al recinto del Tempio stesso e di fatto separava le terre dei Templari dal “bel borgo” di Saint-Martin des Champs. Questa via si è completamente trasformata dall’immagine della zona della palude e non conserva alcuna traccia del suo passato medioevale prestigioso. A sinistra, procedendo, si incontra un locale La tour du Temple. Qualche reminiscenza rimane…”. Sbuffa il Nostro e gargarizza con voluttà suggendo una pinta di Guiness rossa! Topor schiocca la lingua, fa una serie di risatine e poi si allaccia il tovagliolo al collo ed inizia a mangiare a grandi boccate il famoso maiale tolosano alla brace, il cosiddetto “pasto dell’eroe”. Squilla il telefono e il gestore del Bistrot “Chez Hibou” fa un cenno di richiamo al Nostro e sussurra:” ti cercano, sono Rebecca e lo zio Abramo e Jacovitti…” Topor risponde e sbianca in volto. Tomaso, è accaduta una cosa di estrema gravità: Jacovitti e Caesar sono spariti, scomparsi, probabilmente rapiti da Vito il mago della foresta morta e trasportati in un futuro ucronico dove la guerra di Etiopia è stata vinta nel 1938 dal Negus che occupato primo in nord Africa, poi con l’aiuto della Nigeria e del Sudan l’Italia indi l’Europa occidentale, ha mandato Mussolini e Hitler a lavorare nelle miniere sarde di Carbonia!! In quel contesto la cosa veramente grave fu che – con gran sconforto del giovanissimo De Turris- “Il Vittorioso” sospese la pubblicazione della storia di “Romano il legionario” alla terza tavola e al suo posto apparve o apparirà un’altra storia a fumetti intitolata “Romano e l’aeroporto Z !!” Poi Topor, pallido come un cencio, esce dal locale con sguardo truce in tutta fretta senza dire altra parola. Intanto Matteo Salvini (Milano, 9 marzo 1973) noto politico italiano, dal 1º giugno 2018 vicepresidente del Consiglio e ministro dell’interno del Governo Conte, saputa la notizia ha inviato alla redazione di “Vitt & Dintorni” un battaglione di leghisti arditi incursori con il compito di impedire la pubblicazione di questo mio articolo, considerato anti italiano e pro abitanti autoctoni del continente nero! Salvini, senatore, già deputato ed europarlamentare, dal dicembre 2013 è segretario federale della Lega Nord, partito al quale si è iscritto nel 1990 dopo avere bruciato in piazza un fantoccio tinto di nero come monito per i poveri migranti in possibile arrivo sulle coste italiane con mezzi di fortuna.

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    Topor ed amici sono definitivamente scomparsi e io devo ritrovarli perché temo siano stati inghiottiti da una delle “porte” che si suppone siano buchi neri e che appaiono e scompaiono nell’arco di un secondo! E’ improbabile, quasi impossibile incappare in una di queste trappole, ma la legge delle probabilità non lo esclude! Si sospetta che non sia un fenomeno naturale ma un marchingegno messo in atto da “Der Master Rock”, l’occulto burattinaio che regge con pugno di ferro la zona ucronica di Parigi con l’occulta complicità di Zauro le Pen, dove ancora le pattuglie di SS scorrazzano alla ricerca di sospetti lettori di fumetti, categoria considerata altamente eversiva e quindi da eliminare con ogni mezzo. Il mio obbiettivo è percorrere l’itinerario del “triangolo” ( la cosiddetta “zona bucata”), situato tra Piazza della Repubblica, Piazza della Bastiglia e Blanche Manteaul , anche se è ormai certo che l’epicentro del fenomeno metafisico deve collocarsi nel “Conservatorio delle arti e mestieri, direttrice del quale è a tempo perso la dottoressa Manu Libera, già docente alla Sorbona di manutenzione di rubinetti organici degli androidi di generazione 7°. Comunque estraggo dalla capace borsa in pelle di rospo della Florida un blocco di appunti ed indifferente alle occhiate ansiose che Galileo , Da Vinci e Anita Garibaldi mi lanciano dal loro tavolo di lavoro, sommerso di carte e mappe della città sulle quali sono state tracciate le linee di forza dedotte da L’Oracolo del Pozzo della chiesa di Saint Sulpice, ossia la Sibilla Cumana, in arte l’androide biologico Sat.6 Sunset di settima generazione plus!!
    Al mio fianco il bracco avuto in prestito da Holmes fiuta a destra e a manca, ma per ora non ha cavato un ragno dal buco,
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    Happy birthday Mein Führer canta Sabrina Ferilli in una Parigi parzialmente occupata dai nazisti. Si tratta della zona ucronica alla quale si accede da speciali porte che rimangono aperte solo per un secondo!! L’agente segreto della Gestapo Dead Manus è alla ricerca dell’ufficiale della Wermacht Kurt Caesar in possesso dell’anti arma implosiva capace di neutralizzare qualsiasi tipo di bomba, comprese quelle al neutrino mille più potenti di quelle all’idrogeno. Caesar scomparso nell’interno del quartiere del Marais parte dell’antica zona del tempio, era in compagnia di Jacovitti e pare di Anita Garibaldi, pasionaria che difende a colpi di sciabola i tentativi di ridurre in schiavitù tutti gli androidi genetici A/ super, e questo in nome di tutte le libertà! Questa situazione non garba punto a Leonardus von Gorie , generale dell’OVRA che sotto falso nome – Bruno Arcieri- si è rintanato nell’acquedotto sotterraneo di Montsouris nell’adiacenze del parco omonimo per mettere a punto una super bomba implosiviva che all’atto dell’implosione ridurrà tutta Parigi alla dimensione di una capocchia di spillo.. Intanto il libertario, anarchico e dichiarato nemico di tutte le autorità, Tomaso Prospero detto el Locho, fa una scelta apparentemente insensata, ossia utilizzare una intervento critico del giornalista Comandante Valerio per tentare di connettere qualcosa di così complesso come un romanzo di Philip K. Dick (oltretutto scritto più di 50 anni fa) ai meccanismi e ai ritmi del Giornale VittPop , creatura al servizio della reazione diretto dall’ex toy boy Zauro Le Pen, rampollo di nobile casata alsaziana e pretendente al titolo di Imperatore degli Stati Uniti d’Europa e Terra del Fuoco, ex colonia britannica strappata alla Patagonia/Argentina dopo la guerra delle tre ore. D’altro canto scegliere di fare questa cosa significa cercare la sponda tra quegli spettatori che vorrebbero una fantascienza più casuale nella struttura narrativa e immatura in generale, adatta al cervello ormai telematico dei fans del Giornale Vitt Pop.
    Tomaso Prospero ora dorma beato in compagnia della lupa bianca April Bell che lo sorveglia e protegge come fosse un neonato, poiché è a conoscenza del terribile segreto tramandato da milioni di anni e riguardante la vera natura di Tomaso Prospero, natura della quale lo stesso Tomaso non è a conoscenza, ossia di essere il naturale erede di una super razza preumana sopravvissuta quasi per caso alle leggi implacabili della selezione naturale.
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    Va beh, non credete a quello che appare scritto in questi commenti, Zauro Bifronte li altera con il suo potere mentale!! Ma io ho dalla mia un asso vincente, ovvero un cane sapiente e parlante di nome Izaaco! Da dove viene questo bracco plurilaureato e che dopo aver litigato con Holmes per una questione di quantità di zuppa giornaliera a lui spettante secondo il diritto canino, si è affezionato al sottoscritto dopo una forzata convivenza in una tana rifigio nella tundra siberiana ( Il caso del megaterio del pleistocene) , dove durante il lungo inverno io ho mangiato poco del megaterio surgelato e ho lasciato quasi tutto al cane. Comunque, nel 1923 la famiglia di Izacco detto Azi si trasferì clandestinamente al seguito di un gruppo di esquimesi che attraversano lo stretto di Bering e via Alaska raggiunse gli States, a New York, dove in seguito Izaacco compirà gli studi nel “Dog’s charming Institute “. Il padre acquistò nel 1926 un negozio di ossa di scarto spolpate dal locale macello nel quartiere di Brooklyn e qui, oltre che in altri negozi acquistati in seguito, il piccolo Izaacco passerà gran parte della sua infanzia facendosi i denti. Le doti straordinarie del cagnolino prodigio emerse da subito. Basti pensare, ad esempio, che a soli cinque mesi imparò a leggere da solo e che da quel momento in poi non smetterà più di leggere libri e di studiare. Fondamentale il suo incontro con Holmes durante una partita di caccia avvenuta nel Dorset, mentre Izaacco era ospite dell’Università di Exeter dove era stato invitato a tenere una conferenza sulla robotica nella visione di Philip K. Dick e I. Asimov, i due padri del problema morale nei confronti dell’inconsapevolezza dell’androide geneticamente indistinguibile dall’uomo.
    Ecco perchè ora, con al fianco il fedele bracco plurilaureato e parlante un perfetto italiano, non mi sento solo gettato nel pozzo di Saint Sulpice dal killer inviato da “der Alter”, per chiudermi la bocca per sempre in merito ai profitti miliardari ottenuti da Zaurov le Pen con la diffusione del suo “Pop Giornale” in tutte le celle delle carceri statunitensi e della Cina del nord est!!!!
    Intanto la zarina del crimine “Manus moscia” ha bisticciato con Zaurov per un motivo personale e di caratttere intimo sessuale ( la lunghezza del pene di le Pen) e per tale motivo ha deciso di fargli un dispetto e sta cercando il modo per trarmi d’impaccio assoldando Crepascolo le temeraire, bandito gentiliuomo delle fogne di Belleville, amico intimo dello scrittore Pennac ( che non ha problemi di pen…na!) e che a Belleville ha un vasto seguito di fedeli tagliagole.
    In fin dei conti io e il cane parlante Izaacco non ce la passiamo male quaggiù nel pozzo, poiché sotto alla faglia acquifera si stendono dei tunnel risalenti al periodo di Augusto ( quando a Lutezia sull’isola ora detta di Notre Dame, l’imperatore Augusto aveva una villa dotata di ogni comfort, compresa acqua calda , frigo bar ( non a pagamento), sauna ecc, ecc. Ecco, un tunnel arriva fino a laggiù, dove per un fenomeno di torsione temporale la villa augustea è ancora in piena attività . Però, se Manus , non ricordo più se attualmente moscia o libera, vuole rischiare di suo cercando di opporsi alle falangi naziste di “Der Adler”, fatti suoi!!
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    Izacco mi guarda con un sorriso sornione sul muso canino, poi raschiandosi la gola mi dice:” Tomaso, stai attento prchè quanto ha scritto Patricia Warrick , oggi novantunenne vispa vecchietta, nei riguardi del sistema nazista detto “dell’Alto Castello” per educare le giovani reclute SS è fondamentalmente vero! Infatti è a questo che si riferisce Dick nel suo titolo del romanzo ” L’uomo nell’alto castello” e d’altra parte fra i due ,Warrick e Dick ci fu su tale argomento uno scambio molto interessante di lettere, nell’ambito di un carteggio dal quale risulta chiaro che “L’alto Castello” per antonomaoa è quello polacco dove all’inizio del 1600 le forze armate della cattolicità intransigente si scontrarono sanguinosamente in armi con i protestanti libertari che fecero del loro alto castello simbolo di difesa ad oltranza dei loro diritti di uomini liberi”.
    Guardo l’erudito cane parlante e lo bacio sul testone: ” Izacco , sei la mia luce nelle tenebre, dai, sù, accendi la candela che questo tunnel è irto di insidie, tanto ormai siamo oltre Saint Germain degli ex Prati. In fondo al tunnel mi pare di scorgere movimento… miseriaccia, sono un gruppo di waffen SS nelle loro uniformi nere e davanti a tutti c’è quel cane rabbios… oh, scusa amico mio, quel ratto rabbioso di Himmler in persona.Che faccio Isacco, li demolecolizzo con la forza del pensiero??”-Senza profferir abbaio il cane sapiente estre dallo zaino un flauto a dodici buchi ed inizia a suonare una strana melodia alternante toni acuti e bassi quasi atoni.”Ecco fatto” dice Izacco, sono tutti in catalessi totale, possiamo proseguire la nostra marcia ed uscire alla fermata del metro Chatelet, dove nel solito caos nessuno ci potrà trovare. Poi De la Rue ci condurrà nell’alto castello, là a Vincennes”.
    Io sudo freddo, il castello di Vincennes ha una doppia faccia e anche io che ho super poteri non mi sento sicuro che valga la pena di entrarci per liberare la povera Patricia Warrick, l’unica che conosce tutta la verità”. Il buon ca mi scruta attentamente e sbotta:” Dai, fesso, che paure hai, superuomo fossile!!”:
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    Fer farvi avere una idea che cosa è la fermata sotterranea Chatelet- les halles: Il nodo d’interscambio di Châtelet-Les Halles è una stazione sotterranea ubicata nel primo arrondissement di Parigi.
    E’ costituito da:
    * la stazione ferroviaria di Les Halles, che serve le tre linee RER (Réseau Express Régional = rete veloce regionale) A , B e D;
    * la stazione metropolitana di Les Halles che serve la linea 4;
    * le stazioni metropolitane di Châtelet che servono le tre linee M14, M4 e M1 e le due linee M11 e M7.
    Tutte le stazioni sono collegate fra loro da una fitta rete di corridoi pedonali.
    Nel complesso il nodo sotterraneo di Châtelet-Les Halles è la più grande stazione della metropolitana del mondo.
    La stazione della RER si trova al di sotto del centro commerciale “Forum des Halles”, che è il più grande centro commerciale sotterraneo in Europa.
    I tracciati delle tre linee RER sono tutti paralleli ed orientati da nord a sud. Le tre linee sono ripartite su sette binari, intercalati da quattro piattaforme con accesso dal mezzanino superiore.
    Entrambe le piattaforme centrali, con tre binari complessivamente, sono riservate alla linea D, ognuna per singola direzione di marcia (il binario centrale fra le due piattaforme può essere percorso in ambedue le direzioni).
    Le due piattaforme estreme, con due binari ciascuna, sono riservate alle linee A e B, ognuna per singola direzione di marcia, e sulle quali si può effettuare il trasbordo fra le linee A e B senza cambiare piattaforma ,
    Ehh, io e Isacco ora siamo qui dove transitano decine di migliaia di persone ogni giorno, inoltre siamo lontani dalla fascia di territorio ucronico dove scorazzano le SS.
    Possiamo starci per mesi, ci sono bar, ristoranti alberghi, inoltre possiamo prendere metropolitane o treni per qualsiasi destinazione,
    Crede che Der Alter e i suoi sgherri abbiano fra le mani una brutta gatta da pelare, se intendono individuarci e catturarci,
    Anche de la Rue non avrà un facile compito se vuole ritrovarci. Poi, se anche accadesse, ho deciso che non andremo nell’alto castelle a Vincennes, dalle parti del bois posto ad oriente della zona dei 20 arrondissements parigini . io non mi fido di nessuno ad eccezione di Izacco e di April Bell, la lupa bianca che in certe occasioni è anche gatta.
    Siamo prigionieri in questo luogo recintato di filo spinato che è il Giornale pop? Non pensatelo, noi passiamo attraverso ogni ostacolo solido, abbiamo dei poteri che voi poveri sapiens nemmeno immaginate.
    Addio!

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    Oggigiorno di mezza estate ,nonostante il caldo tutti i Santi vegliano sui poveri mortali, o viceversa i poveri mortali ricordano i Santi nella speranza che qualcosa possa migliorare.
    Non è la prima volta che immagino di essere intrappolato da un luogo dal quale cerco di evadere. E’ una situazione che con subdole varianti sogno spesso, poi mi sveglio e mi alzo anche se è prima mattina e cerco di farmi passare il malumore facendo il caffè! Diciamo che l’affanno quotidiano del vivere si riflette in una situazione che fra l’altro è stata sfruttata in parecchi romanzi o film dove la persona in fuga -quasi sempre innocente- si deve ingegnare per cavarsela in un susseguirsi di situazioni per lui pericolosissime.
    E’ un classico, che ha come variante l’eroe che insegue una preda o comunque deve raggiungere una meta per salvare qualcuno o qualcosa. ( penso al film “Frantic”)
    Entrando nel campo della fantascienza le cose si complicano perchè non c’è limite alle variabili.
    Il romanzo che ora per me anziano lettore è al centro del mio interesse e delle mie fantasie è “L’uomo nell’alto castello ” di Philip K Dick.
    Ora che sono riuscito a trovare quanto a proposito scrisse la signora Patricia Warrick e che fa parte di un lungo carteggio fra lei e Dick, mi sono convinto che certe spiegazioni a proposito di questa o quella cosa del romanzo prima citato, sono nate a posteriori, pensate con il senno di poi dallo stesso autore, compreso il senso dell’intitolazione stessa: L’uomo nell’alto castello.
    Il fatto che Dick abbia tentato più volte di scrivere un seguito a questo romanzo senza mai portare a termine il progetto e facendo confluire quanto a proposito scritto in altri suoi romanzi, mi ha fatto pensare che il romanzo aveva ed ha senso senso anche perché il finale è aperto. Cercarne un seguito che ne sciogla i nodi sarebbe cosa insensata, poichè meglio lasciare i protagonista in uno stato di sospensione, situazione che corrisponde molto a quanto si verifica nella realtà per tutti noi.
    Io che ne so di quello che mi accadrà domani. Nella finzione posso immaginare che i nazisti ucronici non mi cattureranno, che con il cane sapiente al mio fianco e una lupa bianca, presa in prestito da un romanzo di Williamson, che di giorno diventa una bella giornalista dai capelli rossi, uscirò dalla prigione immaginaria che è il vivere quotidiano. Vorrei anche abbattere i recinti d filo spinato, ma come fare se tutto il mondo ne è pieno?
    Mah, quante sciocchezze!!!
    Buona giornata festiva a tutti!

    Izaach si sta spolpando un cosciotto d’agnello arrosto. Siamo qui in un piccolo ristorante che affianca il secondo piano di negozi e bar della nuova sistemazione della copertura detta “Canopé” che di fatto è il tetto di una struttura a “buco” che in quattro ricchissimi piani , a discendere, di infrastrutture porta alla fermata della metropolitana e treni, la stazione ferroviaria delle Halles, che riceve e smista treni da tre grandi “Gares” parigine” . Izaach sospira e si scola un boccale di birra chiara nazionale, sbuffandone la schiuma a sinistra e a destra. Accende un sigaro in barba alle leggi che ne vietano l’uso nei locali pubblici, , poi incongruamente lo spegne premendone la punta sul bordo del tavolo,così facendo mi si avvicina e toccandomi con il muso il naso mi bisbiglia :” Tomaso, pollo mio bello, hai notato che fuori da questo locale stazionano almeno venti agenti dell’OVRA e della Gestapo??” Ma non ti preoccupare ho già azionato la cortina dell’invisibilità che cela la nostra presenza ai loro sguardi. Ho solo risparmiato Saro Le Pen, perché nel suo ruolo di generale della Milizia dei reali carabinieri ha un ruolo contraddittorio in questa vicenda!!” Io sono sbalordito perché di nulla mi ero accorto.”Ma” esclamo, e dove sta Il maggiore dell’ala fascista Manu morta, la diavolessa dell’aria??” Il vecchio ed astuto cane parlante sogghigna e inizia beato la sua narrazione: ”Si parla e si scrivono racconti e romanzi anche per evadere dai problemi sel reale. L’orizzonte plurale delle alternative nasce da un difetto, dall’insoddisfazione di vivere una sola vita, o dall‘incapacità di starci dentro stabilmente e di gestirne la complessità e le contraddizioni, ma attrae anche chi è preda di un eccesso di vita che non riesce a contenere in una sola. Da un lato scatena il desiderio di vite multiple, come per alcuni personaggi del grande Carrère passato ora alla clandestinità con i maquis di Montparnasse (così come il desiderio di viverle immaginandole è stato per lui uno degli stimoli a diventare scrittore): sono una tentazione, o una necessità, un rifugio; ma dall’altro possono anche essere una condanna, come per Dick e per i suoi personaggi. Allo stesso modo i mondi possibili possono anche rivelarsi non altrettante opportunità, ma l’inferno. Se tutte le possibilità che si aprono ad ogni istante e che vengono immediatamente chiuse dall’unico percorso imboccato in quello successivo, trovassero davvero la loro realizzazione in altrettanti mondi possibili e paralleli, in altrettante vite, molto probabilmente non sarebbe l’eternità dei compossibili, l’apertura infinita di tutto a tutto, ma solo quella della condanna. L’infinito realizzato delle possibilità sarebbe l’infinito degli inferni. L’inferno infinito”.
    Sono stupefatto!! Izaach sarà pure un cane mutante ma chiacchera e chiacchera fino a pappolarti il cervello!! Quasi quasi con la scusa di andare alla toilette mi infilo giù per il cesso e scompaio nelle fogne!!
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    Io son chiuso nella toilette e l’inarrestabile Izaach si è accostato alla porta e mentre io perforo il pavimento per cercare una via di fuga sento la sua voce narrate che eccheggia fra le pareti:” Tomaso, ti traduco in diretta quello che mi sta telefonicamente dicendo Valerio Pellegrini:”In questo The Man in the High Castle viviamo la costruzione di personaggi e sub plot per poi vederli continuamente decontestualizzati e sganciati dalla realtà (o dal continuum dimensionale che è forse solo uno tra i tanti) che li ha prodotti. Qui vediamo in filigrana l’inconfondibile tocco dickiano che, affascinato dalla retorica persuasiva dei pubblicitari, adorava spostare le pedine della narrazione manipolando bruscamente le mentalità in relazione alle influenze di poteri forti. In High Castle non interessa tanto filmare azioni spettacolari, quanto piuttosto il modo in cui le mentalità vengono plasmate dagli eventi storici, quelli sì particolarmente spettacolari per chi ama le ucronie”.
    Tace per un attimo il cane blaterante e io che ormai ho creato una apertura adeguata che partendo dal pavimento giunge fino all’ultimo piano sotterraneo dell’edificio, a livello dei treni, mi calo velocemente nel sottosuolo e in pochi minuti riesco a prendere al volo il train grand vitesse diretto a Berlino, dove ho appoggi sufficienti presso l’ambasciata armena da poter proseguire il mio viaggio verso la libertà.
    La libertà?? insomma , lontano dal cane saccente e da tutti gli sgherri di der Master, il capo indiscusso della congiura ucronica.

  7. Mamma mia come sei laconico Sauro!! Ma io a dire il vero coinvolto senza tregua in tutte queste avventure che sto vivendo a Parigi sono stanco morto e la mia espressione stravolta rivela con chiarezza che sono allo stremo delle forze. Vito Mastrorocco che mi ha contattato telepaticamente mentre teneva una video conferenza all’Eliseo insieme al presidente Macron e al suo omonimo italiano Prof. Conte ( Der Graf per la vezzosa signora Merkel che segretamente già lo ama) chiedendomi di Athos e Luca Salvagno, mi scruta interrogativamente: io rispondo rassegnato: ”Fortunatamente non sono reduce da un viaggio attraverso una delle allucinanti realtà virtuali desunta dai romanzi di Philip K Dick!! Solo un folle tragitto sulla metro parigina della linea numero 7 che passa per la stazione di Chatelet nell’ora di punta, quella dei pendolari! Athos Careghi e Luca Salvagno in veste di guardie del corpo di Vito che ha portato con se migliaia di copie del prossimo numero di “Vitt & Dintorni”, a scopo di far proseliti in terra di Molière, tutto dedicato ad un paio di interventi scritti da Prosperus de Tomasi ( prossimo candidato al premio Nobel per la lettura di evasione) relativi ai ruoli assai diversi avuti da Franco Benito Jacovitti su “Il Vittorioso con “L’Onorevole Tarzan” e Franco Caprioli su il mondadoriano “Topolino” con “I pirati cinesi del mare del sud ” in relazione alla campagna pubblicitaria del 1948 dei “Comitati Civici” promossa da Luigi Gedda presidente della GIAC, in prossima uscita ufficiale in Settembre/Ottobre, erano insieme a me, ma la ressa all’interno delle carrozze della Metro era tale che siamo stati separati; c’era- mi pare ma non ne sono certo- anche Rachael insieme ad altri, ma forse lei era all’interno di un vero viaggio a Parigi. Mah? come fare ad accertarsene?? “Rachael, sei stata di recente a Parigi??”. La misteriosa ragazza androide (?) che sempre mi osserva attraverso lo spazio-tempo e pur essendo presente concretamente non esiste, senza nulla dire sbuffa e si allontana in direzione dell’uscita delle Halles/Canopée mentre Ezechiel guaisce sommessamente!! Il cane parlante ha preso una “cotta” per la vezzosa fanciulla non ricambiato e vive le pene dell’amore infelice.
    Zazie lo consola accarezzandolo e sbaciucchiandolo, poi mi prende per mano e mi trascina fuori dalla baraonda della fermata underground di Chatelet – les- Halles .

  8. Ma i commenti sono graditi anche se prodotto rimasticato??

    • I tuoi commenti sono sempre molto graditi, ma lascio rispondere alla nostra luteziologa: Angela Ravetta.

  9. Cara Angela,
    sono qui al bistrot “Chez Sauron” posto all’angolo fra rue de Lyon e boulevard Diderot, a bere vino bianco gelato per cercare di farmi venire una congestione con complicazione dovuta alla dozzina di ostriche che ho ingoiato in fretta e furia. Perché mai una tale lesiva decisione gastronomica?? Per attirare l’attenzione e fare si che qualcuno si interessi a quello che scrivo su Parigi & dintorni.

  10. Monsieur, sono con alcuni miei familiari chez le Léon de Bruxelles al 63 dell’Avenue des Champs Elysées. Stiamo gustando les moules gratinées che le consiglierei caldamente. Il vino bianco gelato è una vera iattura per lo stomaco. Gli Champs sono animati e tutti i negozi sono aperti e c’è un bel passaggio di gente elegante di tutte le razze.
    Ci proponiamo di fare due passi fino all’Arc de Triomphe. Amiamo la douce France e ci piace leggere le avventure picaresche sulle bandes dessinées. Così vi ringraziamo del vostro racconto.
    A’ tout à l’heure…

  11. Beh, ringaluzzito dal fatto che la gentile signora Angela ha risposto a quanto qui da me postato, interrogo con gli occhi la gattina Micia di anni tre – compleanno il 20 Giugno prossimo, domani insomma- che capisce tutto quanto mi frulla per la testa ed esprime con particolari miagolii la sua apprvazione oppure no.
    Ah, questa volta mi suggerisce di non esagerare e per ora lasciar perdere con le fantasie parigine.
    Okay, mi ritiro nella mia cripta a meditare sul domani che mi appare incerto.
    Saluti e baci a tutti.

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